{"id":8173,"date":"2016-03-30T15:31:24","date_gmt":"2016-03-30T13:31:24","guid":{"rendered":"http:\/\/www.area-press.eu\/comunicatistampa\/?p=8173"},"modified":"2016-03-30T15:31:24","modified_gmt":"2016-03-30T13:31:24","slug":"quale-futuro-per-lexport-in-russia","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.area-press.eu\/comunicatistampa\/2016\/03\/30\/quale-futuro-per-lexport-in-russia\/","title":{"rendered":"Quale futuro per l\u2019export in Russia?"},"content":{"rendered":"<p><strong>Tra crolli drammatici dell\u2019esportazione e le prospettive del Made<em> with<\/em> Italy, il futuro dell\u2019economia italiana all\u2019estero sembra continuare a parlare lingua russa <\/strong><\/p>\n<p><strong>Uno scenario allarmante<\/strong><\/p>\n<p>Le sanzioni economiche applicate nel 2014 dall&#8217;Ue nei confronti della Russia a seguito del suo coinvolgimento nella crisi geo-politica ucraina e le reazioni di Mosca sono costate, fino ad adesso, al Made in Italy 3,6 miliardi di euro. L&#8217;export italiano verso il subcontinente russo, infatti, \u00e8 passato dai 10,7 miliardi del 2013 ai 7,1 miliardi di euro del 2015 (-34%). Molti politici, allarmati da queste cifre, che invocato la revoca immediata delle sanzioni europee applicate alla Russia per l\u2019annessione della Crimea e per il suo ruolo nella guerra civile ucraina. La Cgia di Mestre riporta come la Lombardia \u00e8 la regione che pi\u00f9 ci ha rimesso perdendo 1,18 miliardi del volume di espeortazione, a seguire Emilia Romagna (-771 milioni) e Veneto (-688,2 milioni). Fra tutti, il comparto manifatturiero \u00e8 quello che pare pi\u00f9 sofferente, seguito a ruota da quello dei \u00a0macchinari (-648,3 milioni di euro), l&#8217;abbigliamento (-539,2 mln), gli autoveicoli (-399,1), le calzature e gli articoli in pelle (-369,4), i prodotti in metallo (-259,8), i mobili (-230,2) e il settore elettronico (-195,7).\u00a0 Se durante l\u2019estate sembrava essersi aperto uno spiraglio legale attraverso il quale aggirare l\u2019embargo ai prodotti italiani, quando la corte arbitrale di San Pietroburgo emise una sentenza che dichiarava lecita la vendita di prodotti italiani a Mosca, a costo di non esserne importatori, la cosa al momento non sembra una prospettiva praticabile.<\/p>\n<p><strong>Il prezzo della crisi economica russa<\/strong><\/p>\n<p>Ma, al di l\u00e0 delle apparenze, questa drastica diminuizione dell\u2019 export non \u00e8 tanto causata dalle sanzioni europee e dalle contro-sanzioni del Cremlino in funzione anti-europea, ma quasi quasi unicamente alla profonda crisi economica russa. Come ha detto l\u2019agenzia dell\u2019Istituto per il commercio estero a Mosca, su questo trend \u00abha fortemente influito sia un effetto di economia reale sia un effetto valutario\u00bb. Vale a dire la recessione e calo del potere di acquisto del rublo. I russi comprano meno auto, meno macchinari, meno moda italiana, meno oggetti di design, mobili e apparecchiature elettriche: non comprano perch\u00e8 hanno i soldi e la domanda interna \u00e8 scesa vertiginosamente, in una sola parola il paese si sta impoverendo. Con la discesa del prezzo di petrolio e gas, voce principale dell\u2019export russo, la recessione sembra impossibile da arrestarsi e inoltre aggravata da una inflazione sensibile. Se l\u2019Italia dovesse scegliere di appoggiare in sede europea l\u2019 appello russo a cancellare le sanzioni, questo dovrebbe avvenire a seguito di una decisione di natura politica, non economica.<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" src=\"http:\/\/www.investireoggi.it\/photo\/11\/economia-2016-01-rublo-russia-bond-big.jpg\" alt=\"inflazione \" \/><\/p>\n<p><strong>Dal Made in Italy al Made with Italy: nuove prospettive di penetrazione sul mercato<\/strong><\/p>\n<p>Il Made<em> with<\/em> Italy sembra essere una soluzione accettabile per riavviare interscambi con la Russia in attesa che anche il Made in Italy possa riprendersiuna volta eliminate le sanzioni. Konstantin Krokhin, presidente della Commissione italiana della Camera di Commercio di Mosca, mette l\u2019accento su una collaborazione possibile tra regioni italiane e russe: una sorta di gemellaggio che investa vari aspetti dalla cultura allo sport, passando per il turismo, la sanit\u00e0 e ovviamente una cooperazione economica e produttiva. \u00abL\u2019Italia &#8211; \u00a0come spiega Krokhin- \u00e8 da sempre, per noi, moda, design, turismo, eccellenze alimentari. La collaborazione industriale sembra la chiave fondamentale. Una collaborazione, che tragga dall\u2019esperienza e dall\u2019 innovazione di entrambi i paesi, in una vera e propria prospettiva <em>glocal.<\/em><\/p>\n<p>Krokhin presenta l\u2019esempio della collaborazione tra la Lombardia e la citt\u00e0 di Nizhnij Novgorod, o tra la Lombardia e il Bashkortostan, una repubblica autonoma della Federazione russa tra il Volga e i monti Urali, ma l\u2019attenzione della Camera di Commercio di Mosca sembra essere su tutte le regioni russe pronte a stringere rapporti di collaborazione nei settori della petrolchimica, dell\u2019agricoltura, della sanit\u00e0, del turismo. Si prospetta la volont\u00e0 di facilitare i contatti diretti con l\u2019Italia, anche considerando l\u2019indebolimento della posizione della Germania in Russia: \u00abSi libera un posto in cui noi invitiamo la produzione italiana, di qualit\u00e0 elevata ma meno cara e incoraggiare la collaborazione non solo dei grandi nomi ma anche dei piccoli imprenditori \u00bb.<\/p>\n<p><strong>Il caso del Bashkortostan<\/strong><\/p>\n<p>Sempre tornando all\u2019esempio del Bashkortostan, Krokhin ci illustra come questa regione, prima nella Federazione Russa per la produzione del latte ma carente in quanto a cultura e know-how del formaggio: a questo sopperivano, prima delle sanzioni, i prodotti italiani importati da Emilia Romagna, Lombardia, Piemonte. Nell\u2019 epoca post-sanzioni, l\u2019export italiano si reinventa: collaborarando con le eccellenze casearie italiane, come la centrale del latte di Torino, che, a fronte di esenzioni fiscali e finanziamenti agevolati, possano localizzare della produzione di nuovi tipi di formaggi in stile italiano in Russia, ovviamente mantenendo la qualit\u00e0 e lo standard nostrano, ma con il vantaggio di di materie prime e costo della manodopera molto bassi.<\/p>\n<p>Che questa sia la ricetta giusta per una ripresa dell\u2019export nella nazione russa non si pu\u00f2 sapere di preciso ancora, ma di sicuro in questa prospettiva si rende sempre pi\u00f9 importante la necessit\u00e0 di rendere \u201cdisponibili\u201d\u00a0 le informazioni delle imprese per una collaborazione russa, adoperandosi con <u><a href=\"http:\/\/www.polilingua.it\/\" target=\"_blank\">servizi di traduzione<\/a><\/u> qualificati per localizzare cataloghi, siti web, documenti e tutto il materiale di marketing che pu\u00f2 essere necessario per rendere questa prospettiva reale.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Tra crolli drammatici dell\u2019esportazione e le prospettive del Made with Italy, il futuro dell\u2019economia italiana all\u2019estero sembra continuare a parlare lingua russa Uno scenario allarmante Le sanzioni economiche applicate nel 2014 dall&#8217;Ue nei confronti della Russia a seguito del suo coinvolgimento nella crisi geo-politica ucraina e le reazioni di Mosca sono costate, fino ad adesso, [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":2631,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[29,7],"tags":[6164,4401,6162,6163,2550],"class_list":["post-8173","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-comunicati","category-economia-e-finanza","tag-internazionalizzare","tag-madeinitaly","tag-madeinitaly-export-crisirublo","tag-madewithitaly","tag-russia"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.area-press.eu\/comunicatistampa\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/8173","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.area-press.eu\/comunicatistampa\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.area-press.eu\/comunicatistampa\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.area-press.eu\/comunicatistampa\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2631"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.area-press.eu\/comunicatistampa\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=8173"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.area-press.eu\/comunicatistampa\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/8173\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":8175,"href":"https:\/\/www.area-press.eu\/comunicatistampa\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/8173\/revisions\/8175"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.area-press.eu\/comunicatistampa\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=8173"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.area-press.eu\/comunicatistampa\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=8173"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.area-press.eu\/comunicatistampa\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=8173"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}