{"id":58723,"date":"2021-04-26T00:19:19","date_gmt":"2021-04-25T22:19:19","guid":{"rendered":"https:\/\/www.area-press.eu\/comunicatistampa\/?p=58723"},"modified":"2021-04-26T00:19:19","modified_gmt":"2021-04-25T22:19:19","slug":"parchi-tematici-sconcerto-e-profonda-delusione-per-il-via-libera-al-1-luglio","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.area-press.eu\/comunicatistampa\/2021\/04\/26\/parchi-tematici-sconcerto-e-profonda-delusione-per-il-via-libera-al-1-luglio\/","title":{"rendered":"Parchi tematici: sconcerto e profonda delusione per il via libera al 1\u00b0 luglio"},"content":{"rendered":"<p>L\u2019ultimo accorato appello, prima di azioni eclatanti. L\u2019<strong>Associazione Parchi Permanenti Italiani, aderente a Confindustria<\/strong>, si appella al Ministro per gli Affari Regionali e le Autonomie <strong>Maria Stella Gelmini,<\/strong> al Ministro del Turismo<strong> Massimo Garavaglia<\/strong>, al Ministro della Cultura <strong>Dario Franceschini<\/strong> e al Presidente del Consiglio <strong>Mario Draghi<\/strong>, per segnalare lo sconcerto e la profonda delusione causata dalla road-map delle aperture, che ha posticipato al 1\u00b0 luglio il via libera per le oltre 230 imprese del settore, tra parchi faunistici, acquatici e tematici.<\/p>\n<h2>La delusione dei parchi tematici<\/h2>\n<p>Evidenze scientifiche solide e di caratura internazionale, pi\u00f9 volte richiamate in questi giorni dalla stessa politica a supporto della decisione di riaprire progressivamente il Paese, hanno evidenziato che <strong>i rischi di contagio all&#8217;aria aperta sono infinitamente inferiori<\/strong> ed \u00e8 stato provato che <strong>la presenza del cloro nelle piscine elimina in pochi attimi l\u2019agente virale<\/strong>. Eppure, secondo il CTS, i parchi divertimento sono attivit\u00e0 pericolose e dovranno aspettare fino al 1\u00b0 luglio: se lo scorso anno, con la pandemia in atto e senza vaccinazioni, il settore \u00e8 stato riaperto a fine maggio, nel 2021 con la campagna vaccinale in corso, i farmaci e le nuove accortezze, incomprensibilmente, il Governo toglie un mese di lavoro al settore.<\/p>\n<h2>L\u2019appello di Giuseppe Ira, Presidente Associazione Parchi Permanenti Italiani e di Leolandia<\/h2>\n<p>\u201cLa disparit\u00e0 di trattamento rispetto ad altre categorie \u2013 dichiara <strong>Giuseppe Ira, Presidente Associazione Parchi Permanenti Italiani, aderente a Confindustria, e del parco tematico Leolandia (BG)<\/strong> \u2013 \u00e8 configurabile in una vera e propria concorrenza sleale, che genera rabbia e risentimento negli Associati. Siamo trattati peggio delle sale giochi e delle altre attivit\u00e0 al chiuso, inclusi i ristoranti, nei quali si sosta per ore senza mascherina. Le attivit\u00e0 dei nostri parchi si svolgono sempre all\u2019aperto, con ampi spazi a disposizione e sotto il controllo di personale preposto, a differenza di quanto pu\u00f2 accadere per strada o nelle aree gioco per bambini dei parchi pubblici, peraltro gi\u00e0 aperte, dove manca ogni tipo di monitoraggio del distanziamento e non sono presenti i presidi per la sanificazione delle mani. <strong>Contingentiamo gli ingressi per evitare ogni rischio di assembramento e abbiamo predisposto severi protocolli di sicurezza che hanno gi\u00e0 ampiamente dimostrato la loro efficacia lo scorso anno.<\/strong> Negli USA i parchi sono stati aperti in febbraio, non appena \u00e8 partita la campagna vaccinale, e in Gran Bretagna hanno deciso di riaprire subito i pub all\u2019aperto e tutti i parchi di divertimento\u201d.<\/p>\n<h2>La disparit\u00e0 di trattamento<\/h2>\n<p>Tanti i <strong>casi emblematici, a dimostrazione della disparit\u00e0 di trattamento operata dal Governo<\/strong>: si riaprono i musei al chiuso (gi\u00e0 dal 26 aprile in zona gialla) ma non i parchi faunistici all\u2019aperto e i parchi avventura nei boschi; si d\u00e0 il via libera alle piscine all\u2019aperto il 15 maggio, ormai tutte dotate di scivoli per bambini, ma non ai parchi acquatici; si aprono le palestre e i ristoranti al chiuso dal 1\u00b0 giugno e si annuncia addirittura il ritorno del pubblico negli stadi a maggio, ma non nei parchi tematici.<\/p>\n<p>\u201cChiediamo l\u2019immediata equiparazione ai comparti merceologicamente simili \u2013 prosegue il <strong>Presidente Ira<\/strong> \u2013 altrimenti <strong>dovremo intraprendere azioni eclatanti<\/strong>. Abbiamo sempre mantenuto un profilo dialogante e collaborativo, ma evidentemente non \u00e8 servito a nulla: <strong>le categorie che hanno urlato scompostamente hanno ottenuto pi\u00f9 attenzione e parziali risposte<\/strong>. Siamo tra i primi settori ad essere colpiti dalla crisi e le aziende del comparto registrano in media una perdita dell\u201980%: quest\u2019anno avremmo bisogno di una stagione pi\u00f9 lunga, per contro la decisione del Governo condanna molti parchi all\u2019impossibilit\u00e0 di aprire. Fino al 2019, il nostro settore coinvolgeva direttamente 25.000 occupati, circa 50.000 con l\u2019indotto. <strong>La perdurante incertezza porter\u00e0 ad una fortissima contrazione degli occupati, ormai in FIS da troppi mesi<\/strong>. La nostra forza lavoro non ce la fa pi\u00f9: i migliori hanno trovato un altro impiego, ma migliaia di persone faticano a sopravvivere, dopo aver dilapidato i propri risparmi e quelli dei propri familiari. <strong>Ci aspettiamo anche una presa di posizione da parte del Ministro Garavaglia, che abbiamo incontrato pi\u00f9 volte <\/strong>e che ci aveva assicurato il suo impegno per il passaggio della categoria dei parchi sotto il Ministero del Turismo\u201d.<\/p>\n<h2>Il problema dei ristori<\/h2>\n<p>L\u2019annuncio delle aperture ritardate al 1\u00b0 luglio si lega ad un altro nodo che attanaglia i parchi e il futuro del comparto: formalmente, infatti, il settore rientra ancora nella categoria \u201cCirchi e Spettacoli Viaggianti\u201d facente capo al <strong>Dicastero dei Beni Culturali<\/strong>, e da questo dipende la<strong> sistematica inadeguatezza degli interventi predisposti a sostegno della categoria nel corso degli ultimi 14 mesi<\/strong>.<\/p>\n<p>Nonostante gli importanti costi fissi, legati al mantenimento delle strutture degli animali e del verde, e gli alti livelli occupazionali garantiti (con il coinvolgimento di molti giovani e donne) <strong>i Parchi non sono stati ricompresi in almeno 4 provvedimenti legati ai ristori<\/strong>: prima perch\u00e9 il raffronto tra il mese di aprile 2019 e il mese di aprile 2020 non dava scostamenti significativi, in quanto molti parchi in aprile non sono operativi, poi perch\u00e9 \u00e8 stato limitato l\u2019accesso al credito alle imprese con pi\u00f9 di 5 e 10 milioni di fatturato. Non facendo parte del Turismo, inoltre, i parchi non hanno potuto accedere alle agevolazioni fiscali concesse alle imprese del comparto, come l\u2019esenzione IMU.<\/p>\n<h2>La conclusione di Ira<\/h2>\n<p>\u201cPer non parlare dei finanziamenti \u2013 conclude <strong>Ira<\/strong> \u2013 un\u2019azienda che perde l\u201980% nel 2020 e nel 2021 avr\u00e0 comunque risultati negativi, a causa del Covid-19 e della chiusura disposta dal Governo, non \u00e8 considerata affidabile. Gli Istituti Bancari si sono limitati a coprire le loro esposizioni, consolidandole a 6 anni con garanzie statali, mentre il credito alle aziende \u00e8 stato erogato raramente ed a un costo altissimo in termini di interesse\u201d.<\/p>\n<h2>I dati<\/h2>\n<p>Nel 2020 il 20% dei parchi ha rinunciato completamente all&#8217;apertura e si sono persi 10.000 posti di lavoro stagionali. <strong>Il rischio, alla luce delle decisioni del Governo, \u00e8 di rendere ancora pi\u00f9 precaria la posizione di centinaia di imprese italiane e migliaia di lavoratori<\/strong>. Tolti 5\/6 big player facenti gi\u00e0 capo a gruppi multinazionali e Leolandia (uno dei pochi grandi parchi ad essere ancora saldamente in mano ad imprenditori italiani) il comparto \u00e8 costituito da imprese di piccole e medie dimensioni che non hanno voce, pur giocando un ruolo importante nell\u2019ambito dell\u2019offerta del territorio e alimentando un forte indotto. Nel 2019 il settore ha generato un giro d\u2019affari superiore ai 400 milioni di euro, cifra che sale a 1 miliardo di euro considerando hotel, ristorazione, merchandising, manutenzione e tante altre voci collaterali.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>L\u2019ultimo accorato appello, prima di azioni eclatanti. 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