{"id":63797,"date":"2021-11-19T22:57:00","date_gmt":"2021-11-19T21:57:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.area-press.eu\/comunicatistampa\/?p=63797"},"modified":"2021-11-19T22:57:00","modified_gmt":"2021-11-19T21:57:00","slug":"pronti-per-la-quarta-rivoluzione-industriale-realta-e-opportunita-di-iot-e-rfid-secondo-gs1-italy","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.area-press.eu\/comunicatistampa\/2021\/11\/19\/pronti-per-la-quarta-rivoluzione-industriale-realta-e-opportunita-di-iot-e-rfid-secondo-gs1-italy\/","title":{"rendered":"Pronti per la quarta rivoluzione industriale? Realt\u00e0 e opportunit\u00e0 di IoT e RFID secondo GS1 Italy"},"content":{"rendered":"<p>Gli oggetti parlano. E lo possono fare sempre di pi\u00f9. Con maggiori benefici per aziende e consumatori. Ma devono usare un linguaggio comune, perch\u00e9 <strong>senza standard condivisi<\/strong> <strong>il sistema non funziona<\/strong> e crescono costi e inefficienze. GS1 Italy presenta il <strong>piano a sostegno della tecnologia RFID<\/strong> in un\u2019ottica di Industria 4.0.<\/p>\n<p>Store dove ottenere tutte le informazioni sui prodotti e dove andare a ritirare una spesa ordinata in automatico dal sistema di \u201csmart home\u201d che monitora le scorte di prodotti, per poi pagare in pochi secondi dallo smartphone magari senza passare dalle casse. <strong>\u00c8 la quarta rivoluzione industriale? Sicuramente qualcosa sta cambiando<\/strong>, ed \u00e8 solo agli inizi. La rivoluzione quella che, grazie all\u2019innovazione tecnologica, amplifica le capacit\u00e0 cognitive umane, dando la possibilit\u00e0 di analizzare, elaborare e utilizzare miliardi di informazioni.<\/p>\n<p>Alla base di questa quarta rivoluzione industriale c\u2019\u00e8 un insieme di tecnologie, tra cui spicca l\u2019<strong>Internet of Things <\/strong>(anche in ambito domestico) basata sull\u2019<strong>RFID (Radio Frequency Identification)<\/strong>, che, attraverso l\u2019uso delle radiofrequenze, consente di identificare e tracciare in modo automatico e univoco ogni oggetto su cui l\u2019etichetta \u00e8 stata applicata. Entro il 2021 saranno <strong>25 miliardi gli oggetti taggati con RFID<\/strong> e, quindi, connessi all\u2019IoT.<\/p>\n<p>Non \u00e8 un caso, infatti, che l\u2019RFID stia vivendo un nuovo slancio grazie alla sua capacit\u00e0 di aprire <strong>inedite e interessanti opportunit\u00e0<\/strong> sia per le aziende di produzione che per i retailer. Un nuovo mondo, dunque, tutto da sviluppare, com\u2019\u00e8 emerso dall\u2019evento <a href=\"https:\/\/bit.ly\/3nqb6z8\"><strong>\u201cQuando gli oggetti parlano. Le opportunit\u00e0 IoT e RFID\u201d<\/strong><\/a>, tenutosi oggi, con cui <strong>GS1 Italy<\/strong> ha presentato il suo progetto dedicato all\u2019RFID, che proseguir\u00e0 per tutto il 2022 insieme all\u2019<strong>RFID Lab dell\u2019Universit\u00e0 di Parma<\/strong>.<\/p>\n<p>\u00abChi ha implementato e sta utilizzando la tecnologia RFID riconosce il grande valore che crea, portando informazioni in tempo reale sullo stato degli oggetti, per ottimizzare i processi, ridurre gli sprechi, aumentare le vendite e migliorare i livelli di servizio\u00bb ha spiegato <strong>Antonio Rizzi, full professor, industrial logistics &amp; supply chain management dell\u2019Universit\u00e0 di Parma<\/strong>. \u00abIn un futuro prossimo l&#8217;applicazione e l&#8217;evoluzione delle tecnologie IoT apriranno orizzonti finora inesplorati, abiliteranno nuovi paradigmi di supply chain (approvvigionamento, produzione, distribuzione, retail, riciclo\/recupero) e ci aiuteranno a costruire un mondo sempre pi\u00f9 connesso, trasparente e sostenibile, per il beneficio di tutti\u00bb.<\/p>\n<p>Se le prospettive sono rosee e le possibilit\u00e0 enormi, con il nuovo slancio dell\u2019RFID stanno emergendo anche i problemi. Il primo: <strong>senza standard condivisi l\u2019RFID in s\u00e9 non abilita la piena interoperabilit\u00e0 tra sistemi e la scalabilit\u00e0 dei progetti<\/strong>. Infatti, l\u2019adozione da parte delle aziende di sistemi proprietari diventa inefficace e insufficiente nel momento in cui il business aumenta e ci si interfaccia con nuovi clienti e mercati di scala sovralocale.<\/p>\n<p>Per evitare questi problemi occorre parlare la stessa lingua globale con tutti i business partner. \u00ab\u00c8 per questo che <strong>GS1 ha sviluppato l\u2019<\/strong><a href=\"https:\/\/bit.ly\/3bT2Ylb\"><strong>Electronic Product Code (EPC)<\/strong><\/a>, uno standard che identifica in modo univoco e inequivocabile i singoli prodotti, cattura le informazioni importanti per la movimentazione delle merci lungo la supply chain e le rende disponibili grazie alla radiofrequenza\u00bb ha spiegato <strong>Linda Vezzani, GS1 visibility and RFID standards specialist di GS1 Italy<\/strong>. \u00abL\u2019EPC \u00e8 una sorta di codice fiscale di ogni prodotto, che permette di identificarlo in modo univoco, di catturare le informazioni per la movimentazione lungo tutta la catena di approvvigionamento e di renderle disponibili attraverso le onde radio\u00bb. Per le aziende che gi\u00e0 utilizzano il linguaggio globale GS1 l\u2019adozione dell\u2019RFID \u00e8 semplice perch\u00e9 si sfrutta l&#8217;identificazione GS1 usata per i propri prodotti e, quindi, le informazioni di prodotto vanno solo tradotte in linguaggio EPC.<\/p>\n<p>Le potenzialit\u00e0 dell\u2019utilizzo della <strong>tecnologia RFID con standard GS1 condivisi<\/strong> sono enormi e i risultati, per le aziende capofila di quest\u2019approccio, sono gi\u00e0 interessanti, come \u00e8 emerso dalla presentazione delle <strong>case history di Decathlon<\/strong>, che ha adottato lo standard EPC\/RFID a livello di item su tutti i prodotti presenti negli store, <strong>e del Gruppo Bonterre<\/strong>, che l\u2019ha applicato su ogni unit\u00e0 logistica (pallet). In entrambi i casi sono stati raggiunti benefici in termini di aumento della visibilit\u00e0 lungo la supply chain, della produttivit\u00e0, dell\u2019affidabilit\u00e0 e del controllo degli stock di magazzino. Significativo anche il caso del <strong>Giappone<\/strong>, dove nel 2017 il governo ha avviato una sperimentazione insieme a cinque catene di convenience store e a <strong>GS1 Japan<\/strong>, con l\u2019obiettivo dichiarato di arrivare a inserire il tag RFID su tutti i prodotti entro il 2025, abbassandone il costo a circa uno yen.<\/p>\n<p>\u00abL\u2019RFID \u00e8 un mezzo. Bisogna scegliere che informazione veicolare\u00bb ha sottolineato Linda Vezzani. \u00abPer filiere aperte la scelta si orienta su un linguaggio globale interoperabile, lo standard GS1 EPC. Per chi gi\u00e0 utilizza il linguaggio globale GS1 non c&#8217;\u00e8 da reinventare la ruota: il punto di partenza \u00e8 l&#8217;identificazione gi\u00e0 usata per i codici GTIN, SSCC, GS1 GLN<a href=\"#_ftn1\" name=\"_ftnref1\">[1]<\/a>, ecc. che l&#8217;azienda gi\u00e0 adotta\u00bb.<\/p>\n<p>\u00abOra occorre potenziare questo impegno e investire nella formazione del capitale umano necessario per affrontare un mondo in continuo cambiamento\u00bb ha concluso <strong>Massimo Bolchini, standard development director di GS1 Italy<\/strong>. \u00abPer questo <strong>GS1 Italy presenta un piano per rilanciare il tema RFID<\/strong> e riportarlo all\u2019attenzione della business community, confermando il suo ruolo di attore neutrale, che presidia gli standard globali, supporta le imprese utenti a favore di tutto il largo consumo\u00bb.<\/p>\n<p>Primo step di questo piano \u00e8<strong> un sondaggio per mettere a fuoco l\u2019interesse e le esigenze<\/strong> <strong>delle imprese utenti del sistema GS1 <\/strong>del largo consumo, dell\u2019apparel e dell\u2019healthcare, e misurare il livello di conoscenza, adozione o dismissione della tecnologia RFID, nonch\u00e9 l\u2019intenzione ad adottarla nel futuro. Partendo dai risultati sar\u00e0 costruita l\u2019agenda delle attivit\u00e0 da sviluppare nel corso del 2022.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>[1] GTIN &#8211; Global Trade Item Number, identifica i prodotti (unit\u00e0 consumatore) e i colli (unit\u00e0 imballo).<\/p>\n<p>SSCC &#8211; Serial Shipping Container Code, identifica le unit\u00e0 logistiche.<\/p>\n<p>GS1 GLN &#8211; Global Location Number, permette l\u2019identificazione univoca di luoghi o entit\u00e0 legali\/funzionali.<\/p>\n<p><strong><em>GS1 Italy<\/em><\/strong><em>. A partire dall&#8217;introduzione rivoluzionaria del codice a barre nel 1973, l&#8217;organizzazione non profit GS1 sviluppa gli standard pi\u00f9 utilizzati al mondo per la comunicazione tra imprese. In Italia, GS1 Italy riunisce 35 mila imprese dei settori largo consumo, sanitario, bancario, della pubblica amministrazione e della logistica. I sistemi standard GS1, i processi condivisi ECR, i servizi e gli osservatori di ricerca che GS1 Italy mette a disposizione semplificano e accelerano il processo della trasformazione digitale delle imprese e della supply chain, perch\u00e9 permettono alle aziende di creare esperienze gratificanti per il consumatore, aumentare la trasparenza, ridurre i costi e fare scelte sostenibili.<\/em><\/p>\n<p><em>gs1it.org<\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Gli oggetti parlano. E lo possono fare sempre di pi\u00f9. Con maggiori benefici per aziende e consumatori. Ma devono usare un linguaggio comune, perch\u00e9 senza standard condivisi il sistema non funziona e crescono costi e inefficienze. GS1 Italy presenta il piano a sostegno della tecnologia RFID in un\u2019ottica di Industria 4.0. 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