{"id":63688,"date":"2021-11-17T10:04:53","date_gmt":"2021-11-17T09:04:53","guid":{"rendered":"https:\/\/www.area-press.eu\/comunicatistampa\/?p=63688"},"modified":"2021-11-17T10:04:53","modified_gmt":"2021-11-17T09:04:53","slug":"dieci-trend-che-stanno-cambiando-il-non-food-dal-boom-dei-barbecue-alla-rinascita-delle-periferie","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.area-press.eu\/comunicatistampa\/2021\/11\/17\/dieci-trend-che-stanno-cambiando-il-non-food-dal-boom-dei-barbecue-alla-rinascita-delle-periferie\/","title":{"rendered":"Dieci trend che stanno cambiando il Non Food: dal boom dei barbecue alla rinascita delle periferie"},"content":{"rendered":"<p>L\u2019edizione 2021 dell\u2019Osservatorio Non Food di GS1 Italy ha stilato il <strong>decalogo dei nuovi fenomeni pi\u00f9 rilevanti<\/strong> del largo consumo non alimentare<br \/>\ne che stanno avendo il <strong>maggior impatto sulle vendite e sul retail<\/strong>.<\/p>\n<p>Dei cambiamenti avvenuti nel carrello della spesa degli italiani per effetto dell\u2019emergenza Covid-19 sappiamo (quasi) tutto. Ma come si sono modificati, invece, gli acquisti di prodotti non alimentari, dall\u2019abbigliamento agli elettrodomestici, dai videogiochi alla telefonia, dal bricolage all\u2019arredo casa? La risposta \u00e8 nel <strong>decalogo delle tendenze e dei fenomeni di consumo<\/strong> che hanno caratterizzato il periodo della pandemia realizzato, per la prima volta, dall\u2019<strong>Osservatorio Non Food 2021 di GS1 Italy <\/strong>in un estratto dedicato.<\/p>\n<p>\u00abAbbiamo raccolto spunti interpretativi e di analisi per aiutare la business community a conoscere sempre meglio il Non Food e a scoprire com\u2019\u00e8 cambiato e come ripensarlo alla luce dei comportamenti, delle esperienze e del riscontro dei consumatori, sui quali ha lasciato una traccia profonda la realt\u00e0 mutata con cui hanno dovuto fare i conti\u00bb spiega <strong>Marco Cuppini, research and communication director di GS1 Italy<\/strong>.<\/p>\n<p>A rendere unico questo <a href=\"https:\/\/osservatori.gs1it.org\/estratto-non-food-2021\/?utm_source=comunicato-stampa&amp;amp;utm_medium=email&amp;amp;utm_campaign=NonFood2021&amp;amp;utm_content=estratto\">estratto<\/a> intitolato <strong>\u201cNon Food: le 10 tendenze. Cosa non puoi non sapere sul Non Food\u201d<\/strong> non \u00e8 solo l\u2019attenta e dettaglia lettura di come le nuove tecnologie e gli eventi hanno influenzato le dinamiche di domanda e offerta, ma soprattutto la capacit\u00e0 di inquadrare e \u201cmettere in rete\u201d fenomeni e trend che spesso rimangono confinati all\u2019interno di un singolo comparto del Non Food ma che, invece, rappresentano tendenze di fondo comuni e che impattano, in modalit\u00e0 diverse, tutto il mondo del largo consumo non alimentare.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Le dieci tendenze del Non Food<\/strong> <strong>in Italia<\/strong><\/p>\n<ol>\n<li><strong>Un nuovo carrello della spesa: meno rossetti e ferri da stiro, pi\u00f9 tagliacapelli e barbecue. <\/strong>La minor vita sociale ha tagliato molte esigenze degli italiani e quindi sono diminuite le spese per tanti prodotti Non Food: dai rossetti alle sneaker, dai palloni alle macchine fotografiche ai ferri da stiro. D\u2019altro canto, la maggior vita domestica ha spronato gli acquisti di altri prodotti, come tagliacapelli, macchine per il caff\u00e8, scrivanie, barbecue, cyclette, ciabatte e stampanti. E l\u2019home working ha imposto nuove esigenze, che hanno attutito il calo storico di alcuni comparti, come la <strong>cancelleria<\/strong> e il <strong>tessile casa<\/strong>. Da segnalare anche la <strong>riscoperta del vinile<\/strong>, che, dopo 19 anni, \u00e8 tornato a superare i cd per valore delle vendite.<\/li>\n<li><strong>L\u2019edutainment vola ed \u00e8 \u201cpositivo\u201d all\u2019online<\/strong><strong>. <\/strong>In cinque anni l\u2019edutainment \u00e8 passato dal 3,2% al 4,9% di incidenza sul totale dei consumi Non Food in Italia, e oltre la met\u00e0 delle vendite (55,8%) \u00e8 ormai realizzata online. Tra i casi di successo spiccano i <strong>libri non scolastici<\/strong> (+16,7% nel quinquennio), <strong>e-book<\/strong> (+37% nell\u2019anno) e <strong>audiolibri<\/strong> (+94%). Ma le superstar dell\u2019edutainment restano i <strong>videogiochi<\/strong>, che in cinque anni hanno aumentato le vendite di +180,1%. A esplodere sono stati soprattutto gli acquisti realizzati sul web, con un aumento di <strong>+417,5% nell\u2019arco di cinque anni<\/strong>.<\/li>\n<li><strong>Il ritorno nelle vie dello shopping valorizza i centri storici<\/strong><strong>.<\/strong> Il <strong>commercio urbano centrale<\/strong> resta ancora oggi il pi\u00f9 rilevante tra le sei tipologie di agglomerazioni commerciali classificate dall\u2019Osservatorio Non Food e, con la pandemia, ha vissuto una riscoperta da parte degli italiani. E non solo per ragioni di comodit\u00e0, ma anche perch\u00e9 spesso ha saputo rispondere in modo pi\u00f9 efficace alle nuove esigenze, com\u2019\u00e8 avvenuto per le <strong>grandi superfici specializzate nell\u2019elettronica di consumo situate nei centri urbani<\/strong>, che hanno rimodulato assortimenti e servizi per rispondere alle nuove esigenze dettate dalla pandemia.<\/li>\n<li><strong>Nuovi stili di consumo e crollo del turismo straniero affossano il lusso.<\/strong> Il ritorno all\u2019essenzialit\u00e0 e la riduzione degli acquisti voluttuari hanno penalizzato i beni di lusso. Sul luxury shopping ha avuto un impatto negativo anche il crollo del turismo straniero. Ma le ricerche sottolineano che <strong>comodit\u00e0<\/strong> e <strong>convenienza<\/strong>, insieme alla ricerca di una <strong>qualit\u00e0 accessibile<\/strong>, rimarranno <strong>driver importanti nel Non Food<\/strong>. E questo potrebbe, quindi, favorire i factory outlet e i parchi commerciali. Ma anche sostenere il boom della <strong>second hand economy<\/strong> (in particolare nell\u2019e-commerce fashion), che continua a crescere e coinvolge ormai oltre met\u00e0 degli italiani.<\/li>\n<li><strong>Covid-19 costringe a ripensare i centri commerciali. <\/strong>Le misure sanitarie hanno fortemente penalizzato i centri commerciali e accelerato il processo di cambiamento di questi \u201ccontenitori\u201d. Gi\u00e0 prima della pandemia, avevano visto aumentare gli <strong>spazi e i servizi legati al tempo libero e all\u2019intrattenimento<\/strong>, diventando sempre pi\u00f9 spazi di <strong>aggregazione culturale e sociale<\/strong>. Nel post Covid-19 sar\u00e0 ancora pi\u00f9 importante innovarsi, evolvere e andare incontro alle nuove esigenze del consumatore, riposizionandosi come luoghi di ristoro ed entertainment e non solo di shopping.<\/li>\n<li><strong>L\u2019e-commerce vola e conquista nuovi consumatori<\/strong><strong>.<\/strong> Le limitazioni agli spostamenti imposti dal Covid-19, e anche i timori sanitari, hanno spinto l\u2019e-commerce, che non ha solo aumentato le vendite ma anche avvicinato molti nuovi user. Le vendite online hanno guadagnato quota e valore in tutti i comparti del Non Food, con performance di spicco nell\u2019<strong>elettronica di consumo <\/strong>(e in particolare nella telefonia, dove sono aumentate di oltre il 74% in un anno), nel <strong>tessile<\/strong> (+44,4%) e nella <strong>profumeria<\/strong> (+40,4%). E nei <strong>piccoli elettrodomestici<\/strong> il web \u00e8 diventato il primo canale di vendita con il 40,4% di quota a valore.<\/li>\n<li><strong> La distribuzione \u201calternativa\u201d conquista<\/strong> <strong>per la sua comodit\u00e0.<\/strong> Accelera la crescita delle forme di distribuzione alternativa, come le <strong>vendite a domicilio o per corrispondenza<\/strong>, e quelle realizzate nei <strong>distributori automatici<\/strong> e nelle cosiddette <strong>\u201ctabelle speciali\u201d <\/strong>(come tabaccherie, stazioni di carburanti e farmacie). E cambiano anche i prodotti acquistati. Con la pandemia sono aumentati i prodotti legati all\u2019igiene personale, seguiti dagli accessori per la telefonia, comprati nella distribuzione automatica, mentre le edicole hanno trovato nuova linfa nei giocattoli.<\/li>\n<li><strong>I \u201cpersonal shopper\u201d salvano i punti vendita fisici<\/strong><strong>. <\/strong>Negozi di ottica e computer shop, mobilifici e ferramenta, garden center e autofficine: sono alcuni dei negozi specializzati che stanno dimostrando di saper resistere all\u2019evoluzione dei consumi non alimentari degli italiani. A loro favore giocano la <strong>presenza capillare sul territorio nazionale<\/strong> (anche nei centri pi\u00f9 piccoli), l\u2019<strong>elevato livello di servizio<\/strong>, la <strong>riconosciuta professionalit\u00e0<\/strong> e la <strong>flessibilit\u00e0 dei costi<\/strong>. Inoltre, svolgono un ruolo di rassicurazione sia in fase di scelta d\u2019acquisto sia come assistenza nel post-vendita, grazie alla competenza del personale e alla consulenza che garantiscono, alla pari di quanto fanno i personal shopper nel mondo del lusso.<\/li>\n<li><strong>Effetto home working: la riscossa delle periferie e dei piccoli centri<\/strong><strong>. <\/strong>Uffici chiusi, lavoro da casa o, comunque, da remoto: una novit\u00e0 che ha penalizzato le attivit\u00e0 commerciali nei business district (urbani e non) e che ha <strong>ripopolato i quartieri residenziali, le periferie <\/strong>e, in genere, tutta la provincia italiana. Il permanere dello smart working potrebbe portare alla <strong>rivitalizzazione stabile dei centri di minori dimensioni<\/strong> e, quindi, far diventare interessanti anche location decentrate rispetto alle grandi citt\u00e0. In questo contesto anche le polarit\u00e0 commerciali extraurbane e le periferie metropolitane potrebbero cogliere l\u2019occasione per rafforzare la propria posizione competitiva.<\/li>\n<li><strong>Tutti sui social, tra blogger e influencer<\/strong><strong>.<\/strong> Sono internauti 88 italiani over 14 su 100. E amano soprattutto i social, in particolare nella fascia dei cosiddetti \u201cdigital rooted\u201d (11% della popolazione), che sono i pi\u00f9 tecnologici, i pi\u00f9 dediti all\u2019e-commerce e anche i pi\u00f9 sensibili ai suggerimenti di influencer. Un trend che i retailer del Non Food hanno ben intercettato, come conferma il focus dell&#8217;Osservatorio Non Food sull\u2019<strong>utilizzo dei principali social network da parte delle insegne della distribuzione moderna non alimentare<\/strong>. Emblematici sono i casi dell\u2019<strong>ottica<\/strong> e dei <strong>libri non scolastici<\/strong> dove l\u2019aumento delle vendite online \u00e8 stato sostenuto da influencer e blogger, grazie alla loro attivit\u00e0 e al loro seguito sui social.<\/li>\n<\/ol>\n<p>Per saperne di pi\u00f9, <a href=\"https:\/\/osservatori.gs1it.org\/estratto-non-food-2021\/?utm_source=comunicato-stampa&amp;amp;utm_medium=email&amp;amp;utm_campaign=NonFood2021&amp;amp;utm_content=estratto\"><strong>scarichi gratuitamente l\u2019estratto<\/strong> dell\u2019Osservatorio Non Food 2021<\/a> e visiti il sito <a href=\"https:\/\/osservatori.gs1it.org\/?utm_source=comunicato-stampa&amp;utm_medium=email&amp;utm_campaign=NonFood2021&amp;utm_content=sito\">nonfood.gs1it.org<\/a>.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>L\u2019edizione 2021 dell\u2019Osservatorio Non Food di GS1 Italy ha stilato il decalogo dei nuovi fenomeni pi\u00f9 rilevanti del largo consumo non alimentare e che stanno avendo il maggior impatto sulle vendite e sul retail. 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