{"id":79410,"date":"2023-09-20T10:55:04","date_gmt":"2023-09-20T08:55:04","guid":{"rendered":"https:\/\/www.area-press.eu\/comunicatistampa\/?p=79410"},"modified":"2023-09-20T10:55:04","modified_gmt":"2023-09-20T08:55:04","slug":"la-leggenda-di-castel-capuano","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.area-press.eu\/comunicatistampa\/2023\/09\/20\/la-leggenda-di-castel-capuano\/","title":{"rendered":"La leggenda di Castel Capuano"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/www.guideturistichenapoli.it\/visite-guidate-napoli\/\"><strong>Castel Capuano, dopo Castel dell\u2019Ovo, \u00e8 il pi\u00f9 antico castello di Napoli.<\/strong> <\/a>Il suo nome si deve alla vicina Porta Capuana, un tempo varco di accesso alla vecchia strada verso Capua.<\/p>\n<p>Costruito nel XII secolo per ordine del figlio di Ruggero il Normanno, Guglielmo il Malo, venne utilizzato subito come residenza reale, anche se il suo aspetto era pi\u00f9 simile a quella di una fortezza militare. Nel 1231 difatti, Federico II gli diede un\u2019 aspetto pi\u00f9 simile ad una reggia, e degna di ospitare la famiglia reale.<\/p>\n<p>Con la costruzione del Maschio Angioino, destinato a residenza reale, Castel Capuano divenne residenza dei membri della famiglia reale, dei residenti funzionari del regno e personaggi illustri come Francesco Petrarca. Nei secoli sub\u00ec altre ristrutturazioni sino a diventare, con la venuta di Don Pedro de Toledo a Napoli, sede del palazzo di giustizia, dove riun\u00ec tutti i tribunali del regno.<\/p>\n<p>A Napoli per\u00f2 storia e leggenda si intrecciano sempre, e proprio a Castel Capuano \u00e8 legato la leggenda del \u201cFantasma degli avvocati\u201d, uno spirito cruento, che ogni 19 aprile si aggira per le stanze del tribunale.<\/p>\n<p>Secondo la tradizione popolare il fantasma in questione \u00e8 quello della giovane e crudele Giuditta Guastamacchia, la sposa fedifraga che, proprio nell\u2019aprile del 1800, fu processata e giustiziata dalla Gran Corte della Vicaria per aver assassinato il giovanissimo marito, fatto scempio del suo cadavere, con la complicit\u00e0 del suo amante, un prete, e di suo padre. La storia di Giuditta inizia quando giovanissima, con un bimbo piccolo da crescere, si ritrova sola e molto povera dopo la morte del marito. Il marito viene giustiziato per aver frodato il regno di Napoli. Il padre di Giuditta, nell\u2019impossibilit\u00e0 di mantenere la figlia e il nipote, decide di chiuderla nel Convento di Sant\u2019Antonio alla Vicaria, dal quale usc\u00ec solo nel 1794. E, proprio in convento, Giuditta intreccia una relazione amorosa con un sacerdote, don Stefano D\u2019Aniello che, per allontanare i sospetti, si spaccer\u00e0 come lo zio di Giuditta.<br \/>\nE proprio per salvare le apparenze, lo \u201cZio\u201d prete decide di far venire dalla Puglia un suo giovane nipote di appena 16 anni, convincendolo a sposare la ragazza. Con il giovane marito il matrimonio non fu mai consumato e Giuditta rimase sempre a disposizione del prete. La situazione precipit\u00f2 quando il giovane marito di Giuditta, scoprendo di essere stato truffato con un matrimonio farsa, decise di rendere pubblica la tresca di sua moglie con un religioso, facendo scoppiare uno scandalo. Giuditta, fiutato il pericolo, elabor\u00f2 un vero e proprio piano criminale. Fece credere al padre di essere stata malmenata e derubata dal marito poi convolse l\u2019amante prete, convincendolo a partecipare al delitto. Con uno stratagemma, il giovane marito di Giuditta, venne attirato in casa della donna e strangolato. Giuditta decise di sbarazzarsi del cadavere facendolo a pezzi, con l\u2019aiuto di due complici, un barbiere e un chirurgo. Il povero ragazzo venne cos\u00ec maciullato e i suoi resti infilati in un sacco per essere poi dispersi nel bosco, in campagna e nel mare. Il piano per\u00f2 fall\u00ec. Il barbiere, fermato per un controllo dalle guardie reali mentre si sbarazzava dei resti del povero giovane, venne interrogato e confess\u00f2 tutto, facendo il nome dei suoi complici. Giuditta prov\u00f2 a scappare ma la sua fuga termin\u00f2 a Capodichino. Il Tribunale della Vicaria condann\u00f2 tutti a morte per impiccagione, tranne lo zio prete che riusc\u00ec a cavarsela con l\u2019ergastolo per non aver partecipato materialmente all\u2019omicidio del nipote. Ma Giuditta ebbe una doppia punizione: considerata la mente criminale, dopo l\u2019impiccagione, la testa e le mani le vennero amputate e messe in mostra, come una sorta di monito alla popolazione, a una delle finestre della vicaria. Il suo cranio, successivamente, utilizzato per studi di fisiognomica criminale e venne conservato ed esposto presso il Museo di Anatomia di Napoli. La sua anima nera, da allora, non trov\u00f2 mai pace. La sposa maledetta, secondo la tradizione popolare, ricompare nel giorno della ricorrenza dell\u2019esecuzione, il 19 aprile, nelle buie stanze di Castel Capuano.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.guideturistichenapoli.it\/visite-guidate-napoli\/\"><strong>Vuoi una visita a Napoli, contatta Naples and Italy e visita il loro sito, con i suoi Luxury Tour a Napoli e non solo, avrai le migliori guide turistiche e non solo www.guideturistichenapoli.it<\/strong><\/a><\/p>\n<p><strong>Contatti<\/strong><\/p>\n<p><strong><a href=\"https:\/\/www.guideturistichenapoli.it\/\">Naples and Italy visite guidate ed eventi<\/a><\/strong><\/p>\n<p><strong>via Pessina 90 &#8211; 80135 Napoli<\/strong><\/p>\n<p><strong>cell. 3404230980 <\/strong><\/p>\n<p><strong>whatsapp 3357851710 <\/strong><\/p>\n<p><strong>visitenapoli@gmail.com &#8211; www.naplesanditaly.com<\/strong><\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Castel Capuano, dopo Castel dell\u2019Ovo, \u00e8 il pi\u00f9 antico castello di Napoli. 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