Categoria: Informatica

  • MEF lancia il Service Operations Committee per il miglioramento dei processi Ethernet

    Il Metro Ethernet Forum annuncia il Service Operations Committee (SOC), che ha l’obiettivo di definire uno standard per i processi di acquisto e di vendita, il provisioning e il funzionamento dei servizi definiti dallo stesso MEF. Il comitato affianca quelli già esistenti – tecnico, di marketing e per la certificazione – ed è presieduto congiuntamente da Allan Langfield (Comcast) e Shahar Steiff (PCCW Global).

    Per i service provider, il nuovo comitato significa contratti più consistenti e una maggiore chiarezza per le diverse funzionalità e i servizi offerti, e un processo di vendita standard che tiene in considerazione le peculiarità legislative locali e le differenze esistenti tra i servizi Ethernet e i servizi TDM. Il primo risultato sarà quello di migliorare la qualità dei servizi e di ridurre la lunghezza delle descrizioni dei servizi stessi nei contratti, in modo da semplificare i processi di acquisto.

    “Abbiamo creato questo nuovo team per capire come il MEF può concretamente facilitare l’adozione di Ethernet”, ha dichiarato Nan Chen, presidente del MEF. “Questa è la seconda maggiore iniziativa del MEF nel 2013 dopo il lancio del CloudEthernet Forum, nato per rispondere in modo specifico alle sfide poste dal cloud alla distribuzione dei servizi Ethernet tra data center dispersi su grandi aree geografiche”.

    http://www.metroethernetforum.org

  • G Data: Malware per Android in aumento. E il peggio deve ancora venire

    Per i cyber criminali Android è il principale obbiettivo tra le piattaforme mobili. I G Data Security Labs hanno registrato quasi 520.000 nuovi file pericolosi per questo sistema operativo nella prima metà del 2013 come evidenziato dall’ultimo G Data Mobile Malware Report. Versatili Trojan sono l’arma più usata dai criminali online per indurre gli utenti a cadere nelle loro trappole. Nello sviluppare app dannose i criminali fanno anche affidamento su complessi mascheramenti per i codici del malware in modo tale da rendere le analisi più difficoltose e nascondere le funzioni pericolose per quanto possibile. Un’altra tendenza è l’utilizzo crescente di speciali malware kit che rendono più facile anche ai criminali meno esperti il furto di dati. Per la seconda metà dell’anno G Data di aspetta che il malware Android cresca tre volte tanto e i criminali online sviluppino un approccio più a lungo termine per i loro attacchi.

    “Con oltre 520.000 nuovi malware per Android il flusso di malware per dispositivi mobili stabilisce un nuovo record. Una nuova tendenza nel cyber crime è quella di sviluppare degli speciali kit malware che sono facili da utilizzare anche per i criminali online meno esperti”, spiega Ralf Benzmüller, head of G Data Security Labs. “Android manterrà la sua posizione di predominio nel segmento degli smartphone e dei tablet per tutti i prossimi mesi. Per questo ci aspettiamo che il mobile malware triplichi”.

    Un numero sempre più crescente di app malware individuate dai G Data Security Labs sono state manipolate con complessi codici di camuffamento che rendono ancora più difficili le analisi manuali o automatiche di individuazione. Gli attacchi, inoltre, fanno spesso sempre più affidamento su schemi a lungo termine: “I criminali nascondono le funzioni pericolose in app manipolate in modo tale da impedire agli utenti di scoprirle e di rimuovere l’applicazione stessa. Questo significa che l’app dannosa rimane attiva sul dispositivo mobile infetto il più a lungo possibile in modo tale da guadagnare soldi con servizi premium o rubare dati personali a secondo di quello che ci si è prefissati”, specifica Benzmüller.

    Quasi 520.00 nuovi malware in sei mesi

    Nella prima metà dell’anno i G Data security Labs hanno registrato un totale di 519.095 nuovi malware. Facendo un paragone con la seconda metà del 2012 questo siginifica un incremento del 180%. Il numero della famiglie di malware è raddoppiato fino a 454. Tra i malware classificati i Trojan hanno una percentuale dell’86%-

    Tre tendenze per il cyber crimine nei prossimi messi

    – Triplicato il numero dei nuovi malware per Android: il numero dei nuovi malware continuerà ad aumentare in maniera simile alla crescente popolarità di smartphone e tablet che utilizzano il sistema operativo di Google. Gli esperti dei G Data Security Labs si aspettano una crescita tripla per la seconda metà del 2013.

    – Popolarità in crescita per i malware kit: lo sviluppo e la vendita dei malware kit continuerà a essere un trend lucrativo per il cyber crime anche nella seconda metà dell’anno. Questo perché i kit rendono facile per i criminali inesperti diventare dei veri e propri criminali online. La vendita di questi kit al mercato nero produce notevoli profitti, come pure i costosi servizi premium.

    – App malware ancora più mascherate: le funzioni malware nelle app manipolate sono sempre più mascherate, sia nel codice di programmazione, fatto questo che rende le analisi più difficoltose, sia nella funzionalità dell’app stessa. Ciò rende più difficile per gli utenti individuare e rimuovere le app contenenti malware. Questo, inoltre, consente ai criminali di spiare gli utenti e i loro dispositivi mobili il più a lungo possibile e sfruttarli per i loro propositi criminali,.

    Potete scaricare la versione integrale del Mobile Malware Report (in inglese) dal seguente link: http://www.gdatasoftware.com/security-labs/information/whitepaper.html

  • La piattaforma online per la gestione delle risorse umane di Cezanne HR da oggi disponibile anche su smartphone e tablet

    Già disponibile la versione Android, nei prossimi mesi sarà lanciata anche quella per iOS di Apple e saranno integrate ulteriori funzionalità “social”.

    Gestire le risorse umane attraverso il proprio dispositivo mobile è oggi una realtà. Cezanne HR ha annunciato la disponibilità di Cezanne OnDemand, la propria soluzione cloud (SaaS) per la gestione delle risorse umane, anche per smartphone e tablet.

    La decisione dell’azienda è supportata dalla crescita d’importanza dei device mobili oltre che nella vita quotidiana anche a livello aziendale.

    Secondo una recente ricerca pubblicata da Google, Our Mobile Planet, in Italia la penetrazione degli smartphone è quasi raddoppiata negli ultimi due anni: si è passati dal 24% della popolazione nel 2011 al 41% nel 2013. Inoltre, il 63% degli utenti accede a Internet ogni giorno dal proprio smartphone. E questo accade anche nel mondo business.

    La crescente mobilità e flessibilità dei lavoratori hanno creato l’esigenza di avere molteplici canali di comunicazione e di interazione tra le persone e la propria organizzazione e di rimanere connessi alle informazioni aziendali in ogni momento, da ogni luogo”, ha commentato Gianfranco D’Aurelio, Group Product Manager di Cezanne HR.

    La nuova piattaforma di Cezanne HR per dispositivi mobili nasce, dunque, per supportare questo cambiamento organizzativo in cui la mobilità e l’accesso alle informazioni sono diventati elementi essenziali per supportare le prestazioni professionali all’interno delle imprese.

    A differenza di altre soluzioni software HR presenti sul mercato che hanno scelto un approccio “responsive” basato su HTML per coprire con un’unica web-app tutte le tipologie di device (evidenziando tuttavia criticità in termini di performance e usabilità dell’applicazione vista la consistente mole di dati transazionali da gestire), Cezanne HR ha scelto un approccio “nativo” che prevede una soluzione dedicata per ciascuna piattaforma (iOS, Android).

    Questo consente di sfruttare al meglio tutte le potenzialità dei sistemi operativi presenti sui diversi device e garantire un’interazione avanzata, consistente con le abitudini degli utenti e un’esperienza navigazionale immediata ed intuitiva”, spiega D’Aurelio.

    La soluzione Cezanne OnDemand per il mobile consente agli utenti di avere accesso in tempo reale ai propri dati, alla rubrica dei contatti aziendali, pianificare ferie, richiedere permessi e autorizzazioni, notificare assenze per malattia e verificare il calendario assenze dei propri colleghi e del proprio team. I responsabili in qualsiasi momento possono rispondere tempestivamente alle richieste dei collaboratori. Risposte rapide, efficienza e maggior tempo quando si è in ufficio da dedicare ad attività a maggior valore aggiunto.

    La prima versione mobile di Cezanne OnDemand è disponibile su piattaforma Android ed è già prevista la versione per IPhone nei primi mesi del 2014.

    All’interno di questa versione sono previste nuove aree applicative social tra cui i Gruppi di Lavoro ed il Portale HR per interagire con i propri colleghi e ricevere notifiche in tempo reale sugli annunci e le news aziendali pubblicate”, conclude il Group Manager di Cezanne HR.

  • Web Agency, una realtà in evoluzione

    Oggi il nostro mondo è in continua trasformazione e i cambiamenti stanno avvenendo ad un ritmo sempre maggiore. Internet ha modificato la trasmissione delle informazioni cambiando radicalmente il modo di comunicare e di relazionarsi. Tanti lavori sono scomparsi per lasciare spazio a nuove professioni. I 4 profili più richiesti oggi, 10 anni fa non esistevano. La ricetta per sopravvivere e fare business in un mondo come questo è quella di evolversi e crescere continuamente. Darwin sosteneva che non è la specie più forte che sopravvive, ma quella che si adatta meglio ai cambiamenti, e oggi vediamo che questa affermazione è più che mai attuale.

    Prendiamo l’esempio delle web agency, cosa è cambiato nel lavoro e negli skill rispetto a 10 anni fa?
    La risposta è … non proprio tutto, ma quasi.
    Quando Internet ha cominciato a prendere piede nel business le web agency si affiancavano alle aziende per creare la loro presenza online, consigliando e guidando le aziende nelle scelte di comunicazione. Le web agency erano gli esperti che conoscevano come organizzare i contenuti per renderli più fruibili agli utenti, come creare una grafica coerente con il brand e come sviluppare pagine html. Oggi non è più così, tutti abbiamo conoscenza del mondo internet perché ogni giorno utilizziamo servizi home banking, prenotazione aerei o treni online, ma anche banalmente utilizziamo internet per fare la spesa. Il web è entrato prepotentemente a fare parte della nostra vita e con la diffusione dei social network e dei blog i clienti entrano in contatto diretto con le aziende. Le web agency devono cambiare il loro ruolo e diventare dei mediatori in questo rapporto. E’ un cambiamento difficile perché al posto di creare semplici progetti, le web agency devono ascoltare e interpretare quello che i clienti dicono attraverso i canali digitali. Le web agency devono creare un rapporto continuativo e di fiducia con i brand e devono affiancarli nella creazione della strategia digitale. Inizialmente con la pianificazione degli obiettivi e poi attraverso l’interpretazione dei dati e dei risultati. La pianificazione degli obiettivi è molto importante perché da qui si capisce che cosa il brand si aspetta dalla strategia social:
    – Aumentare le visite
    – Accrescere la fedeltà al brand
    – Chiedere ai clienti giudizi e suggerimenti sui prodotti e sull’azienda sono solo alcuni esempi.

    Definiti gli obiettivi il compito della web agency è quella di suggerire e fornire gli strumenti per mettere in contatto il brand con i propri clienti. Ogni strumento ha una sua funzione: il blog, twitter, facebook, linked’in, pintarest, foursquare sono alcuni degli strumenti con cui i brand possono creare delle relazioni con i propri clienti. Spesso però si pensa che basti creare la pagina aziendale su questi tool per fare social marketing, ma non è così. E’ a questo punto che entrano in gioco le nuove professionalità delle web agency. Per ottenere i risultati desiderati è importante impostare una strategia di marketing che coinvolga a 360° l’esperienza del cliente. Una comunicazione globale e ben strutturata permetterà ai clienti di entrare in contatto diretto con l’azienda e di fornirgli le informazioni che si aspetta.

    Spesso le web agency devono aiutare anche i brand ad impostare il modo con cui comunicano con i propri clienti.
    Le aziende sono spesso troppe condizionate dalla propria realtà e non riescono ad astrarsi e ha parlare ai propri clienti con un linguaggio semplice e diretto.

    All’interno delle web agency vanno quindi coltivate nuove professionalità
    tra cui il social marketing, il copy strategico, il seo che si uniscono a quelle tradizionali di vendita e di comunicazione persuasiva.

  • L’architettura in realtà aumentata di Experenti 2.0

    La realtà aumentata trasporta un progetto architettonico dal disegno stampato sulla carta alla realizzazione dello spazio digitale.

    Experenti 2.0 dà nuova forza espressiva al modo di comunicare idee e prospetti in architettura.

    La planimetria di un edificio, riportata con legenda e misure su una scheda esemplificativa, viene aumentata diventando una rappresentazione tridimensionale a colori visualizzabile sullo schermo del dispositivo che la inquadra.

    Sull’altro lato della scheda potrebbero invece trovare posto informazioni relative alle idee, alla filosofia, alla storia che c’è dietro ogni progetto, e spesso rimane invisibile pur essendo molto importante. Inquadrando la foto di un edificio già realizzato, per esempio, l’applicazione fa partire un suggestivo filmato timelapse in cui l’utente vede scorrere rapidamente le immagini che documentano la costruzione dell’edificio in tutte le sue fasi.

    Nello stesso contesto, la fotografia dell’architetto responsabile del progetto e un titolo anticipano la presenza di un’intervista, che successivamente prende vita con la registrazione video che appare sullo schermo del dispositivo.

    Sia l’aspetto tecnico che quello creativo, che caratterizzano in modo ugualmente importante un progetto architettonico, possono essere comunicati in modo molto coinvolgente e sorprendente con la realtà aumentata di Experenti 2.0.

    Per leggere l’intero articolo e saperne di più sull’applicazione, che è disponibile su Google Play per il sistema Android: http://www.experenti.com/experenti-2-0-la-realta-aumentata-larchitettura/

  • Web agency: a cosa servono?

    Il mondo della comunicazione è in continua evoluzione, non si può restare fermi: se fino a dieci, quindici anni fa, a vere un sito vetrina era sinonimo, per le imprese, di avanguardia e vantaggi competivi, oggi non è più così.

    Avere un sito non è sufficiente per trovare i propri clienti: nel mare magnum di internet, dove ogni giorno vengono messi on line centinaia di nuovi siti, non basta esserci. Bisogna operarsi per farsi trovare, oltre che dare agli utenti motivi validi e sufficienti per interagire con il sito, e quindi con l’azienda che c’è dietro.

    Per rispondere a queste esigenze nascono le web agency, moderne agenzie di comunicazione capaci di progettare, realizzare e gestire progetti di comunicazione a 360°, che integrano comunicazione on line ed off line, coordinando la presenza sui vari media ed ottimizzando i contenuti caso per caso.

    E’ compito di una web agency, dopo aver concordato gli obiettivi da raggiungere con i clienti, pianificare la presenza sui media, tenendo presente la realizzazione o implementazione di siti web, blog, pagine e profili social; pubblicizzare l’azienda in modo innovativo con eventi, attività viral e guerrilla, web pr.

  • Da Azeta Ufficio arriva il potente software per la gestione della manutenzione “Future Mobile”

    Le aziende che si occupano oggi della manutenzione degli impianti più diversi – ascensori, sistemi di condizionamento, attrezzature industriali, caldaie e molti altri ancora – un tempo basavano le loro attività principalmente sui dati cartacei.

    Oggi, grazie alla rivoluzione tecnologica ed informatica, tutto si è trasferito su un piano digitale. Le vecchie schede da compilare a mano sono state infatti sostituite dai palmari, piccoli terminali portatili che presentano numerosi vantaggi.

    Innanzitutto l’operatore ha a disposizione tutte le informazioni necessarie (indirizzo, proprietario, anno di costruzione, modello, storico degli interventi…) sul suo palmare, che viene impiegato anche per la registrazione dei lavori eseguiti. In questo modo si salta a piè pari la redazione e la trascrizione dei moduli cartacei, con un evidente risparmio di tempo e denaro.

    È però necessario scegliere con molta attenzione il fornitore di questi servizi hardware/software, poiché non tutte le proposte sono eguali in termini di efficienza, sicurezza ed affidabilità. Optando per il software completo Future Mobile e per i palmari di ultima generazione di Azeta Ufficio si avrà la certezza di disporre di una delle migliori soluzioni per la gestione della manutenzione di impianti.

    Grazie a questa proposta Azeta Ufficio, personalizzabile al 100% in base alle esigenze del cliente, gli interventi di manutenzione saranno resi ancor più efficienti, così come le comunicazioni tra sede centrale e addetti sul campo che avverranno in tempo quasi reale.

  • Evitare grattacapi: l’uscita rinviata dell’iPad mini 2

    È stata posticipata l’uscita dell’iPad mini 2. Se ne parla, secondo indiscrezioni, per la primavera del prossimo anno. La Apple si trova di fronte ad alcuni grattacapi.

    Da un lato rischia di lanciare sul mercato tutti nello stesso periodo i nuovi dispositivi mobile. Ciò produrrebbe un sovraffollamento di prodotti, per cui i clienti ne acquisterebbero solo uno – il preferito – sacrificando gli altri. In gergo viene detto “cannibalizzare”.

    Dall’altro, se la casa di Cupertino decidesse di commercializzare l’iPad mini 2 alla fine di quest’anno, si troverebbe – a distanza di pochi mesi – a dover affrontare l’agguerrita concorrenza del Nexus 7 di Google. L’iPad mini 2 si troverebbe così – fatto mai verificatosi finora – ad avere delle specifiche tecniche di livello inferiore rispetto ad uno smatphone non Apple.

    Di fronte a queste due ipotesi molto realistiche e nello stesso tempo inconcepibili, i top manager della mela mozzicata avrebbero optato per una posticipazione della data d’uscita dell’iPad mini 2. Nelle loro intenzioni, questo supporto mobile di punta dovrebbe subire un restyling decisivo, tanto dal punto di vista del design che delle funzionalità hardware.

    L’iPad mini 2 deve essere – come i suoi predecessori – largamente apprezzato, per il fatto di offrire specifiche di profilo elevato, unite alle ridotte dimensioni e a un’ottima praticità. Un prodotto insomma che sia il migliore del settore e che faccia vivere anche in stato di mobilità la magia delle creazioni Apple.

  • Fare SEO, sperimentazione e unicità.

    Fare SEO dopo Penguin 2.0, non è più difficoltoso, è diverso. In precedenza le tecniche usate dai Seo Stretegist, erano quasi tutte uguali, con qualche eccellenza, cioè chi aveva un reparto di linkbuilding per popolare di link blog, webzine e forum, intrattenendo discussioni e posizionando gli anchor text in maniera strategicamente studiata. Oggi è cambiato un pò tutto, il numero di backlink conta di meno, conta di più la qualità del link e la qualità del contenuto nella quale è presente il link. Si è spostato quindi il lavoro dal data entry alla stesura di contenuti multipli e di qualità. In realtà nessuno conosce con precisione quale sia procedura da seguire per salire nelle serp e posizionarsi in prima pagina per le parole competitive, tutti si basano su intuizioni, sperimentazione, informazioni rilasciate da google, condivisione delle esperienze con altri seo strategist. Le basi per fare SEO onsite sono oramai conosciute dal grande publico, anche se molti aspetti sfuggono ai più proprio perchè si va dall’ html, alla semantica costruttiva, ai title h1, h2, h3, alle Url (quindi occorre un buon strumento sef se si usano cms o ecommerce), per poi passare al copy vero e proprio, quindi con le problematiche della keyword density, l’ importanza del titolo, e i meta. E’ tutto chiaro e cristallino, chi lavora meglio e con scrupolo a tutti questi dettagli ha una buona probabilità di essere bene indicizzato, e di salire nelle serp nella ricerca organica. Il problema è la reputation, il vecchio link building. Ecco, ne avrete letti di articoli su come fare link building post Pengiun 2.0, alcuni hanno scartato gli articol marketing, altri le web direcory, insomma, non c’è una procedura precisa da seguire, ma sono molte le possibilità. Ultimamente sembrano state declassate le directory a pagamento, google ne aveva molto parlato in passato senza fare niente, mentre con l’ ultimo rilascio sembra che abbiano messo in atto questa nuova regola, no directory a pagamento, o comunque pochissime rispetto a quelle naturali che sono sempre meno efficaci, più per la modalità con cui vengono popolate che per lo strumento in se per se. Ad ogni modo è un argomento dove quello che contano a parte le teorie sono i risultati, e quindi la sperimentazione. Sperimentare vuol dire avere tempo, budget, e siti su cui poter testare le diverse tecniche. La parola d’ordine di Penguin 2.0 è qualità, ripetitività, unicità del contenuto. Per fare questo occorre scrivere molto e bene, per accaparrarsi l’utente e gli spider, scrivere il solito argomento attraverso diverse interpretazioni rendendo il contenuto unico o quasi. Ovviamente se si devono popolare 3000 directory è impossibile creare 3000 contenuti e titoli, e sottoporli, anche perchè ci vorrebbe una quantità di link builder e copy, il cui costo sarebbe pribitivo anche per molte grandi aziende. La bravura stà nel trovare la giusta formula affinche i contenuti non vengano considerati spam, e siano profiqui alla campagna SEO. Fare SEO non è matematica, anche se c’è chi cerca di trovare formule che si prestino a qualsiasi sito, a quasiasi parola chiave e a qualsiasi categoria, la verità è che ogni lavoro è un lavoro custom che parte dall’analisi del dominio e dei sui trascorsi, alla creazione di una strategia che solitamente si consuma nell’ arco di 3-6 mesi. Le migliori ovviamente sono quelle che usano tutti gli strumenti disponibili, con cura e prudenza, anche se è possibile osare senza eccedere. Fare SEO è un lavoro quotidiano, dove l’esperienza gioca un ruolo fondamentale, e ripeto la sperimentazione. Un SEO che non fa esperimenti, è un SEO che non cresce, e questo settore è in continua evoluzione, cambia un algoritmo e vanno spostate le risorse. Le grandi aziende Seo hanno avuto grandi mutamenti, con cambiamenti radicali, sia strategici che operativi, dovendosi reinventare. Alcune professionalità sono dovute evolvere altre sono state ridimensionate. Molti seguono corsi per avere risultati, ma sono pressoche inutili, perchè un seo strategist, non svela mai i segreti con cui raggiunge i risultati, un apprendista seo se non si aggiorna per conto proprio non crescerà mai rimanendo sempre uno dei milionesimi SEO search engine optimizer in circolazione. Sperimentaazione e Unicità sono le uniche armi per migliorare il posizionamento. http://ecommerceseomarketing.blogspot.it

  • l’importanza di un SEO Specialist

    Chiunque decida di affrontare il mercato globale, per diffondere informazioni, vendere prodotti o pubblicizzare la propria attività, se non vuole essere fagocitato nel mare di internet, deve sapersi mostrare e farsi trovare.

    E se è vero che i colossi dei motori di ricerca mettono a disposizione una serie di tools utili per fare business online, non c’è nulla di più sbagliato che affidarsi al fai da te. Pensare di poter scalare la serp di Google o aumentare contatti e visualizzazioni con la sola definizione di keywords search o con altri piccoli accorgimenti è un errore che in molti commettono, specie se alle prime armi.

    La verità è che affidarsi ad un SEO Specialist è ormai un’esigenza e può fare la differenza tra l’essere online e l’essere visibili, tra un banale pagina aziendale, ed un sito fruibile e catalizzatore di nuovi potenziali clienti.

    Un progetto che prevede di svilupparsi sul web, deve partire da una analisi del mercato di riferimento che abbracci il settore, il suo trend e la nicchia nella quale si intende posizionarsi. Di questo si occupa l’analista SEO, che individua le fasce di mercato non ancora presidiate, le aree di sviluppo appetibili e studia i competitors già attivi. Solo in funzione dei risultati così ottenuti, il SEO Specialist si occupa della keyword search.

    Un altro passaggio fondamentale consiste nella corretta indicizzazione delle pagine del sito e l’eliminazione del frequente fenomeno della duplicazione dei contenuti, che voi stessi potreste causare a forza di tags. Senza una perfetta padronanza dei filtri utilizzati dai motori di ricerca, il sito rischia di non essere richiamato o di finire in coda nei risultati. Viceversa può accadere che, avendo attribuito a diverse pagine del sito una medesima parola chiave, esse si trovino a competere, ostacolandosi a vicenda. Il risultato? Una sorta di “confusione” del sistema che dovrebbe indicizzare il sito e renderlo visibile. La soluzione? L’intervento del SEO Specialist.

    Tutto questo per tacere della cura dei dati strutturali, della capacità di scrivere un testo adatto ad un sito web, dell’inbound marketing, della efficace gestione delle campagne pubblicitarie e della corretta configurazione e amministrazione degli ormai immancabili account social.