{"id":63367,"date":"2021-11-05T15:32:38","date_gmt":"2021-11-05T14:32:38","guid":{"rendered":"https:\/\/www.area-press.eu\/comunicatistampa\/?p=63367"},"modified":"2021-11-05T15:32:38","modified_gmt":"2021-11-05T14:32:38","slug":"ledi-resiste-alla-pandemia-contribuisce-a-rendere-efficiente-la-digitalizzazione-delle-imprese-reattive-e-si-prepara-alla-volata-del-post-covid","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.area-press.eu\/comunicatistampa\/2021\/11\/05\/ledi-resiste-alla-pandemia-contribuisce-a-rendere-efficiente-la-digitalizzazione-delle-imprese-reattive-e-si-prepara-alla-volata-del-post-covid\/","title":{"rendered":"L\u2019EDI resiste alla pandemia, contribuisce a rendere efficiente la digitalizzazione delle imprese reattive e si prepara alla volata del post Covid"},"content":{"rendered":"<p>Sono oltre <strong>250 milioni i documenti digitali scambiati<\/strong> tra le aziende in Italia e quasi 68 milioni quelli scambiati tra quelle del largo consumo che usano gli <strong>standard GS1 EDI<\/strong>. Con un nuovo e importante impulso dal <strong>Foodservice <\/strong>e uno potenziale nella<strong> logistica<\/strong>.<br \/>\nTutti i dati nell\u2019<strong>edizione 2021 del \u201cMonitoraggio dell\u2019uso dell\u2019EDI nel largo consumo in Italia\u201d<\/strong> di <strong>GS1 Italy<\/strong>.<\/p>\n<p>Il 2020 ha allargato il divario tra le aziende \u201cdigitali\u201d reattive ai cambiamenti e quelle non digitali impreparate alla disruption causata dalla pandemia e ha visto una sostanziale tenuta dell\u2019<strong>Electronic Data Interchange (EDI) <\/strong>e una <strong>crescita nel numero delle aziende utilizzatrici dell\u2019EDI a standard GS1<\/strong>, che sfiorano quota <strong>8 mila (+4% rispetto al 2019)<\/strong> per un totale di <strong>67.896.711 messaggi scambiati (+5%)<\/strong>, mentre aumentano anche l\u2019intensit\u00e0 e la profondit\u00e0 di utilizzo dello scambio elettronico dei dati.<\/p>\n<p>La conferma arriva dalla <strong>nuova edizione del \u201cMonitoraggio dell\u2019uso dell\u2019EDI nel largo consumo in Italia\u201d<\/strong>, che <strong>GS1 Italy<\/strong> realizza annualmente in collaborazione con la <strong>School of Management del Politecnico di Milano<\/strong>.<\/p>\n<p>\u00abIl Monitoraggio rileva lo stato di salute e di diffusione dell\u2019EDI. Le aziende che lo adottano nella digitalizzazione dei processi ne consolidano l\u2019utilizzo di anno in anno, aumentando il numero di documenti scambiati e il tipo di messaggi\u00bb spiega <strong>Massimo Bolchini, standard development director di GS1 Italy<\/strong>.<\/p>\n<p>Il dato delle imprese che adottano l\u2019EDI in Italia \u00e8 stabile rispetto al pre-pandemia &#8211; <strong>19 mila <\/strong>nel 2020, scambiando <strong>252 milioni di documenti <\/strong>(+5% vs 2019)<a href=\"#_ftn1\" name=\"_ftnref1\">[1]<\/a> &#8211; ed \u00e8 legato prevalentemente al fatto che molti operatori, obbligati alla fatturazione elettronica, hanno scelto di utilizzare solo il flusso per il sistema d\u2019interscambio (SdI, gestito dall&#8217;Agenzia delle Entrate) senza sovrapposizioni con il flusso EDI. Le <strong>fatture<\/strong>, infatti, pur continuando a rimanere il <strong>primo documento scambiato<\/strong>, calano a 50 milioni di unita\u0300 (-1% rispetto al 2019), dopo due anni in cui si sono attestate sui 55 milioni. In crescita sono invece tutti gli altri documenti: <strong>ordini +6%, conferme d\u2019ordine +28%, DESADV <\/strong>(avviso di spedizione) <strong>+12%<\/strong>, altri documenti (come inventory report, anagrafiche di prodotto, documenti logistici) +8% (Figura 1).<\/p>\n<p><strong>Il largo consumo e l\u2019EDI a standard GS1<\/strong><\/p>\n<p>Nel 2020 il <strong>largo consumo<\/strong> si \u00e8 confermato come il settore pi\u00f9 strategico per la crescita della digitalizzazione dei processi e delle relazioni tra le imprese. <strong>Per la prima volta e\u0300 stato il primo settore nell\u2019e-commerce B2B <\/strong>e ha consolidato <strong>il primo posto nell\u2019utilizzo dell\u2019EDI<\/strong>, con il 63% delle 19 mila imprese connesse.<\/p>\n<p>Nel corso del 2020 e\u0300 tornato a <strong>crescere il numero delle<\/strong> <strong>aziende utilizzatrici dell\u2019EDI a<\/strong> <strong>standard GS1<\/strong>. Pi\u00f9 nel dettaglio, le aziende che nel 2020 hanno scambiato messaggi EDI a standard GS1 sono state 7.817, in crescita di +4% sul 2019. Il <strong>45% di queste aziende fa parte dell\u2019ecosistema<\/strong> <strong>Euritmo<\/strong>, la soluzione web-EDI studiata da GS1 Italy: di queste 3.506 imprese, 3.207 sono produttori, 291 distributori e 8 operatori logistici. Sono state <strong>997 le aziende che hanno usato Euritmo per la prima volta <\/strong>(28% del totale) e quattro i messaggi di ingresso nel circuito pi\u00f9 gestiti: al primo posto la fattura con il 48% del totale, seguita da ORDERS (ordini, 36%), ORDRSP (la conferma d\u2019ordine, 8%) e il DESADV (avviso di spedizione, 6%).<\/p>\n<p>Nel 2020 \u00e8 <strong>cresciuto anche il numero dei messaggi in standard GS1 EDI scambiati, arrivati a quota 68 milioni <\/strong>(+5% sull\u2019anno precedente). Di questi: 32,2 milioni sono quelli scambiati internamente al circuito Euritmo (Figura 2).<\/p>\n<p>Entrando nel dettaglio dei messaggi GS1 EDI gestiti, la <strong>fattura<\/strong> si conferma top performer tra i documenti base, con <strong>15,59 milioni di messaggi<\/strong> scambiati. Seguono l\u2019inventory report (il messaggio contenente le informazioni sulle giacenze di magazzino e su livelli di stock target o pianificati), in diminuzione a 13,16 milioni (-5%), e il <strong>DESADV<\/strong>, che ha segnato una <strong>battuta di arresto probabilmente a causa del lockdown<\/strong> e dei successivi decreti governativi che hanno imposto uno stop alle vendite in diversi comparti merceologici, <strong>in particolare nel Non Food<\/strong>, interrompendo di fatto le relazioni commerciali e la catena di fornitura relativa.<\/p>\n<p>Pi\u00f9 in generale, si evidenzia il <strong>rapporto esistente tra performance aziendali e il digitale<\/strong>: il 45% delle imprese italiane che avevano adottato almeno una tecnologia per la digitalizzazione dei processi prima dell\u2019ondata pandemica ha ottenuto fatturati stabili o in aumento, mentre l\u201981% di quelle che non avevano ancora fatto nulla hanno registrato fatturati in calo. Secondo i dati dell\u2019\u201cOsservatorio Digital B2b\u201d della School of Management del Politecnico di Milano, la pandemia ha spinto il 48,8% delle imprese italiane a dare <strong>impulso a nuovi progetti di digitalizzazione<\/strong> e i <strong>contributi previsti dal PNRR per l\u2019innovazione<\/strong> saranno un\u2019ulteriore leva per spingere a un\u2019adozione del digitale a supporto dei processi B2B.<\/p>\n<p>\u00abConsiderato che il 2020 \u00e8 stato un anno straordinario per l\u2019emergenza pandemica, riteniamo che 8 mila imprese che scambiano messaggi EDI secondo gli standard globali GS1 non siano poche\u00bb commenta <strong>Massimo Bolchini, standard development director di GS1 Italy<\/strong>. \u00abCome GS1 Italy stiamo attivando il <strong>lancio dell\u2019EDI nella logistica<\/strong> affinch\u00e9 l\u2019impiego di questi strumenti secondo gli standard globali possa ottimizzare la spedizione di merci evitando errori e rallentamenti e migliorando l\u2019efficienza del processo. GS1 Italy sta lavorando anche alla creazione di una piattaforma unica che consentir\u00e0 alle aziende di gestire i processi di spedizione e consegna in maniera automatizzata, secondo regole comuni, aperte e basate sugli standard globali\u00bb.<\/p>\n<p>Il rilascio di nuove tipologie di documenti \u00e8 infatti un segnale positivo del continuo utilizzo degli strumenti EDI, testimoniato anche dal fatto che sono sempre di pi\u00f9 le aziende interessate a soluzioni EDI secondo gli standard GS1 appartenenti anche a settori non tradizionali. \u00c8 il caso dell\u2019impulso proveniente dal <strong>Foodservice<\/strong>, che ha richiesto la disponibilit\u00e0 del messaggio <strong>PARTIN <\/strong>(anagrafica delle parti), che riguarda gli indirizzi dei punti vendita e consente di inviare le loro anagrafiche per la gestione delle consegne e della fatturazione. \u00abUn risultato positivo che premia il ruolo svolto da GS1 Italy come facilitatore per le imprese maturato all\u2019interno del progetto specifico rivolto a migliorare l\u2019efficienza dell\u2019intero settore Foodservice attraverso l\u2019adozione di standard globali\u00bb, conclude Bolchini.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Sul sito web di GS1 Italy \u00e8 possibile <a href=\"https:\/\/bit.ly\/3pLguQi\">scaricare l\u2019edizione 2021 del \u201cMonitoraggio dell\u2019uso dell\u2019EDI nel largo consumo in Italia\u201d e trovare approfondimenti su GS1 EDI ed Euritmo<\/a>.<\/p>\n<p><strong><em>GS1 Italy<\/em><\/strong><em>. A partire dall&#8217;introduzione rivoluzionaria del codice a barre nel 1973, l&#8217;organizzazione non profit GS1 sviluppa gli standard pi\u00f9 utilizzati al mondo per la comunicazione tra imprese. In Italia, GS1 Italy riunisce 35 mila imprese dei settori largo consumo, sanitario, bancario, della pubblica amministrazione e della logistica. I sistemi standard GS1, i processi condivisi ECR, i servizi e gli osservatori di ricerca che GS1 Italy mette a disposizione semplificano e accelerano il processo della trasformazione digitale delle imprese e della supply chain, perch\u00e9 permettono alle aziende di creare esperienze gratificanti per il consumatore, aumentare la trasparenza, ridurre i costi e fare scelte sostenibili.<\/em><\/p>\n<p><em>web: <\/em><a href=\"https:\/\/www.gs1it.org\/\">gs1it.org<\/a><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Sono oltre 250 milioni i documenti digitali scambiati tra le aziende in Italia e quasi 68 milioni quelli scambiati tra quelle del largo consumo che usano gli standard GS1 EDI. Con un nuovo e importante impulso dal Foodservice e uno potenziale nella logistica. 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