{"id":38093,"date":"2019-01-23T23:51:05","date_gmt":"2019-01-23T22:51:05","guid":{"rendered":"http:\/\/www.area-press.eu\/comunicatistampa\/?p=38093"},"modified":"2019-01-23T23:51:05","modified_gmt":"2019-01-23T22:51:05","slug":"facebook-chiamato-a-documentare-le-modalita-operative-dei-giochi-free-to-play","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.area-press.eu\/comunicatistampa\/2019\/01\/23\/facebook-chiamato-a-documentare-le-modalita-operative-dei-giochi-free-to-play\/","title":{"rendered":"Facebook chiamato a documentare le modalit\u00e0 operative dei giochi \u201cfree to play\u201d"},"content":{"rendered":"<p>Grande il fermento riguardo a quanto emerger\u00e0 da documenti interni che Facebook \u00e8 stato chiamato a pubblicare e che esplicitano le modalit\u00e0 operative dei cosiddetti giochi \u201cFree to Play\u201d.<\/p>\n<p>Facebook \u00e8, gi\u00e0 da tempo, nell\u2019occhio del ciclone e non solo a causa del discutibile trattamento dei dati personali da parte del colosso dei social network. Una sentenza statunitense emessa a met\u00e0 gennaio obbliga ora l\u2019azienda social a pubblicare entro pochi giorni documenti interni contenenti indicazioni relative alla gestione dei cosiddetti giochi \u201cFree to Play\u201d.<\/p>\n<p>Gi\u00e0 nel 2012, numerosi genitori avevano citato in giudizio il gigante in un processo esemplare. Giocando su Facebook e acquistando inconsapevolmente accessori di gioco a pagamento i loro figli avevano cagionato addebiti per migliaia di dollari (in un caso addirittura oltre 6.000) sulle carte di credito dei genitori, registrate sulla piattaforma social. L\u2019azienda ha per\u00f2 ripetutamente rifiutato il risarcimento di tali spese, ritenendo i genitori unici responsabili dell\u2019accaduto. La pubblicazione forzosa dei documenti da parte di Facebook d\u00e0 accesso per la prima volta a informazioni sulla prassi contestata.<\/p>\n<p>Critiche alla prassi aziendale tra gli stessi impiegati<\/p>\n<p>Nonostante la linea generale tenuta da Facebook, gli impiegati dell\u2019azienda sembrano parlare un\u2019altra lingua. Secondo quanto riportato da Reveal News, un impiegato avrebbe espresso la propria preoccupazione per il fatto che \u201cper i minorenni non \u00e8 necessariamente riconoscibile che acquistare oggetti nei giochi corrisponda a spendere denaro reale\u201d. Inoltre, gli utenti che generano introiti notevoli tramite acquisti in-app, verrebbero definiti \u201cWhales\u201d (it. \u201cBalene\u201d), termine utilizzato nell\u2019ambito del gioco d\u2019azzardo per indicare i giocatori che spiccano per il loro spreco di denaro tramite puntate alte e costanti, che per\u00f2 fruttano ai casin\u00f2 elevati guadagni ricorrenti.<\/p>\n<p>Il fatto che, nel caso dei giochi di Facebook, tra i \u201cgamer\u201d figurassero minorenni non o solo parzialmente in grado di riconoscere e condurre transazioni economiche consapevolmente, sembra non disturbare affatto l\u2019azienda che ha sempre rifiutato qualunque rimborso richiestole, adducendo come motivazione che monitorare le attivit\u00e0 dei figli spetti esclusivamente ai genitori. Il processo ai tempi si concluse con un accordo.<\/p>\n<p>Nel corso degli anni sono stati diversi i casi, trattati anche dai media, in cui bambini in giovane et\u00e0 hanno cagionato in pochissimo tempo danni economici consistenti giocando a questi giochi.<\/p>\n<p>Perch\u00e9 i giochi gratuiti possono svuotare rapidamente il portafoglio<\/p>\n<p>Sono tanti i giochi \u201cFree to play\u201d che godono di una grande popolarit\u00e0 soprattutto tra i pi\u00f9 giovani, che apprezzano di potersi avvalere gratuitamente di giochi online accattivanti. Tuttavia, per assicurarsi progressi nel gioco pi\u00f9 rapidamente, \u00e8 necessario dotarsi di determinati strumenti. Oggetti che vengono acquistati con denaro vero, motivo per cui questo modello viene definito cinicamente \u201cPay to Win\u201d (paga per vincere).<\/p>\n<p>Stufi delle brutte sorprese?<\/p>\n<p>\u2022 Controllate i giochi di cui si avvalgono i vostri figli verificando se consentono acquisti in-app.<br \/>\n\u2022 Quando installate una nuova applicazione, fate in modo che i vostri figli non vedano la vostra password di accesso al marketplace quando la inserite.<br \/>\n\u2022 Non salvate le credenziali delle vostre carte di credito sui social network e qualora non fosse possibile, utilizzate carte Prepaid, cos\u00ec da poter limitare il danno.<br \/>\n\u2022 Trattate l\u2019argomento con i vostri figli, spiegando con chiarezza che gli accessori di gioco hanno un costo reale.<br \/>\n\u2022 Verificate le voci che compaiono nelle vostre ricevute bancarie e prestate attenzione alle mail con eventuali informazioni su acquisti o download, in questo modo potete intervenire pi\u00f9 rapidamente e limitare il danno.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Grande il fermento riguardo a quanto emerger\u00e0 da documenti interni che Facebook \u00e8 stato chiamato a pubblicare e che esplicitano le modalit\u00e0 operative dei cosiddetti giochi \u201cFree to Play\u201d. 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