{"id":53020,"date":"2020-09-03T19:32:39","date_gmt":"2020-09-03T17:32:39","guid":{"rendered":"https:\/\/www.area-press.eu\/comunicatistampa\/?p=53020"},"modified":"2020-09-03T19:32:39","modified_gmt":"2020-09-03T17:32:39","slug":"presentato-a-viso-aperto-il-docufilm-girato-nelle-zone-piu-colpite-dal-covid","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.area-press.eu\/comunicatistampa\/2020\/09\/03\/presentato-a-viso-aperto-il-docufilm-girato-nelle-zone-piu-colpite-dal-covid\/","title":{"rendered":"Presentato A VISO APERTO, il docufilm girato nelle zone pi\u00f9 colpite dal Covid"},"content":{"rendered":"<p style=\"font-weight: 400\">Una storia raccontata, e soprattutto affrontata, con coraggio:\u00a0<strong>\u201cA Viso Aperto\u201d<\/strong>. Si chiama cos\u00ec il docu-roadmovie firmato da Ambrogio e Luigi Crespi e presentato questa mattina a Milano, in anteprima nazionale. Un viaggio in cinque citt\u00e0 del nord Italia &#8211;\u00a0<strong>Cremona, Crema, Brescia, Milano e, ovviamente, Bergamo<\/strong>\u00a0-, per fotografare un Paese in guerra contro Covid-19.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400\">Con immagini in presa diretta, \u201cA Viso Aperto\u201d \u00e8 l&#8217;unico film girato nelle zone pi\u00f9 colpite dalla pandemia mentre il virus impazzava, in quei mesi tra febbraio e maggio 2020 che mai l&#8217;Italia e il mondo intero dimenticheranno. Mesi che hanno messo a dura prova anche chi, per natura, \u00e8 portato a non arretrare mai. Proprio come i bergamaschi che durante l\u2019emergenza sanitaria hanno mostrato tutta la loro resilienza e il loro spirito solidaristico.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400\">Il documentario entra, infatti, anche nell\u2019ospedale realizzato a Bergamo grazie al lavoro congiunto di volontari, tra tifosi atalantini, alpini e oltre 300 aziende artigiane, altamente specializzate, chiamati a raccolta da\u00a0<strong>Confartigianato Bergamo<\/strong>. Muratori, carpentieri, imbianchini, idraulici, impiantisti tecnici del gas ed elettricisti specializzati che hanno lavorato per quasi 20.000 ore, creando dal nulla e in tempi record, un vero e proprio ospedale con 142 posti letto, 72 dei quali destinati alla terapia intensiva e sub-intensiva e i restanti a chi stava uscendo dalla fase critica del Covid-19. Un gioco di squadra che ha visto insieme gli artigiani di Confartigianato e dell\u2019<strong>Associazione Nazionale Alpini<\/strong>, i\u00a0<strong>volontari di Emergency, i sanitari dell&#8217;esercito russo\u00a0<\/strong>e, ovviamente,<strong>\u00a0il personale dell\u2019Ospedale Papa Giovanni XXIII, che ha garantito la direzione medica, infermieristica, tecnica e gestionale del presidio.\u00a0<\/strong>Tutti determinati ad aiutare una citt\u00e0 messa sotto assedio da un nemico invisibile eppure potentissimo.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400\"><em>\u00ab\u201cIl cantiere della vita\u201d \u00e8 cos\u00ec che chiamo il lavoro che abbiamo fatto in quei giorni. Da una semplice e-mail \u00e8 partita una sfida che ha coinvolto centinaia di artigiani. Ognuno di noi era responsabile di una zona e con grande determinazione abbiamo portato a casa il risultato. Basti pensare che in 26 ore abbiamo dato tre mani di bianco su quasi 30 mila metri quadri di spazio. Un&#8217;esperienza che nessuno di noi dimenticher\u00e0 mai\u00bb<\/em>\u00a0&#8211; commenta\u00a0<strong>Giacinto Giambellini, Presidente di Confartigianato Imprese Bergamo<\/strong>.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400\">Cos\u00ec, nel documentario, immagini di lavori frenetici e di corsie piene si alternano a riprese di strade deserte e silenziose. Strade risvegliate solo da sirene improvvise di ambulanze, tutte dirette nello stesso luogo. Un luogo di cura e accoglienza in cui ha lavorato senza sosta il personale dell\u2019<strong>Ospedale di Bergamo\u00a0<\/strong>che, da un giorno all&#8217;altro e primo tra tutti, ha dovuto affrontare la marea inarrestabile dei contagi.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400\"><em>\u00abRivivere questi momenti nel documentario \u00e8 stato molto emozionante. Sembrava che il Covid-19 fosse qualcosa di lontano da noi, un virus che aveva attaccato solo un&#8217;area della Cina. E invece, in pochissimo tempo ci siamo ritrovati ad avere l\u2019ospedale pieno di persone: e non codici verdi, ma malati bisognosi di ossigeno. Sono stati momenti incredibili, una valanga che il nostro Paese ha dovuto affrontare per primo, ma di fronte alla quale non ci siamo arresi\u00bb\u00a0&#8211;<\/em>\u00a0dichiara\u00a0<strong>Maria Beatrice\u00a0Stasi, Direttore Generale dell&#8217;ASS\u00a0Papa Giovanni\u00a0XXIII<\/strong>.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400\">\u201cA Viso Aperto\u201d \u00e8, infatti, una storia individuale, fatta di tanti volti e tante voci &#8211; ammalati, familiari, imprenditori, medici, volontari -, ma al tempo stesso una storia collettiva tenuta insieme da valori solidi e radicati nel territorio. \u00ab<em>Non potevamo non rispondere al grido di aiuto che veniva dalla nostra terra perch\u00e9 la gente come noi non molla mai<\/em>\u00a0\u2013 conferma\u00a0<strong>Sergio Rizzini, Direttore Generale della Sanit\u00e0 Alpina dell\u2019Associazione Nazionale Alpini \u2013<\/strong>.\u00a0<em>Sapevamo che l\u2019ospedale avrebbe dato speranza e aiuto concreto a tante persone e per questo la soddisfazione quando l&#8217;abbiamo terminato \u00e8 stata grandissima. La stessa che proviamo oggi, a distanza di mesi, nel rivedere quelle immagini\u00bb.<\/em><\/p>\n<p style=\"font-weight: 400\"><em>\u201cMai avremmo immaginato di dover impegnarci in una missione umanitaria in Italia. Eppure \u00e8 stata la logica conseguenza dell\u2019esperienza che abbiamo maturato in tanti anni, con i protocolli messi a punto con Ebola e la gestione degli ospedali a 360 gradi. Il documentario mi ha fatto rivivere quei primi giorni di aprile, quando siamo arrivati a Bergamo e insieme agli alpini, agli artigiani e al Papa Giovanni XXIII abbiamo contribuito a organizzare un ospedale dal nulla. Siamo contenti di aver potuto contribuire in un momento cos\u00ec difficile per le nostre comunit\u00e0\u201d<\/em>\u00a0ha dichiarato\u00a0<strong>Rossella Miccio, Presidente di Emergency<\/strong>.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400\">Resilienza. Passione. Determinazione. Forza. Sono emozioni che emergono con chiarezza dal reportage dei fratelli Crespi che dopo aver inquadrato l&#8217;emergenza sanitaria, si concentra anche sulle sue conseguenze socio-economiche. Con la consapevolezza che c&#8217;\u00e8 un&#8217;Italia da ricostruire, un\u2019Italia pi\u00f9 lenta \u2013 forse \u2013 e anche per questo pi\u00f9 autentica. Un Paese che avr\u00e0 molti problemi da affrontare e che dovr\u00e0 farlo, ancora una volta, \u201cA Viso Aperto\u201d.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400\">Il documentario sar\u00e0 presentato il 9 settembre a Bergamo, alle ore 18.30, presso il Centro Congressi Papa Giovanni XXIII, e il 10 settembre a Venezia, tra gli eventi del Fuori Salone della 77\u00b0edizione della Mostra Internazionale dell&#8217;Arte Cinematografica di Venezia.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Una storia raccontata, e soprattutto affrontata, con coraggio:\u00a0\u201cA Viso Aperto\u201d. 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