{"id":3187,"date":"2015-10-24T23:17:11","date_gmt":"2015-10-24T21:17:11","guid":{"rendered":"http:\/\/www.area-press.eu\/comunicatistampa\/?p=3187"},"modified":"2015-10-24T23:17:11","modified_gmt":"2015-10-24T21:17:11","slug":"pratiche-auto-unasca-il-certificato-di-proprieta-digitale-aumenta-i-fogli-da-stampare-invece-di-diminuirli","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.area-press.eu\/comunicatistampa\/2015\/10\/24\/pratiche-auto-unasca-il-certificato-di-proprieta-digitale-aumenta-i-fogli-da-stampare-invece-di-diminuirli\/","title":{"rendered":"Pratiche auto, Unasca: Il certificato di propriet\u00e0 digitale aumenta i fogli da stampare invece di diminuirli"},"content":{"rendered":"<p>23 ottobre 2015 &#8211; Quella annunciata da Aci come la rivoluzione digitale nel mondo delle formalit\u00e0 del PRA, quindi delle pratiche auto, ha iniziato a fare i conti con la realt\u00e0.<\/p>\n<p>Sono infatti passate due settimane dall\u2019avvio del nuovo sistema del certificato di propriet\u00e0 digitale (CDPD) che sostituisce quello cartaceo con la promessa dei vantaggi della dematerializzazione (in termini di risparmio di carta, tempo e denaro), e gli operatori del settore rappresentati da <strong>UNASCA<\/strong> fanno un primo bilancio degli effetti di questa riforma. Bilancio che mette in evidenza alcune sorprese e paradossi. La prima occasione per parlarne \u00e8 stato il convegno di FEDERMOTORIZZAZIONE oggi 23 Ottobre, a Milano, presso Confcommercio, di cui Unasca fa parte da quest\u2019anno, e in cui ha preso parte con un intervento <strong>Ottorino Pignoloni, segretario nazionale Unasca Studi.<\/strong><\/p>\n<p><em>\u201cAci <\/em>&#8211; <strong>racconta Pignoloni<\/strong> &#8211;\u00a0 <em>ha annunciato l\u2019introduzione del CDPD dichiarando che questo porter\u00e0 il risparmio, oltre che di tonnellate di inchiostro, di circa 30 milioni di fogli, specificando anche il peso della carta in 115 gr\/mq. Tuttavia la realt\u00e0 \u00e8 che da 14 giorni a questa parte fare un passaggio di propriet\u00e0 \u00e8 diventato molto pi\u00f9 complesso di prima<\/em>\u201d.\u00a0 Innanzitutto \u00e8 stato\u00a0 introdotto un pezzo di carta in pi\u00f9, la delega, che il proprietario del veicolo deve firmare per la stampa dello stesso CDP\u00a0 (2 pezzi di carta) su cui redigere l\u2019atto di vendita che poi sar\u00e0 autenticato dalle Agenzie abilitate o dal Pra o dalla Motorizzazione. Inoltre i fogli complessivi da stampare per portare a termine il passaggio<strong>sono passati da uno<\/strong> (che era il certificato che non viene pi\u00f9 consegnato) <strong>ad almeno cinque<\/strong>: uno per la delega, due per il CDP (stampato come atto di compravendita), poi l\u2019allegato A che contiene le informazioni aggiuntive all\u2019atto di compravendita ed infine la fotocopia del documento del delegante.<\/p>\n<p>\u201c<em>Questo <\/em>\u2013 <strong>mette in evidenza Pignoloni &#8211;<\/strong>\u00a0 <em>comporta maggiori tempi di lavoro per gli operatori e di attesa per gli Utenti per portare a buon fine la pratica. E se a tutto aggiungiamo che gli automobilisti continuano a pagare 27 euro per un documento che prima gli veniva consegnato e ora non piu\u2019, senza risparmiare nulla, viene da domandarsi: dove sta questa rivoluzione digitale e soprattutto chi sta risparmiando con il CDP digitale? Solo ACI i cui bilanci non sono certo statali ma la cui unica funzione pubblica \u00e8 proprio la gestione del PRA. Questa \u00e8 la risposta e il primo bilancio.<\/em><\/p>\n<p>Sono inoltre maggiori poi le <strong>complicazioni sia tecniche<\/strong> <strong>che pratiche<\/strong> quando la compravendita dell\u2019auto \u00e8 a favore di un concessionario che a sua volta la rivende. Blocchi informatici, impossibilit\u00e0 nell\u2019effettuare il doppio passaggio in tempo reale a differenza di come avveniva prima. Questa \u00e8 una palese limitazione della libera contrattazione e dei rapporti commerciali che lascia stupefatti, cos\u00ec come il nuovo archivio messo in piedi da ACI\u00a0 che traccia gli atti di vendita non ancora autenticati e ben lungi dall\u2019essere tali.<\/p>\n<p><em>&#8220;Noi\u00a0 &#8211; <strong>conclude Pignoloni<\/strong> \u2013 auspichiamo che l\u2019automobilista italiano possa finalmente avere gli stessi diritti dei cittadini comunitari nel pagare un solo documento di circolazione come prevede la riforma Madia affinch\u00e9 si riducano i costi connessi alla gestione pubblica dei dati relativi alla propriet\u00e0 e alla circolazione dei veicoli e della realizzazione di significativi risparmi per l&#8217;utenza.\u00a0<\/em><em>Si sta parlando di oltre 300 milioni di euro di risparmio per gli automobilisti e di circa 150 milioni di risparmio strutturale per la spesa pubblica. L\u2019accorpamento dei due sistemi e l\u2019efficientamento della macchina pubblica, 1,5 miliardi in 10 anni&#8221;.<\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>23 ottobre 2015 &#8211; Quella annunciata da Aci come la rivoluzione digitale nel mondo delle formalit\u00e0 del PRA, quindi delle pratiche auto, ha iniziato a fare i conti con la realt\u00e0. 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