{"id":42397,"date":"2019-07-11T19:38:15","date_gmt":"2019-07-11T17:38:15","guid":{"rendered":"https:\/\/www.area-press.eu\/comunicatistampa\/?p=42397"},"modified":"2019-07-11T19:38:15","modified_gmt":"2019-07-11T17:38:15","slug":"parla-anche-bergamasco-la-fotocamera-a-raggi-x-piu-veloce-al-mondo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.area-press.eu\/comunicatistampa\/2019\/07\/11\/parla-anche-bergamasco-la-fotocamera-a-raggi-x-piu-veloce-al-mondo\/","title":{"rendered":"Parla anche bergamasco la fotocamera a raggi X pi\u00f9 veloce al mondo"},"content":{"rendered":"<p style=\"font-weight: 400\">Allo European XFEL, un&#8217;infrastruttura di ricerca nei pressi di Amburgo, \u00e8 stata collaudata con successo\u00a0<strong>la fotocamera a raggi X pi\u00f9 veloce al mondo<\/strong>, alla cui realizzazione ha collaborato il\u00a0<strong>gruppo di Microelettronica dell\u2019Universit\u00e0 degli studi di Bergamo<\/strong>.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400\">L&#8217;installazione, la messa in servizio e il funzionamento di questo rivelatore unico segnano\u00a0<strong>il culmine di oltre un decennio di ricerca e sviluppo svolto da una collaborazione internazionale<\/strong>. Il cosiddetto rivelatore DSSC, progettato in modo specifico per operare con raggi X in regime di bassa energia ed elevata lunghezza d&#8217;onda, espander\u00e0 in modo significativo le capacit\u00e0 scientifiche degli strumenti a raggi X. Permetter\u00e0 infatti lo studio ultraveloce di strutture atomiche su scala nanometrica grazie all\u2019impiego degli impulsi di raggi X ad alta intensit\u00e0 generati dallo European XFEL. Sar\u00e0 cos\u00ec possibile studiare le strutture e i processi all\u2019interno di materiali tecnologicamente avanzati, di cellule viventi, di virus, con<strong>risultati rivoluzionari per la chimica, la biologia e la medicina<\/strong>. Alla fine di maggio, i primi esperimenti scientifici con il rivelatore DSSC sono stati condotti con successo nella stazione sperimentale SCS (Spectroscopy and Coherent Scattering) dell\u2019infrastruttura di Amburgo.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400\">\n<p style=\"font-weight: 400\">Durante questo esperimento, gli impulsi a raggi X colpiscono il campione in esame e vengono diffratti dai suoi atomi, risultando in un modello distintivo che viene registrato e memorizzato dal rivelatore. Lo European XFEL genera impulsi di raggi X raggruppati in pacchetti, ognuno contenente fino a 2700 impulsi generati in rapida successione con una distanza temporale di 220 nanosecondi. Di conseguenza, il rivelatore DSSC pu\u00f2 acquisire immagini ad una velocit\u00e0 impressionante di 4,5 milioni di immagini al secondo e pu\u00f2 memorizzare 800 immagini di questo tipo per ogni pacchetto di impulsi. Queste caratteristiche rendono il DSSC il rivelatore di raggi X pi\u00f9 veloce al mondo.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400\">\n<p style=\"font-weight: 400\">Il dott.\u00a0<strong>Matteo Porro<\/strong>, responsabile del progetto e del consorzio DSSC, ha dichiarato: &#8220;<em>Questo \u00e8 un risultato fantastico in termini di sviluppo di rivelatori che apre nuove possibilit\u00e0 per la comunit\u00e0 scientifica che si occupa di photon science. Abbiamo dimostrato che \u00e8 possibile contare singoli fotoni nel regime dei raggi X morbidi alla elevatissima frequenza di ripetizione degli impulsi forniti dall&#8217;European XFEL. Vorrei ringraziare i membri del consorzio DSSC, che con il loro impegno e creativit\u00e0 hanno reso possibile tutto questo. \u00c8 stato un privilegio lavorare con persone che hanno fornito un livello cos\u00ec straordinario di conoscenza nel campo dei rivelatori e della progettazione elettronica.<\/em>&#8220;<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400\">\n<p style=\"font-weight: 400\">Il rivelatore DSSC \u00e8 stato sviluppato da un consorzio internazionale coordinato dall&#8217;European XFEL. Altri partner includono il Laboratorio DESY di Amburgo, l\u2019Universit\u00e0 di Heidelberg, il Politecnico di Milano, l\u2019Universit\u00e0 degli studi di Bergamo e l\u2019Istituto Nazionale di Fisica Nucleare (INFN). \u00c8 il quarto rivelatore veloce a raggi X da installare presso l&#8217;XFEL europeo e il secondo rivelatore disponibile per gli esperimenti sullo strumento SCS. Il rivelatore \u00e8 una camera composta da 1024 x 1024 pixel esagonali per un&#8217;area attiva totale di 210 x 210 mm2. I pixel attualmente impiegati sono sensori al silicio noti come &#8220;Mini Drift Detectors&#8221; prodotti dal Laboratorio di Semiconduttori della Max Planck Society di Monaco. La PNSensor GmbH, anch\u2019essa\u00a0 con sede a Monaco, si \u00e8 recentemente unita al consorzio DSSC per sviluppare un altro tipo di sensore, DePFET, per una seconda fotocamera DSSC migliorata. Ci\u00f2 consentir\u00e0 di registrare un livello di dettaglio ancora maggiore rispetto a quello attualmente possibile.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400\">\n<p style=\"font-weight: 400\">&#8220;<em>Dopo anni di progettazione e sviluppo, \u00e8 stato bello vedere i singoli componenti del rivelatore assemblati insieme all&#8217;European XFEL nel corso dell&#8217;ultimo anno. Questo \u00e8 stato un momento estremamente emozionante e intenso&#8221; afferma il responsabile del Gruppo Rivelatori dell\u2019European XFEL, Markus Kuster. &#8220;Dopo aver visto i risultati del primo esperimento scientifico con il DSSC, sono orgoglioso dell&#8217;intero team di progetto e sono lieto che i nostri sforzi stiano ora dando i loro frutti. Questo \u00e8 un inizio fantastico per lo sviluppo futuro della tecnologia di rivelatori DSSC<\/em>&#8220;.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400\">\n<p style=\"font-weight: 400\">Per dieci anni, l\u2019Universit\u00e0 degli studi di Bergamo, con il Laboratorio di Microelettronica, ha partecipato al progetto ed alla realizzazione della DSSC camera. \u201c<em>E\u2019 stata un\u2019esperienza entusiasmante che ci ha proiettati in un contesto internazionale di ricerca di altissimo livello<\/em>\u201d sottolinea il Prof. Massimo Manghisoni, responsabile dell\u2019Unit\u00e0 di Bergamo per il consorzio DSSC. \u201c<em>Nello stadio finale di costruzione del rivelatore, il nostro gruppo ha avuto la responsabilit\u00e0 della fase critica dei test per la validazione dei singoli moduli, composti da rivelatore a pixel ed elettronica di lettura, da destinare all\u2019assemblaggio finale della camera. Gli ottimi risultati ottenuti con i primi esperimenti sono per noi una grande soddisfazione e rappresentano al contempo una conferma dell\u2019ottimo lavoro svolto dal nostro gruppo e una testimonianza dell\u2019elevato livello della ricerca svolta all\u2019interno del nostro Ateneo<\/em>\u201d.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Allo European XFEL, un&#8217;infrastruttura di ricerca nei pressi di Amburgo, \u00e8 stata collaudata con successo\u00a0la fotocamera a raggi X pi\u00f9 veloce al mondo, alla cui realizzazione ha collaborato il\u00a0gruppo di Microelettronica dell\u2019Universit\u00e0 degli studi di Bergamo. 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