{"id":47889,"date":"2020-02-26T18:39:05","date_gmt":"2020-02-26T17:39:05","guid":{"rendered":"https:\/\/www.area-press.eu\/comunicatistampa\/?p=47889"},"modified":"2020-02-26T18:39:05","modified_gmt":"2020-02-26T17:39:05","slug":"la-storia-dellabbigliamento","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.area-press.eu\/comunicatistampa\/2020\/02\/26\/la-storia-dellabbigliamento\/","title":{"rendered":"La storia dell\u2019abbigliamento"},"content":{"rendered":"<p>L\u2019abbigliamento nasce in tempi preistorici per rispondere a esigenze di tipo utilitaristico. Esso protegge il corpo umano dai pericoli dell\u2019ambiente: sia agenti atmosferici (freddo, pioggia, sole..), sia insetti, sostanze tossiche, armi e altri rischi alla sicurezza personale.<\/p>\n<p>Tutti gli scavi finora effettuati che hanno portato al rinvenimento di oggetti e resti fossili risalenti al Paleolitico (da circa 2,5 milioni a 11-10.000 anni fa) non hanno portato alla luce elementi che possano dimostrare con sicurezza l\u2019utilizzo di oggetti di abbigliamento da parte di ominidi in quel periodo.<\/p>\n<p>Il ritrovamento di rudimentali strumenti in pietra, realizzati con la tecnica della pietra scheggiata, atti con ogni probabilit\u00e0 alla trasformazione delle pelli in indumenti, ha per\u00f2 portato molti antropologi a sostenere che gi\u00e0 18.000 anni fa (periodo Magdaleniano), e forse anche prima, gli uomini utilizzassero pelli per coprirsi.<\/p>\n<p>In questo contesto la ragione fondamentale per cui gli esseri umani cominciarono a lavorare le pelli, per poi indossarle, \u00e8 da ricercarsi nella necessit\u00e0 di coprire il corpo, nudo e pi\u00f9 fragile rispetto ad altri animali, dalle intemperie. Non sono comunque da sottovalutare altri fattori.<\/p>\n<p>Tra questi occorre citare la funzione simbolica dell\u2019abbigliamento: indossare la pelle di un altro animale era equivalente a identificarsi con esso, oltre a dimostrare la propria forza, con cui si era ucciso lo stesso. Con ogni probabilit\u00e0 l\u2019introduzione delle pelli per coprire il corpo ha un legame anche con delle forme primitive di pudore.<\/p>\n<p>Questo contravviene alcune teorie secondo le quali il senso del pudore sia stata una condizione psicologica dettata dall\u2019abbigliamento: essendo gli altri appartenenti alle comunit\u00e0 primitive coperti, l\u2019uomo nudo percepiva la propria diversit\u00e0 dalla norma ed era portato ad equipararsi agli altri per non essere \u201cescluso\u201d.<\/p>\n<p>L\u2019adozione di forme di abbigliamento agli albori della civilt\u00e0 umana \u00e8 quindi dovuta sia ad un fattore funzionale (protezione del corpo) sia a fattori di altra natura (simbolici, religiosi, psicologici, ecc.).<\/p>\n<p>Durante gli ultimi millenni dell\u2019Et\u00e0 della pietra l\u2019utilizzo di pelli di animali per coprirsi si diffuse tra gli uomini. Una vera e propria rivoluzione nel costume avvenne nel momento in cui si diffuse tra le civilt\u00e0 preistoriche la lavorazione dei tessuti, che spesso garantivano maggiore protezione dal freddo e una maggiore reperibilit\u00e0.<\/p>\n<p>La nascita della tessitura, avvenuta intorno al VI-V millennio, port\u00f2 ad una notevole crescita dell\u2019uso delle vesti, che venivano tessute anche grazie ai primi telai, che apparvero proprio nel Neolitico, anche se erano assai rudimentali. La filatura e la tessitura furono introdotte nel mondo antico grazie agli strumenti, che gli uomini preistorici iniziarono ad utilizzare intorno al 4500 a.C.<\/p>\n<p>Nel Mondo antico l\u2019abbigliamento era costituito esclusivamente da oggetti filati di tessuto, e l\u2019utilizzo di pelli di animale fu ben presto superato nella maggior parte delle comunit\u00e0 gi\u00e0 a partire dal I millennio a.C. I tessuti utilizzati variano a seconda del luogo: ad esempio in Cina era assai sviluppata la produzione della seta, in India la canapa ed il cotone ed in Egitto il lino.<\/p>\n<p>In Europa occorre ricordare come i Fenici furono i primi a praticare la tintura dei tessuti, grazie alla scoperta del pigmento della porpora, ricavato dall\u2019essiccazione del murice.<\/p>\n<p>A questo punto dell\u2019evoluzione umana l\u2019abbigliamento non era pi\u00f9 visto esclusivamente come metodo per proteggersi da intemperie o altri agenti esterni, ma costituiva soprattutto un simbolo di appartenenza ad un gruppo (economico, religioso, politico, ecc.). I popoli mediterranei consideravano la porpora un bene di lusso ed i Fenici ottennero grossi guadagni vendendola alle altre popolazioni. Tra gli altri tessuti utilizzati nel mondo antico ricordiamo il cotone, la lana e il bisso.<\/p>\n<p>L\u2019Impero Romano con la sua grande espansione venne in contatto con gli usi ed i costumi di molte popolazioni, dalle quali import\u00f2 l\u2019utilizzo di alcuni tessuti per il vestiario quotidiano o riservato ai pi\u00f9 ricchi. Vengono cos\u00ec confezionati abiti come la toga, la tunica ed il pallio.<\/p>\n<p>Dopo Roma la filatura e la tessitura di seta, lino e lana diventano comuni a gran parte delle comunit\u00e0 europee, in particolare quella Bizantina, grazie ai suoi rapporti privilegiati (data la collocazione geografica) con l\u2019Oriente. Di queste tre fibre tessili la pi\u00f9 diffusa in questo periodo fu certamente la lana, sia per ragioni economiche (l\u2019allevamento di ovini era abbastanza diffuso) che funzionali (alta capacit\u00e0 termica della stessa).<\/p>\n<p>Lo sviluppo del settore tessile conosce un fermento, almeno per quanto riguarda l\u2019Europa, a partire dai primi secoli del I millennio d.C., grazie soprattutto ad una rinascita degli scambi commerciali sia tra le nazioni sia tra Oriente ed Occidente. In Italia l\u2019importazione di tessuti era uno dei fattori che produssero pi\u00f9 ricchezza per le repubbliche marinare, anche se assunse un certo rilievo anche il commercio interno, soprattutto per rifornire le citt\u00e0 pi\u00f9 ricche (Firenze, Palermo, Lucca, ecc.).<\/p>\n<p>L\u2019abbigliamento di lusso o comunque con materiali pregiati rimase appannaggio delle classi nobiliari, delle corti di re e imperatori e dei ceti pi\u00f9 abbienti (grandi commercianti, banchieri, ecc.). La qualit\u00e0 generale delle vesti comunque aumenta anche per le fasce di popolazione meno agiate, anche grazie all\u2019adozione di strumenti che permettono una maggiore precisione nella sartoria: il ditale, gli aghi d\u2019acciaio, le forbici a lame incrociate.<\/p>\n<p>Lo sviluppo dell\u2019abbigliamento era andato di pari passo con quello della tecnologia tessile, in particolare con lo sviluppo dei telai: nel 1790, nell\u2019ambito della Rivoluzione industriale, Joseph-Marie Jacquard inventa l\u2019omonimo telaio, che permette di aumentare sia la precisione sia la velocit\u00e0 di produzione dei tessuti.<\/p>\n<p>L\u2019evoluzione tecnologica si estende anche ai filatoi: tutto ci\u00f2 attribuisce il primato nell\u2019industria tessile ai paesi che per primi sono investiti dal fenomeno della rivoluzione industriale, tra tutti l\u2019Inghilterra. Il mercato del vestiario conosce una crescita continua: la produzione tessile si meccanicizza e razionalizza assumendo notevoli dimensioni, rendendo l\u2019industria dell\u2019abbigliamento la pi\u00f9 sviluppata del periodo.<\/p>\n<p>Tra le fine del Settecento e l\u2019Ottocento l\u2019industria tessile \u00e8 in grado di soddisfare le richieste, oltre che delle classi pi\u00f9 abbienti, anche della media e bassa borghesia. Durante il XIX secolo cominciano ad apparire quei tipi di vestiti che sono utilizzati ancora oggi: aderenti al corpo, con le maniche, leggeri o pesanti, con stoffe prevalentemente scure.<\/p>\n<p>Il miglioramento delle condizioni igieniche, assieme a quelle economiche, permette ad una buona parte della popolazione europea e nord-americana di indossare la biancheria. Il 1842 \u00e8 un\u2019altra data fondamentale: John J. Greenough brevetta la macchina per cucire, con la quale gli indumenti possono essere confezionati con grande velocit\u00e0, ed il risparmio di denaro che ne deriva fa s\u00ec che la produzione pu\u00f2 assumere dimensioni ancora pi\u00f9 vaste.<\/p>\n<p>L\u2019industria dell\u2019abbigliamento pu\u00f2 adesso realizzare la produzione in serie dei vestiti, favorendo la creazione di centri industriali tessili e di grandi magazzini per la vendita dei loro prodotti. Successivamente, sia nell\u2019Ottocento che nel secolo successivo, il perfezionamento della macchina per cucire permetter\u00e0 di meccanizzare anche altre operazioni (ricamo, soprafilo, rammendo, cucitura dei bottoni, ecc.).<\/p>\n<p>L\u2019abbigliamento conobbe, nel XX secolo, una evoluzione straordinaria, ed una espansione produttiva e tecnologica senza pari. I due conflitti mondiali, ed i relativi dopoguerra, portano, dapprima, la crisi economica in molte nazioni: i materiali pregiati diventano appannaggio di pochissimi, mentre si diffondono quelli di recupero (lana riciclata, sughero per le scarpe).<\/p>\n<p>In seguito, con il miglioramento della situazione economica, si ha un sempre maggiore sviluppo dell\u2019industria del vestiario, che introduce, oltre ad una grandissima scelta di nuovi prodotti (busti, tailleur, gonne, jeans, tute da sport tanto per citarne alcuni) anche la scelta di nuovi materiali frutto della tecnologia come le fibre artificiali e sintetiche, meno costose e adattabili a situazioni diverse (tecnofibra).<\/p>\n<p>Articolo offerto da La Bottega del Camice,\u00a0<a href=\"http:\/\/www.labottegadelcamice.it\/\">abbigliamento professionale Brescia<\/a>.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>L\u2019abbigliamento nasce in tempi preistorici per rispondere a esigenze di tipo utilitaristico. 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