{"id":85517,"date":"2024-11-01T17:09:14","date_gmt":"2024-11-01T16:09:14","guid":{"rendered":"https:\/\/www.area-press.eu\/comunicatistampa\/?p=85517"},"modified":"2024-11-01T17:09:14","modified_gmt":"2024-11-01T16:09:14","slug":"mostra-personale-di-pittura-una-calda-febbre-di-colori-del-maestro-giancarlo-cuccu","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.area-press.eu\/comunicatistampa\/2024\/11\/01\/mostra-personale-di-pittura-una-calda-febbre-di-colori-del-maestro-giancarlo-cuccu\/","title":{"rendered":"Mostra Personale di Pittura \u201cUna calda febbre di colori\u201d del Maestro Giancarlo Cucc\u00f9"},"content":{"rendered":"<p align=\"CENTER\"><span style=\"font-family: Times New Roman, serif\"><span style=\"font-size: small\"><b>Organizzazione, cura e presentazione del Critico d&#8217;Arte Maria Palladino<\/b><\/span><\/span><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-family: Times New Roman, serif\"><span style=\"font-size: small\">Per Giancarlo Cucc\u00f9, il rapporto continuativo con il colore diventa strumento di indagine introspettiva e di analisi sulla percezione e la risonanza interiore dei fenomeni, siano essi paesaggi, nature morte, ritratti o figure. La materia cromatica diviene materia vivente, e nel sovrapporsi e accorparsi, accostarsi delle pennellate frenetiche, nervose, nell&#8217;urgenza di arrivare all&#8217;essenza, alla ragione ultima di ogni esistenza, nell&#8217;entusiasmo della constatazione della sua effettiva, inevitabile fuggevolezza.<\/span><\/span><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-family: Times New Roman, serif\"><span style=\"font-size: small\">Da questo origina la luce, una luminosit\u00e0 talora diffusa, talora convergente sull&#8217;oggetto dell&#8217;analisi, rivelatrice come uno studio anatomico, una diagnosi medica, apparentemente oggettiva e distaccata, ma fondamentalmente intrisa di profonda umanit\u00e0. Di un sentimento di fraterna compassione che nasce dalla considerazione interiorizzata del dolore del vivere, e soltanto attraversando questo dolore, la vita tutta trova il senso del suo essere.<\/span><\/span><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-family: Times New Roman, serif\"><span style=\"font-size: small\">I paesaggi fermani, le montagne, i calanchi e le dolci, modulate colline, il suo luogo d&#8217;origine, divengono specchio dell&#8217;evolversi, soggettivo e oggettivo, trasformazione mutua della natura e dell&#8217;autore che la percepisce e restituisce come altro da s\u00e9, che diviene al contempo geografia delle emozioni, metamorfosi perpetua attraverso le stagioni, gli anni, l&#8217;esperienza.<\/span><\/span><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-family: Times New Roman, serif\"><span style=\"font-size: small\">Intreccio fitto, quasi tessuto, di toni dominanti con poche variazioni, in cui trama e ordito si rivelano altres\u00ec schema del sentire, come in \u201cGrande paesaggio con i Monti Sibillini\u201d, che nella magniloquenza della rappresentazione disvela echi affettivi; \u201cPaesaggio con alberi inclinati\u201d, il quale nel variare in diagonale del ductus pittorico suggerisce prospettive inconsuete, epifanie possibili anche nel gi\u00e0 noto; \u201cPaesaggio con mandorli in fiore\u201d, nella fascia rosea che definisce la fioritura, e pone l&#8217;accento sull&#8217;oggetto del discorso, sorprende per la mutazione improvvisa nella consuetudine modulata dei cromatismi noti.<\/span><\/span><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-family: Times New Roman, serif\"><span style=\"font-size: small\">Nei dipinti di figura, la dolcezza attonita dei bambini, quali \u201cBambina scalza\u201d, \u201cI primi denti\u201d che preannunciano, negli atteggiamenti e negli sguardi malinconici, la prefigurazione e l&#8217;accettazione della gravosit\u00e0 del percorso umano. Trascorre quindi nella drammaticit\u00e0, altres\u00ec luministica, di opere quali \u201cNascita\u201d, \u201cLa morte del clochard\u201d dichiaranti, nell&#8217;ossimorica opposizione, il punto cardine della ricerca dell&#8217;artista.<\/span><\/span><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-family: Times New Roman, serif\"><span style=\"font-size: small\">Il suo interesse si concentra allo stesso modo su temi scomodi, sull&#8217;attualit\u00e0 pi\u00f9 tragica del nostro presente: \u201cL&#8217;urlo dell&#8217;Africa\u201d, \u201cI dannati\u201d, trattano le tragiche vicende dell&#8217;immigrazione, per restituirci un&#8217;immagine degli individui, e delle collettivit\u00e0, quali materia in dissoluzione, merce di scambio, vittima unica e indistinguibile allegoria dell&#8217;avidit\u00e0 contemporanea.<\/span><\/span><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-family: Times New Roman, serif\"><span style=\"font-size: small\">Si potrebbe ravvisare una summa ideale di tutto questo nella natura morta \u201cMelograno aperto\u201d, che circoscrive in uno spazio ridotto l&#8217;immensa ferita, corporale e psichica, dell&#8217;esistere, in una concentrazione di forma-colore la quale identifica l&#8217;eterno originarsi e dissolversi di tutti gli enti, organici e inorganici.<\/span><\/span><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-family: Times New Roman, serif\"><span style=\"font-size: small\">E&#8217; riduttivo descrivere la pittura di Giancarlo Cucc\u00f9 come \u201cespressionista\u201d, in quanto vi si ravvisano molteplici e disparate istanze, fuse in uno stile unico, la cui originalit\u00e0 \u00e8 cifra distintiva dell&#8217;artista autentico: dalla scarnificazione formale di C\u00e8zanne alla sintesi di Matisse, ai toni stemperati e luminosi di Bonnard e la visionariet\u00e0 pre-espressionista di Van Gogh e Gauguin, lo sguardo impietoso, dissezionante, dell&#8217;amato <span style=\"color: #474747\">Cha\u00efm<\/span> Soutine, le accensioni deformanti di Georges Rouault, fino alla durezza essenziale dei nordici Appel, Kokoschka, Nolde, e i riferimenti pi\u00f9 vicini e familiari di Osvaldo Licini, Attilio Forgioli, Tullio Pericoli, Ruggero Savinio.<\/span><\/span><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-family: Times New Roman, serif\"><span style=\"font-size: small\">La specificit\u00e0 dell&#8217;operare artistico di Giancarlo Cucc\u00f9nella sua pittura, sta proprio nel tessere una rete perpetua e inestinguibile fra il suo punto di osservazione, se stesso e il riguardante. Un dialogo silente e che si rinnova ogni volta, nell&#8217;intuizione della mutevolezza e inafferrabilit\u00e0 di un&#8217;immagine unica del reale.<\/span><\/span><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-family: Times New Roman, serif\"><span style=\"font-size: small\">Cos\u00ec come in quella gioiosa e inesauribile investigazione del carattere ultimo che identifichi, in una singola concrezione materica, qualsiasi entit\u00e0 animata o inanimata intorno a noi.<\/span><\/span><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><b>Cenni biografici<\/b><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">Giancarlo Cucc\u00f9 nasce a Torino da genitori marchigiani e vive nelle Marche fino all et\u00e0 di sei anni nella grande casa dei nonni materni, nella frazione di Collina Nuova, nel comune di Monte Vidon Combatte. Apprezza la bellezza della campagna e del vivere all\u2019aria aperta. Ritorna a Torino, ma per le vacanze estive e natalizie \u00e8 di nuovo nelle Marche. L\u2019incontro con la pittura avviene nella tarda estate del 1938 quando dipinge su legno un piccolo paesaggio andato perduto dai colori rossi e blu. Dei primi anni Sessanta si ricordano un Vicolo di notte, ritratti di attori. figure di toreri e alcuni paesaggi andati distrutti. E del 1960 1\u2019acquisto del primo cavalletto da studio. Della fine degli anni Sessanta rimangono un paesaggio di chiaro influsso morandiano, un ritratto di donna monocromo e un nudo eseguito a spatola, un ritratto della madre malata (databile al 1970). tre ritratti del padre, un piccolo Arlecchino, qualche paesaggio, oltre a numerosi disegni e lavori a china. Alla fine del 1967 lascia definitivamente Torino e si trasferisce a Fermo nelle Marche, dove abita tuttora.<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">Nel 1976 in occasione del primo dei molti viaggi a Parigi incontra la pittura francese del post-impressionismo e vede dal vivo le opere degli artisti che saranno le avanguardie della pittura moderna: L\u2019ultimo Cezanne con i lavori sulla Saincte Victoire, Rouault, Gauguin, Van Gogh, Soutine, Bonnard, il primo Matisse, il Monet delle ninfee e, per finire Munch e gli espressionisti tedeschi (Nolde sopra tutti ma anche L\u2019austriaco Kokoschka).<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">Mostre collettive a Fermo nel 1982 (Palazzo Comunale) nel 1996 (Cappella di Villa Vitali), e nel 2003 (Cisterne Falconi). Va a Monte Vidon Corrado a ritrovare i paesaggi del primo Licini e le atmosfere delle Amalasunte. Nel 1990 \u00e8 in Olanda per la mostra del centenario della morte di Van Gogh e a Parigi conosce Madame Castaing, della quale eseguir\u00e0 tre ritratti. Negli anni 2000 \u00e8 a Ceret e cerca in quei luoghi la violenza cromatica del \u201cfolle di Smilovitchi\u201d. \u00c8 di nuovo a Parigi negli anni seguenti per le retrospettive di Gauguin, Cezanne e Modigliani. Studia le opere di Scipione e Gino Rossi. Nel 2005 tiene una personale di oli e disegni alla Galleria di Arte Moderna a Montecatini.<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">Nel 2008 espone a Firenze presso Art in Progress in via dell\u2019Oriolo. \u00c8 fra i 106 artisti che inviano una formella dipinta alla Libreria Bocca di Milano per partecipare all\u2019iniziativa \u201cL\u2019arte aiuta la cultura\u201c. Viene in contatto con la pittura dissacrante dello svizzero Varlin e nel frattempo continua gli studi e le ricerche sul paesaggio marchioiano proprio in quel lembo di terra (le struggenti colline e i calanchi) che da Fermo s\u2019interna fino a Montottone, Petritoli, San Procolo Monte Vidon Combatte e Collina Nuova. Nei primi anni Duemila conosce Oscar Piattella e va spesso a Cantiano a trovarlo e lo ritrae con un cagnolino in braccio. Si lega in amicizia con il pittore milanese Attilio Foroioli che viene in vacanza a Cupra Marittima e del quale eseguir\u00e0 tre ritratti. Conosce i pittori siciliani Guccione e Sarnari.<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">Sulla sua attivit\u00e0 pittorica \u00e8 stato pubblicato nel 2008 il librocatalogo I colori dell\u2019anima con testo critico di Marisa Calisti e nel 2010 con scritti di Piero Feliciotti e Lucio Del Gobbo in occasione della mostra di Jesi nel 2011 Orizzonti con testo di Gloriano Paoletti e a seguire Ritorni, con le osservazioni critiche di Stefano Papetti. Nel 2014 espone a Palazzo Ducale di Urbino presentato da Silvia Cuppini, e a Palazzo dei Capitani ad Ascoli Piceno e ancora all\u2019Alexander Museum Hotel di Pesaro. Nella primavera del 2013 espone sedici opere alla Galleria Wikiarte di Bologna e nel frattempo viene accettata la sua iscrizione a socio della Societ\u00e0 Belle Arti e Museo Permanente a Milano.<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-family: Times New Roman, serif\"><span style=\"font-size: small\">Nel 2004 \u00e8 andato ad abitare in una grande casa con uno studio all\u2019ultimo piano dove \u00abSi coglie una veduta della campagna fermana che si spinge a sud fino al Gran Sasso e a nord al di l\u00e0 di Monte San Vicino con una vista sui Monti Sibillini da togliere il fiato\u00bb. Nel 2017 a Roma &#8211; Galleria la tartaruga; nel 2019 A Firenze &#8211; Semiottagono delle murate e nel 2022 e 2023 in una mostra collettiva e in personale a Mantova &#8211; Galleria Sartori. <\/span><\/span><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-family: Times New Roman, serif\"><span style=\"font-size: small\"><b>Presso: Palazzo Pisani Revedin, San Marco 4013A, 30124 Venezia (VE)<\/b><\/span><\/span><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-family: Times New Roman, serif\"><span style=\"font-size: small\"><b>La mostra rester\u00e0 visitabile fino al 15 Novembre<\/b><\/span><\/span><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-family: Times New Roman, serif\"><span style=\"font-size: small\"><b>Orari di apertura: da Marted\u00ec Domenica 10:30 \u2013 13:30, 14:30 \u2013 18:30. Chiuso il Luned\u00ec. Ingresso libero.<\/b><\/span><\/span><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-family: Times New Roman, serif\"><span style=\"font-size: small\"><b>Per informazioni e contatti: Maria Palladino: 3341695479 audramaria76@gmail.com <\/b><\/span><\/span><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Organizzazione, cura e presentazione del Critico d&#8217;Arte Maria Palladino Per Giancarlo Cucc\u00f9, il rapporto continuativo con il colore diventa strumento di indagine introspettiva e di analisi sulla percezione e la risonanza interiore dei fenomeni, siano essi paesaggi, nature morte, ritratti o figure. 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