{"id":43333,"date":"2019-08-29T23:59:38","date_gmt":"2019-08-29T21:59:38","guid":{"rendered":"https:\/\/www.area-press.eu\/comunicatistampa\/?p=43333"},"modified":"2019-08-29T23:59:38","modified_gmt":"2019-08-29T21:59:38","slug":"nives-meroi-la-leggenda-della-montagna-perduta-si-racconta","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.area-press.eu\/comunicatistampa\/2019\/08\/29\/nives-meroi-la-leggenda-della-montagna-perduta-si-racconta\/","title":{"rendered":"Nives Meroi, la leggenda della montagna perduta, si racconta"},"content":{"rendered":"<p>C\u2019\u00e8 chi guarda in avanti e chi in alto, sempre pi\u00f9 in alto. La chiamano \u201cla tigre della montagna\u201d, ma Nives Meroi ha molto poco del felino. \u00c8 piuttosto un corvo. O quanto meno le piacerebbe esserlo. Perch\u00e9 \u00e8 il corvo, animale che in molte culture \u00e8 sinonimo di saggezza, ad averle aperto la strada verso la leggenda. Con suo marito, Romano Benet, \u00e8 arrivata in cima al quattordicesimo Ottomila. Una scalata di altri tempi: di cambiamento e rinascita.<\/p>\n<p>Parler\u00e0 di tutto questo e di molto altro ancora Nives Meroi, il prossimo 30 agosto allo Spazio Oto Lab a Lecco (Via Mazzucconi, 12) intervistata da Ruggero Meles, scrittore, insegnante e alpinista, in occasione di uno degli incontri di \u00abCROCEVIA, Sentieri e autori che si incontrano\u00bb, la rassegna itinerante voluta dalla rivista Orobie e realizzata in collaborazione con Explora e Regione Lombardia. Quattro appuntamenti in totale \u2013 il primo tenutosi lo scorso 20 giugno, l\u2019ultimo in programma il 20 settembre \u2013 per conoscere da vicino gli eroi della montagna. Camminatori, ma anche e soprattutto, pensatori che a ogni via aperta hanno associato un dono. Per Nives \u00e8, senza dubbio, quello della bellezza.<\/p>\n<p>\u00abNoi alpinisti su quelle infinite montagne inseguiamo la bellezza\u00bb &#8211; confida. E chiss\u00e0 quanto deve esserle sembrato bello il panorama sconfinato che le \u00e8 apparso dalla sommit\u00e0 dell\u2019Annapurna quell\u201911 maggio del 2017, quando ha varcato gli 8.091 metri per la quattordicesima volta. Una spedizione diversa da tutte le altre, affrontata con compagni di cordata inaspettati \u2013 oltre a suo marito, due spagnoli e due cileni \u2013, capaci di unirsi per superare le avversit\u00e0. Un cammino intrapreso con uno spirito ancora pi\u00f9 coraggioso e resiliente del solito, proprio come la montagna le ha insegnato a essere.<\/p>\n<p>Perch\u00e9 le salite che Nives ha dovuto affrontare non sono state solo sportive. Nel 2009, quando aveva gi\u00e0 scalato con suo marito, senza ossigeno e senza portatori come \u00e8 loro stile, gi\u00e0 undici Ottomila, sulle pendici del Kangchendzonga, Romano sta male. Si scopre affetto da una malattia rarissima, l\u2019aplasia midollare acuta, che combatte da vero guerriero: due trapianti di midollo osseo, pi\u00f9 di 70 giorni di isolamento, due operazioni per impiantare protesi alle anche. Una prova che supera con tenacia e pazienza, mentre Nives \u00e8 al suo fianco, pronta a tornare in alto insieme. Perch\u00e9 la storia degli Ottomila di Nives \u00e8 anche storia di un amore. Un paso doble che non ha paura dell\u2019altitudine.<\/p>\n<p>Ed \u00e8 proprio questo legame che li tiene cos\u00ec tanto uniti attorno a una medesima passione, a portarli a intraprendere, pochi anni dopo \u2013 con immenso stupore da parte degli stessi medici \u2013 una nuova impresa. Ancora una volta con lo sguardo rivolto verso l\u2019alto, inseguendo una montagna nascosta e solitaria, attraversata alla maniera antica. Questa e altre avventure Nives le ha raccontate nelle pagine dei suoi libri, tra cui l\u2019ultimo \u00abIl volo del corvo timido\u00bb (Edito Rizzoli), e le condivider\u00e0 nel corso della serata con gli ospiti della rassegna e con tutti coloro che avranno il desiderio di scoprire cosa c\u2019\u00e8 oltre il prossimo \u201cCrocevia\u201d.<\/p>\n<p>LA RASSEGNA<br \/>\nDopo l\u2019appuntamento a Lecco con Nives Meroi, in calendario il 16 settembre a Monza Irene Borgna e in chiusura, il 20 settembre all\u2019auditorium del convento di Sant\u2019Antonio e Santa Marta a Morbegno, Paolo Cognetti.<br \/>\n\u00abSi tratta di eventi di sicuro interesse che permetteranno di valorizzare ancora di pi\u00f9 le nostre splendide montagne &#8211;\u00a0 sottolinea Lara Magoni, assessore al Turismo, Marketing Territoriale e Moda della Regione Lombardia &#8211;\u00a0 D\u2019altronde l\u2019obiettivo di Regione Lombardia \u00e8 incrementare il turismo d\u2019alta quota, esaltando quei punti di forza che possono rendere le localit\u00e0 montane attrattive tutto l\u2019anno, dalle attivit\u00e0 all\u2019aria aperta alle bellezze paesaggistiche ed ambientali, sino all\u2019enogastronomia e allo sport in libert\u00e0, come il cicloturismo e lo sci. A maggior ragione dopo la conquista delle Olimpiadi invernali del 2026 con Milano-Cortina. Sono convinta che questa rassegna potr\u00e0 essere un volano strategico per fare provare ad un pubblico pi\u00f9 vasto l\u2019esperienza di vita in montagna, realt\u00e0 fantastica che merita di diventare maggiormente attrattiva per i visitatori non solo lombardi ma anche internazionali\u00bb.<br \/>\nL\u2019incontro a Lecco, con main sponsor Italcementi-HeidelbergCement Group e il contribuito di ADMO Regione Lombardia Onlus e Gamma \u2013 Gruppo alpinistico lecchese, cos\u00ec come tutti quelli del ciclo \u00abCrocevia\u00bb, sar\u00e0 a ingresso gratuito su prenotazione (i posti sono limitati) inviando una mail a redazione@orobie.it o telefonando allo 035.240.666. Per informazioni https:\/\/tinyurl.com\/y4rybv2d<\/p>\n<p>BIOGRAFIA NIVES MEROI<br \/>\nNives Meroi nata a Bonate di Sotto (BG) nel 1961, \u00e8 una delle pi\u00f9 forti alpiniste donne del mondo. Nella sua carriera ha scalato tutti i quattordici Ottomila della Terra, sempre senza ossigeno n\u00e9 portatori d\u2019alta quota, con il suo compagno fisso di cordata, il marito Romano Benet. Insieme hanno conquistato prima il Nanga Parbat, nel 1998, con Nives prima donna italiana a salire in vetta. Nel 2003, \u00e8 la prima donna a compiere la traversata dei tre Ottomila Gasherbum I, Gasherbum II e Broad Peak.\u00a0Nel 2006, attraverso lo Sperone Abruzzi, conquista il K2. Anche in questo caso \u00e8 la prima donna italiana ad arrivare in vetta. Record ripetuto nel 2007 quando arriva sulla cima dell\u2019Everest, senza ossigeno supplementare. L&#8217;anno successivo, in stagione invernale, tenta sempre con Benet il Makalu ma non raggiungono la vetta, mentre pochi mesi dopo, salgono sul Manaslu conquistando l&#8217;undicesimo Ottomila.\u00a0Il 2009 \u00e8 l\u2019anno pi\u00f9 duro: abbandonano la scalata dell&#8217;Annapurna per le condizioni proibitive della neve e a seguire quella del Kangchenjunga per il peggioramento delle condizioni fisiche di Benet che si scopre affetto da una grave malattia. Tornano all&#8217;alpinismo himalayano nel 2012, tentando il Kangchenjunga e conquistandone la vetta nel 2014. Nel 2016 raggiungono la cima del\u00a0Makalu. Infine, nel 2017, salgono sull&#8217;Annapurna completando cos\u00ec tutte le quattordici vette sopra gli Ottomila nel mondo. \u00c8\u00a0la seconda donna nella storia a compiere questa impresa senza l&#8217;uso di ossigeno supplementare e la terza in assoluto. Con il marito sono, inoltre, i primi in assoluto ad aver compiuto l&#8217;impresa in coppia.<br \/>\nNives Meroi ha pubblicato tre libri: Sinai (con Vito Mancuso, Fabbri 2013), Non ti far\u00f2 aspettare (Rizzoli 2015) e Il volo del corvo timido (Rizzoli 2019). Erri De Luca le ha dedicato un libro: Sulla traccia di Nives (Mondadori 2006).<br \/>\nDal 2010 \u00e8 Commendatore dell\u2019Ordine al merito della Repubblica italiana.<\/p>\n<p>Gli Ottomila del Mondo &#8211; Con il termine Ottomila si indicano comunemente le 14 montagne della Terra che superano gli 8.000 metri di altitudine sopra il livello del mare. La lista ufficiale \u00e8 stata calcolata negli anni \u201830 del Novecento sulla base del concetto di massiccio.\u00a0Si trovano tutti in Asia\u00a0centro-meridionale, 9 sono collocati nella catena dell&#8217;Himalaya e quattro in quella del Karakorum. Il Nanga Parbat \u00e8 l\u2019unico che non fa parte di queste due catene essendo situato in\u00a0Kashmir.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>C\u2019\u00e8 chi guarda in avanti e chi in alto, sempre pi\u00f9 in alto. La chiamano \u201cla tigre della montagna\u201d, ma Nives Meroi ha molto poco del felino. \u00c8 piuttosto un corvo. O quanto meno le piacerebbe esserlo. 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