Categoria: Eventi

  • Inventori e invenzioni a Roma: Maker Faire ne ospita da 33 Paesi del Mondo

    Se è vero che tutte le strade portano a Roma, allora dovete assolutamente prendere l’uscita verso Maker Faire Rome. L’evento dedicato alla creatività e all’innovazione, che si terrà nella capitale dal 3 al 5 ottobre, ospiterà più di 500 invenzioni incredibili. Ecco alcune anteprime da tutto il mondo. Siete pronti a un tuffo nel futuro?

    Chimaera è uno strumento musicale molto versatile che non dovrete neppure sfiorare con un dito. Per farlo suonare basterà avvicinare alcuni anelli di neodimio e farli interagire con i sensori di campo magnetico installati nel dispositivo. Vi sembrerà di fare una musica che viene da un altro pianeta. La mente dietro Chimaera è Hanspeter Portner, un ex biologo computazionale che ha lavorato presso l’ETH di Zurigo. Oggi fa il designer di hardware open source e le sue passioni sono, ovviamente, la musica e i controller intuitivi.

    Per costruire un telefono cellulare bastano una scheda Arduino Mega e un mucchio di pazienza. Se date un’occhiata al risultato ottenuto con Phoenard, rimarrete sorpresi. Oltre a effettuare chiamate e inviare SMS, è anche in grado di impostare alcune funzioni base. Tutto è iniziato grazie al ventenne Pamungkas Sumasta, vincitore del premio AVRHero. Ora progetta di lanciare una campagna su Kickstarter insieme ai coetanei Irmo van den Berge, Ralf Smit, Nikita Pashkov e Florian Bakker.

    Adam è il nome del vostro futuro maggiordomo. Si tratta di un robot che può muoversi liberamente per casa ed è dotato di una intelligenza artificiale che gli permette di prendersi cura del vostro comfort. Oltre a comprendere i comandi vocali, dispone di un touch screen attraverso il quale potete chiedergli di prendersi cura di ogni aspetto della vostra casa. L’inventore di Adam si chiama Gianmarco Cataldi, ha 24 anni ed è sempre stato un appassionato di robotica. Nel 2012 ha fondato la sua startup Hands Company insieme alla sua ex compagna di classe Francesca Iannibelli.

    Adesso anche i laser cutter diventano portatili e a buon mercato. Con Resha è possibile tagliare e lavorare diverse superfici e materiali grazie a uno strumento facile da utilizzare anche per i meno esperti. Basta connettere lo smartphone, modificare il disegno di partenza, e lasciar fare tutto il resto alla macchina. Il progetto è ideato da un gruppo di designer, ingegneri, architetti e sviluppatori di software che vivono ad Alessandria d’Egitto.

    PosturAroma è una collana progettata per dare sicurezza alle donne e migliorare allo stesso tempo la loro postura. Grazie a una serie di sensori, il dispositivo capisce qual è l’angolo mantenuto dalla schiena della persona che la indossa. Di conseguenza, libera un aroma che ricorda di alzare lo sguardo da terra e sentirsi più sicure di sé. L’inventore si chiama Akarsh Sanghi, uno studente di origini indiane che frequenta il corso di Interaction Design presso il CIID, Danimarca. Il suo progetto è nato in collaborazione con il programma di ricerca di “Woman Safety” della Amsterdam University of Applied Sciences.

  • Invenzioni e inventori che parteciperanno a Maker Faire Rome dalla Puglia

    Dalla Puglia arrivano incredibili forze creative che si materializzano nel centro di Roma, all’Auditorium Parco della Musica. Sono alcuni dei makers, provenienti da tutto il mondo, che si riuniranno per Maker Faire Rome – la grande fiera dell’innovazione – dal 3 al 5 ottobre.

    Titino è la prima interfaccia che consente di programmare, comunicare e gestire tutte le funzionalità di Arduino. Le dimensioni sono le stesse di Arduino Mini e i collegamenti sono posizionati in modo da avere una totale compatibilità. L’idea è nata per risolvere i problemi che si possono incontrare nell’ambito della building automation, in particolare nelle applicazioni fai-da-te, in cui Arduino viene spesso utilizzato. Con Titino non è più necessario programmarli preventivamente prima della loro installazione. Basta sapere su quali pin sono collegati i vari sensori.

    Alumni Mathematica è un’associazione no profit di promozione sociale per la ricerca scientifica indipendente. È un progetto, uno stile, un nuovo modo di pensare la scienza. L’obiettivo dell’associazione è quello di diffondere la matematica, il metodo scientifico e la logica attraverso diverse attività, nella convinzione che siano strumenti importanti e indispensabili per pensare nuove idee. Gestisce un blog interamente dedicato alla matematica e alla scienza, con l’obiettivo di permettere a chiunque di scrivere il proprio articolo scientifico e creare condivisione. Organizza anche open day, laboratori e progetti per le scuole.

    Con i disegni dei più piccoli, spontanei ed essenziali, per un attimo tornano bambini anche gli adulti. I protagonisti di questi mondi sono persone, ambienti familiari e personaggi della fantasia. Wonderworld3D consente a voi e ai vostri bambini di toccare le emozioni di questi disegni fantasctici. Con lo stesso spirito giocoso dei bambini, Wonderworld3D ha sviluppato un procedimento che, a partire dal semplice disegno su carta, dà forma e vita alle emozioni, grazie alle possibilità offerte dalla tecnologia di stampa 3D.

    Volo Creativo è una piattaforma di condivisione di progetti di design, con particolare attenzione alle innovazioni della stampa 3D e della cultura maker. Il progetto è ideato da ADDLab, una giovane startup nata a Bari nel febbraio 2014, fondata da tre architetti: Graziana Cito, Nicoletta Guarini e Anna Lisa Manicone. Il loro scopo è quello di supportare la creazione di oggetti di design attraverso l’uso di tecnologie digitali e promuovere la formazione e il libero scambio di informazioni tra designer e appassionati di arte e creatività.

    La tecnologia nasce tra i banchi di scuola dell’Istituto IISS “Pepe – Calamo” e del Liceo Scientifico “Ludovico Pepe”. Le due scuole hanno sviluppato un’esperienza di apprendimento sull’uso della robotica come strumento educativo, per realizzare una sinergia sostenibile tra scuola e spazio urbano. L’uso di Arduino in classe è una pratica didattica innovativa, che supera l’approccio tradizionale e lo schema del processo di insegnamento-apprendimento, così come i ruoli standardizzati di docente-studente.

  • SAMET torna ad essere protagonista a SICAM 2014!

    Anche quest’anno, Samet rinnova la propria presenta alla fiera SICAM 2014, il Salone internazionale dei componenti, semilavorati e accessori per l’industria del mobile che si terrà a Pordenone da martedì 14 a venerdì 17 ottobre prossimi.

    Quinto player mondiale nel settore dell’arredo funzionale per mobili, SAMET non poteva mancare a questo sesto appuntamento dedicato alle aziende che operano nei mercati internazionali.

    Dal proprio stand, SAMET è lieta di presentare tutti i suoi prodotti, cerniere, guide, sistemi di cassetti e meccanismi di apertura verticale. Un vasto catalogo già consolidato, che comprende la cerniera Impro dal soft-closing regolabile, la guida ad estrazione parziale Slidea, il cassetto carenato ad estrazione totale Smart Box, la cover per cerniere Ela vincitrice dell’İf Design 2014.

    Tra le importanti novità, verranno presentati in anteprima i nuovi meccanismi di apertura verticale MonoLift e DuoLift. Disegnati dalla designer Defne Koz, uniscono alla funzionalità meccanica un’estetica minimale ed elegante, garantendo un elevato comfort di utilizzo grazie a diversi plus tutti da scoprire.

    Sperimentate le soluzioni tecnologiche, personalizzabili e attente all’impatto estetico ideate da Samet. L’azienda sarà lieta di incontrare stampa e visitatori presso lo stand A20/B21, Padiglione 8.

    Per tutte le informazioni: www.samet-blog.it

  • ANGELINA: A TASTE OF ROME C’E’ PIU’ GUSTO

    Roma, 17 settembre 2014Taste of Rome, l’evento enogastronomico che tra il 18 e il 21 settembre all’Auditorium di Roma permetterà a tutti i palati di assaporare cibi prelibati e conoscere da vicino i grandi Chef, avrà più gusto, grazie all’eccezionale partecipazione di Angelina, realtà unica nel panorama romano della ristorazione.

    Un angolo della manifestazione vivrà grazie agli allestimenti originali di Angelina, che per l’occasione trasformerà i suoi spazi in una casa di campagna, dove degustare le cose buone di una volta.

    Alberi e cortecce con mobili della vecchia Europa faranno da cornice a installazioni gastronomiche, una credenza per esporre i prodotti in degustazione, con la cucina di Angelina che proporrà la base della cucina stessa: sughi fondi e sapori, usciranno dai tegami che in barattoli cucinati ad opera d’arte, saranno pronti per essere gustati.

    Saranno i giovani chef del ristorante di Testaccio a cucinare i piatti che hanno decretato il successo di Angelina a via Galvani, offrendo consigli e suggerimenti, insieme ad Anna Paola Lo Presti, che di Angelina è l’ideatrice e la fautrice.

    Creatività, originalità, continua ricerca delle novità e delle tendenze, impegno costante ed infaticabile: sono proprio queste le caratteristiche che hanno guidato Anna Paola Lo Presti nella creazione e nello sviluppo di un brand di successo come Angelina, che dal ristorante a Testaccio, punto di riferimento per i diversi appuntamenti della giornata, ha ampliato l’attività con Angelina L’Altro Catering, prima, e Angelina Home poi.

    Dal successo del Ristorante Angelina, infatti, – che offre tutti i giorni agli ospiti una cucina di qualità e gusto, con la riscoperta anche dei piatti della tradizione, unita alla possibilità di ritrovarsi in un luogo di atmosfera e di cultura, come in casa, anche la domenica per il brunch o la sera per gli aperitivi o per una gustosa merenda nell’arco della giornata – è nato Angelina L’Altro Catering, proprio per trasferire la stessa filosofia in altri spazi.

    Non un semplice catering, ma un momento dove il cibo ed il gusto trovano una nuova forma CONTESTUALIZZANDOSI nell’ARTE DI ARTISTI CONTEMPORANEI, oltre che un servizio personalizzato per eventi speciali, iniziative legate al mondo della cultura, dall’arte al teatro, dal cinema alla musica, con vernissage, rappresentazioni e spettacoli.

    E nel 2014 Angelina’s Home, Bed&Breakfast, sempre firmato Anna Paola Lo Presti per ANGELINA, nel prestigioso quartiere romano di Prati: un’antica dimora storica dove l’accoglienza e la filosofia della creatrice Anna Paola, trovano una nuova forma del vivere, nel cuore della capitale a due passi da Piazza Cavour.

    Per informazioni e prenotazioni:

    Angelina, Via Galvani, 24/a, RomaTel. +39 06.57283840/ +39 329.0417190

    E-mail: [email protected]

    www.ristoranteangelina.com www.angelinalaltrocatering.com www.angelinashome.com

    Ufficio Stampa:

    IMAGINE Communication, Via G. Barzellotti 9/ 9b – 00136 Roma

    Tel. (+39) 06.39750290 – Fax. (+39) 06.45599430 www.imaginecommunication.eu

    Flavia Marincola [email protected] Tel (+39) 380 3040264

    Mila Monaco [email protected] Tel (+39) 335 6094164

  • Quaranta Settimane e Suavinex aderiscono all’iniziativa milanese “Un ospedale per amico”

    – Quaranta Settimane, impresa italiana creata da mamme per le mamme che offre prodotti di alta qualità dal design accurato per facilitare la vita ai genitori e Suavinex, marchio spagnolo leader nel mercato dedicato alla puericultura leggera e al mondo della prima infanzia, saranno tra i protagonisti dell’11a edizione di “Un ospedale per amico”, la grande festa organizzata ogni anno dall’Associazione OBM Onlus per vivere l’ospedale con un sorriso.

    Tema dell’iniziativa sarà quest’anno la musica, quindi le due aziende non potevano che partecipare scegliendo la linea Little Rock Star di Suavinex, distribuita da Quaranta Settimane. Il divertimento e l’energia positiva veicolati dal design di questa linea di baby accessori accompagneranno le attività delle mamme blogger presenti e abili ogni giorno nell’arte del “do it yourself” all’interno di un laboratorio creativo dove porta ciucci, biberon e porta merende si trasformeranno in gioiosi strumenti musicali.

    La musica e il suono sono infatti strumenti di comunicazione non verbale universali, in grado di essere recepiti e compresi anche da chi ha difficoltà di parola, per questo motivo sono molto importanti nella vita di un bambino, sia per accompagnare i momenti di calma e rilassamento sia per scatenarsi cantando e ballando. Quindi seguendo questo leitmotiv, all’interno dello stand dedicato alle due aziende, sarà allestita un’area adibita per i laboratori creativi con i bambini e uno spazio espositivo riservato alla linea Little Rock Star e un photo booth dove ogni famiglia potrà immortalare la giornata con una polaroid oltre che condividere la propria giornata su Instagram con gli hashtag #suavinexlittlerock e #unospedaleperamico.

    L’Ospedale Buzzi – Via Lodovico Castelvetro, 32, a Milano – aprirà le porte alle famiglie con l’iniziativa Un Ospedale per Amico il 20 settembre dalle 10 alle 18.

  • I makers dell’Umbria che troverete a Maker Faire Rome

    Chi sono i makers che, dalle colline dell’Umbria, parteciperanno a Maker Faire Rome per mettere in mostra le proprie invenzioni? Diamo un’occhiata a quattro idee piene di creatività che faranno il loro debutto alla grande fiera dell’innovazione che si terrà a Roma dal 3 al 5 ottobre. Prendete subito nota.

    Un gruppo di archeologi e architetti provenienti da tutta Italia – tutti con la passione per la tecnologia – hanno deciso di lavorare insieme per migliorare la fruizione del nostro patrimonio culturale. Il loro progetto si chiama ArcheoLab e realizza modelli 3D di reperti archeologici e artistici utilizzando software open source e tecnologie di stampa tridimensionale innovative. Una volta scansionati, i reperti sono salvati in una gallery online aperta a tutti. Chiunque sia dotato di una stampante 3D può riprodurre i manufatti e utilizzarli per attività culturali e di insegnamento. Un’ottima soluzione per condividere i tesori del nostro Paese senza danneggiarli.

    La tecnologia sbarca anche nel terrario degli insetti. Succede grazie al gruppo di smanettoni di HackLab Terni, che ha modificato una teca dotandola di sensori di luce, ventilazione, temperatura e umidità. Si chiama Insecto Yuniverse e funziona grazie a una interfaccia tablet è possibile gestire l’intera colonia di insetti e studiare più da vicino la loro ecologia. Inoltre, sarà messo a disposizione uno sciame di piccoli robot che mimano i movimenti degli insetti. L’approccio di HackLab Terni è molto adattabile e può venire incontro anche agli appassionati di serre e acquari che sono alla ricerca di nuove tecnologie per gestire i loro ecosistemi in miniatura.

    Jacopo Diamanti ha 25 anni, studia astrofisica e vuole mandare un pallone nella stratosfera. Per farlo non avrà bisogno di chiedere un passaggio a qualche razzo privato, gli basterà realizzare la sua idea low-cost: Dedalo Project. Jacopo e il suo team hanno realizzato un design completamente nuovo, affidandosi a componenti stampante in 3D molto leggere. Il pallone stratosferico fai-da-te è in grado di effettuare esperimenti legati all’atmosfera, monitoraggio ambientale, studio di raggi UV e raggi cosmici. Il primo test di volo è fissato per il prossimo settembre all’ Aviosuperficie di Terni.

    Si chiama sempre Dedalo la stampante 3D open source che vanta una struttura di alluminio dalla grande stabilità ispirata al progetto RepRap (il punto di riferimento di tutti gli smanettoni che si cimentano con la stampa 3D). Dietro al progetto ci sono lo studente di ingegneria elettronica Marco Antonini e Michele Scorsipa, laureato in fisica della materia e appassionato di stampa 3D. Insieme hanno sviluppato un nuovo sistema di controllo della stampante basato su Arduino, il quale permette di comunicare con la stampante anche attraverso il WiFi.

  • La kermesse del gusto

    Preparatevi a brindare: la festa più grande dell’anno della provincia di Venezia riguardo il vino sta per arrivare, ricca di novità e incontri, pensati per tutti gli amanti del buon vino. Si tratta de La Grande Festa del Vino, giunta ormai alla sua settima edizione e appuntamento irrinunciabile per un pubblico sempre più curioso ed esigente.

    Di cosa si tratta
    La Grande Festa del Vino é un evento unico: una giornata da dedicare alla degustazione di vini italiani e stranieri, tra cui eccellenze pluripremiate, come i vini che hanno ricevuto il riconoscimento dei “3 bicchieri” dal Gambero Rosso o che sono stati premiati con “la corona” dei Vini buoni d’Italia, oltre che i “super tre stelle” della guida I Vini Veronelli. Per accompagnare la degustazione di vini tanto ricercati, ben diciassette aziende enogastronomiche proporranno le loro specialità, in un connubio di sapori che conquisti al primo assaggio. Un viaggio nell’Italia e nell’Europa dei sapori, per proporre ad un pubblici variegato la possibilità di scoprire le ultime novità del settore.

    Cosa segnare in agenda
    Per chi desideri approfittare di questa possibilità, ecco le informazioni utili per La Grande Festa del Vino. Giorno 28 Settembre 2014, presso la Villa & Barchessa XVV Aprile, collocata in Via Maritutto 1 a Mirano, nell’incantevole Venezia, dalle ore 10.00 alle 19.00. La quota di partecipazione è di 7 euro e consente l’accesso all’evento e la degustazione di tutti i vini e le specialità gastronomiche che saranno proposte. Inoltre, a tutti i partecipanti sarà regalato un calice da degustazione, ricordo dell’evento.

    Per ulteriori informazioni visitare il sito www.lagrandefestadelvino.it.

    Aziende partecipanti:
    Veneto
    Ronfini – Col San Martino (TV)
    Coste Petrai – Vidor (TV)
    Lazzaris – Conegliano (TV)
    Caseificio Tomasoni – Breda di Piave (TV)
    Ornella Bellia – Portogruaro (VE)
    Forno San Gaetano – Mirano (VE)
    Gallio – Breganze (VI)
    Loison – Costabissara (VI)
    Apicoltura Meggiolaro – Montecchio Maggiore (VI)
    Cantina Roncolato Antonio – Soave (VR)
    Valentina Cubi – San Pietro in Cariano (VR)
    Corte Sant’Arcadio – Castelnuovo del Garda (VR)

    Friuli – Venezia Giulia
    Branko – Cormons (GO)
    Arzenton Maurizio – Spessa di Cividale (UD)
    Borgo delle Oche – Valvasone di Pordenone (PN)

    Lombardia
    Travaglino – Calvignano (PV)

    Marchesi di Montalto – Montalto Pavese (PV)
    Tenuta Ambrosini – Cazzago San Martino (BS)
    Brunello – Pozzolengo (BS)
    La Brugherata – Scanzorosciate (BG)

    Trentino
    Zanini Luigi- Mezzolombardo (TN)

    Alto Adige
    Egger Ramer- Bolzano (BZ)

    Piemonte
    Veglio Michelino & Figlio – Diano d’Alba (CN)
    Anna Maria Abbona – Farigliano (CN)
    Montaribaldi – Barbaresco (CN)

    Liguria
    Bio Vio – Albenga (SV)
    La Baita – Borghetto d’Arroscia (IM)

    Emilia Romagna
    Villa Papiano- Modigliana (FC)
    Marta Valpiani – Castrocaro terme (FC)
    Gardini Cioccolato d’Autore – Forlì (FC)
    La Selva Armonica – Vaglio di Lama Mocogno (MO)

    Abruzzo
    Gentile Vini – Ofena (AQ)

    Marche
    Vallerosa Bonci – Cupramontana (AN)

    Toscana
    Dreolino – Rufina (FI)
    Villa Patrizia – Roccalbegna (GR)

    Umbria
    Raina – Montefalco (PG)

    Lazio
    Luigi De Sanctis – Frascati (RM)

    Molise
    Claudio Cipressi – San Felice del Molise (CB)

    Campania
    Cantine Antonio Caggiano – Taurasi (AV)
    Tenuta Sarno 1860 – Avellino (AV)

    Basilicata
    D’Angelo – Rionero in Vulture (PZ)

    Puglia
    Di Filippo – Trani (BA)
    Cannito – Grumu Apulla (BA)

    Masseria Coppi – Turi (BA)

    Calabria
    Cantine Vincenzo Ippolito 1845 – Cirò Marina (KR)

    Sardegna
    Cantine Sardus Pater – Sant’Antioco (CI)

    Sicilia
    Irene Badalà – Passopisciaro (CT)
    Cantine Barbera – Menfi (AG)

    Francia
    Boutillez Vignon – Villers Marmery – Montagne de Reims
    Jean Paul Mauler – Mittelwihr – Alsace

    Austria
    Gangl Wines – Illmitz

    Slovenia
    Erzetic – Dobrovo – Goriska


  • How this show shatters the idea that clothes are mere adornment

    The few passersby who look up from their smartphones while walking down Toronto’s Bay Street notice a row of alabaster bottoms peeking cheekily through the office-tower window above. The peculiar sight makes them stop, quizzically, although the provocation isn’t intentional.

    The mannequins are props for the upcoming Design Exchange exhibit Politics of Fashion/Fashion of Politics, where, once dressed, they are destined to spark conversations. They’ll be wearing examples of how the fabric of social change and cultural activism has long intersected with fashion and style. They still do.

    Inside, preparations for the show are under way in the D/X library hall. Sara Nickleson, associate curator and director of collections, explains that the mannequins’ poses, configured by herself and exhibition designer Jeremy Laing, are meant to conjure the idea of an army. They stand at attention, often in groups. The last finishing touches of the curatorial process happen to parallel a designer’s runway collection process: The fashion brigades stand ready in the wings, waiting to be dressed in statement-making pieces, as the curator sees what “meaningful looks” of the 80 they have assembled will work together best.

    With a more compressed lead time than usual – just six months – it’s down to the wire (garment loans are still arriving from designer archives, private collectors, institutions and even online purchases). “We’re right now securing items from [New York singer and drag artist] Joey Arias, who has Klaus Nomi’s estate and archive,” Nickleson says, referring to the famous plastic tuxedo the late German countertenor wore during performances as well as publicity shots from the 1970s. Nomi died from AIDS complications in 1983.

    Nearby, David Bowie’s Ziggy Stardust boots speak to glam rock and what it did for gay culture in the 1980s, while a voluminous black Yohji Yamamoto coat demonstrates how “Yamamoto had said that he thought tight clothes were for the pleasure of men and that real femininity comes out when it’s covered up. That really spoke to me,” Nickleson says. The cocoon-like Yamamoto represents one of the three influential Japanese designers in the show (the others are Issey Miyake and Rei Kawakubo of Comme des Garçons). All are notable for showing avant-garde tattered and torn black clothing in 1980s Paris and, adds Nickleson, for their clothing’s political relationship to the body. “Their take on dressing is radically different from Western ideals. They even talk about gender-neutral clothes rather than unisex clothing.”

    One elaborately pleated “dinosaur” dress by Miyake has both a hood and ridged dorsal fin. A black Gaultier man skirt influenced by the Japanese leads into recent examples from Montreal designer Rad Hourani, the first to show a unisex collection at Paris’s haute couture shows. Nearby, a gold box swaddled in tissue contains an Issey Miyake handbag concurrent to Kawakubo’s first Hiroshima Chic collection – a potent political statement made even more so when combined with photographs of the 1945 bombing, which will be plastered on the pillar adjacent to the clothes.

    (Image: one shoulder homecoming dress )

    Nickleson wears purple curator gloves as she shows a reporter around, handling luxurious rarities such as an armoured shoulder piece of brass paillettes by Alexander McQueen especially gingerly. As an example of how organizers have had to improvise even in the last week of exhibition’s mounting, she had originally planned to focus on the political undercurrents of McQueen’s work with tartan. “It references war and the Jacobite revolution and his heritage,” she says. His 1995 Highland Rape and 2006 Widows of Culloden collections specifically take on Scotland’s turbulent political history, periods when wearing Highland kit, an expression of cultural identity, had been illegal and, as tartan historian Jonathan Faiers has studied, Scottish tradition was commodified by the English. “I mean, I found one on eBay for $30,000,” Nickleson says of the plaid, but otherwise surviving examples were already committed to other exhibitions elsewhere. Thus garments like the McQueen shoulder piece (on loan from a private Canadian collector) will instead show his commentary on royalty and the military.

    A leather poncho and a floor-length hand-embroidered bathrobe dress by Maison Martin Margiela, meanwhile, incorporate salvaged elements and glamorously address upcycling and sustainability. Their medium is their message, but the exhibit’s conversation about fast fashion is dominated rather more literally with Moschino’s iterations of fast-food worker uniforms and a stylized McDonald’s M, the brainchild of latter-day pop artist and house creative director Jeremy Scott. “He is all about satire and poking fun at the fashion industry and consumerism,” Nickleson says.

    At one point, the curator unfurls a terry-cloth towel pinned top to bottom with campaign buttons – the ultimate accessory of democratic fashion. They are covered with slogans for long-ago Art Eggleton, Ed Broadbent and John Sewell campaigns and a legendary Toronto urban-affairs fight (“Expressway No, Transit Yes” and “Fighting the Spadina Expressway”). The buttons come from the collection of a former D/X intern’s mother. “That’s the funny thing about sourcing the way we did,” says Nickleson. “Things came from unexpected places.”

    Not least of all are the unexpected boons that have come via guest curator Jeanne Beker. “Every time we met and talked about a new development, she always had a personal story about her relationship with the moment,” Nickleson says of the legendary fashion journalist (and new Globe Style columnist). Beker’s role shaping the exhibition helped secure more challenging pieces, like those from Scott and Hussein Chayalan. “Everyone we reached out to knew her.” (Beker is also creating an audio guide, recording some of her stories, and will host curator tours throughout the run.)

    Someone else everybody knows: Margaret Sinclair Trudeau Kemper, whose wedding dress, the one she made herself to marry Pierre Trudeau in 1971, is on a rack, protected by knotted netting and a garment bag. It arrived with another, arguably more important, white dress best explained by a blue scrapbook the lender included with the shipment. “It’s the photo album from Margaret Trudeau’s 1977 trip to the White House, given to her by President and Mrs. Carter; the Presidential Seal is on the front, and it’s inscribed by both.”

    The pages show photos of the receiving lines and dignitaries, with Mrs. Trudeau conspicuous in a simple white dress that isn’t notable for its label (it was a Montreal custom dressmaker) but for its length and the all-but-forgotten furor that caused. “Traditionally, women wore full-length gowns to the White House. She was apparently the first woman to wear a calf-length dress, and she had a tear in her pantyhose. And everyone thought it was really awful,” Nickleson explains of the controversy.

    Given the scrutiny of politicians and their spouses today, with pundits analyzing the meaning of rolled-up sleeves on the campaign trail and the symbolic implications of a J.Crew cardigan, the Trudeau context is intriguing. There may be no place for the state in the bedrooms of the nation, but, in this case, the state of the nation’s most famous bedroom was certainly hinted at that state dinner. On one hand, the calf-length dress could simply have been free-spirited Maggie’s modern update on formal expectation; on the other – and especially in hindsight – it could also be read as a sartorial precursor to her impending rebellion, given that the visit was on the eve of her marital split (partying with the Rolling Stones and visits to Studio 54 came shortly after). In addition to five paper dresses from Trudeaumania 1968, pieces from the late prime minister’s own wardrobe (including a Dior cape) are en route.

    In the exhibition space upstairs, the windows are whitewashed, for both functional and artistic reasons – it mutes the sunlight, and adds to the overall guerrilla aesthetic dominating a section on political T-shirts, such as the Sex Pistols example from Malcolm McLaren and Vivienne Westwood’s Seditionaries label or the slogans from Katharine Hamnett’s 1983 collection (including Choose Life, familiar to devotees of Wham! music videos).

    The leopard-print burqa by Jeremy Scott is the showpiece that Shauna Levy, president of the Design Exchange, expects to see most on Instagram. “What we’re trying to do is really demonstrate how fashion is a tool for communication,” she says. “We embrace the notion that design is everything and I think that fashion is one of the platforms people most readily understand and identify with.”

    A black dress from Hussein Chalayan’s controversial Between collection from 1998 will also be a lightning rod. For that show finale, models emerged in varying lengths of chadors, beginning with a nude one wearing a sliver that covered only her eyes and progressing in varying longer lengths. “Because there was an uproar about it, he has been very quiet about the meaning of his exhibition,” Nickleson says. Did the D/X request a specific length, like the provocative mini-chador? “We wanted to,” she says of the one she had hoped to secure. “But we couldn’t. That [collection] was pre-9/11 and they have since stopped showing it.”

    One of the final zones is After Words, which features a video of Chalayan’s 2000 collection addressing immigrant displacement (such as the forced migration of his own Turkish Cypriot family after the upheaval in Cyprus in 1974). When it was first shown, the models stripped furniture of its covers and wore them as dresses, folding the frames into suitcases; the line came on the heels of the conflict in Kosovo and waves of displaced Serbian and Albanian refugees. At the D/X, the installation will relate back to the vestibule’s walls, which will hang with controversial Benetton ad-campaign imagery (including a Bosnian soldier’s uniform covered in blood) by Italian photographer Oliviero Toscani.

    After walking through the exhibition, attendees who don’t believe they consciously choose what to put on in the morning will find that in itself is a choice. Indeed, even nudity can makes a statement, as the PETA and Femen displays attest. Just ask those mannequins mooning the financial district.

    More Info: pink homecoming dresses

  • Antonello De Pierro e Francesca Stajano in giuria a Miss Stella del Mare


    La manifestazione si è svolta a Roma presso lo Sheraton Hotel e ha visto come presidente di giuria il celebre pierre Angelo Ciccio Nizzo

    Roma – Ha avuto luogo presso lo Sheraton Hotel di Roma la selezione regionale Lazio del concorso nazionale di bellezza “Miss Stella del Mare”.

    La manifestazione, voluta fortemente dal noto organizzatore Salvatore Gentile e condotta dall’incantevole e abile Daniela Cardillo, ha visto la partecipazione di tante splendide ragazze provenienti da più parti d’Italia, che hanno sfilato a bordo piscina, tra l’entusiasmo incontenibile di un pubblico in visibilio, mettendo in mostra, con eleganza e raffinatezza, le loro grazie ben plasmate su corpi statuari e sinuosi. Arduo è stato il compito di una giuria d’eccezione, presieduta dallo storico pierre Angelo Ciccio Nizzo, nel valutare ed esprimere il verdetto finale con i nomi delle cinque vincitrici, che hanno staccato un biglietto per la finale nazionale che si terrà a bordo di una nave da crociera. Tra i giurati, che hanno potuto vagliare le peculiarità delle ragazze attraverso tre uscite, figuravano il giornalista direttore di Italymedia.it e presidente del movimento Italia dei Diritti Antonello De Pierro, ex direttore e voce storica di Radio Roma, la sua bravissima collega e direttrice didattica dell’Asfol – Unipegaso Elena Galifi, la conturbante attrice Francesca Stajano, la principessa Irma Capece Minutolo, il conduttore radiofonico Alessio Di Francesco e il conduttore televisivo e talent scout Alberto Polifroni. Ad aggiudicarsi l’ambita fascia della vincitrice è stata la giovanissima Elisa Paglia, decretata all’unanimità. Tra le altre partecipanti si sono particolarmente distinte, al di là della pronuncia della giuria, anche a giudicare dagli scroscianti applausi rivolti loro dai presenti durante la passerella, Alessandra Miron, Ornella Ciavarella, Anastasia Byelik, Martina Pannacci, Martina Mancini, Alessia Caristo, Silvia Aldi e Veronica Russo.

    (Foto di Enrico Fianco)