{"id":55027,"date":"2020-12-03T18:45:13","date_gmt":"2020-12-03T17:45:13","guid":{"rendered":"https:\/\/www.area-press.eu\/comunicatistampa\/?p=55027"},"modified":"2020-12-03T18:45:13","modified_gmt":"2020-12-03T17:45:13","slug":"sars-cov-2-cosi-il-virus-cambia-per-fronteggiare-la-nostra-risposta-immunitaria","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.area-press.eu\/comunicatistampa\/2020\/12\/03\/sars-cov-2-cosi-il-virus-cambia-per-fronteggiare-la-nostra-risposta-immunitaria\/","title":{"rendered":"SARS-CoV-2: cos\u00ec il virus cambia per fronteggiare la nostra risposta immunitaria"},"content":{"rendered":"<p><i><span style=\"color: #000099\">Analizzata la variabilit\u00e0 di pi\u00f9 di 15000 sequenze isolate in varie regioni del mondo durante i primi sei mesi della pandemia. Lo studio dei ricercatori italiani pubblicato su Molecular Ecology.<\/span><\/p>\n<p><\/i>Dal momento in cui il SARS-CoV-2 ha iniziato a infettare e a diffondersi nella nostra specie, \u00e8 entrato in contatto con il sistema immunitario umano, che mette in atto risposte mediate da cellule (i linfociti T) e risposte anticorpali per eliminare le infezioni. <b>Spesso, virus e altri agenti patogeni rispondono all&#8217;attacco della risposta immunitaria attraverso mutazioni che li rendono meno riconoscibili o pi\u00f9 resistenti. <\/b><br \/>\n<b><br \/>\n<\/b><b>Queste premesse hanno spinto i ricercatori del laboratorio di biologia computazionale dell\u2019istituto scientifico Eugenio Medea di Bosisio Parini (Lecco) in collaborazione con il professor Mario Clerici, dell\u2019Universit\u00e0 degli Studi di Milano e Fondazione Don Gnocchi, ad analizzare la variabilit\u00e0 di pi\u00f9 di 15000 sequenze di SARS-CoV-2 isolate in varie regioni del mondo durante i primi sei mesi della pandemia.<br \/>\n<\/b><br \/>\nAttraverso differenti approcci computazionali, gli autori dello studio hanno predetto le regioni delle proteine di SARS-CoV-2 riconosciute dal sistema immunitario umano (tali regioni sono dette \u201cepitopi\u201d). I ricercatori hanno distinto tra epitopi riconosciuti da anticorpi rispetto a quelli identificati da linfociti T. Sono poi andati a valutare se, nei numerosi genomi di SARS-CoV-2 di tutto il mondo, queste regioni fossero soggette a cambiamenti.<\/p>\n<p><b>I risultati, appena pubblicati sulla rivista Molecular Ecology, hanno mostrato come, in alcune proteine di SARS-CoV-2, le regioni riconosciute da anticorpi siano particolarmente variabili. <\/b>Questo indica che, a pochi mesi dall&#8217;inizio della pandemia, <b>l&#8217;effetto della risposta anticorpale \u00e8 gi\u00e0 osservabile nella popolazione di SARS-CoV-2 e che il virus sta evolvendo per contrastare tale risposta.<\/b> Questi risultati sono stati ottenuti anche in altri coronavirus.<\/p>\n<p>Al contrario, le regioni delle proteine di SARS-CoV-2 riconosciute dai linfociti T non sono particolarmente variabili, anzi lo sono poco. Gli autori dello studio hanno infatti osservato una significativa riduzione della diversit\u00e0 nelle porzioni proteiche riconosciute dalle cellule T. <b>E&#8217; per\u00f2 importante notare che, anche nel caso di coronavirus che causano comuni raffreddori, i ricercatori hanno notato una minore diversit\u00e0 degli epitopi delle cellule T.<\/b> Questo suggerisce che la conservazione di queste regioni proteiche non sia direttamente collegata alla gravit\u00e0 della patologia causata dal SARS-CoV-2. Una possibile spiegazione \u00e8 che il virus possa modulare la risposta immunitaria dell&#8217;ospite a suo vantaggio e la poca variabilit\u00e0 di queste regioni sia un meccanismo per indurre tolleranza da parte delle cellule T.<\/p>\n<p>Questi dati chiaramente indicano che sar\u00e0 fondamentale monitorare nel corso del tempo la variabilit\u00e0 genomica di SARS-CoV-2, per essere pronti ad identificare la comparsa di nuove mutazioni che possano consentire al virus di eludere la risposta anticorpale (naturale o determinata da un eventuale vaccino). <b>I ricercatori tuttavia chiariscono che, al momento, non sussistono elementi di preoccupazione in quanto la grande maggioranza delle varianti presenti nelle regioni riconosciute da anticorpi \u00e8 rara. <\/b><b><\/p>\n<p><\/b><a href=\"https:\/\/onlinelibrary.wiley.com\/doi\/10.1111\/mec.15730\"><b>Antigenic variation of SARS-CoV-2 in response to immune pressure<\/b><b><br \/>\n<\/b><\/a>Diego Forni<span>1<\/span>,#, Rachele Cagliani<span>1<\/span>, Chiara Pontremoli<span>1<\/span>, Alessandra Mozzi<span>1<\/span>, Uberto Pozzoli<span>1<\/span>, Mario Clerici<span>2,3<\/span>, Manuela Sironi<span>1<\/span><\/p>\n<p><span class=\"highwire-cite-metadata-doi highwire-cite-metadata\"><span class=\"label\">doi:<\/span> <a class=\"moz-txt-link-freetext\" href=\"https:\/\/doi.org\/10.1101\/2020.07.15.204610\">https:\/\/doi.org\/10.1101\/2020.07.15.204610<\/a> <\/span><\/p>\n<p><span>1 Scientific Institute IRCCS E. MEDEA, Bioinformatics, Bosisio Parini, Italy;<br \/>\n2 Department of Physiopathology and Transplantation, University of Milan, Milan, Italy;<br \/>\n3 Don C. Gnocchi Foundation ONLUS, IRCCS, Milan, Italy.<\/p>\n<p>Running Title: Host immune pressure on SARS-CoV-2<br \/>\n#Address correspondence to Diego Forni, <a class=\"moz-txt-link-abbreviated\" href=\"mailto:diego.forni@lanostrafamiglia.it\">diego.forni@lanostrafamiglia.it<\/a><\/span><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Analizzata la variabilit\u00e0 di pi\u00f9 di 15000 sequenze isolate in varie regioni del mondo durante i primi sei mesi della pandemia. Lo studio dei ricercatori italiani pubblicato su Molecular Ecology. 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