{"id":71477,"date":"2022-10-05T17:35:07","date_gmt":"2022-10-05T15:35:07","guid":{"rendered":"https:\/\/www.area-press.eu\/comunicatistampa\/?p=71477"},"modified":"2022-10-05T17:35:07","modified_gmt":"2022-10-05T15:35:07","slug":"afterlife-a-new-beginning","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.area-press.eu\/comunicatistampa\/2022\/10\/05\/afterlife-a-new-beginning\/","title":{"rendered":"AFTERLIFE. A New Beginning"},"content":{"rendered":"<p>\u00c8 passato un po\u2019 di tempo da quando il fenomeno artistico internazionale \u201cLa Scuola di Cluj\u201d ha attirato l\u2019attenzione del mondo dell\u2019arte. Ci si chiede cosa sia successo da allora e, soprattutto, come gli artisti di oggi si rapportino al passato e come si approccino alla loro arte con una tale eredit\u00e0.<\/p>\n<p>Sembra che per un certo periodo, all\u2019inizio di questo fenomeno, la maggior parte degli artisti fosse legata da una pratica concettuale e da temi simili, come la riconciliazione del passato con il presente, soprattutto se pensiamo alla storia della Romania con il comunismo.<\/p>\n<p>Con i \u201cnuovi\u201d artisti nati nella democrazia post-comunista rumena si crea una situazione interessante, che li colloca in un tempo per cui \u00e8 impossibile aver vissuto il comunismo, ma abbastanza vicino perch\u00e9 il suo segno si senta ancora. Se all\u2019inizio, quando gli artisti di spicco sono emersi sulla scena artistica internazionale, la loro indagine principale riguardava il passato, un passato molto vivo che per artisti delle nuove generazioni \u00e8 percepito solo indirettamente, allora la domanda che rimane da fare \u00e8: \u201ce ora dove andiamo?\u201d.<br \/>\nAnche se si \u00e8 disinteressati alla politica o alla storia in modo attivo nel suo processo di creazione, possiamo essere d\u2019accordo sul fatto che nessuno esiste in un ambiente vuoto e anche le storie personali sono il risultato di una storia collettiva.<br \/>\nCon lo spostamento dell\u2019enfasi da una storia collettiva a una pi\u00f9 personale, possiamo assistere alla nascita di una gamma pi\u00f9 ampia di interessi diversi e di metodi individuali di creazione che pompano sempre nuova linfa nella scena artistica di Cluj, riflettendo alcuni aspetti interessanti del nostro tempo e, forse, un\u2019ansiosa speranza per il futuro.<\/p>\n<p>Cristian Avram invita gli artisti Oana Cervinschi, Marius Ghita, Amanda Maier, C\u0103t\u0103lina Milea and Andriana Oborocean, che oggi vivono e lavorano a Cluj, a riunirsi in un\u2019esposizione di immaginari e pratiche diverse per lasciare il proprio segno in questa nuova vita.<br \/>\nBoccanera Gallery Trento inaugura questa mostra collettiva intitolata <em>AFTERLIFE. A New Beginning<\/em> il 7 ottobre 2022.<br \/>\nNon si tratta n\u00e9 di una sfida n\u00e9 di una continuazione del fenomeno passato ma, negli occhi di chi frequenta un luogo del mondo dell\u2019arte, pu\u00f2 certamente essere un nuovo inizio.<\/p>\n<div class=\"wp-block-spacer\" aria-hidden=\"true\"><\/div>\n<p>A prima vista, le opere di <strong>Cristian Avram<\/strong> (Alba-Iulia, 1994) seguono un approccio piuttosto classico alla pittura con rappresentazioni realistiche di oggetti e scene quotidiane, estrapolate dall\u2019esperienza personale. Tuttavia, la sua ricerca non si concentra sulla rappresentazione in s\u00e9 (che agisce come un innesco e un pretesto per creare varie forme e relazioni, filtrate in modo tale da eliminare tutto ci\u00f2 che non \u00e8 essenziale), essendo la rappresentazione solo un mezzo per creare metafore visive che racchiudono la ricerca della verit\u00e0 del mondo interiore, trasformando il personale in universale, l\u2019impossibile in possibile. Nei suoi soggetti Avram gioca spesso con i riflessi, l\u2019incertezza e la dualit\u00e0 tra interno ed esterno; i dipinti stessi fungono da portali: un modo per guardare attraverso qualcosa di diverso, o forse, anche uno specchio che riflette un diverso tipo di realt\u00e0 e quindi un modo diverso di vedere per l\u2019osservatore.<\/p>\n<p><strong>Oana Cervinschi<\/strong> (Zal\u0103u, 1998) \u00e8 una pittrice che trova ispirazione nella storia dell\u2019arte e nella letteratura che riflettono il motivo della solitudine, della natura intrinseca dell\u2019uomo e del rapporto con l\u2019ambiente circostante. Nelle sue opere cerca di rappresentare il tema dello spazio personale, scegliendo interni significativi per lei, con i quali ha sviluppato un legame intimo, soprattutto scene di vita quotidiana in cui l\u2019artista coglie il modo in cui lo straordinario pu\u00f2 infiltrarsi anche nei luoghi e nelle situazioni pi\u00f9 ordinarie. La figura umana \u00e8 di solito latitante o assente dai suoi dipinti, denotando un senso di isolamento. Le sue opere possono essere viste come una rappresentazione onesta della vita quotidiana, di oggetti e attivit\u00e0 banali, che sono universali e a cui le persone possono relazionarsi indipendentemente dal loro background socio-culturale.<\/p>\n<p>I dipinti di <strong>Marius Ghita<\/strong> (Satu Mare, 1999) portano con s\u00e9 un notevole senso di nostalgia, dovuto al suo forte legame con l\u2019infanzia e i luoghi del passato, come la casa dei genitori. Mentre lavora, Ghita \u00e8 in un processo di perenne interrogazione e scoperta, spostando la sua prospettiva dall\u2019esperienza all\u2019immaginazione, lasciando che sia quest\u2019ultima a riempire i vuoti della memoria attraverso una ricerca allegorica del noto e dell\u2019ignoto, dell\u2019umano e del dubbio. L\u2019artista utilizza le tecniche della pittura tradizionale per costruire ambienti che contengono la solitudine umana e alludono all\u2019oscurit\u00e0 della percezione. Nelle sue ambientazioni, il paesaggio \u00e8 vivo tanto quanto i suoi personaggi e coesistono apparentemente attraverso una simbiosi relazionale e cromatica.<\/p>\n<p><strong>Amanda Maier <\/strong>(Oradea, 1996) \u00e8 una fotografa le cui esplorazioni consistono principalmente nel mezzo della pellicola istantanea polaroid. Lavora in serie come diari fotografici come in <em>Fragments of time<\/em>, un puzzle di sentimenti ambientato in un contesto rinascimentale nella citt\u00e0 di Venezia; questo diario nasce dall\u2019idea di un ricordo: uno stato effimero in un certo momento, che si cerca disperatamente di conservare, ma che inevitabilmente svanisce. La maggior parte delle fotografie istantanee di questa serie ritraggono una misteriosa <em>silhouette<\/em> femminile catturata in varie situazioni intime. Un\u2019altra serie, intitolata <em>In Blue<\/em>, presenta un diario di fotografie istantanee scattate in un ambiente acquatico. L\u2019acqua esalta le distorsioni uniche di ogni fotografia, dando l\u2019illusione di gesti incantevoli. Mentre le fotografie accendono l\u2019idea di libert\u00e0 e di pace, le loro cornici suggeriscono l\u2019indubbia prigionia dell\u2019essere umano nella morsa del tempo.<\/p>\n<p><strong>C\u0103t\u0103lina Milea<\/strong> (Bistri\u021ba, 2000) preferisce lavorare con un <em>medium<\/em> classico come i colori ad olio o il pastello secco su superfici di medie dimensioni per stabilire un rapporto pi\u00f9 intimo con lo spettatore. Pu\u00f2 essere descritta come una cacciatrice di significati, spinta dalla sua sensibilit\u00e0 verso l\u2019inspiegabile, dipingendo l\u2019assurdit\u00e0 delle apparenze quotidiane ed esplorando le incognite dell\u2019essere. Nel processo di costruzione del suo immaginario, Milea trova ispirazione in varie fonti, dalla mitologia ai bestiari del Medioevo. Con il suo campo di ricerca dominante nel Realismo Magico, la contraddizione diventa una delle chiavi principali per comprendere la sua visione. Tutti i suoi personaggi sono rappresentati in uno scenario di tragica ironia, spesso in modo fantasmatico. In molte delle sue opere si possono osservare diversi tipi di modelli organici che combinano il pittorico con il decorativo come mezzo di transizione tra il mondo della realt\u00e0 e quello della fantasia.<\/p>\n<p>La fotografia e il video sono gli strumenti principali di <strong>Andriana Oborocean<\/strong> (Transnistria, 1995) accompagnati da altri, come il cucito e la scultura. Costruisce opere pensate per generare risposte psicologiche ed emotive, esplorando temi legati all\u2019identit\u00e0, alla vulnerabilit\u00e0 e al contatto affettivo tra le persone. \u00c8 frequente che faccia uso di elementi organici provenienti dalla natura e dalla tecnologia, spesso esposti insieme a elementi mistici ed eterei. Ogni sua opera incarna un\u2019estetica personale, quasi surreale.<\/p>\n<p><strong>Dates<\/strong><\/p>\n<p>Opening 07.10.2022<br \/>\n6pm \u2013 9pm<\/p>\n<p>08.10.2022 \u2013<br \/>\n19.11.2022<\/p>\n<hr class=\"wp-block-separator has-css-opacity is-style-wide\" \/>\n<p><strong>Location<\/strong><br \/>\nBoccanera Gallery Trento<br \/>\nVia Alto Adige 176<br \/>\nTrento<\/p>\n<hr class=\"wp-block-separator has-css-opacity is-style-wide\" \/>\n<p><strong>Artists<\/strong><br \/>\n<a href=\"https:\/\/boccaneragallery.com\/artists\/cristian-avram\/\">Cristian Avram<\/a><br \/>\nOana Cervinschi<br \/>\nMarius Ghita<br \/>\nAmanda Maier<br \/>\nC\u0103t\u0103lina Milea<br \/>\nAndriana Oborocean<\/p>\n<blockquote class=\"wp-embedded-content\" data-secret=\"bqDEE90M2K\"><p><a href=\"https:\/\/boccaneragallery.com\/exhibitions\/afterlife-a-new-beginning\/\">AFTERLIFE. A New Beginning<\/a><\/p><\/blockquote>\n<p><iframe loading=\"lazy\" class=\"wp-embedded-content\" sandbox=\"allow-scripts\" security=\"restricted\" style=\"position: absolute; visibility: hidden;\" title=\"&#8220;AFTERLIFE. A New Beginning&#8221; &#8212; Boccanera Gallery\" src=\"https:\/\/boccaneragallery.com\/exhibitions\/afterlife-a-new-beginning\/embed\/#?secret=l5OgPCVCoN#?secret=bqDEE90M2K\" data-secret=\"bqDEE90M2K\" width=\"500\" height=\"282\" frameborder=\"0\" marginwidth=\"0\" marginheight=\"0\" scrolling=\"no\"><\/iframe><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>\u00c8 passato un po\u2019 di tempo da quando il fenomeno artistico internazionale \u201cLa Scuola di Cluj\u201d ha attirato l\u2019attenzione del mondo dell\u2019arte. Ci si chiede cosa sia successo da allora e, soprattutto, come gli artisti di oggi si rapportino al passato e come si approccino alla loro arte con una tale eredit\u00e0. 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