{"id":32221,"date":"2018-06-01T16:24:04","date_gmt":"2018-06-01T14:24:04","guid":{"rendered":"http:\/\/www.area-press.eu\/comunicatistampa\/?p=32221"},"modified":"2018-06-01T16:24:04","modified_gmt":"2018-06-01T14:24:04","slug":"ghiaccio-alimentare-resta-alto-il-rischio-di-contaminazione","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.area-press.eu\/comunicatistampa\/2018\/06\/01\/ghiaccio-alimentare-resta-alto-il-rischio-di-contaminazione\/","title":{"rendered":"Ghiaccio alimentare: resta alto il rischio di contaminazione"},"content":{"rendered":"<p>Quanto \u00e8 sicuro il ghiaccio che bevi?\u00a0<strong>INGA Istituto Nazionale Ghiaccio Alimentare <\/strong>ha presentato ieri con l\u2019assessorato alla Salute della Regione Sicilia e le Asp della Regione i risultati di un\u2019analisi condotta su 125 operatori del settore alimentare da cui \u00e8 emerso che il\u00a0<strong>25% produce e utilizza ghiaccio contaminato<\/strong>. Un problema, questo, che non riguarda solo la Sicilia ma l\u2019Italia intera. Sono ancora troppo pochi, infatti, gli operatori che non ripongono la giusta attenzione al ghiaccio alimentare.<\/p>\n<p>L\u2019allarme era stato lanciato gi\u00e0 nel Giugno del 2016 quando INGA aveva presentato il primo\u00a0<strong>Manuale di corretta prassi igienica per la produzione di ghiaccio alimentare<\/strong>, documento approvato dal Ministero della Salute e redatto, <strong>per la prima volta in Europa<\/strong>, per stabilire le buone prassi nella gestione del ghiaccio. E il tema ritorna centrale ancora oggi con la richiesta sempre pi\u00f9 diffusa di ghiaccio alimentare per raffreddare le bevande e non solo.<\/p>\n<p>\u201c<em>La filiera della somministrazione\u00a0<\/em>\u2013 dice <strong>Dario Pistorio, Presidente Regionale Fipe Sicilia\u00a0<\/strong>\u2013 <em>\u00e8 molto importante. Noi rappresentiamo 15 mila aziende del territorio siciliano tra lidi balneari, ristoranti, discoteche, pub. Apprezzo moltissimo i primi passi delle Asp che ci danno indicazioni importanti. Il ghiaccio \u00e8 un alimento e come tale si deve trattare. Si deve sanificare e capire quale \u00e8 lo stato dell\u2019acqua dei pubblici esercizi. Perch\u00e9 somministrando ghiaccio andiamo a mettere del liquido nei cocktail che poi possono diventare alimenti patogeni nel nostro corpo<\/em>\u201d.<\/p>\n<p>La Regione Siciliana \u00e8 al momento <strong>l\u2019unica a essersi occupata della questione<\/strong>, avviando specifiche attivit\u00e0 di verifica che hanno portato all\u2019elaborazione di un apposito <strong>piano regionale<\/strong>. In particolare, nel corso del 2016 stati controllati 125 operatori del settore alimentare: dall\u2019analisi \u00e8 emerso che il 25% non era conforme alle normative. Ci\u00f2 vuol dire che 67 operatori erano non conformi, 66 per ragioni microbiologiche e 1 per ragioni di tipo chimico. Il ghiaccio risultava dunque contaminato per una mancanza di attenzione igienica nella fase della produzione e della conservazione.<\/p>\n<p><em>\u00abSono dati che richiedono un\u2019immediata presa di coscienza da parte di tutte le Amministrazioni e di tutti gli Enti preposti ai controlli.\u00a0<\/em>\u2013 dichiara <strong>Carlo Stucchi, Presidente dell\u2019Istituto Italiano Ghiaccio Alimentare di Roma\u00a0<\/strong>&#8211; <em>Purtroppo la produzione, conservazione e somministrazione di ghiaccio non sono tenute nella dovuta considerazione e nella maggioranza dei casi non vengono incluse nel sistema HACCP. Il Manuale che abbiamo redatto , inedito per completezza, autorevolezza e specificit\u00e0 dei temi trattati, consente a tutti di mettersi in regola e indica per la prima volta tutte le norme necessarie a garantire che il ghiaccio arrivi al consumatore privo di contaminanti fisici, chimici, ma soprattutto biologici. Per questo, ringrazio la Regione Siciliana e l\u2019Assessorato alla Salute per l\u2019attenzione dedicata al tema e chiedo a tutte le altre Regioni di dimostrare la stessa attenzione e sensibilit\u00e0 nelle verifiche\u00bb. <\/em><\/p>\n<p>Fondamentale \u00e8, infatti, una presa di coscienza culturale. Una nuova consapevolezza che riconosca il ghiaccio come <strong>ingrediente alimentare a tutti gli effetti\u00a0<\/strong>che a seguito di scarsa igiene, mancanza di sanificazione dei macchinari, manipolazione impropria pu\u00f2 andare incontro a contaminazioni. Troppo spesso, soprattutto nei piccoli esercizi che autoproducono ghiaccio, non vengono effettuate con continuit\u00e0 le operazioni di sanificazione delle macchine produttrici e delle relative attrezzature utilizzate per lo stoccaggio. Tutto questo espone a gravi rischi visto che il ghiaccio alimentare nasconde possibili contaminanti fisici, chimici e biologici.<\/p>\n<p>Il ghiaccio, infatti, se autoprodotto, deve essere considerato nella valutazione dei pericoli e dei rischi svolta con la metodologia HACCP come previsto dal Regolamento CE 852\/2004 del Parlamento Europeo e del Consiglio e deve essere oggetto, come tutti gli alimenti, di applicazione di corrette prassi igieniche al fine di evitare contaminazioni e rischi per la salute dei consumatori.<\/p>\n<p>Per questo INGA ha condiviso con gli Enti preposti al controllo sul territorio una check-list per l\u2019autovalutazione da parte degli stessi operatori della propria produzione di ghiaccio: uno strumento dedicato alla sicurezza alimentare che permette di conoscere le corrette procedure per tenere sotto controllo l\u2019autoproduzione e il prodotto finale.<\/p>\n<p><em>\u00abIl ghiaccio rappresenta all\u2019interno del panorama alimentare uno dei cicli produttivi pi\u00f9 a rischio. Per questo il Ministero ha collaborato alla realizzazione del Manuale per la corretta prassi operativa per la produzione del ghiaccio alimentare, un documento che pu\u00f2 garantire maggiore qualit\u00e0, sicurezza e tracciabilit\u00e0 e che merita di essere sempre pi\u00f9 conosciuto e utilizzato dagli operatori per la massima tutela dei consumatori finali\u00bb <\/em>\u2013 spiega <strong>Giuseppe Plutino della Direzione Generale per l\u2019Igiene e la Sicurezza degli alimenti del Ministero della Salute<\/strong><em>. <\/em><\/p>\n<p>***<\/p>\n<p><em>INGA Istituto Nazionale Ghiaccio Alimentare \u00e8 un Ente Non Profit, con sede in Roma, che si pone l\u2019obiettivo primario dello studio, della promozione e della diffusione di una corretta informazione sul Ghiaccio Alimentare.<\/em><\/p>\n<p><em>L\u2019Associazione si propone inoltre le seguenti finalit\u00e0 a carattere:<\/em><\/p>\n<ul>\n<li><em>Operativo:\u00a0attraverso la diffusione di una corretta informazione sul tema del Ghiaccio Alimentare presso l\u2019Opinione Pubblica e la sensibilizzazione delle Autorit\u00e0 Centrali, Regionali e Locali in merito alle politiche da attuare ai fini dello sviluppo del relativo mercato;<\/em><\/li>\n<li><em>Diplomatico:\u00a0attraverso l\u2019instaurazione ed il mantenimento di rapporti di tipo istituzionale con Enti caratterizzati da finalit\u00e0 analoghe e\/o complementari aventi sede in Italia come in altre Nazioni, con particolare riferimento all\u2019Europa ed agli Stati Uniti;<\/em><\/li>\n<li><em>Filantropico:\u00a0attraverso la promozione e valorizzazione delle risorse intellettuali e materiali inespresse, relative al settore specifico del Ghiaccio Alimentare, presenti su tutto il territorio italiano.<\/em><\/li>\n<\/ul>\n<p><em>Per saperne di pi\u00f9: <\/em><a href=\"http:\/\/www.ghiaccioalimentare.it\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><em>www.ghiaccioalimentare.it<\/em><\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Quanto \u00e8 sicuro il ghiaccio che bevi?\u00a0INGA Istituto Nazionale Ghiaccio Alimentare ha presentato ieri con l\u2019assessorato alla Salute della Regione Sicilia e le Asp della Regione i risultati di un\u2019analisi condotta su 125 operatori del settore alimentare da cui \u00e8 emerso che il\u00a025% produce e utilizza ghiaccio contaminato. 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