{"id":68799,"date":"2022-06-17T04:40:24","date_gmt":"2022-06-17T02:40:24","guid":{"rendered":"https:\/\/www.area-press.eu\/comunicatistampa\/?p=68799"},"modified":"2022-06-17T04:40:24","modified_gmt":"2022-06-17T02:40:24","slug":"il-destino-decide-per-te-nel-memoir-della-anzini-il-dramma-della-genitorialita-negata","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.area-press.eu\/comunicatistampa\/2022\/06\/17\/il-destino-decide-per-te-nel-memoir-della-anzini-il-dramma-della-genitorialita-negata\/","title":{"rendered":"\u201cIl destino decide per te\u201d, nel memoir della Anzini il dramma della genitorialit\u00e0 negata"},"content":{"rendered":"<p><img decoding=\"async\" class=\"alignleft\" src=\"https:\/\/blogger.googleusercontent.com\/img\/a\/AVvXsEhcmHlfsZKTkS1SS0JKaIN7mFVi5HHE3XGQP_yyPy9KdwcH03dp3j_g3B6V4TQhG-kq8Ex46TTp4y2DF1k4nZan6a9QAhnZjlvjOtMs-C3a_34g1CEMls6ITlmYtKW1h-BwBoLYBQSzIS3LjvmZZAvDB5ZGxcTjuT0aVk1Lq24N0IedSI4PS2rPej30Zw=s320\" alt=\"\" \/><\/p>\n<div id=\"post-body-7767193874859569415\" class=\"post-body entry-content\">\n<div dir=\"ltr\">ROMA &#8211; Educare significa plasmare, modellare l&#8217;indole di un individuo secondo un disegno prestabilito, quasi &#8220;cera molle&#8221; tra le mani di un artigiano, oppure lasciarlo libero di svilupparsi secondo la propria natura, come una pianta frondosa? Pu\u00f2 un incontro influenzare una persona a tal punto da renderla estranea alla famiglia in cui \u00e8 cresciuta? E ancora: esiste il libero arbitrio oppure \u00e8 il destino a decidere per noi? Questi e altri interrogativi solleva il libro di Anna Maria Anzini, &#8220;Il destino decide per te&#8221;, un\u00a0<i>memoir<\/i>\u00a0(disponibile anche in ebook) che ripercorre in undici capitoli un&#8217;amara vicenda realmente accaduta. Il libro, che reca la prefazione del giornalista Carmelo Abbate, offre all&#8217;autrice l&#8217;occasione di raccontare un pezzo importante della sua vita e di riflettere sulle relazioni genitori-figli, sulla maternit\u00e0, sull&#8217;esperienza dell&#8217;adozione, sulle difficolt\u00e0 e sulle gioie che ne derivano, affinch\u00e9 altri genitori possano metterle a frutto.<a name=\"more\"><\/a><\/div>\n<div dir=\"ltr\">Anna Maria e il marito Maurizio Persiani sono due affermati immobiliaristi della Capitale. Nel 2007, dopo una gravidanza extrauterina e diversi tentativi non riusciti di concepimento mediante la fecondazione assistita, la coppia decide di ricorrere all&#8217;adozione per coronare il sogno di diventare genitori. Ma il percorso burocratico si rivela lungo e irto di ostacoli. Assomiglia a \u00abun labirinto fatto di analisi del sangue, per accertare che fossimo sani, di presentazione di documenti reddituali e un alloggio adatto, per dimostrare di essere solidi\u00bb. Ancor pi\u00f9 arduo il percorso psicologico. \u00abPer due anni \u2013 scrive &#8211; ci siamo sottoposti a test, terapie, abbiamo affrontato percorsi individuali e di gruppo. Abbiamo seguito corsi con altre coppie, alcune sono arrivate con noi fino alla fine, altre hanno gettato la spugna, sfiancate dalla difficolt\u00e0 e dalle domande. [\u2026] Saremmo stati pronti a crescere un bambino malato? Ad accogliere un bambino gi\u00e0 cresciuto in condizioni difficoltose? E poi la domanda pi\u00f9 importante, quella pi\u00f9 reale, pi\u00f9 vera: ve la sentite di curare la ferita pi\u00f9 profonda di un bambino, quella lasciata dall&#8217;abbandono?\u00bbAlla fine, la coppia decide di cambiare percorso e sceglie la via dell&#8217;adozione internazionale. Tramite i canali della Comunit\u00e0 di Sant&#8217;Egidio, Anna Maria e Maurizio riescono ad adottare una bimba cambogiana di 8 anni, che chiamano Sara. L&#8217;autrice tratteggia efficacemente la gioia dell&#8217;attesa, le emozioni dei neo-genitori, il clima di amore, affetti e attenzioni che circondano la bambina nella nuova famiglia, il miracolo della crescita, il passaggio dall&#8217;infanzia all&#8217;adolescenza. La vita insieme \u00e8 divertente e complicata al tempo stesso. Anna Maria e Maurizio imparano giorno dopo giorno quanto sia difficile il &#8220;mestiere&#8221; di genitori. La bimba dallo sguardo malinconico diventa un&#8217;adolescente ribelle prima e una ragazza apatica poi. Per i genitori, vederla consumare le ore e i giorni in una vita piatta e senza uno scopo, senza studiare o applicarsi nello sport, incurante di costruirsi un futuro e divenire autonoma, annullata da una relazione d&#8217;amore con un ragazzo impulsivo e possessivo, \u00e8 qualcosa di disperante e drammatico. Ma \u00e8 proprio quella relazione a lungo contrastata che spinge la giovane a innalzare un muro di incomunicabilit\u00e0 verso i genitori adottivi. Un muro costruito, giorno dopo giorno, con mattoni fatti di silenzi e cementato con la malta dell&#8217;indifferenza. Il destino, insomma, sembra voler negare per vie impreviste quella genitorialit\u00e0 che Anna Maria e Maurizio hanno ricercato con forza e determinazione. Una frase di Maurizio condensa il dramma della vicenda: \u00abI sacrifici che facciamo per i figli sono a fondo perduto, in qualche modo glieli dobbiamo. Non hanno chiesto loro di venire al mondo. N\u00e9 di essere adottati.\u00bb<\/p>\n<p>Il finale lascia l&#8217;amaro in bocca. Sara, che dopo il compimento del diciottesimo anno di et\u00e0 \u00e8 andata a vivere con il fidanzato e ha chiuso i rapporti con la famiglia, denuncia i genitori per atti gravissimi, non meglio precisati, chiedendo loro un risarcimento economico. La vicenda giudiziaria, tuttora in corso, impone la sospensione di qualunque giudizio. L&#8217;ultimo capitolo \u00e8 una lettera aperta alla figlia: una promessa d&#8217;amore rinnovata, una mano tesa in segno di pace e di aiuto.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.amazon.it\/dp\/B09WRXGWG1\/ref=dp-kindle-redirect?_encoding=UTF8&amp;btkr=1#detailBullets_feature_div\">Link di approfondimento<\/a>\u00a0(estratto)<\/p>\n<div><\/div>\n<div class=\"gmail_signature\" dir=\"ltr\">\n<div dir=\"ltr\">\n<div dir=\"ltr\">\n<div dir=\"ltr\">\n<div dir=\"ltr\">\n<div dir=\"ltr\">\n<div dir=\"ltr\"><\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<div><\/div>\n<\/div>\n<div class=\"post-footer\">\n<div class=\"post-footer-line post-footer-line-1\">\n<div class=\"post-share-buttons goog-inline-block\"><\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>ROMA &#8211; Educare significa plasmare, modellare l&#8217;indole di un individuo secondo un disegno prestabilito, quasi &#8220;cera molle&#8221; tra le mani di un artigiano, oppure lasciarlo libero di svilupparsi secondo la propria natura, come una pianta frondosa? 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