{"id":50431,"date":"2020-05-27T16:07:34","date_gmt":"2020-05-27T14:07:34","guid":{"rendered":"https:\/\/www.area-press.eu\/comunicatistampa\/?p=50431"},"modified":"2020-05-27T16:07:34","modified_gmt":"2020-05-27T14:07:34","slug":"presentata-da-vittorio-sgarbi-la-pro-biennale-nel-cuore-di-venezia","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.area-press.eu\/comunicatistampa\/2020\/05\/27\/presentata-da-vittorio-sgarbi-la-pro-biennale-nel-cuore-di-venezia\/","title":{"rendered":"Presentata da Vittorio Sgarbi, la Pro Biennale nel cuore di Venezia"},"content":{"rendered":"<p>Cosa significa essere artisti oggi e come si fa selezione? Questa era la questione cardine del panorama artistico, non solo nazionale, a cui <strong>Pro Biennale<\/strong> provava a dare una soluzione. Questo prima della pandemia. Ma dopo? Anche. Cos\u00ec l\u2019appuntamento, ma non l\u2019intenzione di offrire l\u2019arte democratica, \u00e8 stato posticipato da maggio a luglio. Con la stessa scaletta. Presentata a <strong>Venezia <\/strong>dal prof. <strong>Vittorio Sgarbi<\/strong>, raccoglier\u00e0 le opere di artisti italiani e stranieri contemporanei degni di essere notati e annotati.<\/p>\n<p>Da segnare intanto il giorno dell\u2019inaugurazione: gioved\u00ec <strong>23 luglio 2020<\/strong>. Doppio il vernissage, che comincer\u00e0 alle <strong>13<\/strong> con l\u2019apertura dello Spoleto Pavilion, altrimenti conosciuto come<strong> Palazzo Ivancich<\/strong> a 300 metri da piazza San Marco, l\u2019evento continuer\u00e0 alle <strong>15.30<\/strong> alla <strong>Scuola Grande di San Teodoro<\/strong>, a pochi passi dal Ponte di Rialto.<\/p>\n<p>La rassegna porta i contributi di importanti personalit\u00e0 del mondo della cultura, della politica e dello spettacolo. A partire da Vittorio Sgarbi e dal curatore di mostre e grandi eventi <strong>Salvo Nugnes<\/strong>, organizzatore di Pro Biennale, troviamo: il soprano <strong>Katia Ricciarelli<\/strong>, <strong>Morgan<\/strong>, la scrittrice e psicoterapeuta <strong>Maria Rita Parsi<\/strong>, la giornalista e scrittrice <strong>Silvana Giacobini<\/strong>, gi\u00e0 direttrice di \u00abChi\u00bb e di \u00abDiva e Donna\u00bb, e il direttore di Tgcom24 <strong>Paolo Liguori<\/strong>. Ma anche il sindaco di Venezia <strong>Luigi Brugnaro<\/strong>, l\u2019assessore al Turismo <strong>Paola Mar<\/strong>, il presidente della regione Veneto <strong>Luca Zaia<\/strong>, l\u2019artista <strong>Jos\u00e9 Dal\u00ed<\/strong>, figlio di Salvador Dal\u00ed, la giornalista RAI <strong>Antonietta Di Vizia<\/strong> e il fotografo internazionale <strong>Roberto Villa<\/strong>, amico di Pier Paolo Pasolini e di Dario Fo. Fino ad arrivare al Premio Oscar <strong>Gianni Quaranta<\/strong>, a <strong>Carlo Motta<\/strong> di Editoriale Giorgio Mondadori, <strong>Patrick<\/strong>, vincitore morale del <em>Grande Fratello Vip <\/em>e inviato speciale di <em>Striscia la Notizia<\/em>, e la giornalista di Rete Veneta <strong>Angelica Montagna<\/strong>.<\/p>\n<p>Rendere l\u2019arte e la cultura fruibili per tutti e far conoscere a un pubblico il pi\u00f9 vasto possibile gli artisti contemporanei \u00e8 la missione di cui Pro Biennale da anni si fa promotrice. Lodandone l\u2019intento, Vittorio Sgarbi ritorna sul problema delle selezioni commentando: \u00abQuanti sono gli artisti oggi nel mondo? Forse un milione, forse due milioni. E in Italia quanti sono? Almeno cinquantamila. Se io fossi stato Vittorio Pica, famoso critico d\u2019arte della prima met\u00e0 del secolo scorso, o se fossi stato un critico come Ugo Ojetti, insomma, fino al 1950 avrei potuto avere una piantina con tutti gli artisti regione per regione. Perch\u00e9 essere artisti voleva dire qualcosa di distinguibile. Non c\u2019era, per esempio, il mondo femminile: era del tutto esterno all\u2019arte fino alla seconda met\u00e0 del secolo scorso. Quindi un critico poteva dominare l\u2019Italia con un panorama di forse mille artisti, conoscendoli tutti. Io come faccio, come fa un critico a conoscerli tutti? Con quale possibilit\u00e0, con quale verosimiglianza e con quale rispetto della loro ricerca?\u00bb<\/p>\n<p>Pro Biennale \u00e8 la risposta di Venezia a una questione sempre pi\u00f9 pressante nel mondo dell\u2019arte. Il diritto alla creativit\u00e0 tuttora non \u00e8 contemplato dalla Costituzione italiana, sebbene il mondo sia cambiato rispetto a settant\u2019anni fa. Ci sono la democrazia, l\u2019alfabetizzazione e c\u2019\u00e8 finalmente l\u2019attivit\u00e0 creativa femminile. C\u2019\u00e8, paradossalmente, un eccesso di creativit\u00e0 che viene ignorata. \u00abLa creativit\u00e0 \u2012 continua il critico d\u2019arte \u2012 non \u00e8 pi\u00f9 per pochi. Ora, cosa deriva da questo? Un progresso per i creativi, una difficolt\u00e0 per i critici. Oggi non posso pi\u00f9 scegliere perch\u00e9 non so quanti sono gli artisti. Posso solo osservarli\u00bb. E per farlo Pro Biennale diventa vitale.<\/p>\n<p>A valorizzare maggiormente l\u2019esposizione, due cornici storiche nel cuore di Venezia. Il Palazzo Ivancich, secolare dimora nobile sita a Castello 4421, e la Scuola Grande di San Teodoro (San Marco 4810). Qui le opere resteranno esposte dal 23 luglio al 7 agosto 2020, visitabili gratuitamente tutti i giorni dalle 10 alle 18, eccetto il luned\u00ec.<\/p>\n<p>Per maggiori informazioni \u00e8 possibile chiamare il 388 7338297.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Cosa significa essere artisti oggi e come si fa selezione? Questa era la questione cardine del panorama artistico, non solo nazionale, a cui Pro Biennale provava a dare una soluzione. Questo prima della pandemia. Ma dopo? Anche. Cos\u00ec l\u2019appuntamento, ma non l\u2019intenzione di offrire l\u2019arte democratica, \u00e8 stato posticipato da maggio a luglio. 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