{"id":47534,"date":"2020-02-14T23:40:48","date_gmt":"2020-02-14T22:40:48","guid":{"rendered":"https:\/\/www.area-press.eu\/comunicatistampa\/?p=47534"},"modified":"2020-02-14T23:40:48","modified_gmt":"2020-02-14T22:40:48","slug":"spoleto-arte-il-fotografo-internazionale-roberto-villa-ricorda-dario-fo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.area-press.eu\/comunicatistampa\/2020\/02\/14\/spoleto-arte-il-fotografo-internazionale-roberto-villa-ricorda-dario-fo\/","title":{"rendered":"Spoleto Arte: il fotografo internazionale Roberto Villa ricorda Dario Fo"},"content":{"rendered":"<p>Il vernissage della <strong>mostra Dario Fo e l\u2019arte contemporanea<\/strong>, tenutosi lo scorso gioved\u00ec 6 febbraio a <strong>Roma<\/strong> ha visto l\u2019intervento di numerosi ospiti vip, tra cui Dino Zoff, Pippo Franco, Maria Rita Parsi. Abbiamo voluto conoscere meglio chi ha reso possibile la mostra sul grande Premio Nobel a cura di Vittorio Sgarbi e Salvo Nugnes. Chi per oltre sessant\u2019anni ha collaborato con Dario Fo e ora ne porta il nome e il ricordo in mostra attraverso le sue immagini. Si tratta del fotografo di fama internazionale <strong>Roberto Villa<\/strong>, semiologo e studioso dell\u2019immagine, amico di Dario Fo e Pier Paolo Pasolini.<\/p>\n<p>Dopo una tourn\u00e9e iniziata al Comune di Castel Franco Emilia, proseguita all\u2019Ambasciata di Belgrado e presso il Teatro Nazionale Serbo, presso l\u2019Ambasciata e Istituto Italiano di Cultura Sloveno di Lubiana, poi di Vienna e di Pechino, al Teatro Nazionale Cinese, presso l\u2019Ambasciata e l\u2019Istituto Italiano di Cultura di Minsk e il Teatro Nazionale Bielorusso, \u00e8 proprio il caso di dire: finalmente a Roma!<\/p>\n<h4>Finalmente a Roma con la mostra dedicata a Dario Fo. Come vi siete conosciuti e cosa l\u2019ha spinta a proporre una serie di mostre sul Giullare Nobel?<\/h4>\n<p>1968, Genova, Camera del Lavoro, \u00e8 l\u00ec che ci siamo incontrati.<\/p>\n<p>Da studioso dei linguaggi delle arti ero molto interessato allo sperimentalismo ed alle innovazioni nel mondo della comunicazione delle diverse forme dello spettacolo, teatro e cinema, musica e pittura, e via. Non a caso nel 1949 avevo studiato la appena nata \u201cTeoria dell\u2019informazione\u201d.<\/p>\n<p>Le nostre conversazioni sono state immediatamente \u201cnutrienti\u201d grazie ai comuni interessi, alla grande Cultura di Dario ed alla mia preparazione di ingegnere elettronico dagli interessi anomali.<\/p>\n<p>Il punto forte comune era operare per i <em>minus sapiens<\/em>, poich\u00e9 \u00e8 la cultura che rende liberi e, per potere fare cultura, contattando i Grandi e per collaborare con loro, avevo scelto la fotografia, quella che mi ha consentito di costruire documenti unici sul fare poetico dei grandi intellettuali con cui ho collaborato facendo anche fotografia.<\/p>\n<p>Quelle foto, infatti, non sono destinate ad essere appese ad un muro e basta, ma sono una <em>overture<\/em> che mi consente di parlare di cultura a decine di migliaia di giovani e no, ogni anno, non solo facendo loro scoprire il teatro, quello rivoluzionario linguisticamente di Dario Fo, ma rivelando anche i meccanismi del processo creativo in tutte le arti.<\/p>\n<figure style=\"width: 600px\" class=\"wp-caption alignleft\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.ezrome.it\/images\/eventi-roma\/lintervento_di_Roberto_Villa.jpg\" alt=\"roberto villa\" width=\"600\" height=\"300\" \/><figcaption class=\"wp-caption-text\">l&#8217;intervento di Roberto Villa durante il vernissage<\/figcaption><\/figure>\n<h4>Come si \u00e8 comportato il pubblico di questo progetto itinerante? Le reazioni sono diverse a seconda della cultura di appartenenza? Quanto \u00e8 conosciuto Fo all\u2019estero e quanto in Italia?<\/h4>\n<p>Grazie all\u2019interattivit\u00e0, tra autore ed immagine nasce un dialogo che d\u00e0 luogo a domande imperniate sul senso del lavoro e sul cosa rappresentano le immagini.<\/p>\n<p>Le diversit\u00e0 appaiono nella differente cultura dei singoli, quasi nessuno conosce le regole della composizione di un\u2019immagine, ed ancor meno la differenza fra la composizione nella cultura occidentale e quella nella cultura orientale per cui, con ogni risposta,\u00a0 faccio un mini corso di semantica dell\u2019immagine.<\/p>\n<p>In tutto il mondo in cui ho presentato i lavori di Dario Fo il nostro Nobel \u00e8 conosciuto e, spesso, pi\u00f9 di quanto lo sia in Italia.<\/p>\n<h4>C\u2019\u00e8 uno scatto a cui \u00e8 legato o un ricordo con Dario Fo a cui \u00e8 particolarmente affezionato?<\/h4>\n<p>S\u00ec, c\u2019\u00e8. Si tratta di una immagine in cui Dario, al centro del palco, in piedi, sta agitando le mani che appaiono \u201csfocate da movimento\u201d: quella foto \u00e8 nata per dimostrare proprio che il recitativo non era mai statico ma dinamico.<\/p>\n<p>Mentre facevamo quelle prove, noi due soli sul palcoscenico, Franca Rame, con suo divertimento, ci seguiva seduta in sala, talch\u00e9 ad un certo punto, con una espressione tipicamente milanese ha sigillato le nostre sperimentazioni con un \u201c<em>Sembrate due pirla!\u201d<\/em><\/p>\n<h4>Lavorando a stretto contatto con grandi della cultura italiana e non solo, come ha fatto lei, si viene influenzati dal loro carisma? In che modo?<\/h4>\n<p>\u00c8 proprio lo stretto contatto che non fa percepire il carisma destinato al pubblico. Quando gli argomenti della conversazione risultano molto complessi si stabiliscono rapporti ad elevata, autentica empatia ed anche di amicizia.<\/p>\n<p>In quel caso il contributo delle due parti diventa paritetico e non porta con s\u00e9 nessuna connotazione di superiorit\u00e0 di \u201ccasta\u201d.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft\" src=\"https:\/\/giornalelora.it\/wp-content\/uploads\/2020\/02\/mostra-spoleto.jpg\" alt=\"roberto villa\" width=\"698\" height=\"557\" \/><\/p>\n<h4>Nelle sue rassegne c\u2019\u00e8 una forte interrelazione artistica, dalla fotografia al teatro, dalla pittura alla scultura. Il fatto che molte forme d\u2019arte comunichino tra loro non dovrebbe stupirci, dovremmo essere educati a questo oppure, secondo lei, la questione va affrontata diversamente? E cosa direbbe Dario Fo?<\/h4>\n<p>\u00c8 presente, a nostra difesa, la percezione separata, per ogni \u201ccategoria\u201d artistica cos\u00ec, quando tre anni fa ho scritto su Facebook \u201cFotografia: Finalmente si parla di Cultura\u201d, in relazione agli <em>Stati Generali della Fotografia<\/em> voluti dal Ministro Franceschini, 75 fotografi mi hanno scritto: \u201cCosa c\u2019entra la cultura con la fotografia?\u201d<\/p>\n<p>Viceversa, chi fa pittura o scultura \u00e8 convinto di fare cultura con la C maiuscola, spesso una pia illusione. Tutti, proprio tutti, quando scelgono una qualsiasi forma di comunicazione esprimono sempre la <em>loro<\/em> cultura che, raramente, \u00e8 meritevole della C maiuscola ma che, di certo, \u00e8 l\u2019impronta digitale (non elettronica, ma da <em>digitus<\/em>), del loro stato culturale meritevole, sia dell\u2019appellativo pi\u00f9 elevato o sia del pubblico ludibrio.<\/p>\n<p>Dario Fo \u00e8 stato uno studioso, uno storico, un letterato, e come tale ha potuto e saputo travalicare molte categorie passando dalla letteratura alla drammaturgia, dalla recita alla pittura, dimostrando che solo chi si \u00e8 dato gli strumenti idonei, con lo studio, con la conoscenza, non solo pu\u00f2 essere libero, ma pu\u00f2 operare per la libert\u00e0 altrui.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il vernissage della mostra Dario Fo e l\u2019arte contemporanea, tenutosi lo scorso gioved\u00ec 6 febbraio a Roma ha visto l\u2019intervento di numerosi ospiti vip, tra cui Dino Zoff, Pippo Franco, Maria Rita Parsi. 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