{"id":43693,"date":"2019-09-15T19:30:01","date_gmt":"2019-09-15T17:30:01","guid":{"rendered":"https:\/\/www.area-press.eu\/comunicatistampa\/?p=43693"},"modified":"2019-09-15T19:30:01","modified_gmt":"2019-09-15T17:30:01","slug":"pasolini-torna-a-matera-con-gli-scatti-di-villa-in-unantologica-curata-da-sgarbi-e-nugnes-lintervista","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.area-press.eu\/comunicatistampa\/2019\/09\/15\/pasolini-torna-a-matera-con-gli-scatti-di-villa-in-unantologica-curata-da-sgarbi-e-nugnes-lintervista\/","title":{"rendered":"Pasolini torna a Matera con gli scatti di Villa in un\u2019antologica curata da Sgarbi e Nugnes: l\u2019intervista"},"content":{"rendered":"<p><strong>Dal 22 settembre al 6 ottobre<\/strong> alla <strong>Sax Art Gallery<\/strong> a <strong>Matera<\/strong> si terr\u00e0 una sua mostra personale dal titolo <strong><em>Il fiore delle mille e una notte<\/em>. Cinema e cultura dal 1973. L\u2019Oriente di Pasolini nelle foto e cinema di Roberto Villa<\/strong>. L\u2019esposizione antologica su Pasolini, curata dal prof. <strong>Vittorio Sgarbi<\/strong> e dal presidente di Spoleto Arte <strong>Salvo Nugnes<\/strong>, verr\u00e0 presentata alle 18 di domenica 22 settembre in quella che quest\u2019anno \u00e8 stata eletta capitale della cultura. Presenti alcune delle fotografie pi\u00f9 significative scattate da Roberto Villa durante le riprese del film, al quale abbiamo voluto chiedere di entrare un po\u2019 pi\u00f9 nel dettaglio di questa manifestazione.<\/p>\n<p><strong>Maestro Villa, qual \u00e8 il legame tra Pier Paolo Pasolini e Matera?<\/strong><\/p>\n<p>Chi meglio dello stesso Pasolini potrebbe risponderle? Ho estratto, a tal proposito, da conversazioni ed interviste dello stesso in merito al film da lui girato in questa citt\u00e0, le parti che meglio chiariscono questo punto.<\/p>\n<p>\u00abIl semplice fatto che ho realizzato il film per analogia significa che non ero interessato alla precisione. Caso mai mi interessava tutt\u2019altro [\u2026] dovendo scegliere fra una esatta riproduzione della Palestina di duemila anni fa e l\u2019accostamento alla realt\u00e0 di oggi, non potevo non optare per il secondo.<\/p>\n<p>Inoltre, assieme a questo metodo di \u201cricostruzione analogica\u201d, c\u2019\u00e8 quell\u2019idea del mito e dell\u2019epicit\u00e0 di cui ho tanto parlato: quindi, raccontando la storia di Cristo non volli ricostruire Cristo come effettivamente fu [\u2026] non avrei fatto un film religioso, perch\u00e9 non sono un credente. Avrei fatto al massimo una ricostruzione positivista o marxista. [\u2026] Ma io non volevo far questo, perch\u00e9 non sono interessato alla dissacrazione. [\u2026] Volevo fare la storia di Cristo, pi\u00f9 duemila anni di tradizione cristiana, perch\u00e9 sono stati duemila anni di storia cristiana a mitizzare quella biografia\u00bb.<\/p>\n<p>Ecco il perch\u00e9 della scelta di girare in Basilicata, in posti fisicamente lontani dalla Palestina, ma molto vicini alla visione di Pasolini che ne intravedeva l\u2019evocazione, quella perfetta per il <em>Vangelo secondo Matteo<\/em>, che \u00abL&#8217;Osservatore Romano\u00bb aveva definito come il miglior film mai girato su Ges\u00f9.<\/p>\n<p><strong>La mostra espone degli scatti unici da lei realizzati durante le riprese del film <em>Il fiore delle mille e una notte<\/em>. Qual \u00e8 la foto pi\u00f9 rappresentativa?<\/strong><\/p>\n<p>La quantit\u00e0 di immagini realizzate per questo lavoro rasenta le ottomila unit\u00e0, un numero decisamente superiore rispetto a quelle normalmente esposte.<\/p>\n<p>Tra queste una \u00e8 certo la pi\u00f9 emblematica, una in bianco e nero, di Pasolini con il ciak, ma non solo\u2026 infatti \u00e8 l\u2019unica foto in cui lui guarda e sorride alla macchina, ma in realt\u00e0 a me, per una battuta che alludeva alle nostre conversazioni sul cinema.<\/p>\n<p>Pasolini sosteneva che il cinema \u00e8 il linguaggio della realt\u00e0, io che era solo un linguaggio, quindi anche finzione.<\/p>\n<p>Quando l\u2019ho visto fermo, davanti a me con l\u2019attore che aveva il ciak in mano vicino, facendomelo passare e porgendolo a Pasolini, gli avevo detto: \u00abPier Paolo, prendi un attimo, faccio una foto\u00bb. Mentre prendeva il ciak, aveva replicato: \u00abMa \u00e8 una finzione!\u00bb. Io, di rimando: \u00abAnche il cinema, no?\u00bb. Memore del nostro \u201ccontrasto\u201d aveva sorriso, ed ho scattato.<\/p>\n<p><strong>Com\u2019\u00e8 stato lavorare con Pasolini? Ha un altro aneddoto da raccontarci?<\/strong><\/p>\n<p>Quello che tutti dicevano sul set era che fosse \u201cdi acciaio\u201d\u2026 Lavorava sempre senza dare segni di rallentamento. Era rispettatissimo poich\u00e9 estremamente educato, gentile e rispettoso di tutti. In diverse circostanze ho risolto problemi tecnici che erano sfuggiti a Pier Paolo perch\u00e9 la reverenza che avevano verso di lui aveva sempre trattenuto tutti dal farlo notare.<\/p>\n<p>Un caso eclatante \u00e8 stato durante una ripresa in Persia, sul piazzale della Moschea del Venerd\u00ec, a Isfahan. Stava per passare al 43\u00b0 ciak quando mi sono avvicinato a Pier Paolo che era alla cinecamera, dicendogli: \u00abPier Paolo, hai notato che quando l\u2019attore raggiunge il punto in cui deve fermarsi, si alza in punta di piedi e poi ricade?\u00bb. Mi ha guardato perplesso, poi, rivolgendosi agli assistenti aveva detto, con tono stupito e interrogativo: \u00abPerch\u00e9 non mi avete detto niente? Ecco perch\u00e9 ad un certo momento mi usciva dall\u2019inquadratura!\u00bb. La 43\u00b0 ripresa \u00e8 stata quella giusta! A parte questo, lo \u201cscambio\u201d con Pier Paolo era costante, quello per cui ero l\u00e0, il problema del linguaggio cinematografico a cui eravamo entrambi interessati e di cui Pasolini era stato estensore di centinaia di complesse pagine di saggistica.<\/p>\n<p><strong>Che commenti ha fatto Pasolini quando ha visto le foto?<\/strong><\/p>\n<p>Al ritorno in Italia, a chiusura dei lavori, e dopo le riprese di un piccolo rifacimento a Cinecitt\u00e0, ho mostrato a Pasolini una selezione di immagini, venti pagine con venti diapositive ciascuna. Questi le sollevava e guardava contro luce poi, stupito dal risultato, come se non avesse mai visto quei posti, si era complimentato per i colori, le luci e, con genuina simpatia, aveva detto: \u00abHai fatto un film dove tu sei stato il regista ed io l\u2019interprete\u00bb.<\/p>\n<p><strong>Quali saranno i suoi progetti futuri?<\/strong><\/p>\n<p>Fra un mese, il 21 ottobre 2019, saremo in Bielorussia, invitati dall\u2019ambasciata italiana a rappresentare ufficialmente l\u2019Italia nella \u201cSettimana della Lingua italiana\u201d, presso il Teatro nazionale bielorusso di Minsk con il nostro lavoro sul Giullare Nobel Dario Fo e Franca Rame, che presenteremo anche all\u2019Universit\u00e0 di Stato bielorussa e all\u2019Accademia delle Belle Arti di Minsk.<\/p>\n<p>Di seguito, un\u2019intensa attivit\u00e0 di preparazione dei lavori di <em>Finch\u00e9 c\u2019\u00e8 guerra c\u2019\u00e8 speranza<\/em>, di e con Alberto Sordi, poich\u00e9 nel 2020 \u00e8 il centenario della nascita di questo gigante che \u00e8 stato poco compreso nel suo intento sociale.<\/p>\n<p>Lavoriamo anche su <em>Geppo il Folle<\/em> di e con Adriano Celentano, <em>Omeg<\/em>a di Marcello Piccardo e Bruno Munari, <em>The Rocky Horror Picture Show<\/em> che ho portato in teatro a Milano con la compagnia originale diretta da James \u201cJim\u201d David Sharman, il <em>Pilato sempre<\/em> e <em>Cercando Picasso<\/em> di Giorgio Albertazzi, e qui mi fermo, perch\u00e9 sono cos\u00ec tanti i lavori sui personaggi con cui abbiamo collaborato che questa potrebbe essere una lunga lista della spesa.<\/p>\n<p><strong>La sua mostra a Matera \u00e8 curata da Salvo Nugnes e dal Prof. Vittorio Sgarbi. Com\u2019\u00e8 nata questa collaborazione?<\/strong><\/p>\n<p>Avevo incontrato diverse volte il prof. Sgarbi in giro per l\u2019Italia, quando mi rivolgevo a lui con \u201cProf\u201d e lui con \u201cIng\u201d. Molti anni fa avevo visto che era presente a una mostra, in una certa Milano Art Gallery, ed ero andato a vedere e sentire; quando il prof. Sgarbi mi vide, disse: \u201cCosa ci fai qui?\u201d<\/p>\n<p>Forse pensava che mi occupassi solo di elettronica\u2026 Frattanto era venuto a salutarmi un signore che si era presentato come il presidente della Milano Art Gallery, Salvo Nugnes, che mi disse immediatamente tutto sulla sede, anche che aveva riaperto da poco.<\/p>\n<p>I contatti da radi che erano, sono diventati frequenti, fino a quando abbiamo parlato del mio archivio e delle possibilit\u00e0 di fare qualcosa insieme. L\u2019ho aperto e ho messo a disposizione un po\u2019 di cose e qualche idea, ho spolverato le mie antiche conoscenze dell\u2019arte e abbiamo iniziato a fare \u201cqualcosa insieme\u201d.<\/p>\n<p><strong>Da esperto fotografo e artista internazionale quali consigli e suggerimenti pu\u00f2 dare a un aspirante fotografo?<\/strong><\/p>\n<p>Sono un ingegnere elettronico, un esperto di comunicazione che ha utilizzato queste conoscenze per comunicare e la fotografia \u00e8 stato un mezzo che ho usato professionalmente solo dal 1970 al 1984, per cui non mi identifico con il ruolo del \u201cfotografo di paesaggi o ritratti, d\u2019architettura o still-life, di reportage ecc\u201d che segue l\u2019ispirazione e che opera in conseguenza a un travaglio creativo. Ho sempre fatto solo comunicazione attraverso la teoria dell\u2019informazione, nata nel 1949, delle teorie della comunicazione dell\u2019arte e degli strumenti linguistici e specifici fotografici appropriati.<\/p>\n<p>Quello che posso suggerire a chi voglia fare il fotografo, a pieno titolo, \u00e8 di studiare, studiare tanto, l\u2019arte e la sua storia, linguistica e semiologia, psicologia e tecnologia, sapendo che non sar\u00e0 mai abbastanza poich\u00e9 un artista opera per il sociale, da sempre, ed \u00e8 lui parte costituente di quel sociale che spesso rappresenta nelle immagini come se ne fosse esterno \u201ca parte\u201d.<\/p>\n<p>Non \u00e8 un caso che Pasolini affermasse di credere al progresso ma non allo sviluppo: l\u2019avanzamento tecnologico non avrebbe, di pari passo, costituto un avanzamento sociale e quindi culturale. La risposta si trova su Facebook se ci sia o no comunicazione, da parte di quelli che bevono e ridono di un sorriso standard, beota, davanti a una fotocamera. \u00c8 una domanda che non si fanno, ma sono l\u00ec, a rendere noto che la loro insipiente presenza ci dice che nessuno ha niente da dire, ma non sanno che sono un documento antropologico e sociologico della realt\u00e0 odierna, del loro contesto socioeconomico, del loro stato culturale.<\/p>\n<p>Ogni immagine fotografica o pittorica \u00e8 l\u2019impronta digitale, unica, della societ\u00e0, della cultura, dell\u2019individuo che l\u2019ha realizzata.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Dal 22 settembre al 6 ottobre alla Sax Art Gallery a Matera si terr\u00e0 una sua mostra personale dal titolo Il fiore delle mille e una notte. Cinema e cultura dal 1973. L\u2019Oriente di Pasolini nelle foto e cinema di Roberto Villa. L\u2019esposizione antologica su Pasolini, curata dal prof. 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