{"id":73841,"date":"2023-01-31T08:37:12","date_gmt":"2023-01-31T07:37:12","guid":{"rendered":"https:\/\/www.area-press.eu\/comunicatistampa\/?p=73841"},"modified":"2023-01-31T08:37:12","modified_gmt":"2023-01-31T07:37:12","slug":"tramando-sinnova-nuova-vita-alla-lana-sviluppo-per-il-territorio","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.area-press.eu\/comunicatistampa\/2023\/01\/31\/tramando-sinnova-nuova-vita-alla-lana-sviluppo-per-il-territorio\/","title":{"rendered":"&#8220;Tramando S&#8217;Innova&#8221;: nuova vita alla lana, sviluppo per il territorio"},"content":{"rendered":"<p><i>Testimonianze da tutta Italia, per riflettere sul futuro della lana 100% italiana e ricostruirne la filiera, valorizzandola in tutti i settori, dal tessile all\u2019edilizia. 12 milioni di \u201clana sucida\u201d, cio\u00e8 non lavata, prodotti ogni anno da otto milioni di ovini che rischia di essere scarto quando invece potrebbe essere un\u2019opportunit\u00e0. Appuntamento organizzato dal Gal Valle Seriana e dei Laghi Bergamaschi marted\u00ec 31 gennaio dalle 10 alle 13 nella sala comunale di Gandino.<\/i><\/p>\n<p>\u201cNuova vita alla lana, sviluppo per il territorio\u201d si inserisce nell\u2019ambito delle attivit\u00e0 promosse dal progetto \u201cTramando s\u2019Innova\u201d, finanziato da Regione Lombardia e Regione Sardegna mediante fondi PSR per la cooperazione tra GAL e vede tra i suoi partner Gal Barigadu-Guilcer (capofila), Gal Valle Seriana e dei Laghi Bergamaschi, Gal Quattro Parchi Lecco-Brianza, Agenzia Lane d\u2019Italia e CNR IBE (Istituto per la Bioeconomia, Consiglio Nazionale delle Ricerche). Il progetto \u00e8 nato per promuovere lo sviluppo integrato della filiera della lana, creando sinergie tra mondo rurale e mondo artigianale-industriale e i risultati raggiunti grazie alle attivit\u00e0 messe in atto verranno presentati marted\u00ec 31 gennaio a Gandino.<\/p>\n<p>Un obiettivo con le radici in un passato glorioso. La produzione e la lavorazione della lana hanno per molto tempo caratterizzato la fortuna del nostro Paese che per\u00f2 oggi \u00e8 produttore di grandi quantit\u00e0 di \u201clana sucida\u201d (grezza, impregnata di sostanze grasse e altre impurit\u00e0) prodotta dai nostri otto milioni di ovini. In Italia si stima una produzione annuale di questa tipologia di lana, non competitiva sui mercati internazionali, di circa 12 mila tonnellate, per una media di circa 1.5 kg per capo. Il risultato \u00e8 che le lane tosate rimangono spesso invendute e che la produzione si trasforma in un costo molto salato per gli allevatori. Infatti, se la lana non viene ritirata presso l\u2019allevamento, deve essere smaltita come rifiuto speciale, con forti oneri economici e di gestione per l\u2019allevatore. Infatti, la lana, secondo la normativa europea, \u00e8 considerata un sottoprodotto di origine animale speciale perch\u00e9, essendo sporca, potrebbe contenere agenti patogeni e il suo smaltimento necessita quindi di procedure e direttive precise.<\/p>\n<p>UN RIFIUTO DA TRASFORMARE IN RISORSA. \u00c8 su questo concetto che si fonda il progetto \u201cTramando S\u2019Innova\u201d che mira a valorizzare la lana e la sua filiera, regione per regione, attraverso un Manifesto che presenta proposte concrete per rimettere in circolo questa risorsa in modo ecologico e solidale. Ma non solo, all\u2019interno della progettualit\u00e0 trovano spazio anche azioni volte a sostenere il mondo della pastorizia e a tutelare le razze a rischio di estinzione. Obiettivi: trasformare la lana da rifiuto a risorsa cominciando dalla modifica della normativa europea che l\u2019ha ridotta alla stregua di un rifiuto speciale; creare centri di lavaggio e di stoccaggio della lana nelle aree del nostro Paese, soprattutto nella bergamasca, in cui si conservano ancora conoscenze tecnico-professionali che possono garantire gli standard necessari ad una filiera di qualit\u00e0. Infatti, la chiusura dell\u2019ultimo centro di lavaggio di lane italiane nel Nord Italia, avvenuto nel 2018 proprio a Gandino, ha generato ricadute negative sull\u2019intero sistema laniero.<\/p>\n<p>Occorre inoltre insistere sulla sensibilizzazione e sulla formazione degli allevatori, affinch\u00e9 pratichino la tosatura nel modo migliore per ottenere lane selezionate secondo qualit\u00e0. Infine, sarebbe opportuno continuare a promuovere ed incentivare, attraverso norme specifiche, l\u2019utilizzo della lana anche in altri settori: fertilizzanti (cheratina), cosmetici (cheratina e lanolina), bioplastiche e biomateriali (lana in polvere e ingegneria tissutale), isolamento termico e acustico (edilizia sostenibile), adsorbente (inquinamento marino), pacciamante (ortoflovivaismo), oltre agli svariati utilizzi in ambito tessile.<\/p>\n<p>Queste le tante vite della lana che verranno raccontate nella mattinata di studio che gode del patrocinio delle Comunit\u00e0 Montana Valle Seriana | Comunit\u00e0 Montana Laghi Bergamaschi, con al centro esperienze lanaiole italiane come la rete Pro Patrimonio Montano PatriMont, Brebey, societ\u00e0 cooperativa sarda creata nel 2012 che produce pannelli a base di lana di pecora, il Distretto Produttivo Laniero Siciliano con sede a Cammarata (AG) nel cuore dei Monti Sicani, ma anche Mariantonia Urru Tessuti e Tappeti Sardi, l\u2019associazione Coda di Lana avranno l\u2019occasione di testimoniare il loro impegno quotidiano nell\u2019attuazione di pratiche specifiche ed usi innovativi della lana. Atteso in chiusura della mattinata l\u2019intervento di Francesco Brignone della Direzione Generale Agricoltura Regione Lombardia e coordinatore del gruppo di lavoro costituito da Regione Lombardia per lo sviluppo di un progetto di creazione della filiera della lana di pecora in Lombardia.<\/p>\n<p>Per partecipare alla mattinata: https:\/\/www.eventbrite.it\/e\/523695225517<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Testimonianze da tutta Italia, per riflettere sul futuro della lana 100% italiana e ricostruirne la filiera, valorizzandola in tutti i settori, dal tessile all\u2019edilizia. 12 milioni di \u201clana sucida\u201d, cio\u00e8 non lavata, prodotti ogni anno da otto milioni di ovini che rischia di essere scarto quando invece potrebbe essere un\u2019opportunit\u00e0. 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