Getty Images ha annunciato i vincitori del programma annuale Grants for Editorial Photography, per cui cinque fotogiornalisti selezionati ricevono un contributo del valore di 10.000 dollari ciascuno e la possibilità di avvalersi della collaborazione editoriale e del sostegno di Getty Images per progetti di valore giornalistico e personale.
I nomi dei vincitori e dei loro progetti sono:
- Eugene Richards, USA, reportage “War is Personal – Part Two”
- Samuel James, USA, reportage “ The Water of My Land”
- Tomas van Houtryve, Francia, reportage “In Drones We Trust”
- Marco Gualazzini, Italia, reportage “M23 – Kivu: A Region Under Siege “
- Matt Eich, USA, reportage “ Sin & Salvation in Baptist Town”
Jonathan Klein, co-fondatore e CEO di Getty Images, ha commentato: “I fotografi selezionati nell’edizione 2013 del programma Getty Images Grants for Editorial Photography forniscono un esempio della dedizione, della determinazione e dell’integrità che caratterizzano chi opera nel fotogiornalismo. Sono profondamente colpito dal fatto che il nostro programma di supporto di progetti di fotografia editoriale continui a offrire nuove opportunità a fotogiornalisti affermati ed emergenti affinché possano far conoscere al mondo intero alcune delle più complesse questioni del nostro tempo”.
Le domande di partecipazione a questa edizione hanno raggiunto il numero record di quasi 500, provenienti da più di 60 Paesi. I progetti selezionati affrontano alcune delle questioni che più toccano l’animo e fanno riflettere, dagli attacchi dei droni fino alle conseguenze della guerra in Iraq.
La giuria del concorso 2013 Grants for Editorial Photography era composta da:
- Jean-Francois Leroy, Direttore di Visa Pour L’Image
- Jon Jones, Direttore della fotografia di The Sunday Times Magazine
- Olivier Laurent, Vice redattore del British Journal of Photography
- Tiziana Faraoni, Photoeditor de l’Espresso
- Fiona Rogers, Fondatrice di Firecracker
Il programma Grants for Editorial Photography, uno dei più importanti nel settore, è nato nel 2005 con l’obiettivo di fornire a fotografi professionisti ed emergenti i mezzi necessari a realizzare progetti di valore personale e giornalistico. L’iniziativa testimonia anche la convinzione di Getty Images rispetto alla capacità e alla forza del fotogiornalismo nel focalizzare l’attenzione su problematiche socialmente e culturalmente rilevanti.
Dal 2005 il programma ha permesso a Getty Images di assegnare contributi per più di 800.000 dollari a dimostrazione dell’impegno per l’eccellenza nel fotogiornalismo, con un sostegno concreto e propositivo per il settore. Per maggiori informazioni: http://imagery.gettyimages.com/getty_images_grants/Editorial.html
In occasione dell’ultima edizione dell’iniziativa Getty Images ha introdotto un ulteriore riconoscimento, il Contour by Getty Images Portrait Prize, il cui vincitore sarà reso noto il mese prossimo.
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Sintesi dei progetti vincitori:
Eugene Richards, War is Personal – Part Two
La guerra in Iraq si è ufficialmente conclusa nel 2011, ma per molti non è ancora terminata. Il progetto realizzato da Richards è la continuazione della sua pubblicazione intitolata ‘War is Personal’, un lavoro che affronta le conseguenze di questo conflitto.
Proseguendo e approfondendo il lavoro iniziato, il progetto si è posto l’obiettivo di analizzare i cambiamenti che hanno interessato lo scenario sociale americano, il rientro di migliaia di soldati dall’Afghanistan, l’aumento del numero di suicidi tra le fila dei militari, e il numero di senzatetto e di veterani disoccupati.
Samuel James, The Water of My Land
Il petrolio è una delle materie prime più preziose a livello mondiale e il sottosuolo del delta del Niger cela uno dei più estesi giacimenti di greggio. La Nigeria è il maggiore produttore africano di petrolio e il quinto principale fornitore mondiale degli Stati Uniti: nonostante questo, la maggior parte della popolazione locale vive al di sotto della soglia di povertà.
James ha documentato la vita di chi, per sopravvivere, ha dovuto ricorrere alla strada della clandestinità e dei traffici illeciti che inquinano l’ambiente – uomini e donne che trafficano con l’oro nero durante la notte vendendolo all’estero o trasportandolo lungo i corsi d’acqua all’interno della foresta.
Tomas van Houtryve, In Drones We Trust
Secondo gli analisti, negli ultimi 10 anni gli attacchi di droni in Pakistan, Yemen e Somalia hanno ucciso più di 2.800 persone; di queste, 178 erano bambini. Gli attacchi con i droni avvengono spesso in zone particolarmente remote, ben lontane dagli occhi dei media e dei volontari delle organizzazioni umanitarie.
Il progetto di Houtryve ha voluto fare luce su questo tema tanto dibattuto, sollevando dubbi e domande relative al controllo e alla sorveglianza esercitati dai droni.
Marco Gualazzini, M23 – Kivu: a region under siege
Nell’aprile del 2012, l’ammutinamento di alcuni colonnelli e militari delle forze armate governative del Congo, FARDC, ha portato alla creazione di una forza militare e politica denominata M23.
In soli tre mesi i ribelli sono riusciti ad assumere il controllo della parte settentrionale della regione del Kivu e della sua capitale Goma soggiogando la popolazione locale. Aree che sono tutt’oggi sotto assedio e che contano più di 700.000 rifugiati. A nord del Kivu i conflitti stanno degenerando in scontri fratricidi, con il ritorno della contrapposizione fra Hutu e Tutsi. Il reportage ha voluto documentare gli eventi e fornire una visione il più possibile fedele alla realtà vissuta dai protagonisti, siano essi aggressori o vittime.
Matt Eich, Sin & Salvation in Baptist Town
Fondata nel 1800, Baptist Town è una delle cittadine afro-americane più antiche della regione di Greenwood. A poca distanza dalla visita di Eich del 2010 si è verificata l’uccisione di un ragazzo: Demetrius “Butta” Anderson, 18 anni, è stata la terza vittima nella sua famiglia a essere assassinata.
Sebbene molti di noi amino pensare di vivere ormai in una società post-razziale, il Sud statunitense è ancora ostaggio di un razzismo che impatta sia economicamente che culturalmente sugli individui in maniera persistente e spesso violenta. Eich ha voluto presentare reciprocamente in modo visivo i vicini delle diverse comunità secondo un approccio trasparente e personale, con l’obiettivo di promuovere la comprensione e la tolleranza e allontanare paure e incertezze.