{"id":33115,"date":"2018-07-06T17:25:14","date_gmt":"2018-07-06T15:25:14","guid":{"rendered":"http:\/\/www.area-press.eu\/comunicatistampa\/?p=33115"},"modified":"2018-07-06T17:25:14","modified_gmt":"2018-07-06T15:25:14","slug":"ragazzi-su-social-e-chat-in-eta-troppo-prematura-videogiochi-e-contenuti-violenti-fruiti-gia-in-eta-preadolescenziale","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.area-press.eu\/comunicatistampa\/2018\/07\/06\/ragazzi-su-social-e-chat-in-eta-troppo-prematura-videogiochi-e-contenuti-violenti-fruiti-gia-in-eta-preadolescenziale\/","title":{"rendered":"Ragazzi su Social e Chat in et\u00e0 troppo prematura, videogiochi e contenuti violenti fruiti gi\u00e0 in et\u00e0 preadolescenziale."},"content":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/sabcommunications.net\/wp-content\/uploads\/2017\/01\/01-08-gdata_noclaim.png\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignright size-full wp-image-1878\" src=\"https:\/\/sabcommunications.net\/wp-content\/uploads\/2017\/01\/01-08-gdata_noclaim.png\" alt=\"\" width=\"110\" height=\"150\" \/><\/a><em>L\u2019edizione 2018 dell\u2019iniziativa G DATA \u201c<u>Cyberbullismo 0 in condotta<\/u>\u201d ha coinvolto circa 2000 ragazzi e 400 genitori di 9 provincie e 4 regioni italiane (Liguria, Piemonte, Lombardia, Marche). Risulta ancora preoccupante il livello di disinformazione dei ragazzi a fronte dei rischi a cui sono esposti in et\u00e0 fin troppo prematura.<\/em><\/p>\n<p>Bologna \u2013 Essenziale per G DATA l\u2019attivit\u00e0 di formazione degli allievi delle scuole elementari e medie inferiori condotta insieme allo specialista della sicurezza in Rete <a href=\"https:\/\/www.maurozenda.net\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><strong>Mauro Ozenda<\/strong><\/a> tra febbraio e maggio 2018. \u201cLa consapevolezza di aver portato, laddove mancava, un\u2019educazione e cultura digitale di base per consentire ai nativi digitali di navigare, condividere e sfruttare le enormi potenzialit\u00e0 che la Rete presenta, riducendone al massimo i pericoli \u00e8 per noi un\u2019enorme fonte di motivazione: <strong>l\u201980% delle informazioni trasmesse<\/strong> ai 2000 ragazzi e 400 genitori coinvolti nell\u2019attivit\u00e0 di sensibilizzazione <strong>erano sconosciute ai destinatari dell\u2019intervento fino al giorno prima<\/strong>\u201d, commenta Giulio Vada, Country Manager di G DATA Italia, che non manca di menzionare un dato particolarmente preoccupante: rispetto al 2017 si sono anticipati i tempi nell\u2019utilizzo di <strong>console e tablet connessi a Interne<\/strong>t, impiegati <strong>gi\u00e0 a partire dai 6 anni<\/strong> senza alcuna restrizione n\u00e9 filtro sui contenuti.<\/p>\n<h3><a href=\"https:\/\/sabcommunications.net\/wp-content\/uploads\/2018\/07\/Infografica_CBp4.png\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-full wp-image-5877 aligncenter\" src=\"https:\/\/sabcommunications.net\/wp-content\/uploads\/2018\/07\/Infografica_CBp4.png\" alt=\"\" width=\"800\" height=\"737\" \/><\/a><\/h3>\n<h3>Dati allarmanti<\/h3>\n<p>Il feedback raccolto sull\u2019utilizzo di Internet e Social da parte dei ragazzi in et\u00e0 compresa fra i 9 e 13 anni \u00e8 il seguente:<\/p>\n<ul style=\"color: red\" type=\"square\">\n<li><span style=\"color: black\">Nota positiva: rispetto all\u2019anno precedente si riscontra una maggior consapevolezza dell\u2019importanza di avere un antivirus su dispositivi Android. <strong>Solo il 20% dei ragazzi coinvolti non ne \u00e8 dotato<\/strong> a fronte di una quota di impiego di device con questo sistema operativo del 95%<\/span><\/li>\n<li><span style=\"color: black\">Il <strong>90%<\/strong> afferma di non avere <strong>mai avuto un parental control<\/strong> sul dispositivo<\/span><\/li>\n<li><span style=\"color: black\">Il <strong>40%<\/strong> <strong>non protegge<\/strong> il proprio smartphone con <strong>doppio PIN e blocco schermo<\/strong><\/span><\/li>\n<li><span style=\"color: black\">L\u2019<strong>80%<\/strong> tiene <strong>sempre attivi wifi e geolocalizzazione<\/strong><\/span><\/li>\n<li><span style=\"color: black\">L\u2019<strong>80%<\/strong> <strong>naviga<\/strong> su internet <strong>prima dei 10 anni<\/strong>, <strong>tablet e console<\/strong> connessi a Internet sono <strong>impiegati gi\u00e0 a partire dai 6 anni<\/strong><\/span><\/li>\n<li><span style=\"color: black\">I ragazzi di <strong>11-13 anni<\/strong> sono iperconnessi e interconnessi: circa il <strong>60% di loro \u00e8 costantemente online<\/strong>. L\u2019<strong>utilizzo medio<\/strong> di Internet, messaggistica istantanea e Social \u00e8 di <strong>5h al giorno<\/strong>. <strong>Prosegue<\/strong> sino a tarda sera e <strong>anche nelle ore notturne<\/strong><\/span><\/li>\n<li><span style=\"color: black\">In generale l\u2019<strong>80% \u00e8 attivo sui social<\/strong> (soprattutto Instagram e Musical.ly) <strong>prima del 13 anni<\/strong>, non si curano dell\u2019innalzamento della soglia ai 16 anni a partire dall\u2019entrata in vigore del GDPR, certi che i genitori daranno comunque l\u2019autorizzazione all\u2019utilizzo di queste piattaforme<\/span><\/li>\n<li><span style=\"color: black\">Il 95% risulta \u201cmultitasking\u201d a grave detrimento dell\u2019attenzione<\/span><\/li>\n<li><span style=\"color: black\">Il <strong>95% usa Whatsapp<\/strong> (gi\u00e0 a partire dalla quinta elementare), piattaforma preferita dai ragazzi delle medie la cui presenza su <strong>Snapchat \u00e8 considerevolmente calata<\/strong> rispetto al 2017, poich\u00e9 la piattaforma \u00e8 considerata un doppione di Whatsapp<\/span><\/li>\n<li><span style=\"color: black\">La maggior parte dei ragazzi crea nuovi profili social qualora si dimentichi la password di accesso, lasciando i <strong>profili \u201cabbandonati\u201d alla merc\u00e8 dei cybercriminali<\/strong><\/span><\/li>\n<li><span style=\"color: black\"><strong>Videogiochi violenti gi\u00e0 in quinta elementare<\/strong> (il 20% dei bambini) nonostante l\u2019indicatore PEGI imponga un\u2019et\u00e0 minima di 18 anni per l\u2019esposizione a contenuti violenti<\/span><\/li>\n<li><span style=\"color: black\">Una piccola percentuale ha <strong>gi\u00e0 effettuato in quinta elementare acquisti in-app<\/strong> per un valore medio tra i 10 e i 50 Euro. Fenomeno da ariginare assolutamente poich\u00e9 col tempo pu\u00f2 portare a <strong>fenomeni di ludopatia<\/strong><\/span><\/li>\n<li><span style=\"color: black\">Sempre pi\u00f9 spesso <strong>sono i figli ad indicare ai genitori come configurare nel giusto modo la privacy e la sicurezza sui profili social<\/strong>, imponendo loro a volte persino la modifica delle password della casella primaria di posta elettronica<\/span><\/li>\n<\/ul>\n<h3><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-5868\" src=\"https:\/\/sabcommunications.net\/wp-content\/uploads\/2018\/07\/Infografica_CBp1.png\" alt=\"\" width=\"800\" height=\"740\" \/><\/h3>\n<h3>Social, Intrattenimento e videogiochi<\/h3>\n<p>Il primo dato che emerge \u00e8 il fatto che, eccezioni a parte, sui dispositivi dei ragazzi manca qualsiasi funzionalit\u00e0 di <strong>Parental Control<\/strong> o <strong>Protezione Minori<\/strong>, restrizioni e opportune configurazioni che dovrebbero consentire da un lato al genitore di controllare il figlio dall\u2019altro di evitare che i bambini finiscano su contenuti inadatti, utilizzino giochi non adatti alla loro et\u00e0, o ne abusino in termini di tempo dimenticandosi di tutto il resto. I nativi digitali utilizzano i dispositivi connessi alla Rete in modalit\u00e0 \u201cmultitasking\u201d. Un modus operandi foriero di distrazioni che, quando si utilizzano strumenti quali <strong>Whatsapp<\/strong> o <strong>Instagram <\/strong>possono tramutarsi in un serio problema. Basti pensare all\u2019inoltro di un contenuto strettamente personale a un gruppo anzich\u00e9 all\u2019amico del cuore piuttosto che condividere l\u2019immagine sbagliata sul proprio profilo Instagram.<\/p>\n<h3><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-full wp-image-5871 aligncenter\" src=\"https:\/\/sabcommunications.net\/wp-content\/uploads\/2018\/07\/Infografica_CBp2.png\" alt=\"\" width=\"800\" height=\"743\" \/><\/h3>\n<p>In termini di messaggistica istantanea<strong> Whatsapp<\/strong> risulta essere lo strumento preferito dai ragazzi delle medie per comunicare con amici e parenti preferito. Hanno un gruppo per ciascun hobby o attivit\u00e0 sportiva che condividono con i amici e non (i ragazzi risultano collegati mediamente ad almeno <strong>5 gruppi<\/strong>: quello della classe, dei parenti pi\u00f9 stretti, dei <em>gamer<\/em>, delle<em> muser <\/em>e dell\u2019attivit\u00e0 sportiva che svolgono). Sono inconsapevoli del fatto che un messaggio inviato e poi cancellato si possa comunque recuperare.<\/p>\n<p>Fra i Social il pi\u00f9 usato fra le <strong>ragazzine nella fascia 9-12<\/strong> anni resta <strong>Musical.ly<\/strong>. Sebbene rispetto al 2017 si sia riscontrata una maggior attenzione circa l\u2019attivazione di un profilo privato su questa piattaforma una parte dei fruitori accetta comunque richieste di amicizia di sconosciuti facendo dunque decadere i benefici derivanti dal profilo privato. Altra differenza rispetto all\u2019anno precedente \u00e8 il calo drastico di iscritti nella fascia tra i 13 e i 14 anni, che l\u2019abbandonano per un improvviso pudore. Purtroppo per\u00f2, quando decidono di farlo, cancellano l\u2019app pensando di aver disattivato l\u2019account, che invece rimane in standby a disposizione del primo \u201ccacciatore di profili abbandonati\u201d intento al furto d\u2019identit\u00e0. Quello dei profili abbandonati \u00e8 un problema \u00e8 abbastanza comune fra i giovani: una volta iscrittisi a un\u00a0servizio, qualora ne dimentichino la password non tentano di recuperarla, generano semplicemente un nuovo profilo. Scarsa quindi l\u2019attenzione nella gestione delle password e dei dati personali inseriti sui profili e condivisi con perfetti sconosciuti. Sino ai 16 anni i bambini che utilizzano i social dovrebbero sempre avere un nickname di fantasia, una foto profilo di fantasia, dati personali oscurati, cosa che avviene nel minor numero di casi.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-full wp-image-5874 aligncenter\" src=\"https:\/\/sabcommunications.net\/wp-content\/uploads\/2018\/07\/Infografica_CBp3.png\" alt=\"\" width=\"800\" height=\"738\" \/><\/p>\n<p>Musica, immagini e video sono il tipo di contenuti che maggiormente attrae i ragazzi. Immagini e foto in particolare vengono condivise per lo pi\u00f9 su <strong>Instagram<\/strong>. Anche questo caso, rispetto all\u2019anno precedente, i ragazzi sono maggiormente consapevoli dell\u2019importanza di gestire un profilo privato ma il desiderio di sapere chi ha sbirciato o si ha salvato le immagini o video postati prende il sopravvento e spinge molti di loro (soprattutto le ragazze) a creare <strong>profili aziendali<\/strong> per poter vedere chi e quanti hanno consultato il loro profilo, hanno guardato le immagini e i video postati, fruendo delle statistiche aggiornate appannaggio delle aziende, rinunciando ai vantaggi del profilo privato.<\/p>\n<p>Entrando poi nel mondo dell\u2019intrattenimento, i ragazzi in particolare prediligono videogiochi quali <strong>Minecraft , Clash Royale, Fortnite e GTA<\/strong>. Quest\u2019ultimo impiegato per un buon 20% gi\u00e0 in quinta elementare, nonostante l\u2019indicatore <strong>PEGI <\/strong>ne consigli la fruizione a partire dai 18 anni per la continua esposizione a contenuti di tipo violento.<\/p>\n<p>Fra le principali piattaforme di intrattenimento musicale ricordiamo <strong>Spotify<\/strong> (scaricato su alcuni device e <strong>craccato<\/strong> per usufruire delle funzioni altrimenti a pagamento) e per le Serie TV da evidenziare <strong>Netflix con abbonamento PREMIUM <\/strong>che consente la visione contemporanea su 4 schermi (uno paga l\u2019abbonamento e poi si dividono i costi in 4).<\/p>\n<p>Rispetto all\u2019installazione delle app permane la superficialit\u00e0 e la carente verifica delle recensioni delle app. Una buona percentuale di ragazzi utilizza <strong>aptoide<\/strong>, negozio online di applicazioni che, se utilizzato impropriamente per scaricare applicazioni craccate, aumenta notevolmente il rischio di essere infettati da malware.<\/p>\n<hr \/>\n<p style=\"text-align: center\">L&#8217;infografica intera \u00e8 reperibile qui<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter wp-image-5889 size-medium\" src=\"https:\/\/sabcommunications.net\/wp-content\/uploads\/2018\/07\/Infografica_CB-120x300.png\" alt=\"\" width=\"120\" height=\"300\" \/><\/p>\n<hr \/>\n<h4><strong>GDATA<\/strong><\/h4>\n<p style=\"font-size: 8pt\">Fondata nel 1985 a Bochum, G DATA vanta una storia di oltre trent&#8217;anni nella lotta e prevenzione contro le minacce informatiche ed \u00e8 uno dei principali fornitori al mondo di soluzioni per la sicurezza IT, insignite di numerosi riconoscimenti per la qualit\u00e0 della protezione fornita e l&#8217;intuitivit\u00e0 d&#8217;uso.\u00a0G DATA produce e commercializza soluzioni di sicurezza totalmente aderenti alle normative europee sulla protezione dei dati. Il portafoglio prodotti G DATA comprende soluzioni di sicurezza per le imprese, dalle micro alle grandi aziende, e applicazioni rivolte all&#8217;utenza consumer.\u00a0Partner tecnico di Ducati Corse per la MotoGP, G DATA ha il compito di proteggere i sistemi IT di pista del team Ducati. L\u2019azienda patrocina altres\u00ec il Teatro Comunale di Bologna e diversi eventi volti all\u2019accrescimento culturale e all\u2019aggregazione sociale tra cui mostre e corsi presso istituti scolastici per favorire un uso consapevole del web e dei social media.\u00a0Ulteriori informazioni su G DATA e sulle soluzioni di sicurezza sono consultabili sul sito www.gdata.it<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>L\u2019edizione 2018 dell\u2019iniziativa G DATA \u201cCyberbullismo 0 in condotta\u201d ha coinvolto circa 2000 ragazzi e 400 genitori di 9 provincie e 4 regioni italiane (Liguria, Piemonte, Lombardia, Marche). 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