Tag: ADHD

  • ADHD Esperto: “Non è una Vera Malattia”

    Secondo il dottor Bruce Perry, la maggior parte delle persone ad un certo

    punto della loro vita hanno mostrato i segni della condizione, ma i farmaci

    psicostimolanti, come il Ritalin, usati per il trattamento del disturbo da

    deficit di attenzione e iperattività, possono avere effetti negativi di lunga

    durata.

    Già nel 2010, il settimanale tedesco Der Spiegel citava nella sua storia di

    copertina lo psichiatra americano Leon Eisenberg, “padre scientifico

    dell’ADHD”. All’età di 87 anni, sette mesi prima della sua morte, nel corso

    della sua ultima intervista Eisenberg dichiarò: “L’ADHD è un ottimo esempio di

    una malattia fittizia”.

    Secondo Perry, neuro-scienziato presso l’Accademia ChildTrauma di Houston

    (Texas), si ritiene che dal 2 al 5 per cento dei bambini abbiano l’ADHD. I

    sintomi includerebbero scarsa capacità di attenzione, irrequietezza e

    agitazione.”E’ forse meglio vederla come una descrizione, non una malattia…”

    prosegue Perry – “ognuno di noi qualche volta è ricaduto in almeno un paio di

    tali criteri”.

    Curare l’iperattività dei bambini con i farmaci – prosegue Perry – è come dare

    antidolorifici a una vittima di attacco cardiaco: si trascura di cercare la

    causa del problema; e potrebbe essere qualcosa così semplice come una carenza

    di ferro.

    Dal Daily Mail del 30 Marzo 2014

    A cura di Sophie Borland

    Articolo completo: http://www.dailymail.co.uk/health/article-2592641/Expert-

    claims-ADHD-not-real-disease-fits-two-criteria.html

    A fronte di tanta incertezza diagnostica, il CCDU (Comitato dei Cittadini per

    i Diritti Umani – attiva contro le violazioni dei diritti umani in ambito

    salute mentale) denuncia come invece siano ben noti e documentati gli effetti

    collaterali degli stimolanti anfetaminici usati per la cura di questa

    cosiddetta malattia: comportamento anormale, episodi psicotici, mania,

    allucinazioni, problemi cardiovascolari, (ictus, attacco cardiaco), insonnia,

    perdita di peso, inappetenza, scoppi emotivi, irritabilità, morte improvvisa e

    suicidio. Inoltre, l’uso a lungo termine può causare assuefazione e dipendenza

    – cioè servono dosi sempre più elevate.

    http://www.ccdu.org/comunicati/adhd-falsa-malattia

  • Kelly Patricia O’Meara: Il mese della consapevolezza sull’ADHD, una campagna di marketing

    L’associazione “Bambini e adulti con ADHD deficit di attenzione/iperattività”

    (CHADD), uno dei tanti sponsor attivi nel promuovere il “Mese di

    Consapevolezza dell’ADHD”, anche quest’anno non perde l’occasione per

    diffondere informazioni fuorvianti, non verificabili e a-scientifiche, sulla

    presunta, ma mai dimostrata, “malattia del cervello” nota come ADHD: una

    campagna di marketing che non serve il pubblico interesse, ma gli interessi

    finanziari delle case farmaceutiche. Negli Stati Uniti si consumano più

    farmaci per ADHD rispetto al resto del mondo, e la tendenza è all’aumento, ma

    anche in Italia il fenomeno è in preoccupante crescita.

    Il CHADD a lungo è stato criticato per aver appoggiato gli utili delle case

    farmaceutiche anziché gli interessi pubblici: al termine di due inchieste da

    parte dell’International Narcotics Board e la DEA (Drug Enforcement

    Administration (DEA), anche il Congresso degli Stati Uniti ha espresso la

    propria preoccupazione per l’ingombrante presenza di finanziamenti

    farmaceutici in un gruppo per la difesa dei diritti del paziente. Ad esempio,

    nel 2009 il CHADD ha ricevuto 1,6 milioni di dollari, il 36% del suo fatturato

    totale proveniva dalle case farmaceutiche.

    Anche in Italia, i sedicenti gruppi di difesa dei Pazienti ADHD contano sul

    supporto economico di Big Pharma, come se le sette sorelle finanziassero una

    campagna per la difesa dei diritti degli automobilisti!

    E così, pur senza lo straccio di una prova scientifica a supporto di qualsiasi

    anomalia cerebrale riguardo l’ADHD, il CHADD con “ADHD Awareness Month”

    persiste nel continuare il fuorviante mantra:

    Già da lungo tempo quasi tutte le correnti principali mediche, psicologiche,

    educative e le organizzazione negli STATI UNITI hanno concluso che l’ADHD è un

    vero disturbo medico del cervello.

    Suona bene, ma non è basato su fatti. Contrarie a tale affermazione, molte

    comunità all’interno. Tra questi lo psichiatra, Dr. Stefan Kruszewski:

    Virtualmente chiunque in qualsiasi momento può soddisfare i criteri di

    disturbo bipolare o ADHD – chiunque. E la diagnosi attiva il distributore

    automatico di pillole.

    Anche Il Dr. Peter Breggin, uno psichiatra addestrato ad Harvard, è critico a

    riguardo:

    C’è una grande quantità di prove scientifiche sui danni cerebrali causati da

    un uso prolungato di stimolanti anfetaminici (i farmaci utilizzati per

    “trattare” l’ADHD), ma non ci sono prove che dimostrino l’esistenza di

    malattie mentali come L’ADHD.

    Persino Allen J. Frances, l’ex presidente della task force incaricata di

    redigere la quarta edizione della IV edizione del Manuale Diagnostico e

    Statistico dei Disturbi Mentali (DSM, il testo sacro della psichiatria, edito

    dall’American Psychiatric Association) scrive:

    La diagnosi psichiatrica si basa esclusivamente su fallibili giudizi

    soggettivi anziché test biologici oggettivi – aggiungendo, riguardo l’ADHD –

    Penso che abbiamo raggiunto il punto di svolta, e mi auguro che la moda ADHD

    inizi presto a svanire: le diagnosi di esuberanza hanno comportato l’erronea

    classificazione dell’immaturità, fenomeno tipico dell’età giovanile, come

    disturbo psichiatrico. Abbiamo somministrato pillole invece di consentire ai

    ragazzi di crescere. L’industria farmaceutica ringrazia.

    Dal canto loro, nemmeno le istituzioni di controllo medico e farmaceutico sono

    in grado di avvalorare il concetto di “disturbo medico del cervello”. I Centri

    per il Controllo e la Prevenzione delle Malattie (autorità USA che svolge

    alcune funzioni simili al nostro Istituto Superiore di Sanità) lo ammettono:

    Gli scienziati stanno studiando le cause …” e” non esiste una prova

    specifica per diagnosticare L’ADHD…

    Il fatto è – non c’è nessuna prova medica – specifica o no – per la diagnosi

    di ADHD.

    Molto più diretto l’Istituto Nazionale per la Salute Mentale (NIMH):

    Gli scienziati non sono sicuri di cosa provochi l’ADHD.

    Se le massime autorità mediche non sono in grado di fornire alcuna prova

    scientifica a supporto della teoria cerebrale dell’ADHD, non è irragionevole

    concludere che le informazioni fornite dal CHADD e dalle associazioni italiane

    a lei assimilabili, è semplicemente inesatto e pseudoscientifico.

    Non si può fare a meno di chiedersi se (o quanto) questo annuale rigurgito di

    informazioni inesatte circa il presunto “disturbo medico del cervello”, stia

    contribuendo al crescente numero di bambini che vengono diagnosticati e

    trattati con stimolanti anfetaminici.

    Di: Kelly Patricia O’Meara

    Fonte articolo: http://www.cchrint.org/2014/10/16/adhd-awareness-month-a-

    pharmaceutical-marketing-campaign-to-get-more-kids-on-drugs/

    Il Comitato dei Cittadini per i Diritti Umani esorta l’uso di “altre forme di

    gestione e trattamento” per indirizzarsi alle difficoltà comportamentali dei

    bambini.

    Non si tratta di negare aiuto a chi soffre, ma ogni bambino ha diritto alle

    soluzioni appropriate piuttosto che diagnosi affrettate e senza fondamento

    scientifico con somministrazione di psicofarmaci che cercano di annullare i

    sintomi e che impediscono di scoprire ciò che realmente non va nel bambino,

    sopprimendo in molti casi la vera causa dei suoi disagi.

    Kelly Patricia O’Meara

    https://www.ccdu.org/comunicati/mese-della-consapevolezza-adhd

  • TEST ADHD NELLE SCUOLE


    Stanno drogando i nostri figli
    Attenzione ai test nelle scuole!
    Tramite il test vengono segnalati i bambini per portarli sotto “trattamento”. Le “cure” spesso consistono in potenti psicofarmaci. Drogando cosi i nostri figli.
    Anche in Italia è stato commercializzato uno psicostimolante, il metilfenidato, un derivato dell’anfetamina, per la “cura” del controverso Disturbo del Deficit dell’Attenzione ed Iperattività (sigla in inglese ADHD, in italiano DDAI).
    Di questo “disturbo” si è sentito parlare per la prima volta nel 1987, quando i membri della potente Associazione Psichiatrica Americana (APA) ne inventarono il nome e decisero di includerlo nel testo di base dei disturbi psichiatrici. Secondo certa parte della psichiatria tale disturbo l’avrebbero i bambini che si muovono troppo, che si arrampicano, che non ascoltano, che non stanno attenti a scuola, che non svolgono facilmente i compiti, ecc.. Cose che caratterizzano tanti bambini, ma ora ci dicono che sono malati!
    In Italia, fino a marzo del 2003 il metilfenidato figurava nella Tabella I degli stupefacenti. Poi, miracolosamente, è finito in quella degli psicofarmaci. Inutile dire che ciò deve aver facilitato le procedure per la sua commercializzazione. Il metilfenidato era già in commercio in Italia ma nel 1989 venne ritirato a causa dell’abuso che se ne faceva. Veniva dato a coloro che soffrono di narcolessia cioè il bisogno irresistibile di dormire
    Il Comitato dei Cittadini per i Diritti Umani sta distribuendo gratuitamente opuscoli che hanno lo scopo di informare i genitori.
    Per maggiori informazioni www.ccdu.org
    Stiamo anche raccogliendo lettere da spedire alle autorità competenti al fine di chiedere loro di tutelare il diritto di ogni bambino a non essere oggetto di diagnosi psichiatriche errate e a non dover assumere psicofarmaci di qualsiasi tipo.

  • AIUTO O IMBROGLIO?

    La maggior parte degli studi a supporto dell’origine organica di ADHD (o di qualsiasi altro cosiddetto disturbo mentale) sono basati su statistiche che proverebbero (il condizionale è d’obbligo) una correlazione tra una causa organica con un certo tipo di disturbo mentale (che altro non è se non la catalogazione di un certo tipo di comportamento umano).
    Una correlazione (il fatto che due eventi appaiano statisticamente collegati tra di loro) non è una dimostrazione di rapporto causa-effetto.
    La bufala più famosa riguarda uno studio fatto durante la II Guerra Mondiale circa l’accuratezza dei bombardamenti. Lo studio dimostrava una forte correlazione tra la presenza di fuoco di contraerea e l’accuratezza dei bombardamenti. Abbondavano le spiegazioni pseudoscientifiche: “I nostri piloti sono coraggiosissimi e sono più motivati in presenza di fuoco nemico” oppure “Il fuoco nemico è uno stimolo per il pilota che, per sopravvivere, deve centrare il bersaglio”.
    Un ufficiale del Servizio Meteo scoppiò letteralmente dalle risate quando lo studio capitò sulla sua scrivania. La VERA correlazione era con le condizioni meteo: in presenza di nuvole i piloti non vedevano bene i bersagli e,viceversa, la contraerea non vedeva i bombardieri, mentre col cielo sereno entrambi ci vedevano bene, ed entrambi tiravano meglio.In medicina, per esempio, uno studio che dimostri una forte correlazione tra
    mani grandi e piedi grandi non proverebbe che le mani grandi causano grandi piedi (o viceversa).
    Perché una correlazione possa avere valore scientifico, occorre che TUTTE le variabili in gioco siano conosciute e sotto controllo. Nell’esempio di prima la variabile ignota erano le condizioni meteo.
    Ebbene, il funzionamento del cervello e la genetica sono due soggetti sui quali il nostro livello di comprensione è ancora minimo: ci sono dunque un’enormità di fattori sconosciuti e, paradossalmente, con più studiamo questi soggetti con più diventano complessi.
    Per non parlare della psichiatria: i disturbi mentali sono definiti in base a comportamenti e pensieri del paziente, ma c’è un’infinità di fattori che possono causare comportamenti e pensieri: socio-culturali, generazionali, personali ecc.
    Per stabilire dunque una correlazione tra genetica e disturbo mentale bisognerebbe potere escludere qualsiasi tipo di altra causa, mentre la quantità di fattori ignoti e incontrollati in queste statistiche è enorme: e si finisce col sostenere che i bombardieri lavorano meglio quando gli si spara contro.
    Per informare riguardo all’abuso degli psicofarmaci i volontari “Amici di
    L. Ron Hubbard” questa settimana consegneranno presso gli studi medici di Marotta e Senigallia il DVD documentario DSM (Manuale Diagnostico Statistico).
    Per info:
    Aiudi Renata 335 7864031
    10 gennaio 2014