{"id":36710,"date":"2018-11-26T16:21:09","date_gmt":"2018-11-26T15:21:09","guid":{"rendered":"http:\/\/www.area-press.eu\/comunicatistampa\/?p=36710"},"modified":"2018-11-26T16:21:09","modified_gmt":"2018-11-26T15:21:09","slug":"1-dicembre-2018-giornata-mondiale-dellhiv","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.area-press.eu\/comunicatistampa\/2018\/11\/26\/1-dicembre-2018-giornata-mondiale-dellhiv\/","title":{"rendered":"1\u00b0 dicembre 2018 giornata mondiale dell\u2019HIV"},"content":{"rendered":"<p>Sono <strong>2989<\/strong> le <strong>persone<\/strong> che, <strong>in provincia di Bergamo<\/strong> al 31.12.2017 <strong>soffrono di HIV o AIDS<\/strong>, cio\u00e8 di malattia conclamata.\u00a0 Il fenomeno, fotografato dai dati messi a disposizione dal <strong>servizio epidemiologico di Ats Bergamo<\/strong>, per quanto ridotto rispetto al passato, \u00e8 ancora presente. Per questo <strong>Ats Bergamo e ASST Papa Giovanni XXIII<\/strong> aderiscono alla <strong>giornata mondiale dell\u2019HIV<\/strong> che ricorre <strong>sabato 1 dicembre 2018. In particolare, Ats promuove in collaborazione con la consulta degli studenti dell\u2019Universit\u00e0 degli studi di Bergamo <\/strong>la possibilit\u00e0 di sottoporsi al test salivare HIV, promosso dal personale sanitario del dipartimento di igiene e profilassi sanitaria (DIPS) di Ats Bergamo, in forma gratuita ed in anonimato presso le sedi universitarie bergamasche.<\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p><strong>\u201c<em>In provincia di<\/em> Bergamo \u2013 rileva <\/strong><strong>Livia Trezzi<\/strong>, responsabile dell\u2019unit\u00e0 prevenzione e sorveglianza malattie Infettive di Ats Bergamo &#8211; <strong><em>a essere affetti da HIV e AIDS sono per il 74% persone di sesso maschile, per la maggior parte italiani.<\/em><\/strong><em> <strong>Ogni anno emergono circa 30 \u2013 40 nuovi casi di AIDS<\/strong>: nel 2017 sono stati segnalati 33 nuovi casi (24 uomini e 9 donne), <strong>il 78,9% frutto di una diagnosi tardiva.<\/strong> Si tratta di persone che non hanno potuto beneficiare delle terapie antiretrovirali che rallentano la moltiplicazione del virus, prolungando la sopravvivenza e migliorando di molto la qualit\u00e0 della vita di chi risulta essere sieropositivo. Molto spesso, infatti, le diagnosi avvengono circa tra i 40 e i 59 anni, anche se l\u2019infezione \u00e8 stata contratta circa 10 anni prima<\/em>\u201d.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Per quanto riguarda le nuove diagnosi per <strong>infezioni da HIV<\/strong>, in provincia di Bergamo \u2013 come nel resto d\u2019Italia \u2013 si registra un calo: <strong>nel 2017 sono state diagnosticate 69 infezioni da HIV<\/strong> contro le 105 dell\u2019anno precedente. \u201c<em>Speriamo che continui cos\u00ec<\/em> \u2013 continua <strong>Livia Trezzi<\/strong> &#8211; <em>Questo starebbe a significare che c\u2019\u00e8 un segnale di rallentamento della diffusione dell\u2019HIV con la quota maschile di persone infette sempre pi\u00f9 numerosa rispetto a quella femminile. <\/em><em>\u00a0Un andamento positivo che resta comunque da confermare <\/em><em>in quanto i dati necessitano di essere ancora monitorati nel tempo\u201d. \u00a0<\/em><\/p>\n<p><em><span style=\"text-decoration: line-through\">\u00a0<\/span><\/em><\/p>\n<p><em>\u00abLa scienza ha fatto importanti passi avanti ma non si pu\u00f2 abbassare la guardia. Anche se i farmaci sono molto efficaci, ancora non sono in grado di debellare l\u2019infezione o di sconfiggere definitivamente la malattia che nel 90% dei casi viene trasmessa tramite rapporti sessuali non protetti. Un aspetto di cui si \u00e8 poco consapevoli visto che negli ultimi tempi si \u00e8 diffusa tra la popolazione una bassa percezione del rischio. \u00c8 fondamentale, dunque, continuare un\u2019intensa attivit\u00e0 di informazione e prevenzione. Per questo, uniamo le forze con ASST Papa Giovanni XXIII e con la consulta degli studenti dell\u2019Universit\u00e0 degli studi di Bergamo per rinnovare la nostra azione di sensibilizzazione contro l\u2019HIV\u00bb<\/em> &#8211;\u00a0 sottolinea <strong>Mara Azzi, direttore generale di Ats Bergamo.<\/strong><\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p>All\u2019ospedale Papa Giovanni XXIII di Bergamo sono in cura 2.589 persone con HIV, il 97% delle quali in terapia antiretrovirale (2.511 persone) e la quasi totalit\u00e0 con buona prognosi e a minimo rischio di trasmissione del virus.<\/p>\n<p><em>\u00a0<\/em><\/p>\n<p><em>\u00abPer quanto riguarda la situazione nella nostra provincia, ci sono motivi per essere ragionevolmente ottimisti<\/em> &#8211; ha dichiarato <strong>Marco Rizzi<\/strong>, direttore delle Malattie infettive dell&#8217;ASST Papa Giovanni XXIII -. <em>Si registra un aumento nell&#8217;accesso alle terapie e una diminuzione nella diffusione dell&#8217;epidemia. I dati sul 2018 ci dicono che a Bergamo ci sono stati progressi significativi e che siamo per alcuni aspetti gi\u00e0 oltre il cosiddetto &#8220;Obiettivo 90-90-90&#8221; fissato dai programmi internazionali di lotta contro l&#8217;AIDS e le infezioni da HIV. La previsione \u00e8 quella di riuscire a raggiungere e superare entro il 2020 tutti e tre i target previsti: il 90% delle infezioni da HIV diagnosticate, il 90% delle persone trovate HIV-positive in trattamento e il 90% di queste ultime con carica virale soppressa. Rimane da lavorare sulla fascia residuale di soggetti che stimiamo sieropositivi, ma ancora in assenza di diagnosi. Seppur nettamente inferiore rispetto ai valori degli scorsi decenni, il &#8216;sommerso&#8217; \u00e8 comunque motivo di preoccupazione. La diagnosi tardiva costituisce infatti un fattore di rischio per il paziente ed \u00e8 fonte di potenziale trasmissione del virus<\/em>&#8220;.<\/p>\n<p><em>\u00a0<\/em><\/p>\n<p><em>\u00abLa consulta degli studenti dell\u2019Universit\u00e0 di Bergamo anche quest&#8217;anno rinnova con grande piacere la collaborazione con Ats Bergamo per effettuare test salivari HIV nelle varie sedi dell&#8217;Ateneo. I test, rapidi e gratuiti, oltre ad avere un&#8217;immediata utilit\u00e0 pratica, hanno la capacit\u00e0 di sensibilizzare gli studenti sul tema dell&#8217;HIV\/AIDS e in generale sull&#8217;importanza della prevenzione, spesso sottovalutata anche dalla nostra generazione\u00bb<\/em> &#8211; dichiara <strong>Claudia Mema, presidente della consulta degli studenti dell\u2019Universit\u00e0 degli Studi di Bergamo<\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Sar\u00e0 possibile sottoporsi al test salivare HIV, promosso dal personale sanitario del dipartimento di igiene e profilassi sanitaria (DIPS) di Ats Bergamo, in forma gratuita ed in anonimato presso le seguenti sedi universitarie bergamasche:<\/p>\n<p>-luned\u00ec\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 26 novembre dalle ore 10 alle ore 13: sede di Dalmine<\/p>\n<p>-marted\u00ec\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 27 novembre dalle ore 10 alle ore 13: sede di via Caniana, citt\u00e0 bassa<\/p>\n<p>-mercoled\u00ec 28 novembre dalle ore 10 alle ore 13: sede di Sant\u2019Agostino, citt\u00e0 alta<\/p>\n<p>-gioved\u00ec\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 29 novembre dalle ore 10 alle ore 13: sede di via Salvecchio, citt\u00e0 alta<\/p>\n<p><em>\u00a0<\/em><\/p>\n<p>Infine, il 1\u00b0 dicembre alle 17 l\u2019infettivologa del Papa Giovanni Serena Venturelli interverr\u00e0 all\u2019inaugurazione della mostra \u00abHIVAIDS \u2013 Tra invisibile e visibile\u00bb, promossa dall\u2019associazione Arcigay Bergamo Cives, che da diversi anni si impegna per contrastare la diffusione del virus attraverso iniziative con istituzioni territoriali. Sculture, dipinti e istallazioni in mostra alla Gamec di Bergamo fino al 9 dicembre per raccontare l\u2019HIV e l\u2019AIDS evidenziandone gli aspetti pi\u00f9 inediti e personali, al fine di coinvolgere la popolazione e di favorire la diffusione di informazioni corrette, a oggi ancora carenti. L\u2019ingresso alla mostra \u00e8 libero, da luned\u00ec a domenica, tranne il marted\u00ec, dalle 10 alle 18.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Sono 2989 le persone che, in provincia di Bergamo al 31.12.2017 soffrono di HIV o AIDS, cio\u00e8 di malattia conclamata.\u00a0 Il fenomeno, fotografato dai dati messi a disposizione dal servizio epidemiologico di Ats Bergamo, per quanto ridotto rispetto al passato, \u00e8 ancora presente. 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