{"id":51839,"date":"2020-07-18T15:38:05","date_gmt":"2020-07-18T13:38:05","guid":{"rendered":"https:\/\/www.area-press.eu\/comunicatistampa\/?p=51839"},"modified":"2020-07-18T15:38:05","modified_gmt":"2020-07-18T13:38:05","slug":"lorigine-italiana-e-le-certificazioni-csr-rassicurano-il-consumatore","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.area-press.eu\/comunicatistampa\/2020\/07\/18\/lorigine-italiana-e-le-certificazioni-csr-rassicurano-il-consumatore\/","title":{"rendered":"L\u2019origine italiana e le certificazioni CSR rassicurano il consumatore"},"content":{"rendered":"<p>La <strong>provenienza nazionale<\/strong>, il rispetto per l\u2019ambiente, l\u2019eticit\u00e0 della filiera, la tutela dei lavoratori e del benessere animale sono elementi distintivi sempre pi\u00f9 segnalati in etichetta. Il sell-out del <strong>paniere dei prodotti CSR<\/strong> monitorati dall\u2019Osservatorio Immagino ha raggiunto i <strong>3,8 miliardi di euro<\/strong>.<\/p>\n<p>Avere comportamenti etici e comunicarli ai consumatori si conferma una strategia vincente per le aziende del largo consumo. Loghi, \u201cbollini\u201d e claim che certificano l\u2019origine delle materie prime, le modalit\u00e0 produttive, il rispetto dell\u2019ambiente e dei lavoratori sono percepiti come rassicuranti dagli shopper e i marchi che ne hanno fatto uso hanno ottenuto maggiore spazio sugli scaffali della grande distribuzione. Lo rileva la settima edizione dell\u2019<strong>Osservatorio Immagino di GS1 Italy<\/strong>, realizzato <strong>in collaborazione con Nielsen<\/strong>, che ha preso in esame un paniere di 111.639 prodotti di largo consumo che sviluppano l\u201982% del fatturato italiano di ipermercati e supermercati.<\/p>\n<p><strong>Italianit\u00e0<\/strong><\/p>\n<p>L\u2019<strong>immagine<\/strong> <strong>rassicurante pi\u00f9 diffusa sulle confezioni<\/strong> \u00e8 la <strong>bandiera del paese d\u2019origine<\/strong> (prevalentemente quella italiana): si trova sul 13,4% dei prodotti del paniere Immagino (+0,5% rispetto al 2018), e pesano il 14,6% del giro di affari complessivo che \u00e8 pari a 36 miliardi di euro (Figura 1). Le vendite hanno riguardato principalmente affettati, pasta di semola, surgelati, sughi, detersivi per stoviglie e preparati avicunicoli.<\/p>\n<p><strong>Responsabilit\u00e0 sociale<\/strong><\/p>\n<p>Un ruolo importante lo svolgono anche le certificazioni legate alla <strong>Corporate social responsibility <\/strong>(CSR) presenti sul 7,4% dei prodotti che costituiscono il 10,6% delle vendite (<strong>3,8 miliardi di euro<\/strong>).<\/p>\n<p>In particolare, l\u2019Osservatorio Immagino ha individuato otto certificazioni dell\u2019area CRS. L<strong>e pi\u00f9 rilevanti per giro d\u2019affari<\/strong> sono <strong>FSC <\/strong>(Forest Stewardship Council), che ha sviluppato il maggior incremento delle vendite (+1,0% annuo), <strong>Sustainable cleaning<\/strong> (+0,4%), relativa alla detergenza, e <strong>Friend of the sea<\/strong> (+0,3%), riferito ai prodotti ittici ottenuti in modo sostenibile. Nei 12 mesi analizzati <strong>hanno aumentato la loro<\/strong> <strong>presenza sui prodotti<\/strong> le certificazioni <strong>Ecocert<\/strong> (+19,6% delle vendite) che certifica l\u2019origine naturale o biologica delle materie prime impiegate in alimenti, cosmetici, detersivi e tessuti; <strong>UTZ<\/strong> (+16,2%), che garantisce la produzione sostenibile di the, caff\u00e8 e cioccolato; <strong>Fairtrade<\/strong> (+8,5%), che garantisce il rispetto di migliori condizioni dei lavoratori nei paesi in via di sviluppo, ed <strong>Ecolabel<\/strong> (+4,4%) che attesta il ridotto impatto ambientale delle aziende che hanno ottenuto l\u2019utilizzo del logo. Al contrario i prodotti presentati in etichetta come <strong>Cruelty free <\/strong>(esenti da test sugli animali) hanno accusato una flessione delle vendite di -3,4%, principalmente per la riduzione dell\u2019offerta nei cibi per cani, nelle salviette per bimbi, nei dopo shampoo, nelle creme trattamento corpo e nei prodotti per la pulizia del viso.<\/p>\n<p><strong>Marchi europei<\/strong><\/p>\n<p>Si allarga l\u2019offerta di <strong>prodotti biologici provenienti dall\u2019Unione europea<\/strong>, riconoscibili dal logo <strong>EU Organic<\/strong> che arriva al 6,8% del paniere dell\u2019Osservatorio Immagino, in particolare formaggio grana, uova, panificati senza glutine, surgelati vegetali e frutta secca sgusciata. Si registra per\u00f2 un rallentamento della crescita del valore delle vendite (+2,1% annuo rispetto a +6,2% del 2018 sul 2017).<\/p>\n<p>Il <strong>marchio CE<\/strong> \u00e8 invece presente solo sul 2,1% dei prodotti del largo consumo con un\u2019incidenza dell\u20191,6% del valore delle vendite. Rispetto al 2018 l\u2019offerta di beni dotati di questo riconoscimento \u00e8 salita di +4,9% ed \u00e8 aumentato il giro d\u2019affari soprattutto di uova di Pasqua, dentifrici e prodotti per incontinenti.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong><em>GS1 Italy<\/em><\/strong><em> \u00e8 l\u2019associazione che riunisce 35 mila imprese di beni di consumo. Ha l\u2019obiettivo di facilitare il dialogo e la collaborazione tra aziende, associazioni, istituzioni per creare valore, efficienza, innovazione, per dare pi\u00f9 slancio alle imprese e pi\u00f9 vantaggi al consumatore. Offre soluzioni concrete come i sistemi standard GS1, per favorire la visibilit\u00e0 e l\u2019efficienza della catena del valore. Il pi\u00f9 conosciuto \u00e8 il codice a barre, usato in Italia e in oltre 150 paesi al mondo, permette lo scambio di informazioni tra Industria e Distribuzione con chiarezza, semplicit\u00e0 e senza errori. Propone inoltre tecniche, strumenti, strategie operative: sono i processi condivisi ECR.<\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La provenienza nazionale, il rispetto per l\u2019ambiente, l\u2019eticit\u00e0 della filiera, la tutela dei lavoratori e del benessere animale sono elementi distintivi sempre pi\u00f9 segnalati in etichetta. Il sell-out del paniere dei prodotti CSR monitorati dall\u2019Osservatorio Immagino ha raggiunto i 3,8 miliardi di euro. 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