{"id":32693,"date":"2018-06-18T21:03:41","date_gmt":"2018-06-18T19:03:41","guid":{"rendered":"http:\/\/www.area-press.eu\/comunicatistampa\/?p=32693"},"modified":"2018-06-18T21:03:41","modified_gmt":"2018-06-18T19:03:41","slug":"ulteriori-limitazioni-della-privacy-digitale-dei-cittadini-russi-un-commento","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.area-press.eu\/comunicatistampa\/2018\/06\/18\/ulteriori-limitazioni-della-privacy-digitale-dei-cittadini-russi-un-commento\/","title":{"rendered":"Ulteriori limitazioni della privacy digitale dei cittadini russi: un commento"},"content":{"rendered":"<p><em><a href=\"https:\/\/sabmcs.files.wordpress.com\/2017\/10\/gdata_noclaim.png\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignright size-thumbnail wp-image-4205\" src=\"https:\/\/sabmcs.files.wordpress.com\/2017\/10\/gdata_noclaim.png?w=110\" alt=\"\" width=\"110\" height=\"150\" \/><\/a>Agli utenti di Telegram potrebbe essere impedito l\u2019accesso a questo strumento di comunicazione anonima<\/em><\/p>\n<p><strong>Il governo russo sta tentando di vietare l\u2019uso del servizio di messaggistica istantanea \u201cTelegram\u201d. Il commento di Tim Berghoff, Security Evangelist di G DATA.<\/strong><\/p>\n<p>L\u2019uso di soluzioni VPN e servizi proxy non regolamentati \u00e8 gi\u00e0 stato sufficientemente criminalizzato in Russia: per ottenere una autorizzazione ufficiale, gli operatori VPN devono essere conformi alle normative sulla censura vigente in Russia ossia bloccare siti specifici anche all\u2019interno di un traffico VPN cifrato. Le autorit\u00e0 gestiscono una lista nera di siti inclusi in questa categoria. L\u2019elenco contiene qualunque sito che presenti contenuti ritenuti illegali o dannosi. Ogni operatore VPN deve quindi applicare tale filtro sulla navigazione di qualsiasi utente. Devono anche essere in grado di condividere i dati riguardo agli utenti del rispettivo servizio VPN su richiesta delle autorit\u00e0, una cosa che molti operatori non possono fornire perch\u00e9 non raccolgono \/ archiviano questi dati. Da diverse settimane il governo russo sta cercando modi di vietare l\u2019uso di applicazioni IM cifrate. L\u2019obiettivo principale \u00e8 il servizio di messaggistica Telegram \u2013 ironia della sorte, Telegram ha radici russe. Dopo aver incassato un rifiuto di consegnare le chiavi di cifratura del servizio alle autorit\u00e0 per la sicurezza russa (e quindi aprire una back-door per le autorit\u00e0) da parte del fornitore, determinati indirizzi IP sono stati bloccati in modo mirato per limitare l\u2019uso di Telegram. Con scarso successo, come hanno ammesso le stesse autorit\u00e0. In secondo acchito le autorit\u00e0 russe hanno cercato di mettere sotto pressione Apple e Google al fine di far loro rimuovere dai rispettivi store locali la app corrispondente, secondo una procedura simile a quanto gi\u00e0 in vigore per le VPN: la tecnologia viola la normativa russa sulla censura.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/sabmcs.files.wordpress.com\/2018\/06\/g_data_telegram_screen_glitch_bann_ogtag.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-4794\" src=\"https:\/\/sabmcs.files.wordpress.com\/2018\/06\/g_data_telegram_screen_glitch_bann_ogtag.jpg\" alt=\"\" width=\"440\" height=\"230\" \/><\/a><br \/>\nL\u2019argomentazione \u00e8 identica: si ritiene che la app sia utilizzata per pianificare e coordinare attivit\u00e0 terroristiche. Per questo motivo deve essere monitorabile da parte delle autorit\u00e0. Adeguarsi alle normative russe non implica un divieto di usare una VPN o la cifratura ma priva queste ultime del proprio scopo: le autorit\u00e0 vogliono essere in grado di identificare chiaramente gli utenti nonostante la cifratura e l\u2019anonimizzazione, un controsenso rispetto allo scopo primario di queste soluzioni. Il legislatore russo desidera che tutti i servizi di messaggistica siano associati al numero di telefono dell\u2019utente, quindi chiaramente riconducibili alla persona che se ne avvale.<\/p>\n<h3>Un esempio<\/h3>\n<p>In passato abbiamo gi\u00e0 espresso la nostra grande preoccupazione verso approcci di questo tipo. Preoccupazioni ora confermate \u2013 questi eventi creano un nuovo precedente per un divieto della protezione della privacy personale. Anche la Germania sta cercando modi per consentire alle autorit\u00e0 giudiziarie di monitorare i canali per la comunicazione cifrata in situazioni che giustifichino questa misura e quindi di accedere alle comunicazioni dei singoli individui, ne \u00e8 un esempio la bozza di legge formulata dagli organismi incaricati dell&#8217;applicazione della legge nella Renania del Nord \/ Vestfalia. In Italia le normative riguardano primariamente la conservazione e consegna dei dati di navigazione degli utenti in caso sia ritenuto necessario ma non ancora di accesso delle autorit\u00e0 alle comunicazioni cifrate.<\/p>\n<p>Lo voglio dire ancora una volta molto chiaramente: non solo io personalmente ma anche numerosi altri esperti di sicurezza IT considerano questa procedura estremamente pericolosa e non foriera di alcun tipo di successo a lungo termine \u2013 la legislatura precedentemente citata sull\u2019uso delle VPN \u00e8 gi\u00e0 stata fortemente criticata su molti fronti per la stessa ragione.<\/p>\n<h3>Fare compromessi sulla sicurezza in nome della sicurezza<\/h3>\n<p>Non c\u2019\u00e8 prova alcuna che le attivit\u00e0 criminali diminuiscano a fronte di una maggior sorveglianza. Inoltre, misure come il divieto di utilizzare servizi di comunicazione cifrata hanno un impatto negativo di lunga durata sulla fiducia dei cittadini nei rispettivi governi in generale e nelle autorit\u00e0 preposte a garantire la loro sicurezza in particolare. Ecco perch\u00e9 \u00e8 fondamentale discutere apertamente soprattutto pubblicamente di questo approccio \u2013 ma ci\u00f2 non sta accadendo, nonostante sia di vitale importanza in questo momento. Il fatto che la reazione pubblica a questi tentativi risulti cos\u00ec limitata (se paragonata a precedenti discussioni su argomenti simili) \u00e8 allarmante e sembra suggerire che molti si siano stancati di parlarne \u2013 si potrebbe quasi ipotizzare che sia preferibile rinunciare parzialmente a proteggersi se da queste misure scaturisce un beneficio per il senso di sicurezza soggettivo. Il fatto che misure che implicano un\u2019infiltrazione sistematica nella privacy dei singoli cittadini siano invariabilmente giustificate con preoccupazioni legate alla sicurezza nazionale dovrebbe far sorgere qualche dubbio e domande su chi realmente beneficia di queste regolamentazioni. Fino ad ora le normative su questa tematica non sono mai state abrogate nonostante si siano dimostrate del tutto inefficaci e non in grado di produrre i risultati auspicati.<\/p>\n<p><!--more--><\/p>\n<p><strong>GDATA<\/strong><\/p>\n<p>Fondata nel 1985 a Bochum, G DATA vanta una storia di oltre trent&#8217;anni nella lotta e prevenzione contro le minacce informatiche ed \u00e8 uno dei principali fornitori al mondo di soluzioni per la sicurezza IT, insignite di numerosi riconoscimenti per la qualit\u00e0 della protezione fornita e l&#8217;intuitivit\u00e0 d&#8217;uso.<\/p>\n<p>G DATA produce e commercializza soluzioni di sicurezza totalmente aderenti alle normative europee sulla protezione dei dati. Il portafoglio prodotti G DATA comprende soluzioni di sicurezza per le imprese, dalle micro alle grandi aziende, e applicazioni rivolte all&#8217;utenza consumer.<\/p>\n<p>Partner tecnico di Ducati Corse per la MotoGP, G DATA ha il compito di proteggere i sistemi IT di pista del team Ducati. L\u2019azienda patrocina altres\u00ec il Teatro Comunale di Bologna e diversi eventi volti all\u2019accrescimento culturale e all\u2019aggregazione sociale tra cui mostre e corsi presso istituti scolastici per favorire un uso consapevole del web e dei social media.<\/p>\n<p>Ulteriori informazioni su G DATA e sulle soluzioni di sicurezza del vendor teutonico sono consultabili sul sito www.gdata.it<\/p>\n<p>Archivio stampa G DATA: <a href=\"https:\/\/www.gdata.it\/notizie\/\">https:\/\/www.gdata.it\/notizie\/<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Agli utenti di Telegram potrebbe essere impedito l\u2019accesso a questo strumento di comunicazione anonima Il governo russo sta tentando di vietare l\u2019uso del servizio di messaggistica istantanea \u201cTelegram\u201d. Il commento di Tim Berghoff, Security Evangelist di G DATA. 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