{"id":36892,"date":"2018-12-03T18:05:42","date_gmt":"2018-12-03T17:05:42","guid":{"rendered":"http:\/\/www.area-press.eu\/comunicatistampa\/?p=36892"},"modified":"2018-12-03T18:06:32","modified_gmt":"2018-12-03T17:06:32","slug":"1-campionato-italiano-di-blind-tennis-bologna-vola-in-alto-e-conquista-il-podio","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.area-press.eu\/comunicatistampa\/2018\/12\/03\/1-campionato-italiano-di-blind-tennis-bologna-vola-in-alto-e-conquista-il-podio\/","title":{"rendered":"1\u00b0 Campionato italiano di Blind tennis: Bologna vola in alto e conquista il podio"},"content":{"rendered":"<p><em>Il torneo, organizzato dalla Federazione Italiana Tennis ciechi e disputato grazie al supporto del promotore Virtus Tennis, consacra in Italia questa disciplina e la proietta verso Tokyo 2020.<\/em><\/p>\n<p>Nato in Giappone nel 1984 e regolamentato solo 30 anni dopo, nel 2014, il Blind tennis assume nel 2018 ufficialit\u00e0 anche entro i confini italiani.<\/p>\n<p>Dopo le edizioni internazionali di Alicante 2017 e Dublino 2018, rivolte a decine di partecipanti provenienti da 14 nazioni, \u00e8 stata la volta dell\u2019Italia: <strong>dal 23 al 25 novembre<\/strong>, i 20 migliori atleti delle categorie B1 (non vedenti), B2 e B3 (ipovedenti) di Emilia Romagna, Friuli Venezia Giulia, Lombardia e Valle d\u2019Aosta si sono infatti sfidati per aggiudicarsi il primo Campionato nazionale.<\/p>\n<p>Tra loro anche la punta di diamante della batteria bolognese allenata dall\u2019ASD <strong>PAT Bologna <\/strong>(<a href=\"http:\/\/www.patbologna.it\">http:\/\/www.patbologna.it<\/a>) <strong>Luigi Abate, <\/strong>gi\u00e0 posizionatosi trai primi 6 alla gara di Alicante: lo sportivo ha scalato la classifica della categoria B1 maschile fino a conquistare la finale contro il milanese Maurizio Scarso e a guadagnarsi il <strong>secondo posto<\/strong>.<\/p>\n<p>Il Blind tennis ebbe origine negli anni \u201980 in Giappone grazie allo spirito volitivo e all\u2019intuizione pratica del giovane <strong>Miyoshi Takei<\/strong>, cieco dalla nascita.<\/p>\n<p>Il desiderio di \u201ccolpire una palla e farla viaggiare nell\u2019aria il pi\u00f9 forte possibile\u201d spinse lo sportivo a ricorrere all\u2019aiuto dei 4 sensi \u201cfunzionanti\u201d per riuscire a sentirla pur senza vederla. Cre\u00f2 a tal proposito una leggera pallina di spugna, dalle dimensioni lievemente maggiori rispetto allo standard, con una particolare foratura all\u2019interno per contenere dei piccoli sonagli, fondamentali per percepire distanza e velocit\u00e0 della pallina stessa rispetto al giocatore. Il suono rimpiazz\u00f2 quindi lo sguardo, arrivando a interessare anche le fasi di servizio e scambio palla per mezzo di avvisi verbali. Dopo un periodo di grande diffusione in Giappone, questa disciplina agonistica valic\u00f2 i confini e raggiunse oltre 30 nazioni nei 5 continenti.<\/p>\n<p>In Italia, il Blind tennis giunse nel 2013 per iniziativa del maestro di tennis <strong>Eduardo Silva<\/strong>, argentino di nascita e friulano di adozione, fondatore del progetto \u201cTennis per ciechi Italia\u201d e rappresentante del Paese nell\u2019International Blind Association. Gli istruttori dell\u2019associazione sportiva <strong>PAT Bologna<\/strong> hanno sposato la vocazione e il metodo originario del Blind Tennis \u2013 dapprima importati da Takei e successivamente promossi dall\u2019impegno di Silva \u2013 per proporre presso la <strong>palestra di Rastignano<\/strong> (via Marzabotto, 35) allenamenti rivolti a entrambe le categorie di non vedenti e ipovedenti, divenendo una struttura d\u2019eccellenza nell&#8217;ambito della disabilit\u00e0 visiva.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il torneo, organizzato dalla Federazione Italiana Tennis ciechi e disputato grazie al supporto del promotore Virtus Tennis, consacra in Italia questa disciplina e la proietta verso Tokyo 2020. Nato in Giappone nel 1984 e regolamentato solo 30 anni dopo, nel 2014, il Blind tennis assume nel 2018 ufficialit\u00e0 anche entro i confini italiani. Dopo le [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":3854,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[],"tags":[],"class_list":["post-36892","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.area-press.eu\/comunicatistampa\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/36892","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.area-press.eu\/comunicatistampa\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.area-press.eu\/comunicatistampa\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.area-press.eu\/comunicatistampa\/wp-json\/wp\/v2\/users\/3854"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.area-press.eu\/comunicatistampa\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=36892"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.area-press.eu\/comunicatistampa\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/36892\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":36893,"href":"https:\/\/www.area-press.eu\/comunicatistampa\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/36892\/revisions\/36893"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.area-press.eu\/comunicatistampa\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=36892"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.area-press.eu\/comunicatistampa\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=36892"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.area-press.eu\/comunicatistampa\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=36892"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}