{"id":7316,"date":"2016-03-07T18:22:52","date_gmt":"2016-03-07T17:22:52","guid":{"rendered":"http:\/\/www.area-press.eu\/comunicatistampa\/?p=7316"},"modified":"2016-03-07T18:22:52","modified_gmt":"2016-03-07T17:22:52","slug":"in-viaggio-dal-salento-ai-campi-saharawi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.area-press.eu\/comunicatistampa\/2016\/03\/07\/in-viaggio-dal-salento-ai-campi-saharawi\/","title":{"rendered":"IN VIAGGIO DAL SALENTO AI CAMPI SAHARAWI"},"content":{"rendered":"<p>Dall\u20198 al 22 marzo<strong> 9 pugliesi<\/strong> (coordinatori, medici, musicisti e volontari) partiranno verso i <strong>campi profughi nei pressi di Tindouf (Algeria)<\/strong> per dare continuit\u00e0 agli interventi di <strong>sostegno socio-sanitario di un gruppo di bambini Saharawi disabili o affetti da malattie<\/strong> realizzati ormai da 4 anni dall\u2019<strong>associazione Tregiridit\u00e8 onlus di Tricase (Le)<\/strong>. Il progetto \u201c<strong>Saharawi medical care<\/strong>\u201d \u00e8 realizzato grazie al contributo dell\u2019Otto per Mille della Tavola Valdese e del partner locale Rio De Oro Onlus. \u00c8 un viaggio-missione per incoraggiare lo scambio culturale, uno dei tasselli fondamentali dell\u2019esperienza di conoscenza e reciproco scambio che le associazioni <strong>Tregiridit\u00e8<\/strong> e <strong>Zig_listen to diversity<\/strong> hanno innescato ormai da anni. Un processo di cooperazione di comunit\u00e0 capace di creare un ponte sanitario e interculturale tra il Salento e il popolo Saharawi. Tra i partecipanti alla missione ci saranno anche tre musicisti, <strong>Mauro Semeraro, Pierluigi Bello e Alberto Piccinni,<\/strong> che creeranno una <strong>band aperta insieme ai rifugiati<\/strong> con attivit\u00e0 di jamming, co-songwriting, interviste e storytelling nell\u2019ambito del progetto Desert Session dell\u2019associazione Zig. Per l\u2019occasione \u00e8 stato diffuso <a href=\"https:\/\/www.youtube.com\/watch?v=9Zmsn8gIdDk\" target=\"_blank\">Able Displaced<\/a>, il video musicale di Manassas, il rock del Capo di Leuca colonna sonora della scorsa missione e <strong>che ha fatto ballare volontari e bambini<\/strong>.<\/p>\n<p>Il viaggio \u00e8 una modalit\u00e0 di incontro e monitoraggio dei bambini che negli anni sono stati ospitati nel Capo di Leuca grazie all\u2019impegno di una rete locale che include il Comune di Tricase, A.S.L. di Lecce, l\u2019Istituto Padri Trinitari di Gagliano, l\u2019ospedale Cardinale G. Panico, la cooperativa sociale L\u2019Adelfia e una lunga fila di soci e partner che negli anni hanno creduto nell\u2019efficacia del progetto. I frutti dell\u2019accoglienza organizzata ogni anno dai volontari del Capo di Leuca sono resi visibili dai concreti miglioramenti che <strong>Addad, Gleila, Nasra, Mahomud, Mohammeddu<\/strong> e gli altri bambini hanno avuto grazie alla loro permanenza in Italia. Ospitati dalle famiglie locali, infatti, fanno ormai fanno parte della comunit\u00e0, frequentano la scuola e la vita cittadina. Ad oggi Addad (11 anni \u2013 Sindrome del grido del gatto) insegue il sogno di camminare autonomamente e Gleila (osteosarcoma femorale) \u00e8 diventata la prima della classe a scuola con una capacit\u00e0 incredibile di assorbire l\u2019italiano. Il viaggio \u00e8 un\u2019occasione per incontrare i bambini che saranno ospiti del progetto estivo e le famiglie a cui la Onlus fornisce sostegno, effettuare visite e monitoraggi medici e lavorare insieme ai partner locali nell&#8217;individuazione di strategie di sostenibilit\u00e0 e implementazione, l&#8217;attivazione di un sistema integrato per la fisioterapia nei campi profughi e l&#8217;integrazione socio-lavorativa dei soggetti svantaggiati.<\/p>\n<p>\u00abDare l&#8217;opportunit\u00e0 ai nostri bambini di essere autosufficienti attraverso percorsi e operazioni mediche ci riempie di soddisfazione \u2013 spiega Massimo, uno dei volontari in partenza \u2013 ma \u00e8 nel momento in cui le famiglie italiane cercano di comunicare in hassania (la lingua berbera) e i bambini, con la loro spontaneit\u00e0, ci invitano a pregare con loro o organizzano le festicciole ballando la pizzica, che ci rendiamo conto del vero valore del processo che abbiamo attivato. <strong>Esperienze dirette di diversit\u00e0 che ci permettono di sconfiggere i pregiudizi e ripensare alla fragilit\u00e0 della condizione umana a tutte le sue latitudini<\/strong>\u00bb.<\/p>\n<p><strong>ABLE DISPLACED. IL ROCK DEL CAPO DI LEUCA NEL DESERTO DEL SAHARA<\/strong><br \/>\nIn occasione della missione in Algeria, \u00e8 stato diffuso il video Able Displaced realizzato lo scorso anno da Desert Session in supporto alla rete di cooperazione partecipata italiana verso i rifugiati Saharawi attivata dalle onlus Rio De Oro e Tregiridit\u00e8. Able Displaced la cui traduzione pu\u00f2 suonare come \u201c<strong>rifugiati in grado<\/strong>\u201d, \u00e8 il video musicale di Manassas, una canzone del collettivo artistico Calignano, maestri del rock nel Capo di Leuca e da sempre sperimentatori dei linguaggi musicali contemporanei. Un pezzo di storia locale la cui carica musicale \u00e8 equivalente all\u2019energia che Mohammeddu, Hammadi e gli altri bambini riescono a trasmetterci durante i nostri incontri: un senso di riscatto e una felicit\u00e0 incredibile nonostante siano nati speciali e in un contesto speciale come quello dei campi.<\/p>\n<p><strong>LA CAUSA SAHARAWI OGGI<\/strong><br \/>\nOggi, in un clima di nuove tensioni e guerre, l&#8217;emergenza dei rifugiati ritorna ad essere centrale negli equilibri internazionali da Calais alla Giordania fino al Salento e ai Saharawi che, ormai da 40 anni, conoscono bene il limbo e la fragilit\u00e0 della condizione del profugo, senza terra, senza casa e senza la possibilit\u00e0 di immaginare un futuro differente. A causa del vuoto di potere avutosi con la decolonizzazione spagnola, il Sahara Occidentale \u00e8 stato occupato, a suon di napalm e mine dal Marocco che ha costretto circa 200.000 persone a trovare rifugio nell&#8217;Hammada, la parte di deserto pi\u00f9 arida e ostile, dove vivono di aiuti umanitari dal 1976.<\/p>\n<p><strong>STRATEGIE INTERCULTURALI E PRATICHE MUSICALI CON DESERT SESSION<\/strong><br \/>\nIl grande merito del giovane gruppo salentino \u00e8 quello di aver creduto fino in fondo nella cooperazione come relazione e cambiamento reciproco e non come un processo unilaterale che nel tempo ha accresciuto la dipendenza dagli aiuti. Proprio da queste basi si muove il progetto Desert Session dell\u2019associazione Zig che si occupa di individuare strategie interculturali e pratiche musicali utili nell&#8217;empowerment e cio\u00e8 nella ricostruzione di processi identitari e connessioni emotive. L\u2019intento \u00e8 di permettere il rafforzamento delle comunit\u00e0 specie nei contesti d&#8217;emergenza e difficolt\u00e0 come i campi profughi o i centri di accoglienza. Della missione infatti fanno parte anche tre musicisti che creeranno una band e lavoreranno sulla scrittura partecipata di alcuni testi su temi di utilit\u00e0 sociale. Un progetto basato sullo scambio interculturale che \u00e8 partito grazie a un finanziamento regionale nel 2013 e ha permesso in questi anni alla Puglia di ospitare workshop, residenze e performance mettendo in relazione oltre 30 artisti tra cui la grandissima cantante Mariem Hassan scomparsa lo scorso anno, Aziza Brahim, Ali Mohammed, Anna Cinzia Villani, Stephane Rougier e tanti altri.<a href=\"https:\/\/www.youtube.com\/watch?v=9Zmsn8gIdDk\"><br \/>\n<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Dall\u20198 al 22 marzo 9 pugliesi (coordinatori, medici, musicisti e volontari) partiranno verso i campi profughi nei pressi di Tindouf (Algeria) per dare continuit\u00e0 agli interventi di sostegno socio-sanitario di un gruppo di bambini Saharawi disabili o affetti da malattie realizzati ormai da 4 anni dall\u2019associazione Tregiridit\u00e8 onlus di Tricase (Le). 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