{"id":23352,"date":"2017-08-01T23:22:33","date_gmt":"2017-08-01T21:22:33","guid":{"rendered":"http:\/\/www.area-press.eu\/comunicatistampa\/?p=23352"},"modified":"2017-08-01T23:22:33","modified_gmt":"2017-08-01T21:22:33","slug":"consumo-del-suolo-la-puglia-prima-regione-ad-avere-un-piano","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.area-press.eu\/comunicatistampa\/2017\/08\/01\/consumo-del-suolo-la-puglia-prima-regione-ad-avere-un-piano\/","title":{"rendered":"Consumo del suolo, la Puglia prima regione ad avere un piano"},"content":{"rendered":"<h2>Il consumo e la gestione del suolo sono questioni complesse, che richiedono l\u2019intervento di parametri sociali, economici, ecologici, antropici, storici e lavorativi. I risultati di una ricerca del Politecnico di Bari<\/h2>\n<p>Consumo suolo: La <strong>Puglia<\/strong> \u00e8 la prima regione italiana ad avere un piano di utilizzo del<strong> suolo<\/strong>. La ricerca \u00e8 stata svolta da\u00a0<strong>Carmelo Maria Torre<\/strong>, professore associato di\u00a0Estimo del <strong>Politecnico di Bari<\/strong>\u00a0e presidente regionale\u00a0dell\u2019Istituto Nazionale di Urbanistica, insieme ad\u00a0<strong>Alessandro Bonifazi<\/strong>, ricercatore indipendente del\u00a0Politecnico di Bari, e\u00a0<strong>Andrea Arcidiacono<\/strong>, vice presidente dell\u2019<strong>INU<\/strong> e responsabile del\u00a0<strong>Centro Ricerche Consumo di\u00a0Suolo<\/strong>, ed ha visto la collaborazione di\u00a0Legambiente, Istituto Nazionale Urbanistica,\u00a0Politecnico di Bari e di\u00a0Milano,\u00a0<strong>C.R.C.S.<\/strong>,\u00a0Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale\u00a0ed\u00a0Associazione Agronomi ed Ambientalisti.<\/p>\n<h2>Consumo del suolo: la ricerca in Puglia<\/h2>\n<p>La ricerca ha condotto ad importanti risultati che sono stati presentati nel corso dell\u2019evento \u201c<strong>Sol Day 2017<\/strong>\u201d, presso il Politecnico di Milano, riscontrando vivo interesse tra i partecipanti.<\/p>\n<p>La Puglia ha consumato 8% del suolo utilizzabile<br \/>\nDalla ricerca \u00e8 emerso che la Puglia ha utilizzato l\u20198% del suolo. Mediamente, nell\u2019ultimo decennio, ogni anno, circa 1700 ettari si sono trasformati in infrastrutture, industrie ed abitazioni. Quindi, ogni 4 anni in Puglia il consumo di suolo \u00e8 pari all\u2019estensione di una citt\u00e0 come Bari.<\/p>\n<p>Lo studio ha suddiviso la Puglia in\u00a011 contesti territoriali, da nord a sud: sub appenino Dauno, Gargano, Tavoliere, Valle dell\u2019Ofanto, Terra di Bari, Alta Murgia, Area vasta Tarantina, Valle d\u2019Itria e Costa degli ulivi monumentali, Area vasta di Brindisi, Piana salentina, Serre salentine. Ogni contesto, e a volte anche i singoli Comuni, mostrano loro specifiche peculiarit\u00e0. In generale un maggior consumo di suolo si registra sulle aree costiere e nel contesto territoriale delle principali citt\u00e0.<\/p>\n<p><strong>Il suolo pugliese \u00e8 stato molto \u201cconsumato\u201d in passato<\/strong><br \/>\nIl prof. Carmelo Maria Torre<br \/>\n\u00abFondamentalmente \u2013 spiega il prof.\u00a0Torre\u00a0(nella foto)\u2013 la Puglia \u00e8 una delle regioni che ha un suolo gi\u00e0 consumato nel corso del tempo. Il suolo si consuma in base alla morfologia. Consumare suolo significa fondamentalmente trasformarlo in ambienti artificiali. Il valore che riportiamo dipende dal tipo di misura che viene effettuata e dai parametri che vengono utilizzati per i calcoli. Per questa ragione, capirne i fenomeni \u00e8 pi\u00f9 complicato. Non tutto il suolo per\u00f2 si pu\u00f2 rendere realmente artificiale. Perci\u00f2, stiamo sperimentando il \u201cconcetto di efficienza\u201d. Se devi far pagare un prezzo all\u2019ambiente, cerchiamo di valutarne i benefici\u00bb.<\/p>\n<p>\u00abAbbiamo analizzato lo sviluppo territoriale della Puglia dal 2006 al 2011 \u2013 chiarisce il dott.\u00a0Bonifazi\u00a0\u2013 Facendo riferimento alla prima carta europea disponibile relativa all\u2019uso del suolo che risale al 1990. Mentre nei primi 10 anni c\u2019\u00e8 un consumo del suolo relativo ad uso residenziale, negli ultimi anni si ha tendenzialmente un pareggio ed un\u2019inversione da parte di usi produttivi e le infrastrutture\u00bb.<\/p>\n<p><strong>La ricchezza non \u00e8 connessa con la trasformazione del suolo<\/strong><br \/>\n\u00abSi pensa \u2013 continua Torre \u2013 che ogni volta che trasformiamo lo spazio, si crei ricchezza, ma non \u00e8 cos\u00ec, perch\u00e9 la ricchezza \u00e8 anche immateriale. I boschi, le gravine e la natura rappresentano una domanda di territorio, perch\u00e9 sono necessari per gli interessi comunitari. Qui prevale la dimensione immateriale che va tutelata e valorizzata. Se guardiamo la superficie urbanizzabile dei piani regolatori, a Bari c\u2019\u00e8 una superficie che potrebbe ospitare 600mila abitanti quando invece ne ha 330mila.\u00a0Bari \u00e8 un caso emblematico:\u00a0ha un territorio molto piccolo, 120km quadrati, la met\u00e0 di questi sono gi\u00e0 urbanizzati, ma non ha pi\u00f9 spazio per espandersi. Il piano di Bari pu\u00f2 ospitare la popolazione dell\u2019intera Basilicata. C\u2019\u00e8 uno squilibrio territoriale enorme. Da assetto urbano bisogna ragionare come assetto territoriale.\u00a0Dobbiamo imparare a sfruttare meglio lo spazio che abbiamo gi\u00e0 utilizzato. Le aree interne, che sono quelle meno urbanizzate, oggi sono la nostra salvezza\u00bb.<\/p>\n<p><strong>La Puglia \u00e8 ricca di \u201coggetti artificiali\u201d<\/strong><br \/>\nIl dott. Alessandro Bonifazi<br \/>\n\u00abC\u2019\u00e8 tanta dispersione in Puglia \u2013 conclude Bonifazi \u2013 Non \u00e8 in termini assoluti la regione che ha consumato pi\u00f9 suolo ma \u00e8 quella in cui gli oggetti artificiali, come singoli immobili sparsi nelle campagne, sono pi\u00f9 numerosi ed interessano la quasi totalit\u00e0 del territorio. Oggi \u00e8 patrimonio comune l\u2019idea che i luoghi di maggior pregio naturalistico e culturale vadano tutelati, salvo poi poter dilagare in tutto il resto del territorio. Gli studi contemporanei dell\u2019uso del suolo considerano anche gli aspetti ecologici di un territorio. Ci vogliono circa 30 anni per formarsi un centimetro di suolo. In questo senso, \u00e8 una risorsa non rinnovabile\u00bb.<\/p>\n<p><strong>Il progetto MITO-Lab<\/strong><br \/>\nLa ricerca \u00e8 nata nell\u2019ambito di un Progetto di Potenziamento finanziato con 1.250.000 euro dai fondi europei del Piano di Adesione e Coesione per il rafforzamento delle strutture di ricerca. Il Progetto ha portato alla costituzione del\u00a0MITO-Lab\u00a0(Multimedia Information for Territorial Objects \u2013 Laboratory), che prevede analoghe strutture dedicate all\u2019analisi territoriale in 4 universit\u00e0 della Campania (Federico II, Suor Orsola Benincasa, Universit\u00e0 Vanvitelli e Universit\u00e0 di Salerno), nell\u2019Universit\u00e0 di\u00a0Palermo\u00a0e nella sede siciliana di\u00a0ISPRA\u00a0per una spesa totale di 10 milioni di Euro.<\/p>\n<p>Dopo Milano, lo studio completo sar\u00e0 presentato a settembre a Bari.<\/p>\n<p>Intervista condotta da <a href=\"https:\/\/www.ambienteambienti.com\/consumo-suolo-puglia-prima-con-piano\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Ambient&amp;Ambienti<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il consumo e la gestione del suolo sono questioni complesse, che richiedono l\u2019intervento di parametri sociali, economici, ecologici, antropici, storici e lavorativi. 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