{"id":30887,"date":"2018-04-26T00:00:10","date_gmt":"2018-04-25T22:00:10","guid":{"rendered":"http:\/\/www.area-press.eu\/comunicatistampa\/?p=30887"},"modified":"2018-04-26T00:00:10","modified_gmt":"2018-04-25T22:00:10","slug":"mutuo-prima-casa-servono-quasi-18-anni-di-stipendio-per-restituire-il-capitale-richiesto","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.area-press.eu\/comunicatistampa\/2018\/04\/26\/mutuo-prima-casa-servono-quasi-18-anni-di-stipendio-per-restituire-il-capitale-richiesto\/","title":{"rendered":"Mutuo prima casa: servono quasi 18 anni di stipendio per restituire il capitale richiesto"},"content":{"rendered":"<p>Il 2017 \u00e8 stato un anno positivo per chi ha scelto di acquistare casa: i tassi di interesse dei mutui ai minimi, il prezzo degli immobili sostanzialmente stabile e l\u2019aumento del reddito a disposizione delle famiglie hanno creato condizioni favorevoli per comprare. <strong>Ma chi ha presentato domanda di mutuo prima casa, quanti anni di stipendio dovr\u00e0 versare per restituire alla banca il capitale richiesto<\/strong>? \u00a0Al netto degli interessi e considerando che oggi le famiglie italiane cercano mediamente di destinare alle rate del mutuo circa il <strong>25% del reddito annuale<\/strong>, <a href=\"https:\/\/www.facile.it\"><strong>Facile.it<\/strong><\/a> e Mutui.it hanno calcolato che occorrono in media <strong>17 anni e 10 mesi<\/strong>. Il risultato emerge dall\u2019analisi di circa 40.000 richieste di mutuo prima casa raccolte dai due portali da gennaio 2013 a dicembre 2017 i cui valori sono stati incrociati con i dati Istat disponibili relativi ai redditi delle famiglie italiane*.<\/p>\n<p><strong>Aumentano gli anni necessari, ma anche gli importi richiesti<\/strong><\/p>\n<p>Il valore risulta in crescita rispetto al <strong>2013<\/strong>, quando le famiglie che richiedevano un mutuo dovevano mettere in conto di destinare alla banca in media <strong>16 anni e 10<\/strong> mesi di stipendi. <strong>Brutte notizie?<\/strong> In realt\u00e0 no, se si considera che dietro all\u2019aumento degli anni necessari a ripagare il capitale non vi \u00e8 una riduzione dei redditi medi delle famiglie italiane, bens\u00ec un <strong>aumento della cifra richiesta agli istituti di credito<\/strong>. Nel 2013 l\u2019importo medio che gli aspiranti mutuatari cercavano di ottenere per acquistare la prima casa era pari a <strong>123.583 euro, mentre nel 2017 la richiesta media \u00e8 aumentata dell\u20198% raggiungendo i 133.456 euro.<\/strong><\/p>\n<p><em>\u00abNel corso degli ultimi anni abbiamo assistito ad una consistente diminuzione dei tassi di interesse e degli spread applicati dalle banche, che ha determinato un alleggerimento della rata mensile<\/em>\u00bb, spiega <strong>Ivano Cresto<\/strong>, Responsabile BU mutui di Facile.it<em>. \u00abQuesto ha consentito alle famiglie di richiedere in prestito importi pi\u00f9 elevati, mantenendo comunque una rata mensile contenuta, che non impattasse troppo sul reddito complessivo\u00bb. <\/em><\/p>\n<p>La dinamica spiegata da Cresto risulta molto chiara se si guarda a come \u00e8 cambiato negli ultimi quattro anni il <strong>valore medio della rata e il suo il rapporto con il reddito<\/strong> mensile delle famiglie richiedenti; nel 2013 la rata media richiesta era pari a 663 euro, con un impatto del <strong>27%<\/strong> sullo stipendio mensile, mentre nel 2017, nonostante gli importi richiesti alle banche siano aumentati, la rata media \u00e8 diminuita arrivando a <strong>606 euro<\/strong>, con un impatto del <strong>24%<\/strong> sul reddito mensile medio.<\/p>\n<p>Se per assurdo fosse possibile destinare alle rate del mutuo il 100% del reddito annuale, alle famiglie italiane basterebbero oggi mediamente 4 anni e mezzo per restituire alla banca la quota capitale presa in prestito al netto degli interessi, mentre nel 2013 servivano 4 anni e 2 mesi.<\/p>\n<p><strong>Le differenze regionali<\/strong><\/p>\n<p>Analizzando in ottica territoriale le richieste di mutuo prima casa raccolte dai due portali nel 2017, emergono importanti differenze tra le aree del Paese. Gli aspiranti mutuatari della <strong>Campania <\/strong>risultano essere quelli che dovranno mettere in <strong>conto pi\u00f9 anni<\/strong>, e stipendi, per restituire il capitale richiesto al netto degli interessi; <strong>21 anni<\/strong>, ipotizzando, come detto, che ogni anno confluisca nel mutuo una somma pari al 25% dello stipendio. Seguono in classifica i richiedenti mutuo del <strong>Lazio<\/strong> (20 anni e 3 mesi) e della <strong>Sicilia <\/strong>(19 anni e 11 mesi)<\/p>\n<p>Di contro, le aree dove i valori si riducono notevolmente sono il <strong>Friuli Venezia Giulia<\/strong>, qui i richiedenti mutuo impiegano in media 13 anni e 10 mesi, l<strong>\u2019Umbria<\/strong> (14 anni e 7 mesi) e l\u2019<strong>Emilia Romagna <\/strong>(14 anni e 11 mesi).<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Quanti anni di stipendio occorrono agli italiani per restituire alla banca il capitale richiesto per un mutuo prima casa? Secondo l\u2019analisi di Facile.it e Mutui.it, servono in media 17 anni e 10 mesi.  Un dato in crescita rispetto al 2013, quando erano sufficienti 16 anni e 10 mesi<\/p>\n","protected":false},"author":105,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[29,7],"tags":[743,12721,10349,2134,14882],"class_list":["post-30887","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-comunicati","category-economia-e-finanza","tag-facile-it","tag-ivano-cresto","tag-mutui","tag-mutui-it","tag-mutuo-prima-casa"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.area-press.eu\/comunicatistampa\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/30887","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.area-press.eu\/comunicatistampa\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.area-press.eu\/comunicatistampa\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.area-press.eu\/comunicatistampa\/wp-json\/wp\/v2\/users\/105"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.area-press.eu\/comunicatistampa\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=30887"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.area-press.eu\/comunicatistampa\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/30887\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":30888,"href":"https:\/\/www.area-press.eu\/comunicatistampa\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/30887\/revisions\/30888"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.area-press.eu\/comunicatistampa\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=30887"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.area-press.eu\/comunicatistampa\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=30887"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.area-press.eu\/comunicatistampa\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=30887"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}