{"id":33600,"date":"2018-07-25T23:32:24","date_gmt":"2018-07-25T21:32:24","guid":{"rendered":"http:\/\/www.area-press.eu\/comunicatistampa\/?p=33600"},"modified":"2020-08-09T23:49:35","modified_gmt":"2020-08-09T21:49:35","slug":"horus-black-simply-e-lalbum-desordio-del-giovanissimo-cantautore-genovese","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.area-press.eu\/comunicatistampa\/2018\/07\/25\/horus-black-simply-e-lalbum-desordio-del-giovanissimo-cantautore-genovese\/","title":{"rendered":"HORUS BLACK: &#8220;SIMPLY&#8221; \u00e8 l\u2019album d\u2019esordio del giovanissimo cantautore genovese"},"content":{"rendered":"<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-medium wp-image-442280 aligncenter\" src=\"https:\/\/diffusionimusicali.altervista.org\/wp-content\/uploads\/2018\/07\/HORUS-BLACK-320x320.jpg\" alt=\"\" width=\"320\" height=\"320\" \/><\/p>\n<p><em>Atmosfere vintage che richiamano il rock\u2019n\u2019roll anni\u201950 si fondono alla pi\u00f9 surreale psichedelia degli anni \u201970 fino a fare capolinea in un fresco pop contemporaneo<\/em>.<\/p>\n<p>L&#8217;idea di incidere un album \u00e8 sorta dopo qualche anno di scrittura. Nel corso di questo lasso di tempo varie influenze hanno contaminato l\u2019artista portando alle realizzazione di un disco i cui brani, seppur diversi fra loro, mantengono comunque con coerenza elementi che caratterizzano il concept complessivo. Le influenze principali derivano fuor d&#8217;ogni dubbio da un ventennio che parte dalla\u00a0<strong>seconda met\u00e0 degli anni &#8217;50 fino alla prima met\u00e0 dei &#8217;70<\/strong>, in particolare cantanti e band come Elvis Presley, Jerry Lee Lewis, Tom Jones,\u00a0i Rolling Stones, I Turtles, i Memphis Hornes, i Doors, i Led Zeppelin, i Queen\u00a0(soprattutto del primo periodo).<\/p>\n<p><em>\u00abNe consegue che non sia un amante di sintetizzatori o suoni finti in quantit\u00e0 imbarazzanti, anche se nel caso siano usati in maniera giusta possono sicuramente aggiungere molto. Di sicuro sono amante di arrangiamenti carichi e completi di archi ed ottoni. Sempre a causa di queste varie influenze all&#8217;interno dell&#8217;album, che si pu\u00f2 definire <strong>pop rock<\/strong>,\u00a0sono apprezzabili vari stili: <strong>rock&#8217;n&#8217;roll, ballate, funk, rock psichedelico<\/strong>, il tutto toccato a sprazzi da influenze classiche, (come i cori a canone in &#8220;We can&#8217;t go on this way&#8221;), dovute al fatto di essere figlio di due violinisti classici e nipote di un trombettista anch&#8217;esso classico. Di matrice classica \u00e8 pure l&#8217;impostazione nel canto, plasmato poi\u00a0sullo stile delle canzoni\u00bb. <\/em><strong>Horus Black<\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Guarda qui il video del singolo in radio \u201cWe are alone tonight\u201d:\u00a0<\/strong><\/p>\n<p><iframe loading=\"lazy\" title=\"HORUS BLACK - We Are Alone Tonight\" width=\"500\" height=\"281\" src=\"https:\/\/www.youtube.com\/embed\/vMEavtHyrKc?feature=oembed\" frameborder=\"0\" allow=\"accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share\" referrerpolicy=\"strict-origin-when-cross-origin\" allowfullscreen><\/iframe><\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p><strong><u>TRACK BY TRACK<\/u><\/strong><\/p>\n<p><strong><u>\u00a0<\/u><\/strong><\/p>\n<p><strong>Miss Candy <\/strong><\/p>\n<p>&#8220;Miss Candy \u00e8 stata pensata come una canzone scritta da mio nonno paterno e rivolta a sua moglie, ovvero mia nonna, morta quando io avevo 4 anni e soprannominata da mio nonno &#8220;caramella&#8221;. La canzone infatti parla di un innamorato che si ricorda dei momenti felici vissuti con la sua amata: il primo incontro e\u00a0il primo bacio, chiedendosi perch\u00e9 se ne sia dovuta andare per sempre;\u00a0ci\u00f2 nonostante lui continua ad amarla. Dal punto di vista musicale ad una strofa sicuramente pi\u00f9 cupa e chiusa\u00a0si contrappone un ritornello aperto e dai toni romantici\u201d.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Sophie<\/strong><\/p>\n<p>&#8220;Sophie \u00e8 stata scritta in un periodo in cui un mio amico faceva la corte ad una ragazza chiamata per l&#8217;appunto Sophia (poi diventata Sophie per ragioni musicali). Quando feci ascoltare a lui questa canzone voleva che cambiassi il nome in Marie, ma Sophie suonava meglio; alla fine comunque il nome Marie compare nell&#8217;ultima parte di questa canzone quando il testo recita <em>Marie, no quella \u00e8 l&#8217;altra<\/em>! Nonostante dovesse essere una canzone di &#8220;corteggiamento&#8221; in realt\u00e0 ci si fa beffa di Sophie: infatti una volta ottenuto l&#8217;amore tanto cercato \u00e8 il momento di andare dalla sorella di Sophie che sta aspettando e\u00a0deve essere\u00a0soddisfatta! Lo stile \u00e8 quello tipico delle canzoni rock&#8217;n&#8217;roll di fine anni &#8217;50. Ah! Alla fine il mio amico ce l&#8217;ha fatta ed i due sono tutt&#8217;oggi fidanzati.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>In my bed<\/strong><\/p>\n<p>\u201cIl testo di In my bed mi \u00e8 venuto effettivamente in mente mentre ero a letto in una notte d&#8217;estate e non riuscivo a chiudere occhio (situazione per me piuttosto comune). Il testo ripercorre la situazione che stavo vivendo: sdraiato da ore, nessuno in giro, tutti che dormono e io che fisso il muro come consuetudine in questi momenti. La spiegazione alla situazione\u00a0poteva essere\u00a0che io ero da solo o almeno questa \u00e8 quella che mi \u00e8 venuta sul momento! In conclusione comunque il messaggio\u00a0\u00e8 di\u00a0speranza: so che cambier\u00f2 e non sar\u00f2 pi\u00f9 solo&#8230;ed in effetti cos\u00ec \u00e8 stato\u201d.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Cock a doodle doo<\/strong><\/p>\n<p>&#8220;Chicchirich\u00ec&#8221;, questa \u00e8 la traduzione di cockadodledoo. Lessi tale termine per la prima volta quando fui costretto per motivi scolastici\u00a0a leggere &#8220;La tempesta&#8221; di William Shakespeare dove il personaggio di Ariel diceva proprio cockadiddledow; quando lo vidi pensai che sembrava proprio uno di quei termini\u00a0presenti nelle prime canzoni rock&#8217;n&#8217;roll tipo auabbabelubeauabbebum in &#8220;Tutti frutti&#8221; di Little Richard o Be boppa lula di Gene Vincent e quindi smisi di leggere ed imbracciata una chitarra mi misi a comporre. Si pu\u00f2 dunque affermare che questa canzone, che probabilmente \u00e8 quella con il testo pi\u00f9 sciocco, \u00e8 di origine shakespeariana. Musicalmente si ricalcano le linee delle canzoni rock&#8217;n&#8217;roll anni &#8217;50\u201d.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>We can&#8217;t go on this way<\/strong><\/p>\n<p>\u201cL&#8217;origine di &#8220;We can&#8217;t go on this way&#8221; \u00e8 probabilmente la pi\u00f9 bizzarra se confrontata a quelle delle altre canzoni contenute nell&#8217;album. Una mia amica doveva festeggiare i 18 anni di et\u00e0 ed era venuta a sapere che un anno prima io ed altri miei due amici avevamo scritto un&#8217;altra canzone per una ragazza che stava per diventare maggiorenne e chiese di fare lo stesso. Questa volta per\u00f2 decisi di fare le cose per bene, quindi scrissi musica e melodia e poi consultai i miei amici per farne una versione stupida dal punto di vista del testo, che includeva sul finale persino un estratto della Bibbia riguardante l&#8217;apparizione a Maria dell&#8217;angelo Gabriele con tanto di accompagnamento di organo stile chiesa (tutta questa parte ovviamente \u00e8 stata eliminata).<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>The march of hope<\/strong><\/p>\n<p>&#8220;The march of hope si apre a ritmo di bolero, elemento che d\u00e0 origine al titolo. L&#8217;intento della canzone \u00e8 quello intuibile dal titolo: dare speranza! Nelle due strofe\u00a0infatti la situazione appare tetra con oscurit\u00e0 e buio tutt&#8217;intorno, senza sapere dove andare. Musicalmente \u00e8 forse il brano pi\u00f9 ardito sia da un punto di vista armonico che di arrangiamento che raggiunge il suo massimo nei ritornelli aperti e carichi di vitalit\u00e0\u201d.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>\u201cI know that you want<\/strong><\/p>\n<p>\u201cIl riff di chitarra che si pu\u00f2 ascoltare subito dopo la parte iniziale del brano \u00e8 stata la scintilla che ha portato alla nascita di <em>Baby I know that you want<\/em> un brano pensato in stile funky e da ballare. Il testo in questo caso non contiene messaggi particolari, ma punta a far muovere sempre di pi\u00f9 l&#8217;ascoltatore sopratutto con note lunghe ed acute eseguite anche con la tecnica del falsetto. La parte strumentale centrale lancia verso l&#8217;assolo di chitarra dopo il quale il brano si fa pi\u00f9 dinamica grazie all&#8217;azione combinata di sezione ritmica, fiati, archi e coro\u201d.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Simply<\/strong><\/p>\n<p>&#8220;Simply, semplicemente, semplice, cos\u00ec come la canzone da un punto di vista armonico (il giro si sviluppa sugli accordi di re, la e sol). Il testo riguarda un&#8217;avventura amorosa ormai giunta alla conclusione con il protagonista rimasto &#8220;semplicemente (sipmly)\u00a0da solo&#8221;, ma ancora innamorato e promette che retser\u00e0 per sempre ad aspettarla malgrado lo abbia finito. Il giro armonico di per se semplice \u00e8 potenziato da un arrangiamento molto di impatto in stile Abbey Road specialmente nei ritornelli\u201d.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>We are alone tonight<\/strong><\/p>\n<p>&#8220;We are alone tonight nasce nel corso di una jam fatta con altri miei due amici e poi sviluppata in solitaria dato che l&#8217;improvvisazione aveva dato buoni frutti. La canzone \u00e8 nettamente la pi\u00f9 rock all&#8217;interno dell&#8217;album ed in quanto tale \u00e8 caratterizzata da suoni decisi ed un testo che non si potrebbe definire tra i pi\u00f9 delicati! Infatti il testo consiste nell&#8217;incitare la donna a &#8220;scuotersi&#8221; tutta la donna e le si precisa che non dovr\u00e0 provare a fuggire! Roba rock insomma! L&#8217;arrangiamento include archi nel ritornello, cosa che potrebbe risultare strana in un brano dichiaratamente rock, ma che al lato pratico conferiscono al pezzo grande energia\u201d.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Lonely melody<\/strong><\/p>\n<p>&#8220;Lonely melody \u00e8 un brano dalla melodia struggente e malinconica, come ogni buona canzone in minore che si rispetti. La salita di mezzo tono dopo il primo ritornello danno grinta al pezzo che come si pu\u00f2 intuire dal titolo, che si pu\u00f2 tradurre come melodia solitaria, parla dell&#8217;impossibilit\u00e0 di raggiungere l&#8217;amore di una ragazza innamorata invece di qualcun&#8217;altro che per\u00f2 le procura solo che dispiaceri. Il risultato ad ogni modo \u00e8 che il protagonista resta nella sua solitudine e tutto ci\u00f2 che pu\u00f2 fare \u00e8 cantare, gridare la sua disperazione. Il brano si apre con un tanto efficace quanto semplice riff di chitarra che infonde subito spinta al tutto\u201d.<\/p>\n<p><strong><u>\u00a0<\/u><\/strong><\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p><strong>ETICHETTA: SONIC FACTORY<\/strong><\/p>\n<p><strong>Pubblicazione album: 11 maggio 2018<\/strong><\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p><strong>BIO<\/strong><\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p>Riccardo Sechi nasce a <strong>Genova<\/strong> l&#8217;8 maggio<strong> 1999<\/strong> in una famiglia di musicisti: madre e padre violinisti e nonno trombettista, tutti e tre professionisti ed esercitanti la professione al teatro Carlo Felice di Genova. Fin da piccolo vive in mezzo alla musica e si avvicina piccolissimo al violino, strumento che abbandoner\u00e0 per poi riprendere in seguito in alcuni periodi tra elementari e medie, ma senza avere mai intenti troppo seri. Sta di fatto che la sua prima esibizione dal vivo la fece proprio suonando il violino. Negli anni delle medie ascolta, influenzato da un compagno di classe, molta musica di Fabrizio De Andr\u00e8, ma l&#8217;incontro musicale determinate avverr\u00e0 pi\u00f9 tardi, tra la terza media e la prima superiore, quando a bordo della macchina di famiglia arriva un cd contenenti i maggiori successi di Elvis Presley. Da quel momento la passione per il genere aumenta sempre di pi\u00f9 fino alla scoperta dei pi\u00f9 grandi della musica, soprattutto nel genere del rock. Ovviamente ascoltare non basta, si deve anche suonare! Da autodidatta impara a suonare chitarra, pianoforte ed ukulele, dall&#8217;et\u00e0 di 15 anni si dedica allo studio del canto con impostazione classica ed inoltre, a partire dallo stesso periodo, inizia anche a comporre, affiancato specialmente dal padre, coautore di tutti i suoi brani. Dal 2015 inizia ad esibirsi dal vivo, riunendo intorno a se una band a partire dall&#8217;anno 2017. Il nome d&#8217;arte Horus deriva da un episodio singolare: suo nonno materno infatti, appassionato di antico Egitto, offr\u00ec un ingente somma in denaro affinch\u00e9 il pargolo venisse chiamato Horus anzi che Riccardo. Evidentemente le cose non sono andate cos\u00ec, ma in un modo o nell&#8217;altro Horus sarebbe stato presente! E&#8217; proprio con questo nome, Horus Black, che nel 2018 viene pubblicato il suo primo album.<\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p><strong><u>Contatti e social<\/u><\/strong><\/p>\n<p><strong><u>\u00a0<\/u><\/strong><\/p>\n<p><strong>Facebook <\/strong><a href=\"http:\/\/www.facebook.com\/Horus-308536582995583\/\"><strong>www.facebook.com\/Horus-308536582995583\/<\/strong><\/a><\/p>\n<p><strong>Instagram <\/strong><a href=\"http:\/\/www.instagram.com\/horus_black\"><strong>www.instagram.com\/horus_black<\/strong><\/a><\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p><strong>Sito Etichetta: <\/strong><a href=\"http:\/\/www.sonicfactory.it\/\"><strong>www.sonicfactory.it<\/strong><\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Atmosfere vintage che richiamano il rock\u2019n\u2019roll anni\u201950 si fondono alla pi\u00f9 surreale psichedelia degli anni \u201970 fino a fare capolinea in un fresco pop contemporaneo. 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