{"id":33912,"date":"2018-08-03T20:56:21","date_gmt":"2018-08-03T18:56:21","guid":{"rendered":"http:\/\/www.area-press.eu\/comunicatistampa\/?p=33912"},"modified":"2020-08-09T23:49:34","modified_gmt":"2020-08-09T21:49:34","slug":"i-siti-piu-famosi-ancora-indietro-sulla-sicurezza-delle-password","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.area-press.eu\/comunicatistampa\/2018\/08\/03\/i-siti-piu-famosi-ancora-indietro-sulla-sicurezza-delle-password\/","title":{"rendered":"I siti pi\u00f9 famosi ancora indietro sulla sicurezza delle password"},"content":{"rendered":"<ul>\n<li>Secondo un recente studio dell\u2019<strong>Universit\u00e0 di Plymouth<\/strong> alcuni dei <strong>siti Web pi\u00f9 popolari<\/strong> e visitati sono ancora in gran parte restii nel chiedere agli utenti di scegliere password pi\u00f9 sicure.<\/li>\n<li>Questa ricerca ha valutato se i servizi Internet pi\u00f9 utilizzati in lingua inglese aiutano gli utenti a migliorare la loro sicurezza fornendo indicazioni sulla creazione di <strong>password<\/strong> pi\u00f9 sicure durante l\u2019iscrizione all\u2019account o nei processi di modifica della password.<\/li>\n<li>Sempre da quanto emerge dallo studio dell\u2019Universit\u00e0 di Plymouth, alcuni dei pi\u00f9 grandi nomi della Rete non indicano agli utenti scelte pi\u00f9 sicure nel creare o modificare le password.<\/li>\n<li>Steven Furnell, professore di Information Security presso l\u2019universit\u00e0 britannica, ha recentemente condotto un esame sulle pratiche legate alle password di <strong>Google<\/strong>, <strong>Facebook<\/strong>, <strong>Wikipedia<\/strong>, <strong>Reddit<\/strong>, <strong>Yahoo<\/strong>, <strong>Amazon<\/strong>,<strong> Twitter<\/strong>, <strong>Instagram<\/strong>, <strong>Microsoft Live <\/strong>e <strong>Netflix<\/strong>. I risultati \u2013 riassunti in un documento intitolato \u201cValutare le pratiche sulle password del sito Web\u201d \u2013 sono stati analizzati sulla base di ricerche durate oltre un decennio.<\/li>\n<li>Quali sono quindi i risultati? In breve, alcuni dei maggiori servizi online del mondo \u201cconsentono ancora alle persone di utilizzare la parola <em>password<\/em>, mentre altri permettono password di un singolo carattere, altri ancora addirittura di utilizzare il cognome di una persona o la ripetizione del proprio nome utente\u201d.<\/li>\n<li>In altre parole, secondo il sondaggio, anche se ci sono stati piccoli miglioramenti sotto alcuni aspetti, il quadro \u00e8 rimasto sostanzialmente invariato nel corso degli anni. Quindi pur a fronte della crescente minaccia di attacchi informatici e violazioni della privacy, purtroppo moltissime persone continuano a commettere uno degli errori di sicurezza pi\u00f9 comuni scegliendo password inaccettabili.<\/li>\n<li>Una delle poche nota positive \u00e8 rappresentata dalla significativa diminuzione del numero di siti popolari in cui \u00e8 possibile usare il nome <em>password<\/em> come password. Inoltre, i servizi che consentono di aggiungere una protezione aggiuntiva a quella offerta dalla classica password, supportando l\u2019<strong>autenticazione a due fattori<\/strong> (2FA), sono passati da tre a otto tra il 2011 e il 2018.<\/li>\n<li>Dei dieci servizi online in esame (sebbene la loro composizione non sia rimasta invariata nel corso degli anni), Google, Microsoft Live e Yahoo forniscono la migliore assistenza agli utenti nella creazione di una password sicura. <strong>Ci\u00f2 vale sia per l\u2019edizione del 2014 che per quella del 2018 del sondaggio<\/strong>.<\/li>\n<li>Come quattro anni fa <strong>tra i peggiori servizi in questo senso continua a spiccare Amazon<\/strong>, purtroppo raggiunto da Reddit e Wikipedia come emerge dallo studio di quest\u2019anno.<\/li>\n<li>Ora, in assenza di un intervento deciso da parte di questi importanti servizi ESET ricorda che \u00e8 opportuno utilizzare password lunghe, complesse e casuali come le passphrase, molto pi\u00f9 sicure perch\u00e9 pi\u00f9 difficili da decifrare, diversificandole per ogni <strong>account online<\/strong> a cui si \u00e8 registrati.<\/li>\n<li>Inoltre un altro metodo efficace per evitare la violazione dei propri profili, \u00e8 l\u2019autenticazione a due fattori (2FA), ovvero un secondo passaggio per accedere al servizio prescelto dopo aver inserito la password, che di norma avviene con l\u2019inserimento di un codice \u201cusa e getta\u201d ricevuto sul proprio dispositivo mobile fornito al momento dell\u2019attivazione.<\/li>\n<li>Attivare questa modalit\u00e0 fornisce un ulteriore livello di difesa oltre il semplice passcode, password, o passphrase e protegge in caso di debolezza delle stesse. Come visto per\u00f2 molti fornitori di servizi online, tra cui anche quelli pi\u00f9 famosi, devono ancora implementare la 2FA nei loro sistemi di autenticazione, ed \u00e8 possibile verificare lo stato di vari siti Web collegandosi alla pagina https:\/\/twofactorauth.org\/.<\/li>\n<\/ul>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Secondo un recente studio dell\u2019Universit\u00e0 di Plymouth alcuni dei siti Web pi\u00f9 popolari e visitati sono ancora in gran parte restii nel chiedere agli utenti di scegliere password pi\u00f9 sicure. 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