{"id":52474,"date":"2020-08-11T02:41:29","date_gmt":"2020-08-11T00:41:29","guid":{"rendered":"https:\/\/www.area-press.eu\/comunicatistampa\/?p=52474"},"modified":"2020-08-11T02:41:29","modified_gmt":"2020-08-11T00:41:29","slug":"la-simbolica-siepe-leopardiana-nella-pittura-di-federico-colli","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.area-press.eu\/comunicatistampa\/2020\/08\/11\/la-simbolica-siepe-leopardiana-nella-pittura-di-federico-colli\/","title":{"rendered":"La simbolica siepe leopardiana nella pittura di Federico Colli"},"content":{"rendered":"<p lang=\"it-IT\" align=\"JUSTIFY\">La Dott.ssa Elena Gollini nell&#8217;evidenziare la simbolica connessione con la siepe leopardiana e la produzione pittorica realizzata da Federico Colli ha voluto rimarcare: \u201c<i>Dimensione e misura, ma di altissima quota, con il limite immaginifico della siepe leopardiana di antica memoria e come il limite delle vette delle montagne tanto amate e ammirate da Federico, montagne dove si sente perfettamente a suo agio, perfettamente inserito nel suo habitat ideale, nel suo mondo magico. La leopardiana memoria consentiva di avvertire e concepire l&#8217;infinito nella sua speciale affascinante e intrigante connotazione unica non oltre e non soltanto oltre se stessa, ma oltre quell&#8217;ultimo orizzonte del quale impediva e fermava la vista. I limiti leopardiani declarati nei sublimi versi poetici, reali o immaginari, vengono ripresi da Federico nel tentativo di superarli e valicarli di restituire quel senso di purezza incontaminata alla pittura, proprio come incontaminate e pure sono le sue adorate montagne. La dimensione e la misura diventano di conseguenza in parallelo il limite ultimo ed estremo di una simbolica siepe leopardiana, oltre e al di l\u00e0 della quale \u00e8 possibile immaginare altri spazi, altre vedute, altre prospettive recettive e sensoriali, che Federico si prefigge di raggiungere come traguardo supremo della sua mirabile ricerca. Quell&#8217;oltre che Federico vuole puoi condividere appieno con lo spettatore, all&#8217;insegna di un&#8217;arte che unisce e genera comunione proprio come lo sport. All&#8217;interno della sua poliedrica e versatile idea creativa convergono in perfetta texture ad intreccio figure, ruoli, tempi, che convogliano insieme a formare e comporre il costrutto sintattico in modo sempre appropriato e congeniale, seguendo delle traiettorie che si sviluppano in modo continuo e si evolvono in fieri e in costante divenire, dove il movimento plastico accentuato \u00e8 sinonimo di rinnovamento e di rigenerazione, di trasformazione graduale e progressiva che interviene entro e oltre scavalcando il concettualismo saturo e massificato e i clich\u00e9s standardizzati e concedendo delle preziose opportunit\u00e0 di riflessione attenta e sensibile, che Federico compie in primis con ravveduta consapevolezza e poi offre al fruitore, affinch\u00e9 a sua volta imprima la propria personale e soggettiva valutazione interpretativa. Le chiavi di lettura sono sempre molto attuali e convincenti, argute e acute, senza seguire un certo tipo di disegno fatto con criterio storico o storicizzato in senso stretto e in senso lato, ma cercando invece di procedere oltre. Le opere vanno ammirate con l&#8217;emozione del cuore e la vibrazione del moto dell&#8217;anima, in uno stato quasi estatico sospeso in bilico tra realt\u00e0 e invenzione<\/i>\u201d.<\/p>\n<p lang=\"it-IT\" align=\"JUSTIFY\"><a href=\"http:\/\/www.elenagolliniartblogger.com\/federico-colli\/\">http:\/\/www.elenagolliniartblogger.com\/federico-colli\/<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La Dott.ssa Elena Gollini nell&#8217;evidenziare la simbolica connessione con la siepe leopardiana e la produzione pittorica realizzata da Federico Colli ha voluto rimarcare: \u201cDimensione e misura, ma di altissima quota, con il limite immaginifico della siepe leopardiana di antica memoria e come il limite delle vette delle montagne tanto amate e ammirate da Federico, montagne [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":5066,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[3],"tags":[6969,25,7648,2549,5375,27342,9157,20763,27341,19002,688,723,27343,876,4720,3016,20768,7126,27344,5746],"class_list":["post-52474","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-arte-e-cultura","tag-art","tag-arte","tag-artist","tag-artista","tag-artisti","tag-colli","tag-critica","tag-elena-gollini","tag-federico-colli","tag-gollini","tag-milano","tag-news","tag-notizia","tag-opera","tag-opere","tag-quadri","tag-quadro","tag-stampa","tag-valdostano","tag-valle-daosta"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.area-press.eu\/comunicatistampa\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/52474","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.area-press.eu\/comunicatistampa\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.area-press.eu\/comunicatistampa\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.area-press.eu\/comunicatistampa\/wp-json\/wp\/v2\/users\/5066"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.area-press.eu\/comunicatistampa\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=52474"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.area-press.eu\/comunicatistampa\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/52474\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":52475,"href":"https:\/\/www.area-press.eu\/comunicatistampa\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/52474\/revisions\/52475"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.area-press.eu\/comunicatistampa\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=52474"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.area-press.eu\/comunicatistampa\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=52474"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.area-press.eu\/comunicatistampa\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=52474"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}