Dopo Tea Time, ecco il suo seguito. Nuove storie, sul calcio britannico, ripescando ogni tanto qualche racconto dal precedente lavoro per alimentare un ideale filo conduttore, che cerca non solo di annaffiare l’ humus affiorante di un football importante e famoso, ma che penetra ancora più in profondità portando alla luce molti club minori, quasi sconosciuti, mostrando le loro parabole, e magari i loro brevi lampi di gloria. Ma, se pensate che si parli solo di un pallone che rotola su un campo verde, vi sbagliate. Le squadre di “British Corner” mischiano sapientemente goal e storia, vita sociale e vecchie leggende, perché in Gran Bretagna tutto profuma di calcio, e tutto riconduce al calcio.
Categoria: Altri / Vari
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Peel Pie veste Capucci
In Aprile, Milano accoglie il ritorno del grande maestro dell’haute couture: Roberto Capucci.
In occasione del Salone del Mobile avrà luogo un evento esclusivo in una location importante e prestigiosa, Palazzo Morando, museo del costume, della moda e dell’ immagine.
Il Palazzo aprirà eccezionalmente le sue sale, dal 9 al 27 aprile, agli abiti di Capucci e alle opere dei finalisti del concorso Roberto Capucci per i giovani designer: “Oltre (a)gli abiti – Il design prende una nuova piega” che hanno realizzato abiti, accessori moda, opere di design e gioielli che traggono ispirazione da otto abiti-scultura messi a disposizione dal maestro.
L’evento avrà inizio con la premiazione dei finalisti del concorso a Palazzo Reale il 9 Aprile ore 11:00 e con l’inaugurazione della mostra alle ore 15:30 nelle splendide sale di Palazzo Morando, per proseguire fino al 20 di Aprile. Curatori della mostra: Alessandro Tonassi, Marinella Calzona e Simona Como Bersani. Allestimento: Alessandro Tonassi, Peel Pie Art & Creativity Director.
In questa occasione di celebrazione d’arte e innovazione promossa dall’ Associazione Moda&Modi e dalla Fondazione Roberto Capucci, Peel Pie annuncia la creazione del “Laboratorio di Ricerca Creativa” per federare artisti e creativi e coadiuvare imprese e organizzazioni nello sviluppo della creatività e di opportunità distintive di crescita innovativa.
Peel Pie, brand 100% internazionale, 100% innovativo e 100% italiano nell’ispirazione e nei contenuti creativi, ha co-realizzato espressioni artistiche come tributo a questo evento unico: nelle sale del museo verrà esposta la prima creazione di questo brand, Peel Pie Naranja Beer che si vestirà in edizione limitata ispirata dall’estro e dalla genialità di Capucci, edita da Alessandro Tonassi. Il giovane artista Stefano Mezzaroma dedicherà un poster celebrativo alla creatività sartoriale in serie limitata, inoltre curerà la selezione musicale nelle serate di Vernissage e Finissage.
Infatti due serate uniche incorniceranno l’evento: un Vernissage e un Finissage esclusivi dove Peel Pie e Conti Cafè offriranno degustazioni speciali della birra artigianale styled Peel Pie insieme a creazioni musicali ad-hoc edite da Mezzaroma.
In occasione del Finissage Peel Pie presenterà il lancio di nuove vesti per Peel Pie Naranja Beer.
Vernissage Martedì 9 Aprile 2013 al 19 di via Montenapoleone a Milano, ore 17:30-20:00.
Finissage Sabato 20 Aprile 2013 al 19 di via Montenapoleone a Milano, ore 17:30-20:00.
RSVP [email protected] Elisa +39 342 5458259
Patrocinatori: Comune di Milano, Camera Nazionale della Moda Italiana, ADI, Federpietre, Confindustria Federorafi, Fondazione Cologni dei Mestieri d’Arte, Altaroma e WJA.
Sul website e su Facebook, tutti gli appuntamenti, le informazioni e le novità:
www.peelpie.com & www.facebook.com/PeelPieBeer
contatto diretto:
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Centrale del Latte di Torino sceglie A-Tono per creare un contatto diretto con i consumatori
La Centrale del Latte di Torino, specializzata nella produzione e commercializzazione diretta di prodotti dell’industria lattiero-casearia da oltre 60 anni, ha affidato ad A-Tono il compito di aumentare la propria presenza in rete attraverso l’apertura e la gestione di una pagina Facebook http://www.facebook.com/centraledellatteditorino.
Sfruttando la forte presenza del brand sul territorio, A-Tono – azienda/agenzia leader nel mondo del Mobile Marketing e delle Digital Communication Solutions – ha creato la fanpage Tapporosso, gestendo lo sviluppo del piano editoriale sia da un punto di vista testuale sia grafico. La storia dell’azienda torinese si alterna a ricette, post di prodotto e contenuti educational, in modo da catturare l’attenzione dei diversi target di riferimento.
In particolare, “IMPARALATTE!” è l’appuntamento bimensile per scoprire tutti i segreti del ciclo del latte – dalle stalle fino alla tavola – in compagnia di una famiglia molto speciale, formata da mamma Mole, papà Toro e il piccolo Torino.
Questi 3 simpatici personaggi sono anche i protagonisti dell’app Facebook, anche questa sviluppata da A-Tono con l’obiettivo di coinvolgere anche i più piccoli consumatori e creare un circolo virtuoso online/offline. L’applicazione permette di scaricare i tre bricchetti disponibili che possono essere stampati e ritagliati per realizzare un brick Tapporosso personalizzato e divertirsi con i characters dell’azienda. Unica condizione per il download, essere fan della pagina.Al fine di incrementare la fanbase, è stata pianificata una campagna Facebook ADV rivolta ai consumatori di Tapporosso.
Nei prossimi giorni, A-Tono prenderà in carico anche la pagina FB della Centrale del latte di Vicenza, società del Gruppo torinese caratterizzata da un forte radicamento territoriale.
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QUINTO MONITOR SUL MOBILE MARKETING – La sfida della maturità – Edizione 2013
Anche quest’anno AstraRicerche – su commissione di A-Tono – ha svolto un’ampia ricerca sull’utilizzo dei dispositivi mobili (tablet e, in particolare, smartphone) in Italia: è la quinta edizione di un Monitor che negli anni precedenti si è dimostrato in grado di cogliere i principali segnali del mercato potendo definire i trend a breve-medio periodo. La scelta dell’Istituto è stata di svolgere le 1.015 interviste nel momento più avanzato possibile rispetto alla prima presentazione dei risultati dello studio, visto che i fenomeni studiati hanno una dinamica particolarmente veloce, mostrando cambiamenti significativi persino nell’arco di poche settimane.
Lo smartphone è diventato il centro della vita digitale della maggioranza degli Italiani: è uno strumento sempre più potente, semplice da utilizzare e soprattutto multifunzionale. La penetrazione dei cellulari evoluti (smartphone) è salita dal 37% rilevato da Nielsen nel 2010 al 50% nel 2011, al 58% nel 2012 secondo AstraRicerche per giungere al 62% nel febbraio 2013. Nelle ultime tre rilevazioni di AstraRicerche si è assistito anche alla diminuzione del numero di devices di tipo cellulare mediamente utilizzati dai nostri concittadini: nel dicembre 2010 più della metà della popolazione utilizzava due o più cellulari mentre ora il 63.3% ha un solo cellulare/smartphone: da un lato i dispositivi sono sempre più potenti e caratterizzati da innumerevoli funzionalità per cui viene meno l’esigenza di avere un secondo dispositivo con caratteristiche particolari, complementari al primo; dall’altro, la competizione fra gli operatori di telefonia mobile ha ridotto il vantaggio economico derivante dall’utilizzare due cellulari con SIM associate a diversi carriers (una per chiamare gli amici/conoscenti utilizzanti un operatore, l’altra per chiamare tutti gli altri a tariffe vantaggiose).
Come accennato, il boom degli smartphone ha portato con sé l’ampliamento delle funzionalità che gli utenti attribuiscono (usandole o no) al proprio dispositivo mobile: è ormai assodato che il cellulare è in grado di inviare e ricevere sms e mms, di scattare foto e riprendere filmati, di interagire a breve distanza con altri dispositivi tramite bluetooth (sempre con valori superiori al 75%); l’interazione tramite touchscreen è arrivata al 60.8% (+10% rispetto a dodici mesi prima) e la possibilità di ascoltare musica utilizzando lo smartphone come se fosse un MP3 player sfiora il 75%. Ma la vera trasformazione è legata alla possibilità di scambiare dati via Internet (l’81.6% degli utilizzatori di cellulare afferma che il proprio dispositivo è in grado di connettersi alla Rete) portando con sé la possibilità di comunicare tramite posta elettronica (68.5%) e di interagire con altre persone tramite social networks (63.1%).
Per adesso abbiamo parlato di possibilità, di funzioni che il cellulare mette a disposizione; vediamo ora quali sono le features effettivamente utilizzate: continua il calo (invero molto lento e graduale) dell’utilizzo degli sms (in tre anni circa il 2.5% della popolazione ha smesso di inviarli anche se altre statistiche mostrano che il numero complessivo di sms che transitano sulla rete italiana è persino in aumento, a ulteriore prova del vero ‘amore’ che gli Italiani hanno per questa forma di comunicazione; gli aspetti multimediali sono fortemente utilizzati: lo smartphone è utilizzato come fotocamera dal 71.3% degli intervistati e come riproduttore di musica dal 49.1%; ma il dato più impressionante è quello dell’accesso a Internet da smartphone: il 61.5% (+13.1% rispetto all’anno precedente) afferma di aver fatto accesso al web tramite cellulare (come vedremo, circa due terzi di questi users vi accedono con regolarità). L’accesso a Internet rende possibile l’invio e la ricezione di e-mail (in crescita continua e rapidissima: 27% a fine 2010, 35% a inizio 2012, 45% a inizio 2013), con l’effetto di limitare l’utilizzo degli mms (sfavoriti anche dal loro costo: in questi stessi 26 mesi il 6.3% degli users di cellulare ha smesso di inviare messaggini multimediali). Come studiato da A-Tono ed AstraRicerche nel febbraio 2012, un altro grande trend è l’utilizzo della localizzazione tramite GPS non solo per sapere dove si è e come raggiungere una destinazione ma anche per poter trovare luoghi, punti-vendita, prodotti con cui si desidera entrare in contatto; al contrario, la crescita della visione di programmi televisivi tramite smartphone è molto lenta (attualmente solo l’8.7% degli users di cellulare afferma di aver provato a guardare un canale televisivo sul proprio piccolo device personale) ma le prospettive sono decisamente interessanti anche grazie al lancio imminente di nuovi dispositivi dallo schermo più ampio, a metà tra uno smartphone e un tablet (i cosiddetti ‘phablets’). Troviamo anche una diminuzione fortemente associata al lungo periodo di crisi per le famiglie italiane: è calato il numero di cittadini che effettuano donazioni solidali tramite sms (dal 36.0% di fine 2009 al 23.0% di febbraio 2013).
Non stiamo parlando solo di tecnologia ma di uno strumento che cambia anche le modalità di rapportarsi tra le persone. AstraRicerche nel dicembre 2010 ha chiesto per la prima volta agli Italiani quale fosse la prima modalità a cui pensavano per mettersi in contatto con un’altra persona avendo a disposizione un cellulare o uno smartphone: in quella rilevazione due terzi degli intervistati indicavano la telefonata e quasi tutti i restanti l’sms (le modalità alternative non arrivavano al 2%); poco più di dodici mesi dopo, nel febbraio 2012, già si rilevava un forte cambiamento: la ‘phone call’ era la prima modalità per il 51.9% mentre l’sms cresceva fino al 40.9% e le altre modalità raddoppiavano il proprio peso; nell’ultima rilevazione si notano due ulteriori cambiamenti: la chiamata scende sotto la soglia del 50% (49.6%: valore che sarebbe ben inferiore se non considerassimo anche i 55-65enni) mentre l’sms ha lasciato ampio spazio all’instant messaging (Viber, WhatsApp, ecc.) che infatti arriva al 14.7%. L’sms rimane fortissimo ma più come seconda o terza scelta mentre si assiste alla crescita non solo dell’instant messaging ma anche delle e-mail e – soprattutto per il target più giovane – del post via Facebook o altro social network effettuato direttamente dallo smartphone.
Per rendere possibile tutto ciò è necessario che l’accesso a Internet da cellulare sia effettuato da un grandissimo numero di Italiani e in effetti quest’ultima rilevazione mostra un’ulteriore rapidissima crescita di coloro che dichiarano di utilizzare regolarmente mobile Internet: dal 10.2% del 2009 si è passati al 15.1% del 2010 toccando il 25.9% nel 2012 e arrivando al 40.1% del 2013; stiamo parlando di 15.600.000 Italiani che accedono a Internet quotidianamente o quasi, a cui possiamo sommare altri 5 milioni di Italiani che dichiarano un accesso non regolare, solo saltuario. Tutto ciò è reso possibile e vantaggioso dalla diffusione dei contratti di tipo flat o all-inclusive, ovvero quei contratti che consentono all’utente di avere la certezza della spesa per l’accesso a Internet in mobilità e una ‘dote dati’ piuttosto ampia (ad esempio 1 GB al mese); quasi la metà dei navigatori on line da smartphone spende tra i 5 e i 20 euro al mese, con una crescita in particolare del numero di coloro che spendono tra i 5 e i 10 euro grazie alle numerose promozioni che offrono l’accesso al web per 9-10 euro; la valutazione di questa spesa è stata chiesta agli intervistati e il risultato – ancor più tenendo conto del periodo di crisi e quindi di grande attenzione alle spese personali e familiari – non lascia spazio a dubbi: il 25.9% dichiara che si tratta di un importo mensile conveniente, un vero incentivo alla navigazione e un ulteriore 39.8% dichiara di trovare tale spesa giusta, proporzionata ai vantaggi che ne trae; arriviamo quindi a quasi due terzi degli users di mobile Internet soddisfatti del value for money; non si tratta di un risultato banale se ci si ricorda che nella rilevazione di fine 2009 ben il 38.8% affermava che le tariffe di accesso a Internet da cellulare erano eccessive, “un vero furto”, e che un ulteriore 23.8% le riteneva elevate.
La possibilità di accedere a Internet non significa che la modalità di fruizione delle informazioni e dei servizi on line sia quella già nota grazie all’utilizzo del computer: gli smartphones (e con essi anche i tablets) hanno introdotto il paradigma delle APPs ovvero di piccoli programmi, specializzati in una funzione o uno scopo, ottimizzati per l’utilizzo sul device mobile. Le APPs sono diventate parte della vita di milioni di Italiani, anche di quelli che non utilizzano un cellulare evoluto visto che sono spesso nominate o trattate anche dai media tradizionali (televisione, giornali, periodici, ecc.) e sono sempre più frequentemente al centro del dialogo tra conoscenti. Ne è prova il fatto che tra i 15 e i 65enni la conoscenza di cosa sia un’APP è salita dal 38.2% del dicembre 2010 al 78.4% del febbraio 2013. Nello stesso periodo dio tempo è raddoppiato anche i numero di coloro che hanno personalmente installato una o più APPs su un proprio dispositivo mobile (da 9.100.000 a 18.500.000). D’altra parte, a differenza del ‘tradizionale’ computer l’installazione di software aggiuntivo su uno smartphone o su un tablet è un’operazione decisamente semplice e infatti sono pochissimi coloro che dichiarano di aver incontrato difficoltà nell’effettuare tale attività. Il fatto che il paradigma delle APPs sia ormai predominante è anche dimostrato dalla scelta del più grande produttore di sistemi operativi per computer (parliamo ovviamente di Microsoft) il quale ha introdotto le APPs nel suo recentissimo Windows 8.
Ci si potrebbe chiedere se l’utilizzo di Internet in mobilità, delle APPs e anche il cambiamento nelle modalità di comunicazione tra le persone possano essere rilevanti ai fini del marketing e delle scelte delle aziende; probabilmente molti dubbi possono essere fugati pensando al fatto che all’interno dei 15.600.000 utilizzatori regolari di Internet da smartphone quasi la metà (7.600.000 persone) dichiara di cercare informazioni sui prodotti (4.800.000 persone lo fanno spesso) e che, in particolare, 5.700.000 persone cercano informazioni sui prodotti o sulle marche quando sono in procinto di effettuare un acquisto, quando sono ‘di fronte allo scaffale’ (già 1.800.000 15-65enni dichiarano di svolgere regolarmente questo tipo di ‘check’ sui prodotti prima di acquistarli). Quali informazioni cercano con lo smartphone? Di tutto: le caratteristiche del prodotto, le opinioni di altri utenti/acquirenti, la disponibilità del prodotto in vari punti-vendita magari a un prezzo più vantaggioso; ecc..
Come ogni anno AstraRicerche ha testato alcune applicazioni che A-Tono è in grado di realizzare: non stiamo parlando del futuro ma di APPs che possono essere portate sul mercato in tempi rapidissimi. La prima applicazione consente di far riconoscere allo smartphone gli spot che passano in televisione e di far ottenere all’utente dei buoni sconto in modo semplice e immediato; la seconda consente di prenotare e mantenere il proprio posto in tutte quelle situazioni in cui sarebbe necessario restare ‘fisicamente’ in fila (presso le Poste, i parchi divertimento, le ASL, gli uffici comunali, ecc.): l’applicazione comunica all’utilizzatore quando è arrivato il momento di portarsi nuovamente in prossimità dello sportello/punto d’interesse; la terza applicazione integra l’utilizzo dei social networks – ad esempio via computer – con l’utilizzo di un’applicazione per cellulare: con un’applicazione Facebook posso definire il mio stile e ottenere dei consigli personalizzati relativi all’abbigliamento; se scarico l’applicazione mobile non solo ricevo dei coupon e posso accedere a un concorso ma ho anche dei vantaggi quando vado a fare shopping, come la localizzazione dei negozi che possono interessarmi, la ‘mappatura’ della mia auto all’interno dei parcheggi, l’accesso a ulteriori promozioni personalizzate. La quarta idea di A-Tono combina la spesa on line con una delle funzionalità di tutti i moderni smartphone: la possibilità di interagire con il device tramite la voce, evitando la digitazione; nello specifico, l’applicazione proposta da A-Tono consente di dialogare con lo smartphone/tablet indicando quali sono i prodotti che il supermercato dovrà consegnare a casa. Per finire, un’ultima applicazione potrebbe essere utilizzata in un negozio ove vengono venduti prodotti di cosmetica: uno schermo ‘magico’ riconosce i tratti del volto, è in grado di determinare il sesso e l’età della persona, le caratteristiche del suo viso (anche quelle contingenti come le espressioni di allegria o di tristezza) e di proporre una o più soluzioni di styling adatte al soggetto.
Tutte queste applicazioni riescono a stupire gli intervistati visto che tra il 67.7% e il 75.2% dichiarano di non averne mai sentito parlare e i restanti intervistati solo in rari casi dichiarano di aver già provato qualcosa di simile (con percentuali attorno al 2-3%) risultando rilevante l’affermazione di aver letto qualcosa a proposito di applicazioni simili ma dio non averle viste mai realizzate. Come spesso capita quando si parla di applicazioni per smartphone gli intervistati riconoscono un positivo mix di utilità e di divertimento: ad esempio, l’effetto salva-tempo dell’applicazione che consente di evitare le file e la comodità della spesa effettuata grazie al solo uso della voce vengono considerati decisamente utili (con valori superiori al 70%) ma anche piacevoli (in particolare la prima delle due sfiora l’80%).
Il gradimento per queste applicazioni è particolarmente forte nel target femminile (in Italia orami stabilmente trainante per quanto riguarda l’adozione di nuove tecnologie) e si mantiene estremamente elevato fino ai 45 anni di età per poi scendere gradualmente quando ci si avvicina ai 55 anni e, ancor di più, andando verso i 65 anni.
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Durata dei processi: Friuli Venezia Giulia tra i migliori in Italia
I tempi della Giustizia in Italia sono da molto tempo una delle questioni più discusse e di più difficile soluzione. Abbiamo quindi voluto divulgare questo articolo per informare del caso Friuli Venezia Giulia che, anche se con deficit di organico e varie problematiche, riesce ad emergere e a mantenersi virtuoso.
Lo stato di salute della Giustizia in Friuli Venezia Giulia, stando ai dati diffusi dal Presidente della Corte d’appello di Trieste, Mario Trampus, in occasione dell’inaugurazione dell’anno giudiziario, appare migliore rispetto al resto del Paese.
I tempi di evasione delle pratiche, pur buoni rispetto al resto dell’Italia sono comunque lontano dagli standard europei, a parziale scusante bisogna ricordare alcune problematiche che si riscontrano in Regione come la carenza in organico, la chiusura del Tribunale di Tolmezzo e il riordino delle giurisdizioni. Trampus ha spiegato come ogni ufficio cerca di dare il massimo. “Il blocco del turn over ha elevato l’età media dei funzionari. Se non si pone rimedio rischiamo gravi contraccolpi. A Gorizia la perenne difficoltà del Tribunale è dovuta dal continuo ricambio dei Magistrati. Udine funziona bene e si è organizzata per occuparsi del distretto di Tolmezzo. Pordenone per ora lavora bene, ma serve la revisione della pianta organica per far fronte all’aumento del lavoro visto che si deve occupare anche del Territorio di Portogruaro. Per ora purtroppo tutto è bloccato”. Nel 2012 sono stati 45.628 i procedimenti civili avviati mentre i procedimenti penali conclusi lo scorso anno sono stati 26.526. Per quanto riguarda i fallimenti, dalla visura delle istanze i dati appaiono altalenanti. Una situazione incoraggiante anche se non si può ancora parlare di situazione stazionaria visto che, come detto nelle premesse, le carenze e le problematiche riscontrate nell’amministrazione della Giustizia in Friuli Venezia Giulia possono comunque rischiare di creare una nuova battuta d’arresto.
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Bibigi: passione, talento ed esperienza creativa.
Negli anni il timone di Bibigi è passato alle nuove generazioni, che con impegno e passione incarnano al meglio la visione del brand: creare gioielli prestigiosi e di qualità.
La filosofia della Maison, si basa su un’esperienza orafa secolare, che nel tempo si è impreziosita di riflessi e sfaccettature, fino a divenire celebre per la sua poliedricità e il rispetto di standard qualitativi ai massimi livelli.
Le collezioni Bibigi sono realizzate esclusivamente con diamanti certificati e pietre naturali, con attenzioni speciali rivolte allo studio del design e degli accostamenti cromatici. Preziosi che ammiccano alla contemporaneità restando fedeli ai canoni tradizionali: collezioni fantasiose composte da pietre uniche e inconfondibili, si uniscono a gioielli classici, che si distinguono per gusto e cura dei dettagli.
L’ultima nata dalle sapienti mani dei mastri orafi della casa prende il nome di Tres Jolie: una collezione dal design originale, recentemente arricchita da nuove armonie. La novità verrà esposta alla Fiera di Basilea (HALL 2.2 STAND G54) dove saranno presentate le nuove collezioni in numerose varianti di colori e stili compositivi.
Gioiello simbolo della Maison, che ne ha decretato il successo internazionale, Tres Jolie viene ora proposta in nuove versioni in oro bianco, brillanti neri e preziose tormaline tagliate a goccia, mentre il girocollo è in oro bianco con brillanti e abbinamenti di topazi azzurri e zaffiri per evocare l’immaginario cromatico del mare e dell’estate più luminosa.
Tres Jolie è disponibile anche in oro rosa, brillanti e quarzi fumè tagliati a goccia, per esaltare il colore dell’incarnato, oltre alla versione in oro bianco, brillanti e ametista. Le particolari combinazioni di colori e le armonie esaltano l’esperienza manifatturiera artigianale dei maestri orafi valenziani, e creano una collezione di successo che comprende nella parure anelli, orecchini e girocollo per una linea di gioielli senza tempo e senza età.
Oltre ai gioielli con diamanti, Bibigi propone collezioni che si distaccano dal classico: stravaganti e ricche di magia, da un giardino incantato nascono fiori e farfalle di smalti colorati, pietre preziose e semipreziose, accessori eleganti e dal taglio perfetto, disegnati in sintonia con le più recenti richieste del mercato.
Dal 25 aprile al 2 maggio 2013, Bibigi esporrà le sue nuove collezioni alla Fiera di Basilea (HALL 2.2 STAND G54)
Bibigi distribuisce i suoi gioielli nei seguenti paesi: Europa, America, Giappone, Emirati Arabi, Russia.
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Equent Communication
Mail: [email protected]
Via Melzi d’Eril, 6
20154 Milano
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Le nuove frontiere del Web Marketing
In ogni settore dell’economia ci sono spazi che, prima di essere scoperti e ampiamente rivalutati, rimangono a lungo inesplorati. Quando parliamo di comunicazione, diffusione del brand e Marketing in generale, sicuramente uno di questi luoghi, ancora in buona parte inesplorati, lo ricoprono tutti i temi legati al Web Marketing. Ogni giorno che passa se ne parla sempre di più, così come sempre più numerosi divengono le pubblicazioni di articoli e libri sul tema. Eppure le aziende sono palesemente ancora molto lontane dal comprendere anche solo superficialmente le potenzialità di tutte quelle attività legate al marketing orientato al Web.
Non è solo la qualità media dei siti aziendali italiani a farci rendere conto di quanta poca attenzione sia ancora delegata al Web Marketing e alla comunicazione online in genere. Da una parte i siti rimangono ancora poco usabili, poco attenti alle esigenze dei visitatori e lasciano poco spazio per una attenta e preliminare ricerca di una architettura informativa idonea al profilo aziendale da costruirsi prima della messa online (tutte caratteristiche che rendono il dominio aziendale poco visibile anche dai motori di ricerca). Dall’altra parte molte delle aziende italiane si sono ormai rese conto dell’importanza di avere un minimo di presenza sui social Network (Facebook, Twitter e Linkedin), peccato che però quasi sempre non sappiano bene come sfruttarla, cosa pubblicare, cosa non pubblicare e come sviluppare l’interesse di nuovi e potenzialmente vitali, profili degli utenti.
Queste sono le due più importanti ragioni della crescita esponenziale relativa alle richieste di una delle professioni più ricercate e ben pagate in questo periodo storico: l’esperto di temi legati al Web Marketing, in tutte le sue sfaccettature. Una professione “di frontiera” che da una parte fornisce ai giovani una delle poche nuove strade senza dubbio promettenti sul fronte lavorativo, e dall’altra restituisce alla aziende la possibilità di coltivare nuovi mercati con strumenti moderni e sofisticati, dal SEO al Social Media Marketing, passando per la Web Reputation e la comunicazione digitale in genere.
L’interesse crescente su questi temi ha spinto SinerVis Consulting (http://www.corsi.sinervis.com) ad aprire una intera area di corsi e percorsi dedicati al Web Marketing, con l’obiettivo di fornire, ad aziende e privati, formazione specifica su numerosi temi, tra i quali:
· Search Engine Optimization;
· Google Adwords;
· Creazione di contenuti virali sui social network;
· Tecniche di e-mail marketing;
· Web Reputation;
Attività utili a migliorare il posizionamento sul Web del proprio brand o del proprio dominio: e come spesso accade, coloro che coglieranno prima l’importanza dei nuovi mezzi di comunicazione, saranno i primi a riuscire a sfruttarne le potenzialità, superando quella sottile frontiera che separa il vecchio dal nuovo metodo di comunicare e proporsi al mondo.
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Questa macchina non è un albergo! O forse no!
Il 50% degli automobilisti dichiara di aver dormito in auto almeno una volta nella vita
Abbassare il sedile resta un classico ma c’è anche chi tiene sempre una coperta
nel bagagliaio per le emergenze
Se nei film americani sono i motel il luogo preferito per riposarsi durante un lungo viaggio, nel Bel Paese invece il luogo preferito è senz’altro l’auto!
Un sondaggio del Centro Studi e Documentazione Direct Line – la più grande compagnia di assicurazioni online – rileva che l’auto è stata usata dal 50% degli italiani almeno una volta nella vita come giaciglio di fortuna per riposare e riprendersi dalla stanchezza.
Evitare il colpo di sonno alla guida è sicuramente importante e dormire anche per mezz’ora a volte può davvero fare la differenza e risultare un comportamento responsabile.
Infatti il 27% degli intervistati ha ammesso di aver ceduto alla stanchezza della guida e di essersi fermato solo per qualche ora a dormire in auto. Inoltre per il 15% del campione dormire in auto è un ricordo di gioventù, che in passato non è certo stato disdegnato complice la giovane età; per l’8% degli intervistati invece l’età non conta e la sosta notturna durante i lunghi viaggi può essere fatta tranquillamente in auto, soprattutto se si è in compagnia. L’altra faccia della medaglia sono il 50% degli intervistati che invece non ha mai fatto un’esperienza del genere: il 29% aggiunge che non lo farebbe in nessuna situazione – percentuale che aumenta fino al 38% se si considera il campione femminile – mentre l’8% adduce come motivo il livello di comfort estremamente basso della propria macchina. Infine il 13% che ammette di non aver mai fatto questa esperienza ritiene, tuttavia il mezzo all’“altezza della situazione”, nel caso in cui si dovesse presentare la necessità.
Ma quali sono i trucchi più comuni per non rendere la nottata sui sedili un vero e proprio incubo? Il 46% del campione intervistato da Direct Line risponde scegliendo di abbassare il sedile, uno stratagemma classico praticato soprattutto dagli uomini (51% contro il 37% delle donne). Pochi si spostano sul sedile posteriore, solo l’8%, mentre c’è anche chi non si fa cogliere impreparato e ha con sé una coperta (13%). Per 1 intervistato su 3 l’evento è stato invece il frutto di un imprevisto, soprattutto per le donne (34%).
Se di necessità bisogna far virtù, il 43% degli intervistati opta per l’area di servizio come punto di riferimento per fermarsi in macchina e schiacciare un pisolino durante la notte. Le luci della stazione, infatti, possono dare più sicurezza del ciglio della strada: tuttavia, solo l’8% ritiene che queste zone siano ben protette, mentre il 43% dubita che, in generale, scegliere di dormire nelle aree di rifornimento o di sosta sia la scelta migliore per la propria sicurezza. I pericoli più temuti sono in primis i furti (51%), ma anche le violenze e gli attacchi all’auto sono un timore degli automobilisti (37%), soprattutto per le donne alla guida (50%). I rumori di sottofondo sono una preoccupazione per il 6% degli intervistati.
Lo spaccato regionale dell’indagine Direct Line rileva che torinesi (34%) e bresciani (33%) sono quelli che più spesso si sono ritrovati a dormire in auto, mentre i più organizzati sono i veronesi (27%) e i cagliaritani (22%) con la coperta contro i brividi della notte sui sedili dall’auto. I torinesi sono anche quelli che maggiormente si fidano a fermarsi di notte nelle aree di servizio (59%), mentre le rapine sono il pericolo più temuto da ben il 66% dei fiorentini e le violenze dal 55% dei cagliaritani. Infine, detengono il primato per il ricorso alla polizia in caso di difficoltà i veronesi con l’84% delle preferenze, mentre il 24% dei milanesi non esita a chiamare la propria compagnia di assicurazioni.
‘Che sia per la circostanza di un lungo viaggio o una notte stellata, è buona norma non dimenticare la prudenza quando si decide di prendersi una pausa per un sonnellino in auto. – commenta Barbara Panzeri, Direttore Marketing Direct Line – È infatti un atto di responsabilità dell’automobilista fermarsi qualora avverta una stanchezza eccessiva alla guida, considerando comunque la pausa in aree protette e adibite alla sosta delle vetture. A volte bastano pochi minuti di pausa, un buon caffè e una semplice rinfrescata per poter riprendere la guida in sicurezza per sé e per gli altri automobilisti’.
Segui Direct Line su Facebook: https://www.facebook.com/directlineitalia
Direct Line è la più grande compagnia di assicurazioni auto on line in Italia. Direct Line ha rivoluzionato il mercato delle assicurazioni lanciando nel 1985 nel Regno Unito la vendita di polizze auto senza intermediari. Oggi è leader in Europa con oltre 6 milioni di clienti. www.directline.it.
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Copacabana
Copacabana Cafè è il luogo ideale per una serata tra amici all’insegna del divertimento o per una serata di totale relax da condividere con qualcuno di speciale. Una location esclusiva ed elegante dotata di salotti lounge e di privè dallo stile chic e glamour. Dall’aperitivo a tarda notte il Copacabana vi accoglie travolgendovi in un vortice di divertimento sfrenato. La musica, mixata dai migliori dj resident, è la protagonista assoluta del locale, insieme all’ottimo e abbondante happy hour. Insieme all’aperitivo potrete gustare cocktail fantasiosi ed eseguiti ad opera d’arte. Copacabana Cafè situato alle porte di Milano a Caponago, è il locale giusto per organizzare feste, eventi e party aziendali. Una garanzia di divertimento senza sosta!
www.copacabanacafe.it