Categoria: Altri / Vari

  • Orologi Rolex

    Non parleremo di ostentazione ma di passione per il bello, gli oggetti di lusso come gli anelli di diamanti per le donne ed i sofisticati Orologi Rolex per gli uomini spesso si prestano a facili interpretazioni. Si giudica con superficialità chi indossa un Rolex piuttosto che un gioiello vistoso, è vero sono accessori molto costosi che non tutti si possono permettere ma dietro ad un giudizio affrettato dato da occhi esterni, chi ha la fortuna o il privilegio di “vivere” questi oggetti, concedersi il lusso di indossare l’arte dei maestri orologiai o di grandi orefici può apprezzare prima di tutto la manualità con la quale Rolex e gioielli preziosi vengono realizzati. Il suono degli ingranaggi diventa melodia e lo scandire del tempo acquista quell’antico sapore nostalgico, un ticchettio inconfondibile, che proietta chi l’indossa in un mondo dove il tempo si riappropria della giusta dimensione e non sembra più sfuggire via inesorabile. Il vero lusso è poter indossare tradizione e tecnologia, passato e futuro, storia e progresso in unico oggetto dove la qualità dei materiali si fonde alla perfezione con la sapienza di chi li assembla dando alla luce un prodotto unico che regala a chi l’indossa un sogno senza tempo. Osservare un mastro orologiaio al lavoro mentre crea gli Orologi Rolex è sicuramente un’esperienza affascinante, un mestiere che sopravvive nei secoli e si tramanda di generazione in generazione. Negli anni sono nate scuole, ma la vera arte si apprenda nella vita di bottega quando si lavora accanto ad un maestro e si cerca di carpire in quei piccolissimi gesti la grandezza del suo mestiere.

  • Gianluca Durante e il Gershwin Quintet a Villa Guariglia

    Finale nel segno della donna e del sassofono il 5 agosto, alle ore 21, sul belvedere di Villa Guariglia, ove si concluderà la XV edizione dei “Concerti d’Estate”, con il Gershwin Quintet, composto da Letizia Ragazzini, al flauto e sax soprano, Mariella Donnaloia al sax alto, Isabella Fabbri al sax tenore e Laura Rocchegiani al sax baritono e Maria Giulia Cester al pianoforte. Non solo musica per la serata conclusiva della kermesse culturale estiva, organizzata da Antonia Willburger. Alle ore 20, infatti, quale preludio al concerto finale della rassegna, assisteremo alla presentazione del thriller di Gianluca Durante “Altravita 2.0”, pubblicato dalla casa editrice Leone Interverranno all’incontro Antonio Bottiglieri, dirigente Rai e Gius Gargiulo, narratologo mediologo dell’Université de Paris Ouest e l’attore Roberto Lombardi, che leggerà alcuni brani del volume. Alle ore 21, il programma del Gershwin Quintet proporrà un lungo omaggio al compositore da cui prende il nome la formazione e alla musica delle Americhe della prima metà del secolo scorso, allargando il proprio sguardo a Bernestein, Piazzolla, con due incursioni nella musica originale per questa formazione e per quartetto con “Maestrale” di Paolo Carlomè e la Suite Hellenique di Pedro Iturralde. Nell’eterna disputa sulla collocazione di George Gershwin – jazz? Musica colta? Musica leggera? -, i contendenti appaiono spesso maneggiare categorie astratte. Per l’uomo della strada, la musica di Gershwin è “jazz”. I jazzisti, a sentirlo dire, sghignazzano: Gershwin scrisse molte canzoni su cui è stimolante improvvisare, ma non fu un jazzman, non ne aveva i titoli tecnico-formali. In ambiente colto, si preferisce dire che Gershwin operò la sintesi del jazz con la musica colta. In effetti, la sua opera fu una riflessione sulle contraddizioni di un’epoca in cui la cultura scritta cominciava a sentirsi assediata e accerchiata dalle culture orali di tutto il mondo. Ma pensare che esistano il problema e la soluzione è assurdo. Le musiciste inizieranno con la Cuban ouverture, datata 1931, in cui Gershwin pensa sostanzialmente di riprodurre la classica forma concertante con il pianoforte solista e l’orchestra ma la folgorazione caraibica, ricevuta a La Havana, portano l’autore a conferire alla pagina un valore evocativo di chiara natura “esotica”. Ascolteremo poi, Three preludes, datati 1926 il primo, Allegro ben ritmato e deciso, in B flat major , inizia con un cinque note blues, su cui si basa l’intera melodia, sfociante, però nel ritmo di bajao, il secondo, Andante con moto e poco rubato è in do diesis minore, e ha il sapore ben riconoscibile del jazz. Il terzo, un tempo Agitato in mi bemolle minore fu definito dai primi ascoltatori “Spagnolo”, ma una platea moderna potrebbe trovare questa descrizione sconcertante. La pagina dopo una breve introduzione drammatica rivela un tema con due melodie che giocano si rincorrono per tutto il pezzo. Ed ecco “An American in Paris” con il suo invidiatissimo tema blues, esposto nella partitura originale dalla tromba solista, un momento magico per liricità espressa e per l’enorme potere evocativo, sprigionato da questa sorta di incantato e sognante notturno orchestrale. C’ è il nostro vento d’estate nel brano Maestrale di Paolo Carlomè, uno dei pochi brani non “travestiti” eseguiti nell’intera rassegna, così come lo è la Suite Hellenique di Pedro Iturralde in cui le quattro sassofoniste dovranno distillare timbri popolari e classici, dando corpo al sincretismo dell’autore con infinita energia, schizzando un brano in cui è già superata ogni barriera di separazione tra i diversi generi, spaziante tra antiche danze e canti popolari che rivivono in una incalzante antitesi di ritmi e armonie. La seconda parte del programma sarà inaugurata dall’ Ouverture del Candide, concepita dal pirotecnico ingegno di Leonard Bernstein, musica questa che, sotto l’apparente leggerezza dell’ironia, è uno dei più amari commenti all’ipocrisia con cui la cattiva coscienza del mondo si rappresenta, cercando di nascondere l’autentica natura delle azioni dell’uomo. Piccolo portrait di Astor Piazzolla con Preparense, Anos de Soledad ed Escualo, musica che non è solo tango, ma seducente varietà. Piazzolla è insieme le origini e l’evoluzione del tango; è l’origine umile di un sentimento nato per strada, da incroci di culture di diverse minoranze, e innalzatosi a qualcosa di più alto e di globale, di quasi religioso; per dirla con le parole dello stesso Piazzolla – attraverso la penna di Ferrer: “Il mio tango è libero, poeta e innamorato della strada, tanto vecchio come il mondo, tanto semplice come un credo”. Seguirà un piccolo saggio del famoso song-book, di George Gershwin, una interessantissima summa dell’ universo esecutivo ed improvvisativo del compositore, con Summertime, la lullaby da Porgy & Bess, “A foggy day in London town” e la vivace “J got Rhythm”. Finale affidato alla Rhapsody in Blue, una pagina straordinariamente popolare in cui Gershwin impiega uno stile nel quale rientrano spesso formule melodiche tipiche della tradizione folk nord-americana, che è un autentico crogiuolo di culture. Una perfetta sintesi delle intenzioni, dei concetti e dei sentimenti che stanno all’ origine della composizione è stata suggerita dallo stesso autore: «Non trovai nuovi temi ma elaborai il materiale tematico già esistente nella mia mente e tentai di concepire una composizione integrale. L’ho costruita come una specie di caleidoscopio musicale dell’ America, col nostro miscuglio di razze, il nostro incomparabile brio, i nostri blues, la nostra pazzia metropolitana”.Il festival è organizzato da Antonia Willburger con il contributo della Regione Campania-Assessorato Agricoltura, della Provincia di Salerno, del Centro Studi “Raffaele Guariglia”, del Comune di Vietri sul Mare, della Camera di Commercio di Salerno-Intertrade, dell’Ente Provinciale per il Turismo, del Conservatorio Statale di Musica “Giuseppe Martucci”, della Fondazione Cassa di Risparmio Salernitana, della Coldiretti Salerno e dell’Enoteca Provinciale di Salerno. La direzione artistica della sezione jazz è firmata dal Conservatorio di Musica “Giuseppe Martucci” di Salerno; la direzione artistica della sezione classica, invece, è a cura del M° Francesco Nicolosi.

  • Foto su coperta – Idea regalo per un caldo Natale

    Brr! Ci vorrebbe qualcosa di caldo, qualcosa che dia calore ad una giornata di freddo glaciale. Questo gelo blocca tutta la voglia di fare, di andare, di parlare. Ci vorrebbe una bella coperta a scaldare tutte le tue emozioni: per questo Fotomox ha pensato ad una foto su coperta, per riscaldare te in queste giornate natalizie; per personalizzare tutti i momenti più dolci della tua vita. La nostra coperta è in morbido e caldissimo pile. Ti proponiamo diverse dimensioni di coperte: a seconda dell’uso che ne vorrai fare scegli quella che più fa al tuo caso. Interamente in pile, potrai scegliere anche il colore del retro della coperta (bianco, rosa, nero , rosso e grigio). Sul fronte, invece potrai divertirti a personalizzare come ti pare e piace: potrai decidere di stampare una foto, un’immagine o anche una scritta. Per questo il nostro prodotto funge anche da originale idea regalo per lei; la tua dolce metà che come tutte le donne sente sempre un dannato freddo: cogli l’occasione che ti presentiamo e regalale una calda e romantica coperta, personalizzata con una foto che vi ritrae stretti l’uno contro l’altra in un’effusione di baci. Sarà certamente il più bel regalo di Natale che potrai fare, sicuramente lo sarà perché è firmato a quattro mani: da te e da Fotomox!

  • SAPORI E COLORI DEL SUD ITALIA: NAPOLI E LE SUE MILLE SFUMATURE

    Rarissime metropoli riescono a coniugare cosi tanti colori e sapori come il capoluogo campano: Napoli, o come solitamente viene nominata anche dagli stessi abitanti Partenope, in nome della lontana leggenda che riguarda l’omonima sirena posizionata su uno degli scogli di Napoli, è veramente un misto di vecchie tradizioni che hanno resistito al tempo e alla modernizzazione e l’innovazione e l’avanguardia portata avanti dalle recenti generazioni che la affollano e la abitano.

    Anche se di solito alla ribalta delle cronache per fatti di malasanità, questo non sembra diminuirne il turismo abitualmente molto attivo in codesta città e costante.

    La forza del turismo napoletano è incentivata principalmente dal fatto che riesce a mettersi meravigliosamente per quello estivo e invernale.

    In inverno quando la città si ricopre di una magnifica atmosfera natalizia che va avanti da settembre a febbraio, viene del tutto affollata dai turisti. In questo periodo dell’anno infatti, si sente il sapore autentico della tradizione quella veramente cara agli artigiani di San Gregorio Armeno, i quali fanno vedere ogni anno la loro arte presepiale nonostante la crisi economica.

    Il venditore di castagne ad ogni angolo, e le canzoni di altri tempi, fanno sentire la sensazione al turista che viene anche da veramente lontano di essere incredibilmente entrato in un film d’autore in bianco e nero.

    I bed and breakfast Napoli, vengono presi d’assalto allora, anche grazie al carattere finanziario di Napoli conveniente per chiunque.

    Anche d’estate Napoli dà, oltre alla tradizionale gita di musei e siti archeologici rari al mondo un clima temperato dal mare e dallo splendido golfo che la bagna dove sullo sfondo alto e austero c è il grande Vesuvio.

    La gustosa cucina, diffusa in tutto il mondo e tanto apprezzata in modo particolare dagli italiani stessi che giungono da altre regioni arricchiscono magnificamente il soggiorno a Napoli, donando buona cucina, tradizione e natura.

  • Storia dell’albo gestore rifiuti

    L’albo Gestore rifiuti fu costituito presso il Ministero dell’Ambiente e della tutela del territorio e del Mare a seguito del decreto legislativo 5 febbraio 1997. Presso l’albo dovevano iscriversi tutte le imprese che si occupavano della raccolta e smaltimento rifiuti sia a titolo professionale che per conto di terzi che potevano essere commercianti o intermediari.
    L’albo gestore rifiuti è articolato in un comitato nazionale che ha la sede sempre presso il ministero, e che ha come funzione l’indirizzo e il coordinamento delle attività delle sezioni regionali le quali invece risiedono presso le camere di commercio dei capolouoghi. In base all’articolo 30 del D.Lgs 22/97, tutte le imorese che facevano parte del settore dei rifiuti avevano l’obbligo di iscriversi all’albo. La durata dell’iscrizione è di 5 anni e richiede una garanzia finanziaria che ha come scopo quello di rimborsare lo stato in caso di danni di varia entità. In un certo senso possiamo dire che l’albo abbia il compito di assicurarsi che le imprese impegnate nella raccolta e smaltimento rifiuti abbiano idoneità tecnica e capacità finanziaria. In seguito con la riforma delle norme in materia di gestione dei rifiuti, l’articolo 212 del decreto legislativo 152/06 è stato istituito l’albo nazionale gestori ambientali che va a sostituire quello precedente.
    Con l’istituzione del nuovo albo sono state aggiunte nuove funzioni a quest’ultimo sempre in funzione di un miglioramento e maggiore controllo delle imprese di settore.

  • suipassididonguanella.org, il sito per pellegrini e turisti alla scoperta dei luoghi di vita, da Sondrio a Como, di San Luigi Guanella

    È online www.suipassididonguanella.org, il portale web del progetto “Sui Passi di Don Luigi Guanella”, ideato dalla Provincia Sacro Cuore della Congregazione dei Servi della Carità – Opera Don Guanella, per far conoscere i luoghi in cui ha operato Don Luigi Guanella, proclamato Santo da Benedetto XVI il 23 ottobre 2011, e realizzato in collaborazione con l’agenzia di comunicazione Meroni comunicare e l’associazione Iubilantes. Il sito si configura come una risorsa online completa ed esauriente, in grado di fornire al pellegrino o al turista occasionale, tutte le informazioni necessarie per pianificare il proprio tragitto lungo i 28 “punti guanelliani” disseminati tra i monti e le valli delle province di Como e di Sondrio. Un piccolo “Cammino di Santiago”, lungo un percorso di 142 km che congiunge Campodolcino (Sondrio) a Como. Oltre a ottenere utili dati in tempo reale sui “punti guanelliani” e sul percorso (come il tipo di fondo, il grado di pericolosità, l’altimetria) l’utente ha la possibilità di stampare una guida personalizzata da portare con sé, oppure esportare il percorso per caricarlo su smartphone o GPS portatili.

    È online all’indirizzo www.suipassididonguanella.org il portale web del progetto “Sui Passi di Don Luigi Guanella”, iniziativa ideata e promossa dalla Provincia Sacro Cuore della Congregazione dei Servi della Carità – Opera Don Guanella, in occasione della canonizzazione del Fondatore, celebrata il 23 ottobre 2011. Il progetto nasce dalla volontà di far conoscere la figura, il carisma e l’opera del Santo attraverso la valorizzazione dei luoghi in cui è nato e ha operato, tra Ottocento e Novecento, nelle province di Sondrio e Como, configurandosi come un’occasione per favorire la fruizione del territorio in chiave turistica e culturale.

    Il sito www.suipassididonguanella.org, cuore dell’iniziativa, è in grado di offrire al pellegrino e al turista tutte le informazioni necessarie per pianificare il proprio percorso lungo i 28 “punti guanelliani” inseriti nel progetto e disseminati lungo un percorso di 142 Km che, senza soluzione di continuità, congiunge Campodolcino (Sondrio) a Como.

    Si tratta di un cammino che si snoda lungo antichi sentieri (Via dello Spluga, Via Bregaglia, Via Francisca, Via Regina) e tocca i luoghi più importanti legati alla vita di Don Guanella, oltre ad altri edifici religiosi, realtà educative e assistenziali, musei e aree espositive riferibili al Santo.

    Sono stati individuati anche 5 “sentieri meditativi”, in aggiunta all’itinerario complessivo: 5 oasi meditative e di ristoro, per prendere fiato, pensare a sé stessi, alla propria vita, ognuna caratterizzata da un tema di riflessione.

    Nella sezione “Percorsi e sentieri”, l’utente può selezionare la tratta di partenza e la tratta di arrivo desiderate, visualizzando la mappa interattiva tridimensionale del percorso e ottenendo in tempo reale una serie di informazioni utili alla valutazione della difficoltà di quel particolare tratto, in relazione al proprio grado di abilità (come, per esempio, il tipo di fondo, il grado di pericolosità, l’altimetria e la presenza di altri punti di interesse lungo il percorso).

    Selezionando i punti di interesse guanelliani sulla mappa interattiva, inoltre, è possibile visualizzare informazioni aggiuntive, tra cui le indicazioni stradali per raggiungerlo e la relazione tra Don Guanella e il luogo.

    Oltre a ottenere le informazioni in tempo reale, l’utente ha la possibilità di produrre materiale personalizzato, relativo alla tratta selezionata: una guida stampabile con tutte le informazioni sul percorso da portare con sé, oppure file in formato kml e gpx da scaricare e utilizzare su smartphone o su strumenti di geo-localizzazione (navigatori satellitari o altri device GPS professionali).

    Il sito www.suipassididonguanella.org è stato realizzato in collaborazione con l’agenzia di comunicazione integrata Meroni comunicare con sede a Tavernerio (Como), che ha contribuito allo sviluppo del progetto e si è occupata della progettazione e della realizzazione del portale web, e con l’associazione Iubilantes, che ha collaborato all’individuazione e rilevazione dei percorsi.

    Per Info:

    www.suipassididonguanella.org

  • Salemme mattatore a Giffoni Teatro

    Salerno- Siamo davvero sicuri delle scelte che compiamo quotidianamente? Come ci comporteremmo se ci fosse data l’occasione di tornare indietro? Ruota attorno a queste domande “Il diavolo custode” di e con Vincenzo Salemme, che aprirà il 2 agosto alle 21.30 presso l’arena Alberto Sordi di Giffoni Valle Piana la XV edizione di Giffoni Teatro, evento promosso dall’Associazione omonima, presieduta da Mimma Cafaro. In scena anche Nicola Acunzo, Domenico Aria, Floriana De Martino, Andrea De Maria, Antonio Guerriero, Raffaella Nocerino e Giovanni Ribò. Le scenografie sono di Alessandro Chiti, i costumi di Mariano Tufano e il disegno luci è di Umile Vainieri. Lo spettacolo è prodotto da Chi è di scena, l’organizzazione è a cura della Ventidieci. Il demone a cui il titolo allude non è certamente un bieco tentatore, ma un osservatore che con arguzia implacabile pone gli individui di fronte a se stessi anche quando non vorrebbero. La sua presenza catalizza ansie e divertenti intralci, rendendo possibile ciò che tanti sognano, ma non hanno il coraggio di realizzare: la famigerata seconda possibilità. Il sulfureo protagonista decide di porre il suo interlocutore dinanzi a questa scelta e in effetti non gli potrebbe capitare candidato migliore per intraprendere la nuova via. Gustavo, infatti, che ha la (s)fortuna di imbattersi in questa singolare creatura, sembra davvero l’emblema del malcontento: debiti che l’assediano, una vita familiare e matrimoniale che lascia a dir poco a desiderare, desideri mai sopiti per quanto dissimulati. Senza coraggio però non si giunge da nessuna parte e Gustavo, tra gag e paradossi non avrà la forza di invertire la marcia,anche se le sorprese non mancheranno. La performance di Salemme sarà preceduta dall’“Incontro al Caffè”, il simpatico momento di conversazione e di confronto al fresco della Bottega del Gelato nella Piazza Umberto I di Giffoni Valle Piana che anticipa ogni rappresentazione dei “big” ed offre la possibilità al pubblico di incontrare i protagonisti delle serate. Il giorno seguente, venerdì 3 agosto, dalla comicità napoletana si passerà a quella siciliana di Ficarra e Picone, a Giffoni per l’anteprima campana di “Apriti Cielo”, lo show con il quale la coppia torna a teatro dopo quattro anni di assenza.

    Gemma Criscuoli

  • Caroline Haffner Murat a Villa Guariglia

    Venerdì 3 agosto, prenderà il via, nell’ambito della XV edizione dei “Concerti d’Estate di Villa Guariglia”, promossi da Antonia Willburger, la mini-rassegna “Nel segno della donna”. La serata prevede un doppio appuntamento: alle ore 19, nell’ambito del progetto “L’Arte della Felicità le ragioni del sentimento. Musica Arte poesia in una confluenza di versi, forme e suoni”, fortemente voluto da Barbara Cussino , dirigente dei Musei provinciali e per la progettazione della stessa Barbara Cussino, Vittoria Bonani e Floriana Gigantino, rispettivamente funzionarie del servizio Biblioteche e del servizio Musei, si svolgerà un reading poetico di versi di Carmen Grattacaso, Sigismondo Nastri, Francesco Iannone e Mario Fresa, con interventi coreografici a cura dell’Artestudio di Loredana Mutalipassi e la partecipazione del flautista Pasquale Occhinegro, neo-diplomato del conservatorio “G.Martucci” di Salerno, che punteggerà le letture con pagine di Claude Debussy, Francis Poulenc e Jacques Ibert. A seguire verrà proiettato l’ istant-movie firmato da Michele Schiavino ed Erminia Pellecchia, per la consulenza artistica di Pasquale De Cristofaro e Olga Chieffi , “Filmfelicità”, un viaggio nei Musei e nelle biblioteche della provincia di Salerno, prezioso corredo del catalogo pubblicato in occasione della mostra proposta dalla settore musei e Biblioteche della provincia di Salerno per la XLII edizione del Giffoni Film Festival. Alle ore 21, il concerto di Caroline Haffner Murat, pianista con due cognomi altisonanti: il primo la riconosce erede del borgomastro salisburghese Sigmund Haffner, dedicatario della amata sinfonia mozartiana, il secondo discendente di Gioacchino Murat generale francese e re della città di Napoli, di cui s’innamorò perdutamente. La Principessa si dividerà tra Fryderyk Chopin e Franz Liszt. Il programma principierà con due notturni, il secondo in mi bemolle dell’op.9 che ha il tono di una lettera amorosa per la fanciulla tenuta all’oscuro della fiamma suscitata in Chopin e il n°1 in Do dell’opera 48 dalla conclusione tragica in cui si pensa al finale di Romeo e Giulietta. Si continuerà con le due ballate, l’ op.38, caratterizzata da un’evidente simmetria strutturale, fondata sull’alternarsi di sezioni fra loro spiccatamente contrastanti, e da uno straordinario lussureggiare di modulazioni, mediante enarmonie, di quinte eccedenti, di appoggiature, di ardite dissonanze nuovissime per l’epoca e l’op.47, una delle composizioni chopiniane più complete, in cui l’abituale contrasto è molto meno netto, il pathos meno accentuato, il tono nel complesso assai meno tragico, col suo vivo, ben marcato ritmo di danza che sostiene l’intera composizione. La pianista ha scelto, quindi, di eseguire lo Scherzo n° 2 op.31 in Si bemolle minore, sicuramente il più popolare, assai articolato e complesso nell’architettura e nell’armonia, con una ampia gamma di intonazioni, e caratteri espressivi che vi si susseguono senza soluzione di continuità. A seguire, i primi tre preludi dell’ op.28: il primo, in do maggiore Agitato, che ci riporta alla mente il primo preludio del Clavicembalo ben temperato di Bach, costruito sulla ripetizione modulante di un’unica figurazione, il secondo in La minore un Lento, a lungo considerato la più problematica composizione di Chopin, per le arditezze armoniche dell’accompagnamento, per la staticità della melodia e per la sconsolata mestizia dell’insieme, e per chiudere il terzo in Sol maggiore, un Vivace caratterizzato da un fluente ostinato affidato alla mano sinistra, mentre la destra esegue una delicata melodia a valori prevalentemente lunghi. Ancora due ballate concluderanno il lungo omaggio al genio polacco, la prima op.23, una delle sue opere più selvagge e caratteristiche, il cui attacco in La bemolle maggiore è la celebrata sesta napoletana, la “blue note” melanconica del tempo, e l’ultima, l’op.52, un magnifico poema polifonico di modernità assoluta, il cui sfondo impreciso e nostalgico ha carattere quasi impressionista. Finale en travesti con le melodie popolari di Venezia e Napoli, supplemento al secondo volume degli Anni di pellegrinaggio di Franz Liszt. Due le visioni veneziane, Gondoliera, parafrasi della canzone “La biondina in gondoleta” e Canzone, fantasia su “Nessun maggior dolore” dall’Otello di Rossini, mentre l’immagine di Napoli è affidata alla Tarantella, spettacolare e tumultuosa scorribanda tra i vicoli, da cui non poteva non provenire una mandolinata ispirata da un tema di Cottrau. Il festival è organizzato da Antonia Willburger con il contributo della Regione Campania-Assessorato Agricoltura, della Provincia di Salerno, del Centro Studi “Raffaele Guariglia”, del Comune di Vietri sul Mare, della Camera di Commercio di Salerno-Intertrade, dell’Ente Provinciale per il Turismo, del Conservatorio Statale di Musica “Giuseppe Martucci”, della Fondazione Cassa di Risparmio Salernitana, della Coldiretti Salerno e dell’Enoteca Provinciale di Salerno. La direzione artistica della sezione jazz è firmata dal Conservatorio di Musica “Giuseppe Martucci” di Salerno; la direzione artistica della sezione classica, invece, è a cura del M° Francesco Nicolosi.

  • Annamaria Castelli Sings Edith Piaf

    Sabato 4 agosto chiuderà i battenti il “Martucci Jazz Festival”, ospite della XV edizione dei “Concerti d’Estate di Villa Guariglia”, in una serata che saluterà l’omaggio ad Edith Piaf di Annamaria Castelli e del suo quartetto, composto da Simone Guiducci alla chitarra, Yuri Goloubev al contrabbasso e Thomas Sinigaglia alla fisarmonica. Il concerto sarà preceduto da tre eventi. Si inizierà alle ore 18 con il seminario della vocalist Annamaria Castelli, dedicato alle nuove strade della tradizione afro-americana con “Oltrejazz”. Alle ore 19, invece, sul sagrato della Cappellina di San Vito con la presentazione dell’E-book della scrittrice napoletana Daniela Fusco “31 salva tutti”, pubblicato dalle edizioni della Sera. Cosa succede quando una donna è stufa di essere single? Accade che inizia la ricerca strategica dei posti dove poter incontrare il principe azzurro o quantomeno un suo surrogato. Diventa una ricerca certosina, accurata come il gioco del nascondino. Conti fino a trenta e poi apri gli occhi per capire quale sia la tana migliore, l’ufficio, la palestra, il corso di salsa, il locale di grido, il supermercato, il treno, lo stadio e così via, per scoprire poi che ogni luogo nasconde soggetti improbabili con caratteristiche comuni dovute al fatto di essere frequentatori di quel posto. “31 salva tutti – dove trovare l’uomo giusto sbagliando tutti i posti” è il diario di questa ricerca. In ogni paragrafo sono descritti ironicamente i maschi che si possono incontrare in ognuno dei posti dove le donne credono di trovare l’uomo giusto. Per l’occasione sarà esposta anche una 500 d’epoca con la pubblicità del volume. A seguire l’ Enoteca Provinciale di Salerno, presieduta da Ferdinando Cappuccio, presenterà i vini delle aziende “Mila Vuolo” che produce IGT Colli di Salerno, ovvero un fiano e un aglianico di alta qualità e “Le vigne di Raito” di Patrizia Malanga, che produce il Ragis vino che prende il suo nome da Ratgis il fondatore di Raito, un blend con l’80% di Aglianico ed il 20% di Piedirosso. Alle ore 21,30 l’appuntamento è con la vocalist Annamaria Castelli e il suo quartetto, che schizzeranno un portrait del passerotto di Parigi, Edith Piaf, in “Sous le ciel de Paris”. Sono trascorsi quasi cinquant’anni da quell’11 ottobre 1963, quando Edith Piaf, l’usignolo di Francia, ha aperto le ali ed è volata via. La sua voce si spegneva ed Edith entrava in uno strano mito fatto di leggende, memorie, testimonianze, tutte importanti, ma incapaci, da sole di spiegare un fascino che, a distanza di quasi mezzo secolo dalla sua scomparsa, colpisce ancora l’immaginario dei popoli d’Europa. E la risposta è forse in quella voce che riesce ancora ad accarezzare, ferire, accompagnare e far sognare. Lì c’è l’elemento centrale della sua grandezza artistica.La sua voce, infatti, è uno strumento di comunicazione. Nessuno prima di lei l’ha utilizzata così, con quella forza, con quella capacità di comunicare se stessa all’indistinto pubblico che ascolta. E’ unica nella sua capacità di trasmettere a così tante persone l’angoscia, la tristezza e la carica drammatica di un’esistenza vissuta come una corsa a ostacoli, ciascuno dei quali superato cedendo in cambio un pezzo di vita. Per questa ragione il concetto di versatilità vocale in Edith Piaf cambia significato. In lei non definisce la capacità di interpretare una pluralità di stili e generi o quella di reinventare e filtrare attraverso la sua personalità brani molto diversi fra loro. Per Edith la versatilità vocale è un concetto complesso, è la capacità di fare della voce uno strumento espressivo quasi teatrale. Si alimenta direttamente alla sfera dei sentimenti, a un aggrovigliato incrociarsi di pensieri, aspirazioni e tragedie personali.Non a caso Jean Cocteau disse di lei: «Senza la voce di questa piccola cantante Parigi cesserebbe di essere Parigi. Sono proprio voci come questa che ne interpretano l’anima poetica». La forza principale di Edith è tutta nella sua voce profonda e capace di sfumature di grande drammaticità. Il ricordo della Piaf appartiene alla strada, ai popoli della notte, a quella sterminata umanità che non la tradisce e non l’abbandona neppure di fronte all’ineluttabilità della morte. E’ questo il segreto di un’immortalità che non si alimenta di certezze, ma neppure di rimpianti o, peggio, di tardive abiure e pentimenti. Ciò che è stato e stato ed è importante proprio perché è parte di quello che si è oggi. E ai dubbiosi la sua voce blues ricorda che: «Je ne regrette rien…»Il festival è organizzato da Antonia Willburger con il contributo della Regione Campania-Assessorato Agricoltura, della Provincia di Salerno, del Centro Studi “Raffaele Guariglia”, del Comune di Vietri sul Mare, della Camera di Commercio di Salerno-Intertrade, dell’Ente Provinciale per il Turismo, del Conservatorio Statale di Musica “Giuseppe Martucci”, della Fondazione Cassa di Risparmio Salernitana, della Coldiretti Salerno e dell’Enoteca Provinciale di Salerno. La direzione artistica della sezione jazz è firmata dal Conservatorio di Musica “Giuseppe Martucci” di Salerno; la direzione artistica della sezione classica, invece, è a cura del M° Francesco Nicolosi

  • Le differenze tra piano cottura a gas e radiante

    Sebbene nelle nostre case i piani cottura siano quasi tutti a gas, c’è da prendere in considerazione al momento dell’acquisto di uno nuovo le altre tipologie con tanto di pro e contro.
    Vediamo dunque insieme le differenze tra le varie tipologie.
    Il piano cottura a gas è come detto uno dei più diffusi in commercio tuttavia risulta anche essere tra i meno efficaci in quanto ha una potenza pari al 40% ma una dispersione di energia pari al 60%.
    I vantaggi principali sono senza dubbio il prezzo, il fatto che possiamo utilizzarli anche se manca la corrente e che è adatto a tutti i tipi di pentole. Tuttavia ci sono molti contro primo tra tutti la pericolosità in caso di perdite di gas, poi il pericolo ustioni, la difficoltà di pulizia.
    La seconda tipologia di piano cottura è radiante ovvero il riscaldamento tramite elettricità una resistenza di forma circolare concentrica che si trova su un piano in vetroceramica. La spesa per la corrente dipende naturalmente dall’intensità di calore di cui si usufruisce. I vantaggi di questa tipologia è che non esistono rischi con il gas, la pentola non può ribaltarsi in quanto si tratta di una superficie piana. Gli svantaggi riguardano il costo di acquisto, i costi di gestione e il rischio di lasciare acceso il fornello senza accorgersene.