{"id":26911,"date":"2017-11-27T01:16:44","date_gmt":"2017-11-27T00:16:44","guid":{"rendered":"http:\/\/www.area-press.eu\/comunicatistampa\/?p=26911"},"modified":"2017-11-27T01:16:44","modified_gmt":"2017-11-27T00:16:44","slug":"imparare-a-litigare-la-mediazione-dei-conflitti-a-scuola","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.area-press.eu\/comunicatistampa\/2017\/11\/27\/imparare-a-litigare-la-mediazione-dei-conflitti-a-scuola\/","title":{"rendered":"Imparare a litigare \u2026 la mediazione dei conflitti a scuola"},"content":{"rendered":"<h2>In questo articolo la <a href=\"http:\/\/www.psicologogiancola.it\/\">psicologa Tiziana Giancola<\/a> espone \u00a0alcune riflessioni sulla\u00a0conflittualit\u00e0 tra ragazzi\u00a0a scuola.<\/h2>\n<p class=\"p1\">Le giovani generazioni sono chiamate sempre pi\u00f9 a riconoscere<span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0 <\/span>le differenze individuali e a rispettarsi reciprocamente comprendendo le ragioni dell\u2019altro. La capacit\u00e0 di entrare in relazione con l\u2019altro e la competenza a gestire in modo alternativo i conflitti sono infatti obiettivi educativi rilevanti nella societ\u00e0 di oggi. La scuola ha dunque la responsabilit\u00e0 educativa di formare persone capaci di stare bene con gli altri e, pi\u00f9 di ogni altra organizzazione sociale, \u00e8 chiamata ad intervenire nella gestione dei conflitti che, a pi\u00f9 livelli, in essa si verificano.<\/p>\n<p class=\"p1\">Uno degli obiettivi della scuola riguarda l\u2019educazione delle <b>abilit\u00e0 comunicative e relazionali<\/b> che possono favorire il benessere e permettono di prevenire rischi di disagio psicosociale.<\/p>\n<p class=\"p3\">Perseguendo queste finalit\u00e0 la scuola dovrebbe permettere agli alunni di sperimentare occasioni di crescita personale, di soddisfazione emotiva attraverso l\u2019acquisizione e lo sviluppo di <b>comportamenti prosociali,<\/b> di<span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0 <\/span>atteggiamenti empatici come la capacit\u00e0 di comprendere<span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0 <\/span>l\u2019altro e lo sviluppo di <b>atteggiamenti cooperativi<\/b> come disponibilit\u00e0 a fare insieme.<\/p>\n<p class=\"p1\">Il benessere degli alunni \u00e8 fortemente legato alle dinamiche relazionali vissute in classe e nel contesto scolastico. Accade spesso che la scuola diventi teatro di forti <b>conflittualit\u00e0 tra ragazzi<\/b> e che si trovi impreparata nell\u2019affrontare queste situazioni se non attraverso provvedimenti disciplinari che non permettono una vera crescita ma non fanno altro che acuire i sentimenti di rabbai vissuti dagli alunni protagonisti di questi episodi.<\/p>\n<p class=\"p3\">La scuola pu\u00f2 riconoscere nei programmi di <b>mediazione scolastica<\/b> una possibile risorsa per affrontare le conflittualit\u00e0 che si sviluppano al suo interno tra i vari attori sociali: alunni, insegnanti, personale non docente e genitori.<\/p>\n<p class=\"p1\">Ardone e Baldry (2003) definiscono la mediazione come un \u201catteggiamento\u201d, una propensione, un modo di vivere la scuola e i conflitti che in essa scaturiscono, non come una risoluzione definitiva. Il <b>mediatore<\/b>, infatti, rappresenta il <b>facilitatore di un processo di cambiamento<\/b>,<span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0 <\/span>diventa risorsa e patrimonio per tutti i protagonisti della scuola; il suo ruolo \u00e8 favorire la comunicazione tra le parti, ha il compito di creare le premesse affinch\u00e9 ci sia la disponibilit\u00e0 ad ascoltare il punto di vista dell\u2019altro e accompagna le parti in conflitto verso una soluzione che le veda entrambi soddisfatte.<\/p>\n<p class=\"p1\">Le metodologie della mediazione scolastica permettono di trasformare episodi conflittuali in occasioni di scambio e di conoscenza tra i ragazzi nelle situazioni scolastiche concrete attraverso l\u2019apprendimento e l\u2019applicazione di metodi alternativi di gestione delle controversie.<\/p>\n<p class=\"p1\">L\u2019acquisizione delle competenze sociali permette alle persone di relazionarsi in modo significativo con gli altri. Le competenze sociali principalmente chiamate in causa nel processo di mediazione sono l\u2019atteggiamento cooperativo inteso come disponibilit\u00e0 a tenere conto dei propri ed altrui obiettivi, <b>l\u2019empatia <\/b>come capacit\u00e0 di comprendere profondamente le emozioni dell\u2019altro e la capacit\u00e0 di mettersi nei panni degli altri.<\/p>\n<p class=\"p3\">Se fino al secolo scorso la Scuola veniva considerata esclusivamente l\u2019istituzione deputata a diffondere l\u2019alfabetizzazione alla cultura, oggi le dinamiche che stanno contribuendo a ridefinirne il profilo, non fanno altro che confermarle responsabilit\u00e0 educative e sociali decisamente pi\u00f9 impegnative. Diventa fondamentale promuovere al suo interno comportamenti responsabili di <b>cittadinanza attiva<\/b> che si rivelino in grado di diffondere la cultura dell\u2019incontro, del rispetto, dell\u2019accettazione e della solidariet\u00e0.<\/p>\n<p class=\"p4\">E\u2019 bene dire subito che applicata all\u2019ambito scolastico, la mediazione non va affatto confusa, n\u00e9 intesa da parte dei docenti come una nuova norma disciplinare, deve essere considerata e valorizzata<span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0 <\/span>come un processo flessibile in grado di rigenerare nelle relazioni interpersonali <b>spazi di ascolto e di comunicazione.<\/b> Nei processi di<span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0 <\/span>mediazione l\u2019ascolto assume il significato di una vera e propria azione emotiva ed intellettuale; si parla, infatti, di ascolto attivo ovvero di<span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0 <\/span>un metodo vero e proprio al quale nelle dinamiche di mediazione le parti antagoniste vengono educate.<\/p>\n<p class=\"p5\">Un\u2019altra componente fondamentale della mediazione, che nasce dall\u2019acquisizione della consapevolezza di poter accettare l\u2019altro, \u00e8 <b>l\u2019accoglienza<\/b>. Nella mediazione l\u2019accoglienza avviene attraverso lo sviluppo di alcune dinamiche legate innanzitutto alla disponibilit\u00e0 a <b>mettersi nei panni dell\u2019altro, alla capacit\u00e0 di sospendere i giudizi<\/b> nei suoi confronti e alla volont\u00e0 di instaurare un rapporto consapevole e, nel tempo, pi\u00f9 sereno.<\/p>\n<p class=\"p6\">Si tratta di due passaggi fondamentali per recuperare una <b>buona comunicazione <\/b>che, soprattutto nella scuola, non assume solo il valore della prevenzione per il disagio ma diventa anche una premessa indispensabile per raggiungere risultati positivi sia per l\u2019insegnamento che per l\u2019apprendimento.<\/p>\n<p class=\"p8\">Esiste quindi lo spazio per iniziare a consolidare sfide educative nuove, fondate sul recupero delle capacit\u00e0 di dialogo, di scambio, di consapevolezza e, soprattutto, di competenza comunicativa. Quella che sempre pi\u00f9 emerge \u00e9 infatti l\u2019esigenza di un recupero del <b>linguaggio emozionale<\/b> nei rapporti relazionali; riuscire a riconoscere preventivamente i bisogni, gli interessi e i valori dell\u2019altro pu\u00f2 arrivare ad<span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0 <\/span>evitare l\u2019emersione stessa del conflitto. Bisogna allora <b>educare ed educarsi<\/b>, all\u2019interno delle comunit\u00e0 scolastiche, per aiutare i bambini e i ragazzi a ritrovare quelle potenzialit\u00e0 umane necessarie a ricondurre ogni relazione su basi di chiarezza comunicativa.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>In questo articolo la psicologa Tiziana Giancola espone \u00a0alcune riflessioni sulla\u00a0conflittualit\u00e0 tra ragazzi\u00a0a scuola. Le giovani generazioni sono chiamate sempre pi\u00f9 a riconoscere\u00a0 le differenze individuali e a rispettarsi reciprocamente comprendendo le ragioni dell\u2019altro. 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