{"id":61044,"date":"2021-07-18T23:02:13","date_gmt":"2021-07-18T21:02:13","guid":{"rendered":"https:\/\/www.area-press.eu\/comunicatistampa\/?p=61044"},"modified":"2021-07-18T23:02:13","modified_gmt":"2021-07-18T21:02:13","slug":"il-centro-islamico-culturale-ditalia","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.area-press.eu\/comunicatistampa\/2021\/07\/18\/il-centro-islamico-culturale-ditalia\/","title":{"rendered":"Il centro islamico culturale d\u2019Italia"},"content":{"rendered":"<div id=\"tps_slideContainer_1426\" class=\"theiaPostSlider_slides\">\n<div class=\"theiaPostSlider_preloadedSlide\">\n<p>La prima organizzazione islamica sorta in Italia \u00e8 l\u2019Associazione Musulmana del Littorio (A.M.L) fondata a Roma nel 1937 come conseguenza dell\u2019Impero fascista nell\u2019Africa Orientale Italiana. Ne furono fondatori un gruppo di cittadini italiani di origine somala, per lo pi\u00f9 arruolati in qualit\u00e0 di ascari (truppa) o buluk- bash (sottufficiali).\u00a0 Lo scopo dell\u2019associazione doveva essere quello di garantire i servizi religiosi essenziali a quei musulmani che giungevano in Italia dalle colonie. L\u2019Islam in Italia \u00e8 stato una realt\u00e0 modesta fino alla fine degli anni 60. \u00c8 in questo decennio che comincia a rendersi evidente e attiva una cospicua presenza di studenti: soprattutto siriani, giordani e palestinesi che si affiancavano ai pochi uomini d\u2019affari e al personale diplomatico dei paesi arabi presenti nella capitale. Il primo Presidente fu il principe Ali Amini, ex primo ministro dello Sci\u00e0 di Persia, ultimo aristocratico a ricoprire quel ruolo, che in quel periodo era esule in Italia. Accanto a lui ci fu il principe Hassan, nipote dell\u2019ultimo re della precedente dinastia afghana Amanullah, accolto in Italia da Mussolini nel 1928 dopo essere stato spodestato a seguito delle proteste popolari contro le sue riforme liberali che iniziarono nell\u2019area del passo Khyber e degenerarono nel saccheggio degli uffici governativi e del palazzo reale. Grazie al governo Rumor nasce a Roma nel 1969 il Centro Islamico Culturale d\u2019Italia che \u00e8 stato, nel 1974, il primo gruppo associato islamico ad avere riconoscimento come ente morale e che nel 1991 ha chiesto ufficialmente allo Stato italiano di porre in essere un\u2019intesa. La Costituzione Italiana riconosce il diritto di libert\u00e0 religiosa a tutti e vieta ogni discriminazione basata sulla religione a patto che la pratica religiosa non costituisca minaccia all\u2019ordine pubblico o al buon costume. Ci\u00f2 non significa che tutte le confessioni siano regolate dalla stessa legge, infatti i gruppi religiosi che non hanno alcuna intesa (tra cui l\u2019Islam) vengono disciplinati dalla legge del 1929 sulle religioni di minoranza. Proprio per la mancanza di questi accordi i musulmani non possono destinare una quota dell\u2019IRPEF alla propria comunit\u00e0 n\u00e9 dedurre le donazioni alla comunit\u00e0 Musulmana dagli imponibili tassabili.<\/p>\n<p>Su progetto dell\u2019architetto Paolo Portoghesi, che si affianc\u00f2 a Vittorio Gigliotti, Sami Mousawi e Nino Tozzo, viene bandita nel 1977 una gara d\u2019appalto per la costruzione di una moschea a Roma, ma solo nel 1984, alla presenza dell\u2019allora presidente della Repubblica Sandro Pertini, venne posata la prima pietra. L\u2019inaugurazione della struttura avverr\u00e0 a distanza di oltre 10 anni il 21 giugno 1995: giorno del solstizio d\u2019estate. I paesi che nel 1977 accettarono di finanziare la Moschea di Roma sono: Arabia Saudita, Bangladesh, Egitto, Guinea, Indonesia, Malesia, Marocco, Oman, Pakistan, Senegal e Turchia con un bilancio iniziale di 15 miliardi di lire. Vista la necessit\u00e0 in piena crisi petrolifera, le conseguenze della guerra fra Egitto, Siria e Israele del 1973 si facevano ancora sentire soprattutto nel campo energetico, lo Stato italiano comprese il valore extra religioso della struttura la cui costruzione avrebbe poi instaurato proficui rapporti con l\u2019Arabia Saudita. Dopo la guerra del Golfo per\u00f2, attanagliata dai problemi finanziari che ne seguirono, il governo di Riyad, che fino a quel momento aveva pagato le cifre pi\u00f9 importanti per la costruzione, si trov\u00f2 costretto a fermare il flusso di denaro. Fu proprio in quel momento che per non far fallire il progetto Re Hassan del Marocco da una parte aggiunse circa 30 miliardi di lire, ma dall\u2019altra pretese l\u2019uscita delle ditte italiane dall\u2019appalto. La costruzione della Moschea fu avallata con la neutralit\u00e0 di quasi tutti gli esponenti politici e religiosi, quasi un\u2019anticipazione dell\u2019avvicinamento fra le religioni che si sarebbe poi in gran parte realizzato durante il pontificato di Papa Francesco. I lavori di costruzione ebbero le seguenti condizioni: La cupola doveva essere pi\u00f9 bassa di quella di San Pietro e per non disturbare l\u2019adiacente quartiere residenziale, il minareto doveva essere privo degli altoparlanti che generalmente vengono usati nel richiamo alla preghiera. Infatti quella di Roma \u00e8 l\u2019unica Moschea al mondo ad esserne ancora oggi sprovvista. L\u2019area su cui \u00e8 stata edificata \u00e8 molto prestigiosa, infatti la struttura religiosa \u00e8 adiacente ai Parioli, la zona residenziale pi\u00f9 rinomata della capitale. Nell\u2019incontro che ho avuto con Omar Mario Camilletti, italiano convertito all\u2019Islam, studioso e consigliere della Lega Musulmana Mondiale e portavoce della Grande Moschea di Roma, mi sono stati ampliamente illustrati sia la storia che i simbolismi del luogo, mentre il dialogo che ho avuto con l\u2019Imam Naker Akkad e le risposte alle mie domande sono state in qualche modo illuminanti.<\/p>\n<p><em>Ho visto che i fedeli sono di diverse etnie, ma il raggiungimento della Moschea non \u00e8 facilitato da mezzi pubblici: come ovviare al problema?<\/em><\/p>\n<p><strong>Il centro \u00e8 frequentato da fedeli provenienti da diversi paesi musulmani e soprattutto con la pandemia \u00e8 difficile capire le provenienze d\u2019origine, anche e soprattutto perch\u00e9 vista la bassa affluenza gli orari di preghiera sono diminuiti. Il problema maggiore \u00e8 costituito da centri di preghiera abusivi che nascono in garage e cantine dove non si pu\u00f2 verificare la qualit\u00e0 e i contenuti delle prediche degli Imam locali con conseguenze sia di ordine e sicurezza (terrorismo) sia perch\u00e9 \u00e8 d\u2019uso nelle \u201csale di preghiere\u201d di quartiere esporre il nome e cognome di chi fa volontaria donazione mensile o settimanale quale benemerito contributo alle spese della gestione. La pubblicazione dei nomi lascia dei dubbi sulla reale volontariet\u00e0.<\/strong><\/p>\n<p><em>Pu\u00f2 illustrarmi come la donna, pu\u00f2 pregare nella moschea?<\/em><\/p>\n<p><strong>Le donne sono accolte nel matroneo, alcune sono velate altre no. Non \u00e8 obbligatorio nel nostro luogo di culto. Proprio per l\u2019attenzione che abbiamo verso la figura femminile si rende necessario che le moschee abusive siano controllate meglio di come si faccia attualmente. Quest\u2019anno, per la prima volta nella storia, le donne si recheranno in pellegrinaggio in Arabia Saudita senza la necessit\u00e0 di una tutela maschile. \u00c8 una delle svolte storiche volute dal principe Mohamed Bin Salman. Quest\u2019anno, addirittura, la conferenza stampa tenuta dai leader della sicurezza che si tiene ogni anno prima della stagione dei pellegrinaggi alla Mecca \u00e8 stata tenuta prima volta nella storia del paese da una donna soldato.\u00a0 Questo sulla scia di Weam Al Dakheel che in Arabia Saudita nel 2018 \u00e8 stata la prima donna a condurre un telegiornale. Un po\u2019 come avvenuto in Egitto con la straordinaria riforma per le donne voluta dal presidente Abdel Fattah Elsisi, che ha inaugurato la 1\u00b0 organizzazione di cooperazione islamica per proteggere e promuovere i diritti delle donne e la loro condizione, in tutti i paesi membri della organizzazione islamica.<\/strong><\/p>\n<p>Ci auguriamo dunque che lo Stato raggiunga un\u2019intesa con la Coreis e con la scuola Malichita, la pi\u00f9 tollerante dell\u2019Islam, rappresentata dalla Gran Moschea. Questo per evitare il proliferare di Imam come Abu Imad che si lasciano andare a dichiarazioni del tipo: \u201cSiamo favorevoli a un rapporto con la societ\u00e0 italiana ma siamo assolutamente contrari all\u2019integrazione.\u201d e che ha dichiarato di essere in contatto con numerosi esponenti di Al Qaeda avallando la nomina di Imam della Moschea di via Quaranta, Mahomud Abdelkadem Es Sayed, presunto terrorista morto in Afghanistan.<\/p>\n<p><strong>Si ringrazia per il contributo Antonio De Nicola, \u201d Comunit\u00e0 islamica in Italia: percorsi verso un\u2019integrazione \u201c.<\/strong><\/p>\n<p>di Chiara Cavalieri, studiosa di Islam e geopolitica<\/p>\n<\/div>\n<\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La prima organizzazione islamica sorta in Italia \u00e8 l\u2019Associazione Musulmana del Littorio (A.M.L) fondata a Roma nel 1937 come conseguenza dell\u2019Impero fascista nell\u2019Africa Orientale Italiana. 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