Categoria: Musica

  • “Società Italiana Tamburi a Cornice” -associazione di promozione sociale-

    Se sei un musicista, un appassionato dei tamburi a cornice, del tamburello, della pizzica, delle tarantelle italiane,
    Visita subito il sito della “Società Italiana Tamburi a Cornice” e diventa socio
    La tessera costa solo 10 euro e potrai:
    – avere una pagina web sul sito ufficiale dell’associazione
    Dove potrai pubblicizzare te e le tue attività.
    – ricevere il bollettino ufficiale della “Società Italiana Tamburi a Cornice” e sarai sempre informato delle ultime novità con approfondimenti sul mondo dei tamburi a cornice.
    -diventare protagonista e parte attiva dell’associazione, dove oltre a poter suggerire ed operare sulle tue proprie idee potrai partecipare alla coordinazione di eventi riguardanti la realtà dei tamburi a cornice in Italia come il Meeting Italiano di Tamburello.
    -accedere a sconti e convenzioni come: sconti su corsi, acquisto di tamburelli, ingressi a concerti e a manifestazioni.

    Per Info e Iscrizioni:

    [email protected]

    http://www.myspace.com/tamburiacornice

    www.tamburiacornice.it

  • BACALOV: PIANISTA COMPOSITORE OGGI

    Giovedì 22 ottobre, ore 21.00
    BELLAGIO – Grand Hotel Villa Serbelloni, Via Roma 1

    Luis Bacalov: pianoforte solo
    musiche di I. Albeniz, L. Bacalov , C. Gardel, A. Ginastera, A. Piazzolla, I. Stravinsky

    Luis Bacalov e Rossella Spinosa: due pianoforti
    musiche di L. Bacalov

    (in prima esecuzione “Baires 1 Suite per due pianoforti”)

    Ingresso libero fino ad esaurimento posti
    (ingresso a partire dalle ore 19.45)


    Un grande appuntamento per chiudere la Rassegna Lisztmania 2009; ospite il pianista, compositore, direttore d’orchestra ed arrangiatore argentino, naturalizzato italiano, Premio Oscar: M° Luis Bacalov. Il programma di questa sera è un vero e proprio inno al Pianoforte ed alla tradizione musicale popolare latinoamericana trasfusa nella forma del Tango. La ricerca sulla musica popolare, infatti, ha connotato anche i lavori di diversi compositori europei, tra cui lo stesso Liszt, il quale all’apice della sua carriera si dedicò a illustrare gli aspetti salienti della musica ungherese mescolando musica magiara, tzigana, canto popolare e danza. Il concerto si apre con Ignacio Cervantes, virtuoso pianista e compositore cubano, bambino-prodigio, formatosi poi al Conservatorio di Parigi e con l’esecuzione di Tre Controdanzas; la contradanza (dal francese contredanse; italiano: contraddanza o controdanza; adattamento dell’inglese country dance, ballo campestre) fu introdotta a Cuba dagli schiavi di origine francese. Essa conquistò rapidamente il gusto della popolazione cubana e si può affermare che proprio a cominciare da San Pascual Bailón, contradanza anonima del 1803 e dalle composizioni di Manuel Saumell y Robredo, questa danza si impone come la prima musica veramente cubana. Le sue figure, lineari e circolari, erano eseguite soltanto con le mani e con le braccia, mentre i piedi seguivano sempre lo stesso movimento. Ogni figura aveva un suo nome specifico: paseo, lazo, ala, cadena, cedazo, latigazo, ecc. Il gruppo strumentale che suonava le musiche della contradanza, denominato orquesta típica, era formato da un oficleide (strumento a fiato della famiglia degli ottoni), da un güiro (strumento ricavato dalla corteccia di una zucca ed in cui sono state praticate delle scanalature), da due violini, due clarinetti, un trombone, una cornetta, un contrabbasso e due timpani. La contradanza rimase fino alla seconda metà del XIX secolo il ballo favorito dei neri di Cuba, dopodiché fu soppiantato da altri generi, come la danza (ballo di coppie e di quadri, dove l’uomo e la donna non si toccavano) e il danzón di Santiago de Cuba. All’inizio di questo secolo l’introduzione delle danze afroamericane ha determinato la decadenza e poi la scomparsa in Europa della contradanza, al di fuori della Gran Bretagna, dove ancor oggi sopravvive come danza popolare. Arie di contredanse sono presenti storicamente tra i virginalisti inglesi della fine del XVI secolo, e, nel Settecento, nell’opera di Wolfgang Amadeus Mozart e di Ludwig van Beethoven. Secondo autore della serata è il noto Isaac Albeniz: pianista e compositore spagnolo, erede del virtuosismo lisztiano, conoscitore delle nuove tendenze musicali francesi (aveva studiato e vissuto a Parigi), Albéniz realizzò, con de Falla, Turina e Granados (ciascuno a suo modo, sulla scia di Pedrell) la definitiva emancipazione della scuola spagnola dai modelli stranieri. Celebre è la sua produzione per pianoforte, con la Suite española op. 47, España, Recuerdos de viaje e Iberia. Terzo autore è Juliàn Aguirre, compositore argentino che è riuscito a coniugare il folclore argentino con la tradizione classica; a seguire, un altro noto compositore argentino, ovvero Alberto Ginastera. Lo stile del compositore passò per tre diverse fasi, come da lui stesso riconosciuto, ovvero una prima fase compositiva in cui Ginastera fece largo uso di strumentazione e melodia folcloristica argentina; una seconda fase in cui iniziò – dopo il soggiorno in USA – a sperimentare nuove forme e nuove tecniche compositive, tralasciando gli aspetti più propriamente folclorici ed una terza fase in cui, pur permanendo i ritmi marcati e gli adagi meditativi, l’elemento popolare venne del tutto abbandonato. I due brani di questa sera fanno parte delle Danze Argentine del 1937; la prima Danza del viejo boyero, vede la mano sinistra che si sposta unicamente sui tasti neri, mentre la mano destra unicamente sui tasti bianchi: ciò vuol dire che utilizza due modi contemporaneamente. A dispetto dell’apparente cacofonia, l’attenta scelta dei ritmi e la cura nella testura rendono il lavoro particolarmente interessante; la seconda Danza (Danza de la moza donosa) è in ritmo di 6/8, con una costante tensione alternata a fasi meditative, ripercorrendo inflessioni cromatiche. A chiudere la prima parte, “Tango” di Igor Stravinsky: risale al 1940 ed esiste anche in una versione per orchestra, nata dalla strumentazione del lavoro per pianoforte nel 1953. La seconda parte del concerto si apre con i 3 TanghiEtudes di Luis Bacalov: ad aprire e chiudere due etudes di agilità ed uno meditativo centrale; la fraseologia respira con estrema naturalezza, in un continuo susseguirsi di spinte e di richiami. Carlos Gardel, compositore, cantante ed attore, è stato un personaggio storico nella storia del tango. Trascorre l’infanzia in Uruguay e l’adolescenza tra Montevideo e Buenos Aires; voce di baritono, studia la chitarra e presto, abbandonati gli studi, si dedica all’attività musicale e teatrale. Il primo tango è inserito in un suo concerto nel 1917 al Teatro Empire di Buenos Aires ed è “Mi noche triste”, versificato in lunfardo, ovvero il gergo dei bassifondi di Buenos Aires. Da quel momento inciderà più di 900 tanghi e nel 2003 l’Unesco dichiarerà la voce di Gardel “Patrimonio Culturale dell’Umanità”. Altro grande compositore argentino, dedito al tango, e che non poteva mancare nel programma di questa sera, il chitarrista Angel Villoldo; immediatamente a seguire, il noto Astor Piazzolla. Ascolteremo “Decarisimo”, brano composto nel 1961, in onore di Francisco Decaro, considerato da Piazzolla uno dei più grandi musicisti di tango, e “Inverno porteno”, scritto nel 1970; quest’ultimo è il brano che chiude la splendida Suite delle Quattro Stagioni Portene. A chiusura del concerto, una prima esecuzione assoluta della Baires 1 Suite di Luis Bacalov, nella versione per due pianoforti; il lavoro, in origine per pianoforte ed orchestra d’archi, viene infatti presentato al pubblico della Rassegna Lisztmania 2009 per la prima volta nella versione per due pianoforti. Tre i tempi: un Allegro iniziale (Paralelo a Paralelo), un Andante meditativo (Ricercare Baires1 ) ed un terzo movimento, denso e spinto ritmicamente, ricco di vitaòità ed energia (Tangana Ostinato).

  • A VIENNA IL CONCERTO DI CAPODANNO 2010

    Noteinviaggio offre l’opportunità di assistere al leggendario Concerto di Capodanno nella Sala d’Oro del Musikverein di Vienna. Il programma prevede la sera del 31 dicembre un concerto alla Konzerthaus (Nona Sinfonia di Beethoven – Wiener Symphoniker) o al Theater an der Wien (La Creazione di Haendel – Freiburger Barockorchester), seguiti dalla cena di San Silvestro presso il celebre Hotel Sacher, nel pieno centro di Vienna.

    E la mattina del 1 gennaio (ore 11.15) appuntamento al Musikverein per il tradizionale Concerto di Capodanno dei Wiener Philharmoniker (“Das Neujahrskonzert der Wiener Philharmoniker”). Sul podio Georges Prêtre

    Sabato 1 gennaio ‘10 – ore 11.15

    Musikverein di Vienna – Sala d’Oro

    Concerto di Capodanno 2010

    Georges Prêtre, direttore

    Wiener Philharmoniker

    PROGRAMMA DETTAGLIATO: www.noteinviaggio.it/dettagli_viaggio.asp?area_id=36&paese_id=98&viaggio_id=246

    NOTEINVIAGGIO di Alderan srl – via Giuseppe Sacconi 4/B – 00196 Roma

    tel 06.3220657/9 – fax 06.62209895 – [email protected]www.noteinviaggio.it

  • La Radeca

    La Festa della “Radeca” è il principale avvenimento del Carnevale storico di Frosinone. Si svolge ogni Martedì grasso di Carnevale. La festa è indubbiamente l’evento più atteso dell’anno dai frusinati e quello che meglio racconta e conserva il folklore degli abitanti.Tutti i Rioni Storici della città, ovvero il Giardino, il Centro Storico, La Pescara, Madonna della Neve, rappresentati da gruppi organizzati e vestiti secondo la tradizione dell’epoca partecipano alla festa. A chiudere il serpentone urlante e festante, c’è il carro sul quale spicca il fantoccio del generale Jean Antoine Etiennè Championnet, protagonista del Carnevale frusinate.Sono migliaia ad oggi le persone che si riversano tra i vicoli di Frosione per ballare la canzone dell “Radeca”.Da qui hanno preso l’ispirazione Danilo orsini Paolo Colasanti Piero Toti e Walter Fontana,che hanno pensato bene di rivisitare questo ballo folclorostico e riproporlo in chiave house.5 le versioni presenti sul cd :Club,Carnival.Elettro Vintage e remix di Jurgen Cecconi e Revolution 68.info : http://www.myspace.com/laradeca

  • TRE BAND ITALIANE NEGLI USA CON IL SUPPORTO DELLA FONDAZIONE AREZZO WAVE ITALIA

    La Fondazione Arezzo Wave Italia (fAWI) torna al “CMJ music & film Marathon”, annuale appuntamento newyorkese dedicato alle band emergenti di tutto il mondo, con cui ha stretto una collaborazione già dallo scorso anno. Il 20 e 21 Ottobre saranno presentati gli showcase di due gruppi italiani emergenti: “A Classic Education” di Bologna e “Tiger! Shit! Tiger! Tiger!” di Foligno.

    CMJ è ormai da 29 anni un’occasione di incontro tra i professionisti dell’industria musicale e i giovani artisti che hanno la possibilità di mettersi in contatto con case discografiche e di distribuzione. La maratona musicale, che quest’anno è in programma dal 20 al 24 Ottobre, coinvolge numerosi locali di Manhattan e Brooklyn, locations delle esibizioni delle band presenti nel cartellone che comprende più di 1.000 live set.

    Dopo aver presentato a New York artisti come Carmen Consoli, Avion Travel e Vinicio Capossela, la fAWI vi fa ritorno per il secondo anno consecutivo supportando due formazioni giovani, a sostegno della musica italiana emergente, in linea con la mission di valorizzazione delle produzioni italiane all’estero.

    La serata del 20 Ottobre la musica degli “A Classic Education” animerà il club “Local 269”. La band bolognese conta già molte esibizioni live in Italia e all’estero ed è considerata una tra le migliori novità del 2009, uno dei loro singoli è uscito da poco anche per una label inglese e le recensioni che si leggono sul loro conto sono tutte più che positive.

    La serata successiva, quella del 21 Ottobre, sarà invece la volta dei “Tiger! Shit! Tiger! Tiger!”, già presentati dalla fAWI al CMJ nel 2008. I ragazzi di Foligno, presenti anche all’ultima edizione di Italia Wave lo scorso Luglio, ravviveranno di nuovo il “Lit Lounge”, uno dei locali storici di New York proponendo il loro essenziale indierock americano, nella città che maggiormente ha influenzato la loro musica.

    Ma gli impegni all’estero per la Fondazione Arezzo Wave Italia non finiscono qui: il 9 Ottobre è infatti iniziato negli USA il tour dei veneti “The Mojomatics”. Fino al 24 Ottobre sono previste 15 date di esibizioni live per la band italiana che con la fAWI ha già affrontato un mini tour di 5 tappe in Sudafrica nell’estate 2008. Questa volta la giovane band toccherà più di 10 città statunitensi tra cui Austin, Los Angeles, S. Francisco, Seattle e Denver, e presenterà sul palco, anche tre nuovi singoli da poco realizzati con tre differenti labels americane.

    Info su www.italiawave.com

  • IL 22 OTTOBRE IN EDICOLA CON REPUBBLICA XL LA COMPILATION ‘1969-2009: OMAGGIO A WOODSTOCK’, REGISTRATO A ITALIA WAVE

    Afterhours, Caparezza, Giuliano Palma, Marina Rei, Bugo, il progetto Beautiful di Howie B, Luca Bergia, Cristiano Godano, Riccardo Tesio e Gianni Maroccolo: sono solo alcuni tra i 14 tra artisti e gruppi italiani che hanno reinterpretato brani di Woodstock alla scorsa edizione di Italia Wave e che ora fanno parte di un’inedita compilation in edicola il 22 ottobre con Repubblica XL al prezzo di 9,90 euro.

    Svoltosi a Livorno dal 16 al 19 Luglio Italia Wave Love Festival ha rappresentato un originale tributo a Woodstock nel quara ntennale dello storico raduno americano: la serata inaugurale del festival toscano ha visto alternarsi sul palco dello stadio Armando Picchi il meglio della musica italiana che ha reinventato e reinterpretato i suoni di alcuni dei pezzi più famosi suonati durante i 3 giorni di “peace and music” del 1969. Anche gli altri palchi, musicali e non, hanno reso omaggio al padre di tutti i festival, completando l’omaggio l’ultimo giorno con la presenza a Livorno di Michael Lang, che di Woodstock Festival è stato l’organizzatore.

    I pezzi del cd “ritraggono l’intensità, il caso e l’armonia del tempo” ha detto lo stesso Lang ascoltando le cover degli artisti italiani – “hanno un suono moderno, ma allo stesso tempo filtra dai brani una sensibilità tutta italiana che mostra come siano pezzi senza tempo e dal valore universale“.
    Ottimo il risultato della compilation, a partire dalla cover degli Afterhours, che, con un brano impegnativo come “Suite: Judy Blue Eyes” eseguito a Woodstock da Crosby, Stills & Nash, dimostrano un alto grado di maturità artistica. Caparezza, con la partecipazione di Bugo, rifà invece i The Who, scelti anche da I Ministri, in entrambi i casi energici e sgangherati al punto giusto. Bugo sceglie di giocare anche con un altro brano, con l’artista rock forse più difficile da interpretare: Jimi Hendrix. Riesce nel suo intento, rendendo “Fire” altro dall’originale. Anche Giuliano Palma contribuisce alla compilation, cimentandosi con la nota versione di Joe Cocker di “With a little help from my friends”, il risultato è unico, come solo i Bluebeaters sanno fare. Due brani di Janis Joplin, rispettivamente “Piece of my heart” e “Summertime”, hanno permesso a Marina Rei e a The Niro di mettere in luce le rispettive capacità vocali, l’aggressività per lei e la duttilità per lui. Marina Rei si ritrova nella compilation anche in duo con Paolo Benvegnù, che propone la cover di “Strawberry Fields Forever”, rivedendo l’originale eseguita a Woodstock da Richie Havens. Anche le Luci della Centrale Elettrica hanno scelto Havens: nel cd si trova “Freedom”, che nelle mani de Le Luci diventa cosa nuova, con un testo per metà nella nostra lingua e sulla nostra storia recente. La scelta di confrontarsi con i Jefferson Airplane, e quindi con il ricordo di Grace Slick e delle altre voci del gruppo, ha richiesto una ridefinizione delle canzoni per adattarle alle corde dei giovani emergenti toscani Venus in Furs e dei componenti del supergruppo Beautiful, ovvero Luca Bergia, Cristiano Godano, Riccardo Tesio e Gianni Maroccolo che assieme ad Howie B ha curato il missaggio della cover, oltre che eseguirla dal vivo in anteprima internazionale a Italia Wave Love Festival.
    Samuel Katarro e i Torpedo hanno scelto entrambi i Creedence Clearwater Revival lavorando su “Green river” e “Proud Mary”, avvicinandole allo stile personale degli interpreti italiani. Santana e Uochi Toki, un connubio sulla carta improbabile, ma che nei fatti si distingue per la sua carica ironica.

    Italia Wave ha deciso di destinare il ricavato della compilation alla ONG Action Aid a sostegno della campagna “HungerFree” che chiede ai governi, alle organizzazioni internazionali e alle imprese di fare la propria parte in difesa del diritto di ogni essere umano a un’adeguata alimentazione. “Nella speranza che, oggi come 40 anni fa” – hanno dichiarato Mauro Valenti, direttore di Italia Wave, e Luca Valtorta, direttore di XL – “si possa realizzare, anche con piccoli gesti, qualcosa di buono“.

  • APERITIVO IN CONCERTO 2009-2010 – TEATRO MANZONI – MILANO

    “Aperitivo in Concerto” 2009-2010

    TEATRO MANZONI

    10 concerti

    2 novembre 2009 – 14 marzo 2010

    (n. 8 domenicali – n. 2 straordinari serali)

    COMUNICATO STAMPA

    Aperitivo in Concerto” giunge alla sua venticinquesima edizione: un quarto di secolo può dirsi un’età ormai rispettabile per una stagione musicale, soprattutto in tempi in cui la cultura fatica a sopravvivere.

    Sin dai suoi esordi, la rassegna ha rifiutato la banalizzazione, una certa “plastificazione” della cultura musicale imperante e l’annessa ritualità da “supermercato”, tale per cui i concerti, proposti alla stregua di banali prodotti, più o meno attraenti, sono poi “consumati” con superficialità. Prodotta e organizzata al Teatro Manzoni di Milano da Mediaset e Publitalia ’80, interamente finanziata da fondi privati – fatto, purtroppo, ancora non frequentissimo, in Italia – la rassegna ha inoltre puntato sin dai suoi esordi, pur attenti nei confronti della musica accademica europea, su di un repertorio e su interpreti nuovi. Cuore della ricerca artistica, il processo di globalizzazione all’interno del mondo musicale e i linguaggi – nuovi o riscoperti – i sincretismi, le contaminazioni che compongono il panorama della creatività musicale internazionale ai nostri giorni. Perseguito in un contesto nazionale in cui innovazione e sperimentazione musicali che non siano eurocentriche sono largamente assenti e alla luce di una filosofia di servizio, come prova una politica di prezzi del biglietto d’ingresso senza paragoni, quest’intento spiega di per sé l’unicità della proposta culturale di “Aperitivo in Concerto”, in Italia.

    La programmazione della venticinquesima edizione di “Aperitivo in Concerto” ha preso ulteriormente in esame i fattori e i protagonisti del cambiamento che, di giorno in giorno, stanno trasformando concezioni e forme della cultura musicale che sembravano immutabili. In quest’ottica, è stata accordata particolare attenzione alle performing arts che, oltre a coniugare contemporaneamente più forme linguistiche, si allontanano dallo schema del concerto tradizionale, un rituale sociale e culturale che forse non risponde più alle aspettative della contemporaneità. Il cartellone 2009-2010 testimonia perciò dell’influenza esercitata sulla nostra quotidianità culturale e accademica dalla messe di contributi che affluiscono dall’Asia, dall’Africa, dalle Americhe: il suo tema è quello del viaggio, iniziatico o puramente di piacere, l’esplorazione di altri mondi, la curiosità nei confronti dell’Altro.

    L’inaugurazione del calendario della nuova stagione, quest’anno posticipata al 2 novembre, sarà quindi affidata ad un precursore della globalizzazione culturale, il sassofonista Sonny Rollins, di ritorno a Milano dopo una lunghissima assenza. Da tempo “Aperitivo in Concerto” dedica parte della sua programmazione al jazz, uno dei più innovativi ed influenti linguaggi musicali del Novecento; da qui la “necessità” di celebrare l’anniversario della rassegna con il concerto di un musicista che, nell’universo del jazz, è considerato una vera e propria leggenda.

    Il contrabbassista Miroslav Vitous, strumentista la cui carriera è stata contraddistinta da una creatività curiosa e fuori dai confini, presenterà l’8 novembre una rilettura di composizioni legate al periodo da lui trascorso nel celebre gruppo improvvisativo Weather Report, di cui è stato fra i fondatori. Lo affiancherà un gruppo di notevoli solisti, fra cui il clarinettista Michel Portal, figura di spicco della musica europea.

    Il 29 novembre, andrà in scena in prima europea, A Night In The Old Marketplace, trascinante pièce di teatro musicale tratta da un testo dello scrittore yiddish Yitskhok Leybush Peretz e realizzata dal compositore e trombettista Frank London; un omaggio alla millenaria tradizione multiculturale ebraica con il contributo di una serie di cantanti e strumentisti provenienti da più parti del mondo, come il cantante di origine indiana Manu Narayan (star di musical come Bombay Dreams) o Vinicio Capossela (voce recitante).

    Il noto pianista e compositore americano di radici indiane Vijay Iyer presenterà in prima assoluta il 7 febbraio un suo nuovo lavoro vocale e strumentale, ancora in corso di composizione, in cui – con la partecipazione del cantante e compositore hip hop Mike Ladd, e dei vocalist Pamela Z e Guillermo Brown – opera una fusione fra elementi culturali indiani e materiali tratti dalla tradizione popolare americana, mettendo in musica una serie di lettere inviate ai propri cari da militari americani in servizio in Iraq.

    Il 24 gennaio, l’Either/Orchestra, gruppo strumentale americano guidato dal sassofonista e compositore Russ Gershon, da anni considerato uno fra i più significativi complessi sulla scena improvvisativa, presenterà in prima italiana il frutto di un lavoro di ricerca che conduce dal 2004 insieme ad alcuni straordinari musicisti etiopi. Già applaudito nel corso dell’Ethiopian Music Festival di Addis Abeba, lo spettacolo intitolato An Ethiopian Extravaganza, con ironica e rovesciata allusione agli antichi spettacoli degli ottocenteschi minstrel americani (che presentavano musiche degli schiavi africani in America travestendosi, nerofumo in faccia, da africani-americani), traccia un affascinante percorso alle radici africane del jazz. Con la collaborazione di artisti etiopi come Mulatu Astatke (che molti ricorderanno nell’apprezzata colonna sonora del film Broken Flowers di Jim Jarmusch) e Mahmoud Ahmed, la Either/Orchestra affronterà un viaggio attraverso l’Ethio-jazz, commistione fra jazz e musiche tradizionali africane nata agli inizi degli anni Sessanta.

    Hamid Drake, una fra le massime figure della musica improvvisata odierna, compie anch’egli un viaggio alle radici del sincretismo africano-americano. Nel suo concerto in anteprima assoluta il 31 gennaio, il grande batterista ripercorrà, assieme al gruppo Bindu, il cammino dell’influenza esercitata dalle musiche caraibiche sulla tradizione musicale popolare americana, con particolare attenzione al mondo del reggae, che sarà reinterpretato con la collaborazione del rapper e vocalist Napoleon Maddox (alcuni lo ricorderanno al Teatro Manzoni a fianco del leggendario sassofonista Archie Shepp) e di alcuni fra i musicisti di punta delle scene di Chicago, fra cui il chitarrista Jeff Parker (già solista in un gruppo come i Tortoise).

    Hypnotic Brass Ensemble, una straordinaria orchestra d’ottoni nata a Chicago, in prima italiana il 13 dicembre, ci porterà nel cuore delle nuove comunità createsi nel mondo della musica globalizzata. Cultori della tradizione come festa, della cultura come rito gioioso da condividere con gli altri, Hypnotic Brass Ensemble è una tribù che della musica fa un happening teatrale trascinante: i suoi otto componenti – che da anni si esibiscono per le strade, nei parchi, nelle sotterranee della metropolitana come nelle sale da concerto – sono tutti figli di Kelan Phil Cohran, noto pedagogo di Chicago e per lungo tempo trombettista nella mitica Arkestra di Sun Ra, che a Milano si esibirà insieme a questa sua affascinante e coinvolgente famiglia-orchestra.

    Il concerto del 16 novembre è dedicato ad uno degli artisti con i quali “Aperitivo in Concerto” ha allacciato un proficuo rapporto da molti anni, John Zorn, fra i più significativi creatori musicali contemporanei, che in prima europea presenterà un altro capitolo del suo personale percorso all’interno delle correnti mistiche dell’Ebraismo. Lo storico gruppo Masada (con il trombettista Dave Douglas, il pianista Uri Caine, il contrabbassista Greg Cohen, il batterista Joey Baron) interpreterà, in quest’unica data italiana, una serie di composizioni che Zorn ha dedicato, nella sua serie intitolata The Book Of Angels, a Stolas, angelo caduto, principe infernale, depositario dei segreti dell’astronomia, delle piante velenose, delle pietre preziose. Ospite speciale del progetto è una fra le più importanti figure del jazz contemporaneo, il celebrato sassofonista Joe Lovano.

    Alle molteplici intersezioni fra la tradizione musicale africana-americana e la diaspora culturale africana in tutto il mondo è dedicato l’incontro, in prima italiana il 14 febbraio, fra il World Saxophone Quartet (storica aggregazione fra eccezionali solisti come Oliver Lake, David Murray, James Carter, Hamiet Bluiett) e M’Boom, gruppo fondato nel 1970 dal leggendario batterista e compositore Max Roach, che comprende alcuni fra i migliori percussionisti e batteristi sulla scena musicale internazionale: Eli Fountain, Steve Berrios, Warren Smith, Ray Mantilla e Joe Chambers.

    Chiuderà la venticinquesima edizione di “Aperitivo in Concerto”, il 14 marzo, l’esibizione di un grande pianista, Stanley Cowell, la cui arte, di supremo livello tecnico e concettuale, rappresenta uno dei vertici del pianismo jazzistico moderno.

    La programmazione di “Aperitivo in Concerto”, da lungo tempo impegnata nel presentare esclusivamente eventi caratterizzati da un pensiero originale e creativo, al di là d’ogni steccato stilistico o linguistico, ha messo al centro della sua politica d’innovazione, cosmopolitismo e spettacolarità la molteplicità di codici e tradizioni culturali che caratterizzano la contemporaneità.

    La libera circolazione della cultura e la volontà di contribuire all’abolizione di ogni frontiera sono valori che emergono peraltro dal semplice esame dei passati cartelloni della rassegna, tra i cui ospiti meritano d’essere ricordati: Kristjan Järvi & Absolute Ensemble, Mike Ladd, DJ Spooky, Diavolo Dance Theatre, Hubbard Street Dance Chicago, John Zorn, Bobby McFerrin, Masada, Philip Glass, Lou Reed, Ornette Coleman, Chick Corea, Dave Brubeck, K. D. Lang, Steve Martland, Ryuichi Sakamoto, Hanna Schygulla, Archie Shepp, Juliette Gréco, Dave Holland, Jaques Morelenbaum, João Bosco, Patti Smith, Hamiet Bluiett, David Murray, Amiri Baraka, Roswell Rudd, Marianne Faithfull, Andrew Hill, Hélène Grimaud, Gonzalo Rubalcaba, London Sinfonietta, Brodsky Quartet, Electric Masada, Uri Caine, David Byrne, Sam Rivers, Abdullah Ibrahim, Terence Blanchard, Elvis Costello, Lee Konitz, Dave Douglas, Klezmer Conservatory Band, Oregon, Alva Noto, Vladimir Ashkenazy, London Brass Virtuosi, Carla Bley, Joshua Rifkin, Wayne Shorter, John Wallace Collection, Peter Donohoe & Martin Roscoe, Oliver Lake, Steve Coleman, Manolo Sanlúcar, Jin Xing Dance Theater, Jack DeJohnette, Evelyn Glennie, Carmen Linares, Joe Lovano, Brave Old World, Ute Lemper, I Percussionisti della Scala, Art Ensemble of Chicago, Ivan Lins, Wayne Marshall, Blind Boys of Alabama, London Saxophonic, Icebreaker, Tommy Flanagan, McCoy Tyner, Cecil Taylor & Max Roach, Kim Criswell, Christian Lindberg e molti altri ancora….

    per ulteriori informazioni:

    Viviana Allocchio

    Iniziative Speciali

    Teatro Manzoni

    Via Marina, 1

    20121 MILANO

    tel.: 02781253 – 02781254

    fax: 0276281604

    e-mail: [email protected]

    Nicoletta Tassan Solet

    Studiomusica PRESS|PR

    Via Farini 53

    41121 Modena

    Tel. 059 24 54 86 – 348 64 18 066

    Fax 059 235875

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    1. Inviare la richiesta di iscrizione a [email protected] indicando: – Nome e Cognome –

    2. Recapito telefonico – Corso che si ha intenzione di frequentare

    3. Attendere la risposta da parte dell’organizzazione riguardo alla disponibilità dei posti

    4. relativi al corso prescelto

    5. Procedere al pagamento della quota relativa al corso prescelto come segue: versare la

    6. quota

    • tramite carta Postepay num. 4023 6004 3325 5496 intestato a Mirella Murri

    • tramite c/c 544/11, Monte dei Paschi d Siena Ag 49 Roma ABI 01030 CAB 03249,

    • IBAN IT05F0103003249000000054411, intestato a l’Ottava Tuttaltramusica di Mirella

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  • Una concreta opportunità di lavoro per tutti i sound designer italiani.

    LIVORNO, 29 Settembre, 2009 — A&G Soluzioni Digitali® annuncia la disponibilità immediata di un nuovo prodotto destinato a far diffondere l’arredamento acustico tridimensionale anche in Italia come nel resto del mondo. X-spat player è un lettore audio multi-canale che può diffondere suoni ed ambienti di qualità superiore a qualsiasi altro sistema surround disponibile in commercio, in virtù del suo algoritmo 3D-EST™, brevettato a livello mondiale dalla casa toscana. L’arredamento acustico è divenuto da tempo una esigenza fondamentale per alberghi, musei, palestre, centri benessere, gallerie d’arte e locali pubblici o residenziali all’avanguardia nel gusto e nello stile, e lo X-spat player rappresenta la soluzione “Made in Italy” ideale ad un costo più che accessibile.
    “A&G Soluzioni Digitali ha semplicemente inventato una nuova modalità d’installazione e distribuzione dei paesaggi sonori 3D. Utilizzando il social network yoursoundscape.ning.com, valorizza il talento dei migliori compositori di musica strumentale e soundscape che costituiscono con le loro opere una vasta libreria originale di contenuti su SD card, sotto licenza Creative Commons 2.5 per l’Italia; nel suo shop in PayPal e-commerce (www.3Daudioshop.com) permette a qualsiasi utente od installatore di X-spat player l’acquisto di card sempre nuove e di vario genere, includendo nel prezzo un servizio esclusivo di personalizzazione…” afferma Luigi Agostini, amministratore unico della A&G “…senza precedenti nel mercato della distribuzione audio. Il privato utilizzatore, o l’installatore per lui, può inviare insieme all’ordine le caratteristiche del suo sistema audio X-spat player, come il numero e la posizione delle casse acustiche utilizzate e la dimensione dell’ambiente. I sound designer di yoursoundscape gli offriranno gratuitamente l’impagabile servizio della personalizzazione individuale dei paesaggi della card, esattamente per l’ambiente che lui intende arredare acusticamente! Il fortunato utilizzatore riceverà le card comodamente a domicilio, e tutto questo ad un costo veramente irrisorio per la qualità audio ottenibile e nel modo più semplice possibile. Gli basterà infatti inserire la nuova card nello slot del suo X-spat player e premere play come su qualsiasi altro apparato elettronico a noi familiare.”
    A&G Soluzioni Digitali ha dato inizio all’evoluzione della produzione audio in 3D negli anni 90 partecipando allo E.A.S.Y. European Project ed ha re-inventato la 3D Audio Workstation nel 2004 con la sua X-Spatialisation Card per Apogee Rosetta 800. Oggi, A&G Soluzioni Digitali continua a guidare l’innovazione del suo settore industriale con le sue 3D Audio Workstation e le sue applicazioni professionali per iPhone® e per il sistema operativo Apple Mac OS X.
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