{"id":55395,"date":"2020-12-17T22:50:07","date_gmt":"2020-12-17T21:50:07","guid":{"rendered":"https:\/\/www.area-press.eu\/comunicatistampa\/?p=55395"},"modified":"2020-12-17T22:50:07","modified_gmt":"2020-12-17T21:50:07","slug":"fondo-di-garanzia-serve-un-ponte-tra-banche-e-imprese-per-fronteggiare-la-crisi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.area-press.eu\/comunicatistampa\/2020\/12\/17\/fondo-di-garanzia-serve-un-ponte-tra-banche-e-imprese-per-fronteggiare-la-crisi\/","title":{"rendered":"Fondo di garanzia: serve un ponte tra banche e imprese per fronteggiare la crisi"},"content":{"rendered":"<p>Quasi <strong>un milione e mezzo di domande e pi\u00f9 di 115 miliardi di euro di finanziamenti<\/strong> erogati dal 17 marzo al 9 dicembre 2020. Sono i numeri del <strong>Fondo di Garanzia <\/strong>che \u2013 potenziato dal DL \u201cCura Italia\u201d e dal DL \u201cLiquidit\u00e0\u201d \u2013 sta supportando le piccole e medie imprese italiane nel fronteggiare i mesi pi\u00f9 bui della pandemia. Uno strumento che solo in <strong>provincia di Bergamo<\/strong> \u2013 tra le pi\u00f9 colpite dall\u2019emergenza sanitaria \u2013 \u00e8 stato oggetto di oltre 28 mila operazioni con pi\u00f9 <strong>3 miliardi e 200 mila euro finanziati<\/strong>. Bergamo \u00e8 stata, infatti, dopo Brescia e Milano, la provincia che in Lombardia ha fatto maggior uso del Fondo di Garanzia. E anche a livello nazionale, si \u00e8 posizionata subito dopo i centri pi\u00f9 grandi come Roma, Torino e Napoli. A dimostrazione di quanto il tessuto imprenditoriale locale sia stato scosso dalla crisi da Coronavirus.<\/p>\n<p>Secondo i dati diffusi dall&#8217;ISTAT, infatti, <strong>l&#8217;impatto della crisi sulle imprese italiane e\u0300 stato di intensit\u00e0 e rapidit\u00e0 straordinarie<\/strong>: solo nella fase 1 dell&#8217;emergenza sanitaria (tra il 9 marzo e il 4 maggio), il 45,0% delle imprese con 3 e pi\u00f9 addetti (458 mila, che assorbono il 27,5% degli addetti e realizzano il 18,0% del fatturato) ha sospeso l\u2019attivit\u00e0 e oltre la meta\u0300 delle imprese (37,8% di occupati) ha previsto una mancanza di liquidita\u0300 per far fronte alle spese che si presenteranno fino alla fine del 2020. Il 38,0% (con il 27,1% di occupati) ha segnalato rischi operativi e di sostenibilit\u00e0 della propria attivit\u00e0 e il 42,8% ha richiesto il sostegno per liquidita\u0300 e credito (DL 18\/2020 e DL 23\/2020).<\/p>\n<p>Un impatto fortissimo, condizionato &#8211; secondo quanto evidenziato da Commissione EU, Bankitalia e ISTAT -, da diversi fattori: uno <strong>shock dell&#8217;offerta<\/strong> dovuto alla perturbazione delle catene di approvvigionamento, uno shock determinato da una <strong>minore domanda <\/strong>da parte dei consumatori, l&#8217;effetto negativo dell&#8217;<strong>incertezza sui piani di investimento <\/strong>e l&#8217;impatto sulla <strong>liquidita\u0300<\/strong> per le imprese, sia quelle solvibili che meno solvibili. Da qui, il ruolo fondamentale delle banche e degli altri intermediari finanziari nel far fronte agli effetti a di Covid-19 per mantenere il flusso di credito all&#8217;economia.<\/p>\n<p><em>\u00abIl Fondo di Garanzia \u00e8 stato uno strumento da sempre molto richiesto, ma con la pandemia gli accessi sono cresciuti esponenzialmente, anche grazie alle nuove modalit\u00e0 di erogazione e alle modifiche apportate nelle tempistiche, diventate pi\u00f9 snelle. Il DL Liquidit\u00e0 inoltre ha previsto <\/em><em>l\u2019ammissibilit\u00e0 di micro, small e mid cap, ovvero imprese con un numero di dipendenti fino a 499, e, limitatamente ai finanziamenti fino a 30 mila euro, anche di persone fisiche esercenti attivit\u00e0 di impresa, arti o professioni, broker, agenti e subagenti di assicurazione, ed enti del Terzo settore, che prima erano esclusi. Delle novit\u00e0 importanti specie per un territorio come quello di Bergamo, da sempre contraddistinto per uno spiccato tasso di imprenditorialit\u00e0\u00bb &#8211;<\/em> commenta <strong>Giorgio Berta<\/strong>,<strong> socio fondatore<\/strong> di <strong>BNC, Studio associato Berta, Nembrini, Colombini\u00a0<\/strong>specializzato in consulenza societaria, fiscale e del lavoro che al tema ha dedicato un webinar richiedendo l\u2019intervento degli esperti di <strong>Soluzioni Bancarie<\/strong>, consulenti che supportano le imprese nel rapporto con gli istituti di credito.<\/p>\n<p>L\u2019accesso al Fondo di Garanzia, infatti, non pu\u00f2 avvenire in modo diretto da parte di imprese e professionisti, ma quest\u2019ultimi devono rivolgersi a una banca per richiedere il finanziamento e, contestualmente, richiedere che sul finanziamento sia acquisita la garanzia da parte del Fondo. Sar\u00e0 la banca stessa a occuparsi della conduzione della pratica di finanziamento e di ottenimento della garanzia. In alternativa, ci si pu\u00f2 rivolgere a un Confidi che garantisce l&#8217;operazione in prima istanza e richiede la controgaranzia al Fondo. In questo contesto diventa quindi fondamentale poter contare su esperti del settore chiamati a valutare, insieme a Banche e Imprese, la miglior struttura della pratica per essere compliance con la normativa vigente e per assicurarne la sostenibilit\u00e0 nel medio e lungo termine, valutazione basata sulla stima dei flussi di cassa e sugli investimenti programmati.<\/p>\n<p><em>\u00abI decreti che si sono susseguiti negli ultimi mesi hanno pi\u00f9 volte cambiato le regole del gioco, le modalit\u00e0 di applicazione dello strumento e le finalit\u00e0 ammesse. Per le aziende non \u00e8 semplice districarsi in questo contesto. Per questo, negli ultimi mesi abbiamo capito ancora pi\u00f9 chiaramente quanto ci sia bisogno di un ponte tra banca e imprese, non in ottica di \u201cmediazione creditizia\u201d ma di affiancamento costante nelle scelte di natura finanziaria, a tutela di Banche e Imprese. Il Fondo di Garanzia, cos\u00ec come \u00e8 oggi, \u00e8 uno strumento utile e interessante, ma permane la questione della complessit\u00e0 che rischia di bloccare quelle realt\u00e0 che non hanno una competenza finanziaria specifica. Una condizione molto diffusa tra le imprese italiane, sulla quale dovremo riflettere seriamente in futuro\u00bb<\/em> &#8211; commentano <strong>Andrea Foini<\/strong> e <strong>Cristian Fusili<\/strong>, <strong>amministratori di Soluzioni Bancarie<\/strong>.<\/p>\n<p>Il Temporary Framework \u00e8 stato infatti esteso e integrato pi\u00f9 volte negli ultimi mesi dalla Commissione Europea, con l\u2019obiettivo di consentire alle singole economie nazionali di sostenere il tessuto imprenditoriale anche in deroga alla disciplina ordinaria sugli aiuti di Stato. La vera scommessa, ora, \u00e8 capire <strong>quali scenari si prospettano in futuro<\/strong> e come le imprese potranno riposizionarsi, alla luce di una situazione sempre pi\u00f9 deteriorata. Il Fondo Monetario Internazionale ha infatti stimato una riduzione del PIL, a livello globale per il 2020, del &#8211; 4,4%, con una ripresa, nel 2021, del +5,2%. E per quanto attiene al nostro Paese, le stime FMI indicano un calo del prodotto interno lordo del \u201310,6% nel 2020, con una parziale ripresa nel 2021 (+5,2%). La recessione pi\u00f9 severa, assieme a quella della Spagna, prospettata dal Fondo di Garanzia per i principali Stati membri dell&#8217;UE.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Quasi un milione e mezzo di domande e pi\u00f9 di 115 miliardi di euro di finanziamenti erogati dal 17 marzo al 9 dicembre 2020. 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