{"id":25820,"date":"2017-10-26T18:48:35","date_gmt":"2017-10-26T16:48:35","guid":{"rendered":"http:\/\/www.area-press.eu\/comunicatistampa\/?p=25820"},"modified":"2017-10-26T18:48:35","modified_gmt":"2017-10-26T16:48:35","slug":"cosmesi-naturale-iso-16128-per-natrue-non-tutela-i-consumatori-dal-greenwashing","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.area-press.eu\/comunicatistampa\/2017\/10\/26\/cosmesi-naturale-iso-16128-per-natrue-non-tutela-i-consumatori-dal-greenwashing\/","title":{"rendered":"Cosmesi naturale: ISO 16128 per NATRUE non tutela i consumatori dal greenwashing"},"content":{"rendered":"<table>\n<tbody>\n<tr>\n<td><em>L\u2019Associazione internazionale no-profit con sede a Bruxelles ritiene la mancanza di chiarezza e la possibilit\u00e0 di utilizzare ingredienti ottenuti da OGM e di origine petrolchimica i punti pi\u00f9 controversi delle nuove linee guida ISO.<\/em><\/p>\n<p><em>\u00a0<\/em>Bruxelles, 26 ottobre 2017 \u2013 Uno standard che non protegge dal greenwashing e che non difende i consumatori. Questa in sintesi l\u2019opinione di NATRUE che boccia le nuove linee guida ISO 16128 dell\u2019Organizzazione Internazionale per la Normazione, dopo la recente pubblicazione della seconda parte relativa ai criteri di calcolo delle percentuali nelle formulazioni cosmetiche.<\/p>\n<p>NATRUE, Associazione internazionale con sede a Bruxelles che dal 2007 tutela e promuove la vera cosmesi naturale e bio, considera le nuove linee guida ISO non coerenti con le aspettative dei consumatori soprattutto in mercati consolidati come quello europeo dove servirebbero maggiori tutele per arginare il sempre crescente fenomeno del greenwashing, ovvero la tendenza a spacciare per naturali e bio i prodotti che in realt\u00e0 non lo sono.<\/p>\n<p><em>\u201cSenza pregiudizi, NATRUE vede con favore iniziative internazionali volte alla riduzione della complessit\u00e0 normativa e che favoriscano le relazioni commerciali con una forte propensione alla lotta contro il greenwashing. Questo \u00e8 essenzialmente il motivo per cui esiste in marchio NATRUE\u201d,<\/em> ha commentato Mark Smith, Direttore Generale di NATRUE.<\/p>\n<p>Anche se sono entrambi standard volontari, la ISO 16128 non fornisce la stessa immediatezza e trasparenza dei marchi privati come quello NATRUE, scelto da oltre 5.000 prodotti, 230 brand in 30 nazioni.<\/p>\n<p><span style=\"font-family: inherit\">I tre punti pi\u00f9 critici della nuova ISO secondo NATRUE sono: una generale mancanza di trasparenza nei confronti dei consumatori, \u00e8 disponibile solo a pagamento e comunque non fornisce indicazioni precise di come viene applicata. Inoltre consente l\u2019utilizzo di ingredienti di origine petrolchimica e ottenuti da OGM, banditi da tutti i disciplinari privati oggi presenti sul mercato. Il terzo punto controverso riguarda la verifica, il controllo e l\u2019identificazione dei prodotti finiti, in quanto l\u2019ISO prevede una semplice certificazione sull\u2019accuratezza dei calcoli non fissa i parametri specifici che un prodotto deve avere per essere considerato naturale e bio al contrario delle attuali certificazioni private come NATRUE e non prevede l\u2019utilizzo di un logo.\u00a0\u201c<\/span><em style=\"font-family: inherit\">I consumatori si aspettano la presenza di un marchio di certificazione per la cosmesi naturale e bio. \u00c8 quello che emerge da uno studio commissionato da NATRUE a GfK dove il 60% dei consumatori europei si <\/em><em style=\"font-family: inherit\">\u00e8<\/em><em style=\"font-family: inherit\"> dischiarato rassicurato dell\u2019autenticit\u00e0 del prodotto<\/em><span style=\"font-family: inherit\">\u201d, ha dichiarato Francesca Morgante, Label e Communication Manager NATRUE.\u00a0Anche se l\u2019ISO 16128\u00a0 \u00a0\u00e8 a carattere volontario e non cambia quindi gli scenari normativi del settore, contribuisce a non arginare il fenomeno del greenwashing. Inoltre fa crescere le incertezze nei consumatori perch\u00e9 il mercato rischia di essere sommerso da prodotti che si ispirano solo alla natura senza essere realmente bio e naturali, con un impatto negativo anche verso i produttori di cosmesi naturale e biologica. A livello pi\u00f9 allargato un uso frammentato e differenziato delle linee guida ISO nelle varie nazioni potrebbe generare ulteriore incertezza e confusione. <\/span><em style=\"font-family: inherit\">\u00a0<\/em><span style=\"font-family: inherit\">NATRUE chiede che una possibile legislazione futura per la cosmesi naturale e bio sia rigorosa e metta al primo posto le aspettative dei consumatori. Un fattore determinante \u00e8 la possibilit\u00e0 di garantire una crescita per il settore e proteggerlo dal greenwashing.<\/span><\/p>\n<p><em>\u201cNATRUE \u00e8 l\u2019unica Associazione che rappresenta la cosmesi naturale e bio sedendo al gruppo di lavoro della Commissione europea sui cosmetici. Questa posizione privilegiata ci permette di partecipare direttamente e di contribuire allo sviluppo normativo, grazie a campagne attive per supportare iniziative che aiutino l\u2019intero settore a migliorare e a crescere senza ledere la fiducia dei consumatori\u201d, <\/em>ha concluso Mark Smith, Direttore Generale di NATRUE.<\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>L\u2019Associazione internazionale no-profit con sede a Bruxelles ritiene la mancanza di chiarezza e la possibilit\u00e0 di utilizzare ingredienti ottenuti da OGM e di origine petrolchimica i punti pi\u00f9 controversi delle nuove linee guida ISO. \u00a0Bruxelles, 26 ottobre 2017 \u2013 Uno standard che non protegge dal greenwashing e che non difende i consumatori. 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