{"id":80418,"date":"2023-10-31T17:33:55","date_gmt":"2023-10-31T16:33:55","guid":{"rendered":"https:\/\/www.area-press.eu\/comunicatistampa\/?p=80418"},"modified":"2023-10-31T17:33:55","modified_gmt":"2023-10-31T16:33:55","slug":"sanita-14-milioni-di-italiani-hanno-rinunciato-a-curarsi-nellultimo-anno","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.area-press.eu\/comunicatistampa\/2023\/10\/31\/sanita-14-milioni-di-italiani-hanno-rinunciato-a-curarsi-nellultimo-anno\/","title":{"rendered":"Sanit\u00e0: 14 milioni di italiani hanno rinunciato a curarsi nell\u2019ultimo anno"},"content":{"rendered":"<p>Secondo l\u2019indagine commissionata da <strong>Facile.it<\/strong> agli istituti <em>mUp Research<\/em> e <em>Norstat<\/em><em>*<\/em>, nell\u2019ultimo anno <strong>1<\/strong><strong> italiano su 3<\/strong> (vale a dire quasi 14 milioni di individui) ha <strong>rinunciato ad una o pi\u00f9 cure mediche<\/strong>, percentuale che arriva addirittura a 37,5% al Sud e nelle Isole. Le ragioni? Fra chi ha scelto di non curarsi, il <strong>64%<\/strong> lo ha fatto a causa dei <strong>tempi di attesa troppo lunghi<\/strong>, il <strong>60%<\/strong> per via del <strong>costo elevato<\/strong>.<\/p>\n<p>Tra coloro che hanno rinunciato a esami, visite e operazioni, le frequenze maggiori si sono riscontrate per l\u2019<strong>oculistica <\/strong>(36%), la <strong>dermatologia<\/strong> (35,6%) e l\u2019<strong>odontoiatria<\/strong> (35,5%), ma non manca chi ha scelto di non curarsi anche in aree mediche come la <strong>ginecologia<\/strong> (25%) o la <strong>cardiologia<\/strong> (26%).<\/p>\n<p><strong>I tempi di attesa<\/strong><\/p>\n<p>Numeri cos\u00ec alti non sorprendono se si considera che, come dimostrato dallo studio, chi nell\u2019ultimo anno si \u00e8 <strong>curato solo attraverso il SSN ha affrontato<\/strong>, in media, <strong>liste di attesa di circa 77 giorni<\/strong>, valore influenzato certamente anche dalla <strong>scarsit\u00e0 di personale medico<\/strong> nelle strutture pubbliche. Liste d\u2019attesa che tendono ad allungarsi <strong>fino a quasi raddoppiare<\/strong> a seconda dell\u2019area geografica e della specializzazione richiesta.<\/p>\n<p>Proprio a causa dei tempi cos\u00ec dilatati <strong>14 milioni di italiani<\/strong> hanno dichiarato di essersi rivolti ad una <strong>struttura privata<\/strong>; chi ha fatto questa scelta si \u00e8 dovuto confrontare, in media, con liste di attesa non di 77 giorni bens\u00ec di circa 15 giorni.<\/p>\n<p><strong>I costi<\/strong><\/p>\n<p>Come detto, molti italiani (circa 8,3 milioni) hanno rinunciato nell\u2019ultimo anno a una o pi\u00f9 cure mediche <strong>per ragioni economiche<\/strong>, un dato che non sorprende analizzando i costi della sanit\u00e0 privata messi in luce dall\u2019indagine; chi si \u00e8 curato in una struttura a pagamento ha detto di aver speso, in media, <strong>335 euro per ciascun approfondimento specialistico<\/strong> (valore che arriva a sfiorare i 400 euro nelle regioni del Centro Italia) e che va moltiplicato per il numero dei componenti della famiglia che hanno dovuto fare ricorso a una o pi\u00f9 spese mediche.<\/p>\n<p>Gli importi medi pagati dai pazienti sono stati sensibilmente diversi anche a seconda dell\u2019area specialistica:\u00a0si va dai 117 euro per gli esami del sangue ai 144 euro per la ginecologia; dai 210 euro per la dermatologia ai 610 euro per la chirurgia generale e 716 euro per l\u2019odontoiatria.<\/p>\n<p>Per far fronte a questi costi il <strong>77%<\/strong> degli intervistati ha utilizzato i <strong>propri risparmi<\/strong> e appena il <strong>20% ha potuto usufruire di un\u2019<a href=\"https:\/\/www.facile.it\/assicurazioni-infortuni.html\">assicurazione sanitaria<\/a>; <\/strong>se si continuano a leggere i risultati dell\u2019analisi, si scopre che il <strong>15%<\/strong> del campione ha dovuto chiedere un sostegno economico ai familiari e il <strong>5% si \u00e8 rivolto ad una banca o una societ\u00e0 finanziaria.<\/strong><\/p>\n<p><em>\u00abAnche se in Italia possiamo contare su un sistema sanitario nazionale gratuito, avere un\u2019assicurazione salute pu\u00f2 essere uno <strong>strumento<\/strong> di grande utilit\u00e0 soprattutto perch\u00e9, come evidenziato anche dall\u2019indagine, per ottenere cure in tempi brevi spesso si \u00e8 costretti a rivolgersi a strutture private<\/em>\u00bb<strong>, spiega Andrea Ghizzoni, Managing Director assicurazioni di Facile.it.<\/strong> <em>\u00abIl consiglio, quando si \u00e8 alle prese con la scelta di questo tipo di assicurazione, \u00e8 di verificare i fascicoli informativi e valutare con attenzione le prestazioni sanitarie garantite e quelle escluse, tenendo in considerazione, ad esempio, che le patologie preesistenti al momento della sottoscrizione normalmente non sono coperte dalla polizza<\/em><em>\u00bb.<\/em><\/p>\n<p><strong>Cambiare regione per curarsi<\/strong><\/p>\n<p>L\u2019indagine ha messo in luce anche un altro fenomeno; nell\u2019ultimo anno oltre <strong>2,4 milioni di persone<\/strong> <strong>hanno dovuto cambiare regione per sottoporsi a <\/strong>esami, visite o interventi.<\/p>\n<p>Sebbene il fenomeno sia stato rilevato in tutto il Paese, sono le aree del <strong>Centro Italia<\/strong> quelle dove la percentuale di chi ha cambiato regione per curarsi \u00e8 pi\u00f9 alta (11,5% rispetto al 7,4% rilevato a livello nazionale). Le regioni verso cui ci si \u00e8 spostati con pi\u00f9 frequenza per ricevere cure sono il Lazio (27%), la Lombardia (19%), l&#8217;Emilia-Romagna (15%) e il Veneto (11%).<\/p>\n<p><em>*<\/em><em> Indagine commissionata da Facile.it a mUp Research &#8211; svolta tra il 5 e il 7 settembre 2023 attraverso la somministrazione di n.1.011 interviste CAWI ad un campione di individui in et\u00e0 compresa fra 18 e 74 anni, rappresentativo della popolazione italiana residente sull\u2019intero territorio nazionale nell\u2019intervallo di et\u00e0 considerate.<\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Secondo l\u2019indagine commissionata da Facile.it agli istituti mUp Research e Norstat*, nell\u2019ultimo anno 1 italiano su 3 (vale a dire quasi 14 milioni di individui) ha rinunciato ad una o pi\u00f9 cure mediche, percentuale che arriva addirittura a 37,5% al Sud e nelle Isole. Le ragioni? 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