{"id":45933,"date":"2019-12-10T10:55:14","date_gmt":"2019-12-10T09:55:14","guid":{"rendered":"https:\/\/www.area-press.eu\/comunicatistampa\/?p=45933"},"modified":"2019-12-10T10:55:14","modified_gmt":"2019-12-10T09:55:14","slug":"ecco-i-segreti-di-scrinium-cosi-cloniamo-i-documenti-antichi-e-proteggiamo-la-storia-dellumanita","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.area-press.eu\/comunicatistampa\/2019\/12\/10\/ecco-i-segreti-di-scrinium-cosi-cloniamo-i-documenti-antichi-e-proteggiamo-la-storia-dellumanita\/","title":{"rendered":"Ecco i segreti di Scrinium. &#8220;Cos\u00ec cloniamo i documenti antichi e proteggiamo la storia dell&#8217;umanit\u00e0&#8221;"},"content":{"rendered":"<p>Il sogno \u00e8 quello antico, quello della conoscenza vera. \u00c8 il desiderio di ogni studioso, quello di toccare con mano i documenti dove la storia pulsa nella sua anima originale. Per poi diffonderla, raccontarla, renderla popolare. E migliorare, con la cultura, la societ\u00e0 nella quale viviamo. Scrinium nasce nel 2000, oggi ha sede a Mestre. Attraverso le pi\u00f9 avanzate tecnologiche nel campo del rilievo documentario, l\u2019azienda si \u00e8 data come mission quella di realizzare cloni di documenti e opere letterarie dei secoli andati. Il volto di Scrinium \u00e8 quello del suo fondatore, Ferdinando Santoro, tra i pochissimi ad ottenere la fiducia dei maggiori enti conservatori, su tutti l\u2019Archivio Segreto Vaticano.\u00a0 \u201cMa le nostre ricerche non si fermano mai, ci muoviamo negli archivi di tutto il mondo alla ricerca di documenti preziosi per l\u2019umanit\u00e0\u201d, spiega Santoro.<\/p>\n<p><strong>Presidente Santoro, partiamo dall\u2019inizio. Come fate a scoprire negli archivi segreti questi documenti cos\u00ec unici?<\/strong><\/p>\n<p>\u201cAll\u2019inizio entrare negli archivi degli enti conservatori \u00e8 stato difficile, quasi impossibile. Ma a poco a poco abbiamo dimostrato la nostra autorevolezza e ottenuto ad esempio un mandato fiduciario esclusivo, conferito dalla Prefettura dell\u2019Archivio Pontificio, per la realizzazione, la diffusione e la promozione internazionale dei documenti custoditi all\u2019interno dell\u2019Archivio Segreto Vaticano nel progetto Exemplaria Praetiosa. Ma non solo. Nel tempo, Scrinium \u00e8 stata scelta anche dalla Biblioteca Apostolica Vaticana e dal Sacro Convento di San Francesco in Assisi per la riproduzione scientifica dei loro preziosissimi manoscritti\u201d.<\/p>\n<p><strong>Dopo aver individuato un documento, come procedete per clonarlo?<\/strong><\/p>\n<p>\u201cIl lavoro inizia col restauro conservativo e con la raccolta di informazioni inedite sulla storia del documento, elementi che poi ci serviranno per farlo conoscere al mondo, anche alle persone meno esperte. Poi inizia un minuzioso lavoro di ricerca paleografica e ripetuti rilievi e analisi sulla struttura bio-chimico-fisica del reperto storico. L\u2019attivit\u00e0 di ricerca scientifica sul materiale-fonte viene condotta da un team di studiosi ed esperti. Quindi si procede alla scelta dei materiali per il realizzo dell\u2019opera, che devono essere il pi\u00f9 possibile identici agli originali. Le istituzioni conservatrici, alla conclusione del processo, rilasciano un documento di certificazione ufficiale che \u00e8 la conferma del nostro operato e del fatto che il clone \u00e8 assolutamente identico all\u2019originale\u201d.<\/p>\n<p><strong>Le opere che avete diffuso nel corso degli anni sono moltissime. Tra tutte, quali sono quelle che ritenete pi\u00f9 importanti?<\/strong><\/p>\n<p>\u201cVanno sicuramente citati la bolla \u201cAntiquorum habet fidem\u201d per l\u2019indizione del primo giubileo con Bonifacio VIII, le pergamene degli atti integrali del processo ai Cavalieri Templari (1308), la supplica dei pari d\u2019Inghilterra a Papa Clemente VII con richiesta di annullamento del matrimonio di Enrico VIII con Caterina d\u2019Aragona (1530), ma persino gli unici scritti autografi superstiti di San Francesco. Sono momenti che si studiano nei libri di storia, sono fatti che travalicano il tempo. E\u2019 sempre un\u2019emozione vedere le parole dalle quali si sono originati\u201d.<\/p>\n<p><strong>Uno degli ultimi lavori che avete presentato, il Testamento di Marco Polo del 1324, ha fatto molto parlare di s\u00e9. Come avete fatto a portarlo alla luce?<\/strong><\/p>\n<p>\u201cLa ricerca del documento \u00e8 iniziata alla Biblioteca Nazionale Marciana di Venezia, dove si conserva fin dalla prima met\u00e0 dell\u2019Ottocento la pergamena su cui Marco Polo, dal suo letto di morte, dett\u00f2 le sue volont\u00e0. Il testamento fu redatto dal prete-notaio Giovanni Giustinian il 9 gennaio 1324. La pergamena \u00e8 stata ritrovata all\u2019interno del codice marciano Lat. V, 58-59, che raccoglie anche i testamenti del padre Niccol\u00f2 e dello zio Matteo, compagni di Marco nel lungo viaggio alla corte di Kublai Khan del 1271\u201d.<\/p>\n<p><strong>Concretamente come avete operato?<\/strong><\/p>\n<p>\u201cLa prima fase \u00e8 stata quelle delle analisi delle caratteristiche chimico-fisiche da parte di un\u2019\u00e9quipe di specialisti in microbiologia. Contestualmente, il professor Attilio Bartoli Langeli, paleografo di fama internazionale, ha realizzato la prima edizione diplomatica corretta e completa del testo. Il testamento \u00e8 stato quindi consegnato per il restauro all\u2019Icrcpal, l&#8217;Istituto centrale per il restauro e la conservazione del patrimonio archivistico e librario di Roma. Quindi \u00e8 intervenuta Scrinium per le fasi di rilievo e le successive riprese ad altissima definizione sui documenti\u201d.<\/p>\n<p><strong>E alla fine il documento \u00e8 stato mostrato al mondo. Che analisi sono state fatte sulla figura di Marco Polo dai professionisti della cultura, che per la prima volta hanno potuto vederlo?<\/strong><\/p>\n<p>\u201cDonazioni alla chiesa per salvarsi l\u2019anima, la liberazione dello schiavo, l\u2019eredit\u00e0 per la moglie e alle figlie in un momento storico nel quale si lasciava tutto al ramo maschile: ne emerge il ritratto che, per usare una sintesi pi\u00f9 consona ai nostri tempi che ai suoi, lo renderebbe una sorta miliardario femminista. Il resto \u00e8 l\u2019elenco degli oggetti mitici che aveva riportato dalla Cina: bottoni di ambra, stoffe traforate in oro, drappi di seta, redini di foggia singolare, persino il pelo di yak e una \u201czoia\u201d in oro con pietre e perle\u201d.<\/p>\n<p><strong>L\u2019altra grande opera per la quale Scrinium \u00e8 finita recentemente al centro dell\u2019attenzione dei mass media \u00e8 lo studio dell\u2019uomo Vitruviano, che avviene durante le celebrazioni per i cinque secoli dalla morte di Leonardo. Si intitola \u201cNovatio et Ingenium\u201d e mostra il lato umano di Leonardo da Vinci. Come si opera in casi come questi?<\/strong><\/p>\n<p>\u201cIl metodo \u00e8 stato quello del confronto con i disegni di un altro personaggio geniale, molto stimato dai suoi contemporanei ma in seguito trascurato per secoli dagli studiosi: l\u2019artista e ingegnarius senese Francesco di Giorgio Martini. Abbiamo messo in dialogo il Codice Vaticano Urb. Lat. 1757, ossia il prezioso taccuino privato con gli schizzi del Martini, tesoro della Biblioteca Apostolica Vaticana solo raramente esposto al pubblico, con un elegante volume d\u2019arte che contiene 97 tavole raffiguranti disegni e progetti di Leonardo\u201d.<\/p>\n<p><strong>Di fatto, sembra che Leonardo abbia copiato dal Martini quella celebre immagine. \u00c8 cos\u00ec?<\/strong><\/p>\n<p>\u201cAbbiamo chiarito in che modo Leonardo avesse colto dal Martini, e non da Vitruvio, i rapporti fra le varie parti del corpo umano e l\u2019altezza totale dell\u2019uomo, la prima idea della rappresentazione grafica di quei rapporti numerici e la loro famosa inscrizione entro circoli e quadrati. Nel taccuino di Martini spicca infatti un disegno dello studio delle proporzioni della figura umana: un uomo dentro ad un cerchio con braccia e gambe aperte, \u201cla famosa posa vitruviana\u201d a dimostrazione che molte delle invenzioni di Leonardo sono chiaramente anticipate, descritte e disegnate da Martini\u201d.<\/p>\n<p><strong>Il nuovo volto di Leonardo \u00e8 dunque meno geniale e pi\u00f9 umano, quello di un intellettuale immerso nel suo tempo?<\/strong><\/p>\n<p>\u201cLeonardo era un uomo che frequentava l\u2019ambiente degli intellettuali dell\u2019epoca e si confrontava con altre menti illuminate\u201d.<\/p>\n<p><strong>Dal lato umano di Marco Polo all\u2019ispirazione di Leonardo. Cosa si prova ad entrare nell\u2019intimit\u00e0 della storia attraverso i suoi libri?<\/strong><\/p>\n<p>\u201cNel corso della storia sono stati infatti stampati milioni di libri e scritti documenti di ogni genere. Alcuni di questi sono architravi culturali sui quali si basa la nostra civilt\u00e0. Queste \u201ccarte\u201d che travalicano il tempo sono difese in archivi segreti, in preziosi caveau dove solo pochissime mani elette, quelle dei conservatori e di una selezionatissima schiera di intellettuali, possono ancora sfogliarle. Se Scrinium esiste \u00e8 proprio per rispondere alla sua domanda: permettere a tutti di entrare dentro la storia reale, toccando con mano i suoi documenti. Siamo generatori di emozioni culturali, vogliamo far conoscere al mondo i segreti intimi della storia culturale, mostrare concretamente questi scrigni dove sono rinchiusi. E quando ci riusciamo troviamo l\u2019energia per ripartire con una nuova ricerca documentale\u201d.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il sogno \u00e8 quello antico, quello della conoscenza vera. \u00c8 il desiderio di ogni studioso, quello di toccare con mano i documenti dove la storia pulsa nella sua anima originale. Per poi diffonderla, raccontarla, renderla popolare. E migliorare, con la cultura, la societ\u00e0 nella quale viviamo. Scrinium nasce nel 2000, oggi ha sede a Mestre. 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