{"id":55094,"date":"2020-12-05T15:27:27","date_gmt":"2020-12-05T14:27:27","guid":{"rendered":"https:\/\/www.area-press.eu\/comunicatistampa\/?p=55094"},"modified":"2020-12-05T15:27:27","modified_gmt":"2020-12-05T14:27:27","slug":"lettera-aperta-di-antonello-de-pierroil-poliziotto-giornalista-aggredito-dal-boss-spada-e-punito-paradossalmente-dalla-polizia","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.area-press.eu\/comunicatistampa\/2020\/12\/05\/lettera-aperta-di-antonello-de-pierroil-poliziotto-giornalista-aggredito-dal-boss-spada-e-punito-paradossalmente-dalla-polizia\/","title":{"rendered":"Lettera aperta di Antonello De Pierro,il poliziotto giornalista aggredito dal boss Spada e punito paradossalmente dalla Polizia"},"content":{"rendered":"<p><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.italymedia.it\/images\/M_images\/Antonello_De_Pierro_2.jpg\" alt=\"Antonello De Pierro\" \/><\/p>\n<p>AL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA<\/p>\n<p>ALLA PRESIDENTE DEL SENATO<\/p>\n<p>AL PRESIDENTE DELLA<\/p>\n<p>CAMERA DEI DEPUTATI<\/p>\n<p>AL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI<\/p>\n<p>AL MINISTRO DELLA GIUSTIZIA<\/p>\n<p>AL PRESIDENTE DELLA COMMISSIONE<\/p>\n<p>PARLAMENTARE DI INCHIESTA SUL FENOMENO<\/p>\n<p>DELLE MAFIE E SULLE ALTRE ASSOCIAZIONI<\/p>\n<p>CRIMINALI, ANCHE STRANIERE<\/p>\n<p>AL PROCURATORE NAZIONALE ANTIMAFIA<\/p>\n<p>AL PROCURATORE DISTRETTUALE ANTIMAFIA ROMA<\/p>\n<p>AL PROCURATORE DELLA REPUBBLICA DI ROMA<\/p>\n<p>AL PROCURATORE DELLA REPUBBLICA<\/p>\n<p>DI CIVITAVECCHIA<\/p>\n<p>AL PROCURATORE DELLA REPUBBLICA<\/p>\n<p>DI VELLETRI<\/p>\n<p>AL PROCURATORE GENERALE<\/p>\n<p>DELLA CORTE DEI CONTI<\/p>\n<p>AL PROCURATORE DELLA CORTE DEI CONTI<\/p>\n<p>PER IL LAZIO<\/p>\n<p>AL MINISTRO DELL\u2019INTERNO<\/p>\n<p>AL CAPO DELLA POLIZIA-<\/p>\n<p>DIRETTORE GENERALE DELLA<\/p>\n<p>PUBBLICA SICUREZZA<\/p>\n<p>AL DIRIGENTE V ZONA POLIZIA DI FRONTIERA \u2013<\/p>\n<p>LAZIO-SARDEGNA-UMBRIA<\/p>\n<p>AL DIRIGENTE DELL\u2019UFFICIO<\/p>\n<p>DI POLIZIA DI FRONTIERA AEREA<\/p>\n<p>DI  FIUMICINO<\/p>\n<p>AL QUESTORE DI ROMA<\/p>\n<p>AL DIRETTORE DEL SERVIZIO<\/p>\n<p>PERSONALE TECNICO-SCIENTIFICO<\/p>\n<p>E PROFESSIONALE DEL DIPARTIMENTO<\/p>\n<p>DELLA PUBBLICA SICUREZZA<\/p>\n<p>AL DIRETTORE DELL\u2019UFFICIO<\/p>\n<p>ATTIVITA\u2019 CONCORSUALI<\/p>\n<p>DEL DIPARTIMENTO<\/p>\n<p>DELLA PUBBLICA SICUREZZA<\/p>\n<p>AL DIRIGENTE DELL\u2019UFFICIO<\/p>\n<p>SANITARIO PROVINCIALE DI ROMA<\/p>\n<p>DELLA POLIZIA DI STATO<\/p>\n<p>AL DIRIGENTE DEL COMMISSARIATO DI P.S.<\/p>\n<p>LIDO DI ROMA<\/p>\n<p>AL PREFETTO DI ROMA<\/p>\n<p>AL MINISTRO DELLA DIFESA<\/p>\n<p>AL CAPO DI STATO MAGGIORE DELLA DIFESA<\/p>\n<p>AL CAPO DI STATO MAGGIORE DELL\u2019ESERCITO<\/p>\n<p>AL CAPO DEL COMANDO LOGISTICO<\/p>\n<p>DELL\u2019ESERCITO<\/p>\n<p>AL CAPO DEL COMANDO DI SANITA\u2019<\/p>\n<p>E VETERINARIA DELL\u2019ESERCITO<\/p>\n<p>AL RESPONSABILE DEL DIPARTIMENTO<\/p>\n<p>MILITARE DI MEDICINA LEGALE DI ROMA<\/p>\n<p>AL PRESIDENTE DELLA C.M.O. POLIZIA DI STATO ROMA<\/p>\n<p>AL PRESIDENTE DELLA COMMISSIONE<\/p>\n<p>MEDICA INTERFORZE DI 2^ ISTANZA<\/p>\n<p>AL COMANDANTE GENERALE<\/p>\n<p>DELL\u2019ARMA DEI CARABINIERI<\/p>\n<p>AL COMANDANTE INTERREGIONALE<\/p>\n<p>CARABINIERI \u201cPODGORA\u201d<\/p>\n<p>AL COMANDANTE LEGIONE CARABINIERI LAZIO<\/p>\n<p>AL COMANDANTE PROVINCIALE<\/p>\n<p>CARABINIERI ROMA<\/p>\n<p>AL COMANDANTE DELLA<\/p>\n<p>COMPAGNIA CARABINIERI DI VELLETRI<\/p>\n<p>AL SINDACO DI ROMA CAPITALE<\/p>\n<p>AL COMANDANTE GENERALE<\/p>\n<p>DELLA POLIZIA LOCALE<\/p>\n<p>DI ROMA CAPITALE<\/p>\n<p>AL SEGRETARIO GENERALE SIULP<\/p>\n<p>AL SEGRETARIO GENERALE PROVINCIALE<\/p>\n<p>ROMA SIULP<\/p>\n<p>AL SEGRETARIO GENERALE SAP<\/p>\n<p>AL SEGRETARIO GENERALE PROVINCIALE<\/p>\n<p>ROMA SAP<\/p>\n<p>AL SEGRETARIO GENERALE<\/p>\n<p>FEDERAZIONE COISP \u2013 MOSAP<\/p>\n<p>AL SEGRETARIO GENERALE PROVINCIALE<\/p>\n<p>ROMA FEDERAZIONE COISP-MOSAP<\/p>\n<p>AL SEGRETARIO GENERALE SIAP<\/p>\n<p>AL SEGRETARIO GENERALE PROVINCIALE<\/p>\n<p>ROMA SIAP<\/p>\n<p>AL SEGRETARIO GENERALE<\/p>\n<p>FSP POLIZIA DI STATO<\/p>\n<p>AL SEGRETATIO GENERALE PROVINCIALE<\/p>\n<p>ROMA FSP POLIZIA DI STATO<\/p>\n<p>AL SEGRETARIO GENERALE SILP CGIL<\/p>\n<p>AL SEGRETARIO GENERALE<\/p>\n<p>PROVINCIALE ROMA SILP CGIL<\/p>\n<p>AL SEGRETARIO NAZIONALE ANFP<\/p>\n<p>A TUTTI GLI ORGANI DI STAMPA<\/p>\n<p>Al fine di garantire la massima diffusione si inoltrer\u00e0 altres\u00ec, prossimamente, per conoscenza:<\/p>\n<p>A TUTTI GLI UFFICI GIUDIZIARI<\/p>\n<p>A TUTTI GLI UFFICI DEL MINISTERO DELL\u2019INTERNO E DELLA POLIZIA DI STATO<\/p>\n<p>A TUTTI GLI UFFICI DELL\u2019ARMA DEI CARABINIERI<\/p>\n<p>A TUTTI GLI UFFICI DI ROMA CAPITALE<\/p>\n<p>Con espressa riserva di aggiungere al suddetto elenco, qualora lo ritenessi opportuno, ogni altro riferimento, istituzionale e non.<\/p>\n<p>Vi prego di prendervi qualche minuto di tempo e di leggere attentamente il messaggio di seguito formulato, che ho gi\u00e0 rivolto a chiunque facesse parte della mia rete socio-amicale e ora porto all\u2019attenzione del parenchima sociale sano tra i corpi collettivi della nostra amata Italia. Mi scuso per la lunghezza, ma mi \u00e8 parso necessario dovere esternare con dovizia di particolari quanto leggerete. Vi ringrazio di cuore per la pazienza.<\/p>\n<p>\u201cCari amici, la maggior parte di voi mi conosce in virt\u00f9 della mia attivit\u00e0 giornalistica e politica, che ho sempre cercato di esercitare al meglio, costantemente a tutela e al servizio delle cellule pi\u00f9 deboli del nostro tessuto sociale, fedele a quei parametri valoriali che hanno  scandito il mio percorso esistenziale, nutrendolo quotidianamente al banco di alcuni riferimenti concettuali che ho eletto a principi inderogabili e imprescindibili. Sto parlando della legalit\u00e0 e della giustizia, intimamente collegati all\u2019etica, modelli comportamentali che ho scelto come granitica piattaforma su cui edificare l\u2019impalcatura del mio modus vivendi. Chi di voi mi conosce meglio sa di cosa parlo ed \u00e8 consapevole dell\u2019autenticit\u00e0 di quanto affermo, alla luce delle tante battaglie sostenute a difesa dei diritti dei corpi collettivi, in particolar modo di quei soggetti socialmente pi\u00f9 fragili, calpestati e mortificati spesso dal potere di pochi eletti, i quali non hanno remore a marciare, con i cingoli dell\u2019arroganza e della prepotenza, sopra la loro dignit\u00e0, schiacciandola e riducendola a puro sussurro. Quanti tra voi hanno seguito il mio percorso giornalistico sanno che non ho mai accettato passivamente simili circostanze e mi sono sempre attivato per combatterle, incassando spesso l\u2019 incommensurabile soddisfazione, umana prima che professionale, di aver restituito il sorriso a chi, con disarmante e frustrante rassegnazione, credeva di averlo perso per sempre. E coloro i quali avevano agitato, con ributtante alterigia, lo scettro di un\u2019abietta ostentazione autoritaria, sono stati costretti a piegarsi, eccome se l\u2019hanno fatto, e a scusarsi pubblicamente, di fronte al doveroso riconoscimento di diritti sacrosanti, a cui non hanno potuto pi\u00f9 sottrarsi, che fino ad allora avevano clamorosamente negato. Un intimo e profondo appagamento morale, che mi ha ogni volta ripagato dell\u2019enorme impegno profuso per ottenere i risultati agognati e mi ha fatto amare sempre di pi\u00f9 l\u2019attivit\u00e0 giornalistica, che ho cercato di espletare con la massima professionalit\u00e0 possibile, prima da collaboratore di varie testate e poi con responsabilit\u00e0 direttive e gestionali, in particolare da direttore di Radio Roma, al cui timone ho avuto la fortuna, bruciando le tappe, di approdare quasi subito (un anno dopo l\u2019iscrizione all\u2019ordine), da direttore del portale di informazione Italymedia.it, fondato da me e dal mio storico amico, socio e collaboratore Dario Domenici, e da capo ufficio stampa presso il partito politico Italia dei Valori. Ogni volta, anche presso le altre testate che mi hanno visto alla loro direzione, ho cercato di permeare le coscienze di coloro i quali lavoravano con me (nel tempo si sono succeduti in tanti,circa 400) con quegli standard valoriali, che custodivo ben incisi nel mio patrimonio dnatico, ancorandoli prima di tutto a una rigorosa dimensione deontologica, nel cui solco poter sviluppare ogni attivit\u00e0 assolta sui percorsi ardui e impervi del mestiere. Oggi posso osservare con orgoglio alcuni di loro viaggiare a vele spiegate sui viali di un brillante successo carrieristico, con impeccabile seriet\u00e0 professionale, in cui riesco a scorgere, compiaciuto, tante venature di quell\u2019impostazione etica da me fermamente pretesa.<\/p>\n<p>La stessa piattaforma valoriale su cui ho eretto le fondamenta della mia esistenza l\u2019ho mantenuta intatta e trasferita anche nell\u2019attivit\u00e0 politica, quando, forte dell\u2019esperienza maturata in ambito comunicativo con l\u2019Italia dei Valori, ho deciso di fondare il movimento politico Italia dei Diritti. Un\u2019esperienza fantastica che mi ha permesso di penetrare nel tessuto amministrativo di varie realt\u00e0 territoriali, insieme a tanti di coloro i quali hanno sposato il mio progetto legalitario, e di dare compiutezza ai propositi di combattere consolidate sacche clientelari, tanto dure da debellare, e il mancato rispetto delle regole imposte e disciplinate dalle prescrizioni ordinamentali, garantendo cos\u00ec l\u2019interesse supremo dei corpi collettivi. Un amministratore pubblico, destinatario di un\u2019attribuzione mandataria da parte del corpo elettorale, per mezzo della sua espressione consensuale, \u00e8 investito di un\u2019enorme responsabilit\u00e0 e di un grande onore, quello di servire fedelmente le istituzioni. E io, queste peculiari tipizzazioni, funzionali al munus rivestito, le ho compiutamente acquisite sotto il profilo ontologico-soggettivo e condotte a una piena concretizzazione nell\u2019espletamento dell\u2019attivit\u00e0 amministrativa, mosso dal comando imperioso da esse promanante.<\/p>\n<p>Ma prima di approdare, con passionale ed entusiastico coinvolgimento, all\u2019esercizio dell\u2019impegno partecipativo di natura politica, avevo gi\u00e0 da tempo vissuto l\u2019orgoglio di essere al servizio dell\u2019apparato istituzionale e pertanto dei cittadini. Infatti pochi tra voi sanno che per 27 anni ho avuto l\u2019onore di essere professionalmente integrato nei ruoli della Polizia di Stato. Una scelta dettata dalla gi\u00e0 menzionata grande devozione al rispetto della legalit\u00e0 e della giustizia. Quando superai il concorso per accedere alle file dei servitori dello Stato in divisa, non esitai un attimo a lasciare gli studi di Medicina e Chirurgia, per inseguire quel sogno di potermi mettere al servizio della gente, per contribuire alla sicurezza della comunit\u00e0 e lottare contro il crimine, a presidio dell\u2019osservanza delle norme dell\u2019ordinamento giuridico. Un approdo lavorativo mosso principalmente da un\u2019elaborazione decisionale di matrice passionale e non solo da un\u2019esigenza occupazionale. Al solo parlarne provo ancora oggi i medesimi brividi, generati dall\u2019entusiasmo esasperato della matricola, degli albori della meravigliosa esperienza che ha accompagnato buona parte del divenire fenomenico nel mio cammino biologico. Un impulso prodotto dall\u2019idea inossidabile e robusta, da sempre nutrita, di considerare la garanzia della giustizia come etica di una nazione. I progetti elaborati e proiettati sulle pareti del mio futuro professionale parlavano di un accesso alla carriera di funzionario. Infatti, il primo punto fissato nel tracciamento intenzionale, prevedeva l\u2019iscrizione al corso di studi di giurisprudenza e il conseguimento del relativo titolo accademico. Una pianificazione poi provvisoriamente accantonata e solo rimandata in quanto mi si present\u00f2 l\u2019occasione di intraprendere, parallelamente all\u2019attivit\u00e0 istituzionale, la carriera giornalistica, che tante soddisfazioni mi ha regalato e continua ancora a darmi. Alcuni incarichi apicali nel campo dell\u2019informazione, che si sono succeduti negli anni, e il relativo impegno non trascurabile, mi indussero per lungo tempo a procrastinare l\u2019approdo alla formalizzazione universitaria degli studi giuridici, che comunque avevo intrapreso a titolo privato.<\/p>\n<p>Nel 2005 inizi\u00f2, come molti di voi sanno, una vicenda kafkiana per me e la mia famiglia. Credendo di vivere in uno stato di diritto pensavamo che, attivando gli organi preposti alla vigilanza e alla repressione di atti illeciti, ci sarebbe stata una risposta istituzionale secondo le statuizioni del tessuto normativo. Non avevamo fatto i conti con un sistema inquinato che si autoalimenta con reciproche complicit\u00e0, calpestando ogni logica giuridica in nome del tornaconto personale. E quando il diritto si infrange contro le pi\u00f9 elementari ragioni di giustizia ci sono profonde distorsioni nei meccanismi istituzionali.<\/p>\n<p>Dopo varie denunce presentate da me e da mia madre, dirigente statale in pensione, nei confronti di alcune persone in rapporti con il noto clan Spada di Ostia, per abusi edilizi e altri presunti reati, nonch\u00e9 contro alcuni esponenti istituzionali che avevano omesso di censurarne la condotta, i denunciati, Alfonso De Prosperis, noto imprenditore della lavorazione del ferro presso l\u2019idroscalo di Ostia, e sua moglie (legalmente separata) Angela Falqui, accompagnarono sotto casa nostra, con la loro autovettura, il noto boss Armando Spada, esponente di spicco dell\u2019omonima organizzazione criminale di Ostia, che minacci\u00f2 di morte e aggred\u00ec con un bastone me e mio fratello, affinch\u00e9 desistessimo dal continuare a denunciare i reati di coloro i quali defin\u00ec \u201cmiei amici\u201d.<\/p>\n<p>Il personale sanitario dell\u2019ospedale \u201cGrassi\u201d di Ostia riscontr\u00f2 le lesioni provocate a me e mio fratello dall\u2019aggressione mafiosa. I componenti della volante della Polizia di Stato intervenuta in loco si rifiutarono di sequestrare il bastone con cui lo Spada ci aveva colpito. Nonostante le mie rilevanti insistenze non vollero nemmeno procedere a perquisizione personale. Infatti mi ero insospettito in quanto il boss aveva portato la mano alla tasca come per estrarre un coltello, ma poi aveva desistito dopo che mi ero qualificato come appartenente alla Polizia di Stato. Il mio sospetto era alquanto fondato. Lo stesso Spada alcuni mesi dopo fu arrestato per aver tagliato la gola a un uomo con un coltello.<\/p>\n<p>Il procedimento attivato dalla denuncia presentata da noi, per quella che era stata apoditticamente un\u2019aggressione mafiosa, fu ascritto alla competenza del Giudice di Pace, a seguito di un\u2019informativa di P.G., redatta presso il Commissariato di Ostia, che ci sembr\u00f2 non proprio idonea a tratteggiare fedelmente la dinamica di un episodio di minacce e aggressione da parte di un boss mafioso, ma soprattutto perch\u00e9 l\u2019oggetto del reato (bastone) non fu posto sotto sequestro. Ma peggio accadde presso la caserma dei Carabinieri di Casal Palocco, a seguito di una denuncia che i signori De Prosperis\/Falqui redassero contro di noi, probabilmente per attenuare la presenza ingombrante dello Spada, con una versione dei fatti che agli occhi, anche distratti, di chiunque abbia un pizzico di buonsenso e obiettivit\u00e0 non pu\u00f2 che risultare sprezzante del ridicolo. Quello che era diventato \u201cil sig. Spada\u201d fu fatto nascondere nell\u2019autovettura per evitare un suo coinvolgimento nell\u2019aggressione che io e mio fratello avevamo posto in essere contro coloro i quali avevano accompagnato il boss mafioso di Ostia, che si era spaventato di fronte a noi. Per ci\u00f2 che riguarda il bastone servito per colpire mio fratello era cambiato il suo utilizzo nella circostanza. In base alla loro versione dei fatti era servito allo Spada per difendersi da un \u201cpericoloso animale\u201d che io gli avevo aizzato contro, con riferimento al nostro cane, che era uscito dall\u2019abitazione saltellando come qualsiasi cucciolo di 6 mesi di vita (era questa la sua et\u00e0 anagrafica all\u2019epoca). Sulla conseguente informativa di P.G., redatta presso la suddetta caserma di Casal Palocco, a firma del maresciallo Giuseppe Liguori, venne  indicato il boss Armando Spada come teste, ma non vennero riportati i suoi dati anagrafici (luogo e data di nascita), n\u00e9 fu scritto nulla sulla sua nota caratura criminale. Comunque, il procedimento penale che vedeva indagati me e mio fratello, con l\u2019unica \u201ccolpa\u201d di aver subito un\u2019aggressione mafiosa, non fece registrare alcuna istruttoria dibattimentale e fu inghiottito dalle sabbie mobili della prescrizione.<\/p>\n<p>Ebbene, in base a questa circostanza, il dott. Tiziano Vetro, allora direttore della V Zona della Polizia di Frontiera di Fiumicino e titolare della potest\u00e0 disciplinare circa le mie condotte in afferenza al mio profilo professionale, consider\u00f2 affidabili le deliranti e assurde affermazioni dei signori De Prosperis e Falqui, che avevano accompagnato il boss Spada per porre in essere l\u2019intimidazione mafiosa, e ritenne che il mio comportamento da poliziotto, vittima della sopracitata aggressione, tengo a  ripetere di matrice mafiosa, fosse meritevole di una sanzione disciplinare severa e avvi\u00f2 un procedimento affinch\u00e9 fossi sottoposto al giudizio del Consiglio Provinciale di Disciplina. L\u2019ipotesi irrogativa fu individuata nella punizione estrema della destituzione. In pratica io, da sempre impegnatissimo per garantire e difendere il rispetto della legalit\u00e0 e della giustizia, da poliziotto in primis, ma anche nell\u2019esercizio delle attivit\u00e0 giornalistica e politica (e in ragione del corposo supporto documentale e probatorio formatosi negli anni sfido chiunque a smentire tale asserzione), non meritavo di continuare a far parte dei ruoli della Polizia di Stato. In sede di processo disciplinare l\u2019ipotesi iniziale fu derubricata e mi fu comminata la pena della deplorazione, ugualmente inaccettabile per chi non solo non ha commesso nulla, ma \u00e8 stato vittima di un\u2019azione malavitosa da parte di un boss mafioso. La notifica del procedimento disciplinare avviato dal dott. Vetro ha cagionato ingenti danni alla mia persona, specie di natura clinica (a parte il prevedibile e fisiologico stress emotivo fui costretto solo pochi mesi dopo a un approccio farmacologico, pressoch\u00e9 definitivo, per la cura dell\u2019ipertensione arteriosa sistemica, manifestatasi proprio in quel frangente e che proprio ultimamente mi ha procurato una retinopatia ipertensiva), ma anche carrieristici e patrimoniali di non poco conto. E non solo a me, ma a tutta la collettivit\u00e0.<\/p>\n<p>Nell\u2019immediatezza del fatto fui colto da reattivit\u00e0 ansiosa situazionale, direi fisiologica di fronte a un simile provvedimento, peraltro con la triste e dolorosa consapevolezza di essere stato la vittima dell\u2019episodio contestato. Poche ore dopo fui convocato dall\u2019allora dirigente dell\u2019Ufficio di Polizia di Frontiera Aerea, la dottoressa Rosa Tabarro, l\u2019unica, tra il personale apicale e subapicale, a esprimere parole di conforto e di vicinanza a un dipendente gi\u00e0 duramente provato da tutta la vicenda, peraltro gi\u00e0 nota presso quegli uffici, e dalle tante collusioni istituzionali annesse, che ora stava assaporando anche il sapore amaro della beffa come destinatario di una paradossale contestazione disciplinare di grado estremo. Ma a parte l\u2019umana comprensione, la dottoressa Tabarro non consider\u00f2 nemmeno l\u2019ipotesi di una revoca in autotutela di fronte a un provvedimento tanto assurdo.<\/p>\n<p>Mi chiese di consegnare spontaneamente l\u2019arma d\u2019ordinanza. Poi fui inviato da parte del medico della Polizia di Stato presso la Commissione Medica Ospedaliera di Roma Cecchignola per essere sottoposto a visita collegiale, al fine di verificare la mia idoneit\u00e0 al servizio, con la formulazione diagnostica di \u201cansia reattiva situazionale e ipertensione arteriosa\u201d (infatti i valori pressori, a seguito dell\u2019episodio notificatorio dell\u2019avvio procedimentale, si erano alzati di molto). In pratica io, vittima, sotto casa mia, di un atto criminoso da parte del boss Spada, recatosi appositamente l\u00ec al fine di compierlo, venivo strappato al mio lavoro, che stavo svolgendo con grande passione e abnegazione, per essere sottoposto all\u2019umiliante iter delle visite mediche accertanti la mia idoneit\u00e0 al servizio, e venivo lasciato in malattia per oltre un anno, a spese dei contribuenti, solo perch\u00e9 il dott. Vetro aveva creduto alle affermazioni degli amici del boss in questione, che l\u2019avevano accompagnato in auto per fargli compiere l\u2019azione delittuosa.<\/p>\n<p>Al termine dei vari accertamenti, terminato anche l\u2019iter disciplinare con la gi\u00e0 accennata deplorazione (pertanto anche altri appartenenti di vertice della Polizia di Stato avevano creduto alla versione degli amici di un boss mafioso, ritenendomi colpevole, ma non tanto da essere destituito), rientrai in servizio, ma con una prospettiva di carriera bloccata. Infatti il mio rapporto informativo, gi\u00e0 penalizzato dagli effetti di una gravissima situazione di mobbing subita in passato (in un altro reparto capitolino tra il 2001 e il 2005) ed esauritasi nella sua messa in pratica soltanto a seguito di un esposto presentato presso la Procura della Repubblica, a causa della deplorazione comminatami, sub\u00ec una variazione peggiorativa e si attest\u00f2 sotto il giudizio di buono, circostanza che tradotta in termini carrieristici dispiegava effetti consistenti nel naufragio di ogni possibilit\u00e0 di avanzamento professionale ed economico per molti anni. Tale situazione fu aggravata dall\u2019esclusione dal concorso da vice ispettore proprio a causa della sanzione ascrittami. Dopo le notifiche di questi ultimi provvedimenti, che andavano ad aggiungersi, essendone tra l\u2019altro la conseguenza diretta, a quanto gi\u00e0 avvenuto a livello procedimentale, fui inviato nuovamente presso la Cmo, a causa di una nuova manifestazione ansiosa reattiva e sfido chiunque a non esserne vittima a seguito di un tale accanimento da parte della Polizia di Stato, che invece di starmi accanto in quanto vittima di mafia, aveva immotivatamente infierito su di me proprio credendo a quanto affermato da chi di quella stessa mafia era sodale. Dopo un lungo periodo trascorso in malattia, non richiesto, a carico dei contribuenti (giova ricordare, sempre riconducibile al procedimento avviato dal dott. Tiziano Vetro, che aveva dato per buone le dichiarazioni di chi era vicino alla mafia), questa volta, al termine di un ulteriore cospicuo lasso temporale passato in convalescenza, sempre a carico dei contribuenti, di un poliziotto strappato alla sua attivit\u00e0 istituzionale da un provvedimento che, secondo i canoni della logica, non avrebbe mai dovuto esistere, sono stato giudicato non idoneo in maniera assoluta al servizio di polizia.<\/p>\n<p>A mio avviso e di quanti ne hanno avuto cognizione e mi conoscono, il provvedimento della Cmo, non corrisponde al mio reale stato clinico, ma mi giunge con un sapore alquanto epurativo. Infatti, non solo non ho mai avuto alcuna necessit\u00e0 di sottoporsi ad alcun tipo di approccio curativo e pertanto di fare ricorso ad uno specialista, ma la mia intensa attivit\u00e0 politica (sono titolare di ben 3 cariche elettive), sociale e giornalistica, cresciuta enormemente da quanto sono assente dal servizio (non per mia scelta e pertanto, in perfette condizioni di salute, non ho ritenuto opportuno fermarmi), a mio avviso, e non solo, appare assolutamente in insanabile conflitto col giudizio diagnostico e prognostico formulato dalla Cmo (mi si indica addirittura come soggetto con rapporti sociali ridotti, circostanza agevolmente confutabile anche da un\u2019infinita e pubblica piattaforma probatoria edificatasi in tanti anni di intense e ovvie relazioni sociali, che ha suscitato l\u2019ilarit\u00e0 di chiunque ne sia venuto a conoscenza),che mi condannerebbe alla quiescenza a poco pi\u00f9 di 50 anni, con una pensione pagata da chi \u00e8 costretto a lavorare fino a 67 anni e oltre. Peggio ancora sarebbe se tale stato morboso fosse reale, in quanto direttamente dipendente da quell\u2019iter procedimentale avviato dal dott. Vetro, il quale ha creduto alla versione di persone in stretti rapporti con un\u2019organizzazione mafiosa, anche se di fatto, qualunque sia la verit\u00e0 clinica, in ogni caso l\u2019esito medico-legale statuito dalla Cmo \u00e8 una diretta conseguenza di quanto deciso dallo stesso dott. Vetro, che ha strappato ai servizi d\u2019istituto un poliziotto.<\/p>\n<p>Inevitabilmente mi sono visto costretto a proporre ricorso di gravame alla Commissione Medica di II Istanza, al fine di vedere accogliere le mie doglianze circa la valutazione del mio reale stato clinico e affinch\u00e9 si esprima in riforma di quanto precedentemente decretato dal precedente consesso medico-legale. L\u2019ho fatto anche perch\u00e9 non sarebbe eticamente giusto dover gravare sulla collettivit\u00e0, costretta a corrispondermi un trattamento pensionistico in assenza di una patologia che giustifichi tale approdo decisionale, deciso a dimostrare in ogni sede che la formulazione diagnostica partorita dai medici della Cecchignola non \u00e8 conforme al reale quadro clinico a me riconducibile.<\/p>\n<p>E\u2019 questo il grande detrimento arrecato ai contribuenti come conseguenza dell\u2019avvio del noto procedimento da parte del dottor Vetro, che di fatto ha privato il tessuto sociale di un\u2019unit\u00e0 lavorativa nel pieno della sua potenzialit\u00e0 energetica e della sua capacit\u00e0 produttiva.<\/p>\n<p>Lo Stato ha investito dei fondi per formare un poliziotto, che aveva scelto questo lavoro con grande passione, in servizio e fuori dal servizio, come si evince palesemente dalla grande quantit\u00e0 di atti prodotti anche fuori dall\u2019orario di lavoro, con vari interventi che hanno contribuito a rendere pi\u00f9 sicuri i cittadini, arrestando rapinatori, sventando furti, etc., non tirandosi mai indietro di fronte a quanto gli veniva imposto dal suo ruolo istituzionale. E ora, esclusivamente a causa di un procedimento avviato dal dott. Vetro, solo perch\u00e9 quest\u2019ultimo ha ritenuto pi\u00f9 attendibili le parole di gente vicina alla mafia, da circa 4 anni il suo apporto sociale in qualit\u00e0 di poliziotto, da sempre acerrimo propugnatore dei valori di legalit\u00e0, giustizia ed etica (qualcuno ha avuto anche l\u2019ardire di affermare che inseguire la verit\u00e0 in nome di questi valori non \u00e8 compatibile col servizio di polizia), \u00e8 venuto meno e probabilmente lo rester\u00e0 per sempre. Ho chiesto a gran voce che quel provvedimento cos\u00ec paradossale venisse revocato in autotutela (lo ha fatto anche mia madre rivolgendosi direttamente alla ministra dell\u2019Interno Luciana Lamorgese e al Capo della Polizia Franco Gabrielli), ma finora alcuna risposta \u00e8 pervenuta in merito.<\/p>\n<p>Se qualcuno si illude che tutto ci\u00f2 possa finire come se nulla fosse accaduto e su questa vicenda possa calare il velo dell\u2019obl\u00eco sbaglia di grosso.<\/p>\n<p>Da oggi, per me e per il movimento politico Italia dei Diritti, che presiedo, inizia una tetragona battaglia senza precedenti, condotta a oltranza, affinch\u00e9 sui fatti in argomento possano accendersi perpetuamente i riflettori e vengano esposti al giudizio della pubblica opinione. E credo che sar\u00e0 davvero arduo imbattersi in qualcuno, nel tessuto sociale sano della nostra nazione, che possa esprimersi a favore di un procedimento disciplinare, avviato dalla Polizia di Stato, nei confronti di un poliziotto, in riferimento a un episodio in cui \u00e8 stato vittima di un\u2019aggressione con minacce di morte da parte di un boss mafioso. L\u2019unica cosa certa \u00e8 che non mi rassegner\u00f2 e non mi fermer\u00f2 di fronte a questa vergogna, che ha calpestato la mia dignit\u00e0, riducendola a puro sussurro.<\/p>\n<p>Si parla tanto di suicidi nelle forze dell\u2019ordine e mi piacerebbe indagare le vicende professionali e disciplinari delle vittime. La nostra battaglia sar\u00e0 anche a favore di tutti gli uomini in divisa affinch\u00e9 fatti del genere non si ripetano mai pi\u00f9. Promuoveremo ogni iniziativa che riterremo idonea a suscitare l\u2019indignazione anche dell\u2019ultimo cittadino. Organizzeremo manifestazioni di protesta presso ogni sede istituzionale, partendo da quelle della Polizia di Stato e del Ministero dell\u2019Interno, per continuare con tutte quelle che riterremo opportune, comprese le redazioni di organi di stampa e televisione. Avremo a disposizione costantemente il nostro ufficio stampa per tutti i lanci mediatici dell\u2019accaduto, con comunicati e video su tutte le piattaforme disponibili. Io e la mia famiglia siamo stati finora coinvolti in una vicenda kafkiana e ci siamo trovati a fronteggiare personaggi legati al clan Spada di Ostia e tutte le cellule deviate e colluse delle istituzioni che li hanno favoriti, ma mai avremmo pensato che io avrei dovuto difendermi anche dalla mia tanto amata Polizia di Stato, che invece di tutelarmi (e i fatti erano gi\u00e0 noti in atti che il mio reparto gi\u00e0 custodiva) mi ha avviato un procedimento disciplinare e mi ha inflitto una sanzione che mi ha notevolmente indebolito nella mia battaglia contro gli amici degli Spada, che di fatto, e questa \u00e8 la triste realt\u00e0, sono stati indirettamente favoriti nella circostanza e hanno condizionato il mio divenire carrieristico.<\/p>\n<p>A chi finora \u00e8 rimasto indifferente verr\u00e0 chiesta la propria opinione ufficialmente e pubblicamente tramite i canali mediatici. Perch\u00e9 di fronte a una circostanza del genere le risposte possono essere solo 2. O si \u00e8 d\u2019accordo con un procedimento per destituzione a carico di un poliziotto, in riferimento a un episodio in cui questi \u00e8 stato vittima di un boss mafioso, oppure non lo si \u00e8. Delle due l\u2019una. Il silenzio non pu\u00f2 essere ammesso.<\/p>\n<p>E lo chiederemo in primis al dott. Tiziano Vetro, il quale prima di approdare alla meritata quiescenza e godersi la sua pensione, ha assunto una decisione incomprensibile e inaccettabile che mi ha rovinato professionalmente e mi ha condannato, almeno per ora, alla pensione a poco pi\u00f9 di 50 anni, ma mi ha penalizzato notevolmente anche sotto il profilo esistenziale. Da lui vorremmo sapere anche come sia stato possibile tutto questo. Perch\u00e9 qualcuno, alla luce della assurdit\u00e0 della vicenda in esame, potrebbe porsi un quesito: \u201cMa la polizia \u00e8 con la mafia o con i poliziotti?\u201d. Io che ho fatto parte (e ancora sono legato con un sottile filo) della Polizia di Stato so per certo che la polizia \u00e8 contro la mafia. E\u2019 per questo che \u00e8 ancora pi\u00f9 importante un intervento chiarificatore in merito.<\/p>\n<p>Come faremo con la ministra dell\u2019Interno Lamorgese e col capo della Polizia Gabrielli, che ha lavorato a stretto contatto con il dott. Vetro quando era a capo della Protezione Civile. Qualcuno dovr\u00e0 pur spiegarcelo come sia potuto accadere. E al prefetto Gabrielli chiederemo anche di revocare in autotutela tutta la vicenda disciplinare, quantomeno per limitare gli ingenti danni provocati.<\/p>\n<p>Ma chiederemo un\u2019opinione sulla vicenda (e in questo caso anche come sia stato possibile giungere a un processo disciplinare e alla comminazione di una sanzione) altres\u00ec a tutti i dirigenti e funzionari coinvolti nel procedimento, che hanno continuato tranquillamente la loro carriera mentre la mia, quella di un poliziotto vittima di mafia, \u00e8 stata annientata. A iniziare dalla dottoressa Eva Claudia Cosentino, funzionario istruttore nel procedimento, la quale, pur essendo stata resa ben edotta in afferenza ai fatti ed essendo statale fornita una cospicua documentazione in merito, ha insistito per la destituzione. Lo chiederemo all\u2019allora questore di Roma Nicol\u00f2 D\u2019Angelo, il quale aveva conferito l\u2019incarico istruttorio alla dottoressa Cosentino, e al dott. Giovanni Battista Scali, il quale ha presieduto il consiglio di disciplina, che ha irrogato la sanzione della deplorazione, derubricando s\u00ec la punizione estrema della destituzione, ma riconoscendo ugualmente meritevole di censura me, aggredito e minacciato di morte dal boss Armando Spada, e agli altri componenti del sopracitato consesso giudicante che si sono espressi favorevolmente per la sanzione.<\/p>\n<p>Ma chiederemo il suo punto di vista, inerente all\u2019evento procedimentale e alla censura concretizzatasi, anche all\u2019attuale dirigente della Polaria di Fiumicino, mio reparto di appartenenza, il dott. Giovanni Casavola, estraneo alla vicenda disciplinare, ma che, messo pi\u00f9 volte a conoscenza dei fatti non ha speso al mio indirizzo nemmeno una parola di conforto. Mi sarebbe bastata quella. Come colui il quale \u00e8 stato a capo della V Zona di Fiumicino fino a pochissimo tempo fa, il dott. Bruno Megale, anch\u2019egli inequivocabilmente a conoscenza dei fatti, ma a quanto pare ha preferito ignorare. Va detto che il dott. Megale, ha raccolto il testimone del dott. Vetro solo pochi mesi dopo (marzo 2017) che quest\u2019ultimo aveva avviato il procedimento in parola (notificato il 7 dicembre 2016)  a mio carico ed era in carica a Fiumicino anche all\u2019esito della pronuncia decisionale del consiglio di disciplina (luglio 2017). Ora \u00e8 stato nominato questore di Reggio Calabria, ironia della sorte proprio la provincia in cui mio cugino, carabiniere, perse la vita in servizio, in un attentato mafioso nel 1994, e la Scuola Allievi Carabinieri reggina \u00e8 a lui intitolata.<\/p>\n<p>Fortunatamente io, che ho da sempre amato fortemente la Polizia di Frontiera di Fiumicino e ho svolto con impegno anche il ruolo di dirigente sindacale per la Uil Polizia, ho incassato, in compenso, la solidariet\u00e0 di tantissimi colleghi, scandalizzati e increduli di fronte all\u2019assurda vicenda. In particolare tengo a sottolineare l\u2019espressione, da parte mia, di un sentimento di grande gratificazione per la vicinanza dimostratami dal mio diretto superiore, il dott. Giuseppe Manzo, con cui ho lavorato per molti anni con ampia motivazione professionale, in un rapporto di reciproca stima.<\/p>\n<p>Ma comunque ogni prefetto, come ogni questore, dirigente o funzionario della Polizia di Stato, ma anche ogni ufficiale, dirigente o funzionario degli altri corpi di polizia e delle Forze Armate verr\u00e0 invitato pubblicamente a esprimersi in merito. Come anche i medici della Cmo che hanno giudicato, con disarmante freddezza e distacco rispetto a una vittima di mafia, il mio stato clinico fino a definirmi non idoneo al servizio di polizia, visto che alla mia domanda specifica de visu non si sono degnati di rispondere. E naturalmente tutti i dirigenti nazionali e provinciali dei sindacati della Polizia di Stato, finora rimasti silenti di fronte a un avvenimento di eccezionale gravit\u00e0.<\/p>\n<p>Da pochi giorni a comandare la V Zona di Fiumicino \u00e8 arrivato il dott. Giovanni Busacca, a cui chieder\u00f2 espressamente un incontro e di attivarsi per addivenire, per le motivazioni abbondantemente esposte in narrativa, a una revoca in autotutela del provvedimento adottato nei miei confronti, che mi restituirebbe la dignit\u00e0 di poliziotto e se unito a un favorevole verdetto medico-legale da parte della Commissione Medica di II Istanza sanerebbe una grottesca vicenda che ormai si trascina da lungo tempo. E se quest\u2019ultima evenienza non si concretizzasse vorr\u00e0 dire che io, pensionato baby sulle spalle dei cittadini (\u00e8 questo il messaggio che dovr\u00e0 principalmente passare all\u2019opinione pubblica) a seguito delle conseguenze di un procedimento travalicante i confini del paradosso, in cui la Polizia di Stato ha perseguito un dipendente con la sola colpa di essere stato vittima di un boss mafioso, inizier\u00f2 a svolgere la professione giornalistica in via esclusiva, eventualmente anche senza retribuzione (mi occuper\u00f2 molto anche di questioni inerenti alla Polizia di Stato), e soprattutto continuer\u00f2, da presidente del movimento Italia dei Diritti, a lottare, insieme ai tanti dirigenti, eletti e attivisti, per salvaguardare la tutela dei diritti dei cittadini, e a onorare i 3 mandati politici di natura elettiva, come gi\u00e0, perfettamente in ottima salute (a parte i gi\u00e0 citati problemi ipertensivi, manifestatisi subito dopo l\u2019avvio del procedimento in questione), sto facendo, arrivando a lavorare fino a 20 ore al giorno per la mia carriera politica (che sembrerebbe in ascesa), un impegno e una profusione di energie un po\u2019 insoliti per chi \u00e8 stato giudicato affetto da patologia di tipo ansioso cos\u00ec invalidante, con buona pace di chi, inverosimilmente, ha formulato, con riferimento alla mia persona, la grottesca definizione di un soggetto con rapporti sociali ridotti.<\/p>\n<p>Ma verr\u00e0 chiesto di esprimersi nel merito e contestualmente tributare un messaggio di solidariet\u00e0 (naturalmente in via ufficiale tramite canali mediatici) a ogni personaggio istituzionale che riterremo utile alla causa, e senz\u2019altro al presidente della Repubblica, del Senato, della Camera dei Deputati, del Consiglio dei Ministri, a tutti i deputati e senatori, a tutti i presidenti di Regione e agli altri esponenti regionali e a tutti i sindaci e amministratori locali. Chiederemo alle assemblee consiliari di tutti i comuni italiani, dando ampia diffusione a mezzo comunicato stampa, di votare una mozione di solidariet\u00e0 sull\u2019accaduto, che vede un poliziotto punito dopo essere stato aggredito da un boss mafioso. Saranno avviate petizioni sul web. Ma soprattutto chiederemo di esprimere pubblicamente la propria solidariet\u00e0 nei miei confronti a tutti i miei numerosi amici personaggi pubblici con cui ho avuto rapporti di lavoro nei tanti anni di attivit\u00e0 giornalistica, specie nel decennio trascorso come direttore di Radio Roma. E a coloro i quali non rientrano nella mia rete amicale l\u2019invito sar\u00e0 rivolto mediaticamente. Ma il nostro ufficio stampa sar\u00e0 a disposizione di chiunque, anche meno noto (attori, attrici, soubrette, cantanti, etc. \u2013 o aspiranti tali), creder\u00e0 di voler lanciare un messaggio di solidariet\u00e0 in difesa della mia dignit\u00e0 e del mio onore. La possibilit\u00e0 sar\u00e0 aperta anche a imprenditori che vorranno farlo a nome della loro azienda. Anzi, specie dopo la crisi causata dall\u2019emergenza Covid 19, verr\u00e0 offerta un\u2019esposizione pubblicitaria gratuita su tutti i canali mediatici da noi direttamente controllati. E comunque, chiunque vorr\u00e0 registrare un video solidale potr\u00e0 farlo e questo sar\u00e0 pubblicato sui canali che attiveremo.<\/p>\n<p>Tutto ci\u00f2 affinch\u00e9 su questo caso, rimasto ormai fin troppo nell\u2019ombra, anche per mia scelta, in quanto non ho mai voluto che fosse reso noto per tutelare l\u2019immagine di quella Polizia di Stato, che finora poco si \u00e8 preoccupata dell\u2019intima sofferenza che mi \u00e8 stata cagionata, non venga mai scritta la parola fine.<\/p>\n<p>Perch\u00e9 su una vicenda come questa \u00e8 per me un dovere civile e morale tenere alta l\u2019attenzione preso l\u2019opinione pubblica.<\/p>\n<p>Grazie a tutti voi per l\u2019attenzione. Vi abbraccio\u201d.<\/p>\n<p>Antonello De Pierro<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>AL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA ALLA PRESIDENTE DEL SENATO AL PRESIDENTE DELLA CAMERA DEI DEPUTATI AL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI AL MINISTRO DELLA GIUSTIZIA AL PRESIDENTE DELLA COMMISSIONE PARLAMENTARE DI INCHIESTA SUL FENOMENO DELLE MAFIE E SULLE ALTRE ASSOCIAZIONI CRIMINALI, ANCHE STRANIERE AL PROCURATORE NAZIONALE ANTIMAFIA AL PROCURATORE DISTRETTUALE ANTIMAFIA ROMA AL PROCURATORE DELLA REPUBBLICA [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":33,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_acf_changed":false,"_monsterinsights_skip_tracking":false,"_monsterinsights_sitenote_active":false,"_monsterinsights_sitenote_note":"","_monsterinsights_sitenote_category":0,"footnotes":""},"categories":[4,29,13],"tags":[105,1065,28593,2465,1064,979,10977,11226,28592,106,28590,977,28589,10986,10987,1071,28588,107,1131,28591],"class_list":["post-55094","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-attualita-e-societa","category-comunicati","category-politica","tag-antonello-de-pierro","tag-armando-spada","tag-bruno-megale","tag-casamonica","tag-clan-spada","tag-enrico-letta","tag-fiumicino","tag-franco-gabrielli","tag-giovanni-busacca","tag-italia-dei-diritti","tag-luciana-lamorgese","tag-matteo-renzi","tag-ministero-dellinterno","tag-polaria","tag-polizia-di-frontiera","tag-polizia-di-stato","tag-questura-di-roma","tag-radio-roma","tag-spada","tag-tiziano-vetro"],"acf":[],"yoast_head":"<!-- This site is optimized with the Yoast SEO plugin v27.6 - https:\/\/yoast.com\/product\/yoast-seo-wordpress\/ -->\n<title>Lettera aperta di Antonello De Pierro,il poliziotto giornalista aggredito dal boss Spada e punito paradossalmente dalla Polizia - area-press.eu<\/title>\n<meta name=\"robots\" content=\"noindex, follow\" \/>\n<meta property=\"og:locale\" content=\"it_IT\" \/>\n<meta property=\"og:type\" content=\"article\" \/>\n<meta property=\"og:title\" content=\"Lettera aperta di Antonello De Pierro,il poliziotto giornalista aggredito dal boss Spada e punito paradossalmente dalla Polizia - area-press.eu\" \/>\n<meta property=\"og:description\" content=\"AL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA ALLA PRESIDENTE DEL SENATO AL PRESIDENTE DELLA CAMERA DEI DEPUTATI AL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI AL MINISTRO DELLA GIUSTIZIA AL PRESIDENTE DELLA COMMISSIONE PARLAMENTARE DI INCHIESTA SUL FENOMENO DELLE MAFIE E SULLE ALTRE ASSOCIAZIONI CRIMINALI, ANCHE STRANIERE AL PROCURATORE NAZIONALE ANTIMAFIA AL PROCURATORE DISTRETTUALE ANTIMAFIA ROMA AL PROCURATORE DELLA REPUBBLICA [&hellip;]\" \/>\n<meta property=\"og:url\" content=\"https:\/\/www.area-press.eu\/comunicatistampa\/2020\/12\/05\/lettera-aperta-di-antonello-de-pierroil-poliziotto-giornalista-aggredito-dal-boss-spada-e-punito-paradossalmente-dalla-polizia\/\" \/>\n<meta property=\"og:site_name\" content=\"area-press.eu\" \/>\n<meta property=\"article:published_time\" content=\"2020-12-05T14:27:27+00:00\" \/>\n<meta property=\"og:image\" content=\"https:\/\/www.italymedia.it\/images\/M_images\/Antonello_De_Pierro_2.jpg\" \/>\n<meta name=\"author\" content=\"daiotto\" \/>\n<meta name=\"twitter:card\" content=\"summary_large_image\" \/>\n<meta name=\"twitter:label1\" content=\"Scritto da\" \/>\n\t<meta name=\"twitter:data1\" content=\"daiotto\" \/>\n\t<meta name=\"twitter:label2\" content=\"Tempo di lettura stimato\" \/>\n\t<meta name=\"twitter:data2\" content=\"28 minuti\" \/>\n<script type=\"application\/ld+json\" class=\"yoast-schema-graph\">{\"@context\":\"https:\\\/\\\/schema.org\",\"@graph\":[{\"@type\":\"Article\",\"@id\":\"https:\\\/\\\/www.area-press.eu\\\/comunicatistampa\\\/2020\\\/12\\\/05\\\/lettera-aperta-di-antonello-de-pierroil-poliziotto-giornalista-aggredito-dal-boss-spada-e-punito-paradossalmente-dalla-polizia\\\/#article\",\"isPartOf\":{\"@id\":\"https:\\\/\\\/www.area-press.eu\\\/comunicatistampa\\\/2020\\\/12\\\/05\\\/lettera-aperta-di-antonello-de-pierroil-poliziotto-giornalista-aggredito-dal-boss-spada-e-punito-paradossalmente-dalla-polizia\\\/\"},\"author\":{\"name\":\"daiotto\",\"@id\":\"https:\\\/\\\/www.area-press.eu\\\/comunicatistampa\\\/#\\\/schema\\\/person\\\/352fa729853547bb2e9c14a4ddbb9f35\"},\"headline\":\"Lettera aperta di Antonello De Pierro,il poliziotto giornalista aggredito dal boss Spada e punito paradossalmente dalla Polizia\",\"datePublished\":\"2020-12-05T14:27:27+00:00\",\"mainEntityOfPage\":{\"@id\":\"https:\\\/\\\/www.area-press.eu\\\/comunicatistampa\\\/2020\\\/12\\\/05\\\/lettera-aperta-di-antonello-de-pierroil-poliziotto-giornalista-aggredito-dal-boss-spada-e-punito-paradossalmente-dalla-polizia\\\/\"},\"wordCount\":5533,\"commentCount\":0,\"image\":{\"@id\":\"https:\\\/\\\/www.area-press.eu\\\/comunicatistampa\\\/2020\\\/12\\\/05\\\/lettera-aperta-di-antonello-de-pierroil-poliziotto-giornalista-aggredito-dal-boss-spada-e-punito-paradossalmente-dalla-polizia\\\/#primaryimage\"},\"thumbnailUrl\":\"https:\\\/\\\/www.italymedia.it\\\/images\\\/M_images\\\/Antonello_De_Pierro_2.jpg\",\"keywords\":[\"Antonello De Pierro\",\"Armando Spada\",\"Bruno Megale\",\"Casamonica\",\"Clan Spada\",\"Enrico Letta\",\"fiumicino\",\"Franco Gabrielli\",\"Giovanni Busacca\",\"Italia dei Diritti\",\"Luciana Lamorgese\",\"Matteo Renzi\",\"Ministero dell'Interno\",\"polaria\",\"polizia di frontiera\",\"Polizia di Stato\",\"Questura di Roma\",\"Radio Roma\",\"spada\",\"Tiziano Vetro\"],\"articleSection\":[\"Attualit\u00e0 e Societ\u00e0\",\"Comunicati\",\"Politica\"],\"inLanguage\":\"it-IT\",\"potentialAction\":[{\"@type\":\"CommentAction\",\"name\":\"Comment\",\"target\":[\"https:\\\/\\\/www.area-press.eu\\\/comunicatistampa\\\/2020\\\/12\\\/05\\\/lettera-aperta-di-antonello-de-pierroil-poliziotto-giornalista-aggredito-dal-boss-spada-e-punito-paradossalmente-dalla-polizia\\\/#respond\"]}]},{\"@type\":\"WebPage\",\"@id\":\"https:\\\/\\\/www.area-press.eu\\\/comunicatistampa\\\/2020\\\/12\\\/05\\\/lettera-aperta-di-antonello-de-pierroil-poliziotto-giornalista-aggredito-dal-boss-spada-e-punito-paradossalmente-dalla-polizia\\\/\",\"url\":\"https:\\\/\\\/www.area-press.eu\\\/comunicatistampa\\\/2020\\\/12\\\/05\\\/lettera-aperta-di-antonello-de-pierroil-poliziotto-giornalista-aggredito-dal-boss-spada-e-punito-paradossalmente-dalla-polizia\\\/\",\"name\":\"Lettera aperta di Antonello De Pierro,il poliziotto giornalista aggredito dal boss Spada e punito paradossalmente dalla Polizia - area-press.eu\",\"isPartOf\":{\"@id\":\"https:\\\/\\\/www.area-press.eu\\\/comunicatistampa\\\/#website\"},\"primaryImageOfPage\":{\"@id\":\"https:\\\/\\\/www.area-press.eu\\\/comunicatistampa\\\/2020\\\/12\\\/05\\\/lettera-aperta-di-antonello-de-pierroil-poliziotto-giornalista-aggredito-dal-boss-spada-e-punito-paradossalmente-dalla-polizia\\\/#primaryimage\"},\"image\":{\"@id\":\"https:\\\/\\\/www.area-press.eu\\\/comunicatistampa\\\/2020\\\/12\\\/05\\\/lettera-aperta-di-antonello-de-pierroil-poliziotto-giornalista-aggredito-dal-boss-spada-e-punito-paradossalmente-dalla-polizia\\\/#primaryimage\"},\"thumbnailUrl\":\"https:\\\/\\\/www.italymedia.it\\\/images\\\/M_images\\\/Antonello_De_Pierro_2.jpg\",\"datePublished\":\"2020-12-05T14:27:27+00:00\",\"author\":{\"@id\":\"https:\\\/\\\/www.area-press.eu\\\/comunicatistampa\\\/#\\\/schema\\\/person\\\/352fa729853547bb2e9c14a4ddbb9f35\"},\"breadcrumb\":{\"@id\":\"https:\\\/\\\/www.area-press.eu\\\/comunicatistampa\\\/2020\\\/12\\\/05\\\/lettera-aperta-di-antonello-de-pierroil-poliziotto-giornalista-aggredito-dal-boss-spada-e-punito-paradossalmente-dalla-polizia\\\/#breadcrumb\"},\"inLanguage\":\"it-IT\",\"potentialAction\":[{\"@type\":\"ReadAction\",\"target\":[\"https:\\\/\\\/www.area-press.eu\\\/comunicatistampa\\\/2020\\\/12\\\/05\\\/lettera-aperta-di-antonello-de-pierroil-poliziotto-giornalista-aggredito-dal-boss-spada-e-punito-paradossalmente-dalla-polizia\\\/\"]}]},{\"@type\":\"ImageObject\",\"inLanguage\":\"it-IT\",\"@id\":\"https:\\\/\\\/www.area-press.eu\\\/comunicatistampa\\\/2020\\\/12\\\/05\\\/lettera-aperta-di-antonello-de-pierroil-poliziotto-giornalista-aggredito-dal-boss-spada-e-punito-paradossalmente-dalla-polizia\\\/#primaryimage\",\"url\":\"https:\\\/\\\/www.italymedia.it\\\/images\\\/M_images\\\/Antonello_De_Pierro_2.jpg\",\"contentUrl\":\"https:\\\/\\\/www.italymedia.it\\\/images\\\/M_images\\\/Antonello_De_Pierro_2.jpg\"},{\"@type\":\"BreadcrumbList\",\"@id\":\"https:\\\/\\\/www.area-press.eu\\\/comunicatistampa\\\/2020\\\/12\\\/05\\\/lettera-aperta-di-antonello-de-pierroil-poliziotto-giornalista-aggredito-dal-boss-spada-e-punito-paradossalmente-dalla-polizia\\\/#breadcrumb\",\"itemListElement\":[{\"@type\":\"ListItem\",\"position\":1,\"name\":\"Home\",\"item\":\"https:\\\/\\\/www.area-press.eu\\\/comunicatistampa\\\/\"},{\"@type\":\"ListItem\",\"position\":2,\"name\":\"Lettera aperta di Antonello De Pierro,il poliziotto giornalista aggredito dal boss Spada e punito paradossalmente dalla Polizia\"}]},{\"@type\":\"WebSite\",\"@id\":\"https:\\\/\\\/www.area-press.eu\\\/comunicatistampa\\\/#website\",\"url\":\"https:\\\/\\\/www.area-press.eu\\\/comunicatistampa\\\/\",\"name\":\"area-press.eu\",\"description\":\"comunicati stampa &amp; press release\",\"potentialAction\":[{\"@type\":\"SearchAction\",\"target\":{\"@type\":\"EntryPoint\",\"urlTemplate\":\"https:\\\/\\\/www.area-press.eu\\\/comunicatistampa\\\/?s={search_term_string}\"},\"query-input\":{\"@type\":\"PropertyValueSpecification\",\"valueRequired\":true,\"valueName\":\"search_term_string\"}}],\"inLanguage\":\"it-IT\"},{\"@type\":\"Person\",\"@id\":\"https:\\\/\\\/www.area-press.eu\\\/comunicatistampa\\\/#\\\/schema\\\/person\\\/352fa729853547bb2e9c14a4ddbb9f35\",\"name\":\"daiotto\",\"image\":{\"@type\":\"ImageObject\",\"inLanguage\":\"it-IT\",\"@id\":\"https:\\\/\\\/secure.gravatar.com\\\/avatar\\\/bfa831b6aeaf673deeaf5a4d8a019c90654afbf4f72eece3dd2f8cfdddf6a346?s=96&d=mm&r=g\",\"url\":\"https:\\\/\\\/secure.gravatar.com\\\/avatar\\\/bfa831b6aeaf673deeaf5a4d8a019c90654afbf4f72eece3dd2f8cfdddf6a346?s=96&d=mm&r=g\",\"contentUrl\":\"https:\\\/\\\/secure.gravatar.com\\\/avatar\\\/bfa831b6aeaf673deeaf5a4d8a019c90654afbf4f72eece3dd2f8cfdddf6a346?s=96&d=mm&r=g\",\"caption\":\"daiotto\"},\"url\":\"https:\\\/\\\/www.area-press.eu\\\/comunicatistampa\\\/author\\\/daiotto\\\/\"}]}<\/script>\n<!-- \/ Yoast SEO plugin. -->","yoast_head_json":{"title":"Lettera aperta di Antonello De Pierro,il poliziotto giornalista aggredito dal boss Spada e punito paradossalmente dalla Polizia - area-press.eu","robots":{"index":"noindex","follow":"follow"},"og_locale":"it_IT","og_type":"article","og_title":"Lettera aperta di Antonello De Pierro,il poliziotto giornalista aggredito dal boss Spada e punito paradossalmente dalla Polizia - area-press.eu","og_description":"AL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA ALLA PRESIDENTE DEL SENATO AL PRESIDENTE DELLA CAMERA DEI DEPUTATI AL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI AL MINISTRO DELLA GIUSTIZIA AL PRESIDENTE DELLA COMMISSIONE PARLAMENTARE DI INCHIESTA SUL FENOMENO DELLE MAFIE E SULLE ALTRE ASSOCIAZIONI CRIMINALI, ANCHE STRANIERE AL PROCURATORE NAZIONALE ANTIMAFIA AL PROCURATORE DISTRETTUALE ANTIMAFIA ROMA AL PROCURATORE DELLA REPUBBLICA [&hellip;]","og_url":"https:\/\/www.area-press.eu\/comunicatistampa\/2020\/12\/05\/lettera-aperta-di-antonello-de-pierroil-poliziotto-giornalista-aggredito-dal-boss-spada-e-punito-paradossalmente-dalla-polizia\/","og_site_name":"area-press.eu","article_published_time":"2020-12-05T14:27:27+00:00","og_image":[{"url":"https:\/\/www.italymedia.it\/images\/M_images\/Antonello_De_Pierro_2.jpg","type":"","width":"","height":""}],"author":"daiotto","twitter_card":"summary_large_image","twitter_misc":{"Scritto da":"daiotto","Tempo di lettura stimato":"28 minuti"},"schema":{"@context":"https:\/\/schema.org","@graph":[{"@type":"Article","@id":"https:\/\/www.area-press.eu\/comunicatistampa\/2020\/12\/05\/lettera-aperta-di-antonello-de-pierroil-poliziotto-giornalista-aggredito-dal-boss-spada-e-punito-paradossalmente-dalla-polizia\/#article","isPartOf":{"@id":"https:\/\/www.area-press.eu\/comunicatistampa\/2020\/12\/05\/lettera-aperta-di-antonello-de-pierroil-poliziotto-giornalista-aggredito-dal-boss-spada-e-punito-paradossalmente-dalla-polizia\/"},"author":{"name":"daiotto","@id":"https:\/\/www.area-press.eu\/comunicatistampa\/#\/schema\/person\/352fa729853547bb2e9c14a4ddbb9f35"},"headline":"Lettera aperta di Antonello De Pierro,il poliziotto giornalista aggredito dal boss Spada e punito paradossalmente dalla Polizia","datePublished":"2020-12-05T14:27:27+00:00","mainEntityOfPage":{"@id":"https:\/\/www.area-press.eu\/comunicatistampa\/2020\/12\/05\/lettera-aperta-di-antonello-de-pierroil-poliziotto-giornalista-aggredito-dal-boss-spada-e-punito-paradossalmente-dalla-polizia\/"},"wordCount":5533,"commentCount":0,"image":{"@id":"https:\/\/www.area-press.eu\/comunicatistampa\/2020\/12\/05\/lettera-aperta-di-antonello-de-pierroil-poliziotto-giornalista-aggredito-dal-boss-spada-e-punito-paradossalmente-dalla-polizia\/#primaryimage"},"thumbnailUrl":"https:\/\/www.italymedia.it\/images\/M_images\/Antonello_De_Pierro_2.jpg","keywords":["Antonello De Pierro","Armando Spada","Bruno Megale","Casamonica","Clan Spada","Enrico Letta","fiumicino","Franco Gabrielli","Giovanni Busacca","Italia dei Diritti","Luciana Lamorgese","Matteo Renzi","Ministero dell'Interno","polaria","polizia di frontiera","Polizia di Stato","Questura di Roma","Radio Roma","spada","Tiziano Vetro"],"articleSection":["Attualit\u00e0 e Societ\u00e0","Comunicati","Politica"],"inLanguage":"it-IT","potentialAction":[{"@type":"CommentAction","name":"Comment","target":["https:\/\/www.area-press.eu\/comunicatistampa\/2020\/12\/05\/lettera-aperta-di-antonello-de-pierroil-poliziotto-giornalista-aggredito-dal-boss-spada-e-punito-paradossalmente-dalla-polizia\/#respond"]}]},{"@type":"WebPage","@id":"https:\/\/www.area-press.eu\/comunicatistampa\/2020\/12\/05\/lettera-aperta-di-antonello-de-pierroil-poliziotto-giornalista-aggredito-dal-boss-spada-e-punito-paradossalmente-dalla-polizia\/","url":"https:\/\/www.area-press.eu\/comunicatistampa\/2020\/12\/05\/lettera-aperta-di-antonello-de-pierroil-poliziotto-giornalista-aggredito-dal-boss-spada-e-punito-paradossalmente-dalla-polizia\/","name":"Lettera aperta di Antonello De Pierro,il poliziotto giornalista aggredito dal boss Spada e punito paradossalmente dalla Polizia - area-press.eu","isPartOf":{"@id":"https:\/\/www.area-press.eu\/comunicatistampa\/#website"},"primaryImageOfPage":{"@id":"https:\/\/www.area-press.eu\/comunicatistampa\/2020\/12\/05\/lettera-aperta-di-antonello-de-pierroil-poliziotto-giornalista-aggredito-dal-boss-spada-e-punito-paradossalmente-dalla-polizia\/#primaryimage"},"image":{"@id":"https:\/\/www.area-press.eu\/comunicatistampa\/2020\/12\/05\/lettera-aperta-di-antonello-de-pierroil-poliziotto-giornalista-aggredito-dal-boss-spada-e-punito-paradossalmente-dalla-polizia\/#primaryimage"},"thumbnailUrl":"https:\/\/www.italymedia.it\/images\/M_images\/Antonello_De_Pierro_2.jpg","datePublished":"2020-12-05T14:27:27+00:00","author":{"@id":"https:\/\/www.area-press.eu\/comunicatistampa\/#\/schema\/person\/352fa729853547bb2e9c14a4ddbb9f35"},"breadcrumb":{"@id":"https:\/\/www.area-press.eu\/comunicatistampa\/2020\/12\/05\/lettera-aperta-di-antonello-de-pierroil-poliziotto-giornalista-aggredito-dal-boss-spada-e-punito-paradossalmente-dalla-polizia\/#breadcrumb"},"inLanguage":"it-IT","potentialAction":[{"@type":"ReadAction","target":["https:\/\/www.area-press.eu\/comunicatistampa\/2020\/12\/05\/lettera-aperta-di-antonello-de-pierroil-poliziotto-giornalista-aggredito-dal-boss-spada-e-punito-paradossalmente-dalla-polizia\/"]}]},{"@type":"ImageObject","inLanguage":"it-IT","@id":"https:\/\/www.area-press.eu\/comunicatistampa\/2020\/12\/05\/lettera-aperta-di-antonello-de-pierroil-poliziotto-giornalista-aggredito-dal-boss-spada-e-punito-paradossalmente-dalla-polizia\/#primaryimage","url":"https:\/\/www.italymedia.it\/images\/M_images\/Antonello_De_Pierro_2.jpg","contentUrl":"https:\/\/www.italymedia.it\/images\/M_images\/Antonello_De_Pierro_2.jpg"},{"@type":"BreadcrumbList","@id":"https:\/\/www.area-press.eu\/comunicatistampa\/2020\/12\/05\/lettera-aperta-di-antonello-de-pierroil-poliziotto-giornalista-aggredito-dal-boss-spada-e-punito-paradossalmente-dalla-polizia\/#breadcrumb","itemListElement":[{"@type":"ListItem","position":1,"name":"Home","item":"https:\/\/www.area-press.eu\/comunicatistampa\/"},{"@type":"ListItem","position":2,"name":"Lettera aperta di Antonello De Pierro,il poliziotto giornalista aggredito dal boss Spada e punito paradossalmente dalla Polizia"}]},{"@type":"WebSite","@id":"https:\/\/www.area-press.eu\/comunicatistampa\/#website","url":"https:\/\/www.area-press.eu\/comunicatistampa\/","name":"area-press.eu","description":"comunicati stampa &amp; press release","potentialAction":[{"@type":"SearchAction","target":{"@type":"EntryPoint","urlTemplate":"https:\/\/www.area-press.eu\/comunicatistampa\/?s={search_term_string}"},"query-input":{"@type":"PropertyValueSpecification","valueRequired":true,"valueName":"search_term_string"}}],"inLanguage":"it-IT"},{"@type":"Person","@id":"https:\/\/www.area-press.eu\/comunicatistampa\/#\/schema\/person\/352fa729853547bb2e9c14a4ddbb9f35","name":"daiotto","image":{"@type":"ImageObject","inLanguage":"it-IT","@id":"https:\/\/secure.gravatar.com\/avatar\/bfa831b6aeaf673deeaf5a4d8a019c90654afbf4f72eece3dd2f8cfdddf6a346?s=96&d=mm&r=g","url":"https:\/\/secure.gravatar.com\/avatar\/bfa831b6aeaf673deeaf5a4d8a019c90654afbf4f72eece3dd2f8cfdddf6a346?s=96&d=mm&r=g","contentUrl":"https:\/\/secure.gravatar.com\/avatar\/bfa831b6aeaf673deeaf5a4d8a019c90654afbf4f72eece3dd2f8cfdddf6a346?s=96&d=mm&r=g","caption":"daiotto"},"url":"https:\/\/www.area-press.eu\/comunicatistampa\/author\/daiotto\/"}]}},"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.area-press.eu\/comunicatistampa\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/55094","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.area-press.eu\/comunicatistampa\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.area-press.eu\/comunicatistampa\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.area-press.eu\/comunicatistampa\/wp-json\/wp\/v2\/users\/33"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.area-press.eu\/comunicatistampa\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=55094"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.area-press.eu\/comunicatistampa\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/55094\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":55095,"href":"https:\/\/www.area-press.eu\/comunicatistampa\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/55094\/revisions\/55095"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.area-press.eu\/comunicatistampa\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=55094"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.area-press.eu\/comunicatistampa\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=55094"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.area-press.eu\/comunicatistampa\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=55094"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}