{"id":41541,"date":"2019-06-13T23:41:12","date_gmt":"2019-06-13T21:41:12","guid":{"rendered":"https:\/\/www.area-press.eu\/comunicatistampa\/?p=41541"},"modified":"2019-06-13T23:41:12","modified_gmt":"2019-06-13T21:41:12","slug":"intervista-allartista-romana-paola-de-gregorio-dopo-il-premio-biennale-sgarbi-2019","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.area-press.eu\/comunicatistampa\/2019\/06\/13\/intervista-allartista-romana-paola-de-gregorio-dopo-il-premio-biennale-sgarbi-2019\/","title":{"rendered":"Intervista all\u2019artista romana Paola de Gregorio dopo il Premio Biennale Sgarbi 2019"},"content":{"rendered":"<p><strong>Paola de Gregorio<\/strong> \u00e8 una delle scultrici pi\u00f9 interessanti del panorama nazionale. Dal 5 al 27 maggio ha partecipato alla mostra <strong>Pro Biennale<\/strong> presentata da <strong>Vittorio Sgarbi<\/strong> a <strong>Venezia<\/strong>. Organizzata dal curatore di mostre e grandi eventi <strong>Salvo Nugnes<\/strong>, l\u2019esposizione ha visto il contributo dell\u2019Assessore al Turismo di Venezia <strong>Paola Mar<\/strong>, dell\u2019artista <strong>Jos\u00e9 Dal\u00ed<\/strong>, figlio di Salvador Dal\u00ed, del direttore d\u2019orchestra <strong>Silvia Casarin Rizzolo<\/strong> che collabora con il Teatro La Fenice, della giornalista RAI <strong>Antonietta Di Vizia<\/strong>, del fotografo di fama internazionale <strong>Roberto Villa<\/strong>, amico di Pier Paolo Pasolini e di Dario Fo, della communication manager <strong>Daniela Testori <\/strong>e di molti altri ospiti illustri.<\/p>\n<p>Le opere di Paola de Gregorio sono rimaste esposte cos\u00ec allo <strong>Spoleto Pavilion<\/strong>, riscontrando molti commenti positivi da parte dei numerosi visitatori, e continuano a incontrare l\u2019interesse degli osservatori che giungono a visitare la rassegna del Premio Canaletto, dove si trovano ora i suoi lavori, sempre in Calle dei Cerchieri 1270. Fresca del <strong>Premio Biennale Sgarbi 2019<\/strong>, l\u2019artista ha risposto sinceramente a tutte le nostre domande.<\/p>\n<p><em>Domenica 5 maggio la mostra Pro Biennale, presentata dal prof. Sgarbi e organizzata dal curatore di mostre e grandi eventi Salvo Nugnes, \u00e8 stata inaugurata a Venezia con numerosi ospiti vip nelle due sedi, quella dello Spoleto Pavilion, dove lei espone due sue sculture, e della Scuola Grande. Avendo partecipato di persona al vernissage, che impressione ne ha avuto? <\/em><\/p>\n<p>\u00c8 stato un vernissage vivace, ben organizzato, animato soprattutto dall\u2019elegante e onnipresente Salvo Nugnes a cui va il merito di aver fatto incontrare tra loro i vari personaggi, vip o meno vip, in una cornice come Venezia, semplicemente fantastica. Ho trovato per\u00f2 difficili gli spostamenti da una sede all\u2019altra della mostra, l\u2019unico punto su cui sono sicura che lavoreranno per migliorare.<\/p>\n<p><em>Durante la vernice allo Spoleto Pavilion \u00e8 stato riservato un momento per la cerimonia di premiazione, nella quale \u00e8 stata insignita del Premio Biennale Sgarbi 2019. Cosa significa per lei questo speciale riconoscimento?<\/em><\/p>\n<p>Penso che molti artisti vogliano sentire e leggere il nome di Sgarbi accanto al proprio: sono quindi orgogliosa di questo prestigioso riconoscimento. Lo voglio per\u00f2 considerare, pi\u00f9 che un traguardo, un\u2019ulteriore tappa della mia lunga e appassionata ricerca artistica: un appoggio concreto per la promozione e diffusione delle mie opere, vista la stima che mi dimostra e che non \u00e8 solito regalare facilmente.<\/p>\n<p><em>Come ha conosciuto il professor Vittorio Sgarbi e il dottor Salvo Nugnes?<\/em><\/p>\n<p>Ho incrociato spesso il prof. Sgarbi, in varie manifestazioni, l\u2019ultima delle quali \u00e8 stata la mia mostra a Salerno, nella bellissima stazione Marittima (realizzata dall\u2019architetto Zaha Hadid), dove la simpatica Marisa Laurito mi ha consegnato il premio Arte Salerno 2016 e in seguito durante la mostra Arte Firenze, quando ho ricevuto il premio Botticelli firmato dallo stesso Sgarbi. Il dottor Nugnes invece ho avuto modo di conoscerlo solo quest\u2019anno in quanto presentatomi da un\u2019amica comune, la dottoressa Maria Rita Parsi.<\/p>\n<p><em>Il visitatore ha potuto ammirare alla Pro Biennale Iosonoiodevo e Mater fancella, due sculture, e potr\u00e0 continuare a farlo con il Premio Canaletto fino al 22 giugno 2019: nei suoi lavori sono presenti volumi, linee e anche parole. Com\u2019\u00e8 nata questa volont\u00e0 di unire questi elementi e qual \u00e8 il processo che ha condotto all\u2019elaborazione di questi titoli cos\u00ec particolari?<\/em><\/p>\n<p><em>Giocare con le \u201cscritte\u201d le \u00e8 valso inoltre l\u2019invito a esporre alcune sue opere nella sede dell\u2019Accademia della Crusca nel 2014\u2026 Secondo lei cos\u2019\u00e8 stato determinante per questo fortunato connubio di arte e lingua, di materia e parola? <\/em><\/p>\n<p>I miei mezzi di espressione sin da ragazzina erano il disegno e la scultura e il mio interesse comprendeva anche, soprattutto come lettrice, il mondo della scrittura. Via via mi sono resa conto che in noi ogni immagine non si forma per settori, ma per la confluenza di vari linguaggi. E proprio nel bassorilievo sono riuscita a fondere scultura, disegno e parole. Nello stesso tempo mi rendevo conto che il modo pi\u00f9 diretto di fare scultura consisteva nello \u201cscavare\u201d con gli scalpelli, incidere la materia: sono nate cos\u00ec le mie \u201cforme concave\u201d. La concavit\u00e0 \u00e8 per me anche espressione e valorizzazione di una visione al femminile della realt\u00e0, un modo di essere accogliente e coinvolgente senza dover mostrare la propria forza con gesti o azioni violente. Il titolo, inevitabile per individuare e catalogare le singole opere, \u00e8 sempre un qualcosa di \u201caggiunto\u201d, per cui io preferisco farlo risultare direttamente, cercando cio\u00e8, tra le parole incise, quelle pi\u00f9 significative. Quanto all\u2019interesse della Crusca, ci\u00f2 che \u00e8 per loro significativo nelle mie opere \u00e8 come le parole con la loro grafia e collocazione sempre diversa in ogni contesto si accordano sempre con le immagini, in una coinvolgente simbiosi. Ed anche il fatto che io cercando con la scultura di esaltare la vita, la storia mentre si fa realt\u00e0, scrivo alcune parole nella mia lingua madre nella loro veste attuale, mostrando per\u00f2 quando posso la loro etimologia dal latino o a volte dal greco.<\/p>\n<p><em>Qual \u00e8 il suo rapporto con l\u2019arte sacra?<\/em><\/p>\n<p>Il mio rapporto con l\u2019arte sacra \u00e8 molto semplice e diretto. Pi\u00f9 che illustrare pedissequamente dei fatti o dei personaggi ho sempre cercato di capire, dopo uno studio diretto approfondito basato su scritti, documenti e, dove possibile, foto, che cosa \u00e8 rimasto dentro di me: se coincide con i valori del mio modo di sentire accetto il compito con passione, a volte anche forzando pian piano le aspettative del committente. Non amo cio\u00e8 le cosiddette \u201cprovocazioni\u201d, mi piace invece portare per mano i fedeli ad allargare la loro immaginazione a volte stretta in schemi iconografici. Ma il legame pi\u00f9 forte con l\u2019arte sacra \u00e8 che mi \u00e8 possibile conciliare la mia espressivit\u00e0 artistica tutta basata su forme concave e coinvolgenti con la stessa rappresentazione figurativa di alcuni valori propri del Cristianesimo, come l\u2019accoglienza, l\u2019accettazione del dolore, il dialogo costante con il nostro prossimo.<\/p>\n<p><em>Qual \u00e8 la situazione attuale per quanto concerne il mondo della scultura in Italia?<\/em><\/p>\n<p>Nonostante il mio percorso artistico sia stato lungo e naturalmente in evoluzione, attualmente sento che il cosiddetto figurativo \u00e8 ignorato se non addirittura considerato del tutto \u201cinutile\u201d. Infatti da alcuni critici della cosiddetta \u201cavanguardia\u201d non viene neanche preso in considerazione dal punto di vista della tecnica artigianale (gli stessi che elevano ad opera d\u2019arte magari una vecchia sedia di legno).<\/p>\n<p><em>Cosa consiglierebbe a chi volesse intraprendere il suo stesso percorso artistico?<\/em><\/p>\n<p>Come conseguenza logica di quanto detto pi\u00f9 sopra, non consiglierei mai, a qualcuno che amo, di percorrere una strada cos\u00ec difficile. A meno di una passione folle, immotivata, del tutto priva di aspettative economiche o di gloria\u2026<\/p>\n<p><em>Si rispecchia nelle parole che il professor Sgarbi ha rivolto agli artisti durante la presentazione di domenica 5 maggio?<\/em><\/p>\n<p>Per gli stessi motivi naturalmente approvo il discorso fatto quella domenica da Vittorio Sgarbi: il monopolio dell\u2019arte non pu\u00f2 essere delegato a pochi illuminati che non riescono a capire dove c\u2019\u00e8 veramente ricerca, studio, creativit\u00e0 e sofferenza. \u00c8 facile, per ragioni per lo pi\u00f9 di interesse economico, passare da un eccesso all\u2019altro: a volte si premiano pittori della domenica, senza un minimo di selezione, altre volte, specie nelle mostre istituzionali, vanno avanti semplicissime\u00a0 \u201camericanate\u201d.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Paola de Gregorio \u00e8 una delle scultrici pi\u00f9 interessanti del panorama nazionale. 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