{"id":2298,"date":"2015-09-19T13:39:39","date_gmt":"2015-09-19T11:39:39","guid":{"rendered":"http:\/\/www.area-press.eu\/comunicatistampa\/?p=2298"},"modified":"2015-09-19T13:39:39","modified_gmt":"2015-09-19T11:39:39","slug":"jobs-act-i-primi-effetti-positivi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.area-press.eu\/comunicatistampa\/2015\/09\/19\/jobs-act-i-primi-effetti-positivi\/","title":{"rendered":"JOBS ACT: I PRIMI EFFETTI POSITIVI  \u00a0"},"content":{"rendered":"<p><strong>\u00a0<\/strong>Il\u00a0Jobs Act, festeggia il suo primo semestre di operativit\u00e0 mostrando i primi risultati.<br \/>\nI dati Istat resi noti negli ultimi giorni, infatti, hanno mostrato un quadro del mercato del <a href=\"http:\/\/www.adhr.it\/servizi\">lavoro<\/a> italiano in ripresa; a luglio, infatti, il tasso di disoccupazione sarebbe calato di oltre mezzo punto in un mese scendendo al 12% dal 12,5% di giugno.<br \/>\nLa variazione su anno \u00e8 significativa con un calo di 0,9 punti. Gli occupati a luglio crescono di 44mila unit\u00e0; e sull&#8217;anno di 235mila. Note positive anche dal fronte della disoccupazione giovanile scesa al 40% contro il precedente 43%.<\/p>\n<p>Il dato pi\u00f9 rilevante registrato in questi primi sei mesi del Jobs Act \u00e8 sicuramente quello che riguarda l\u2019incremento delle\u00a0<strong>assunzioni stabili<\/strong>. Tra gennaio e luglio i contratti di lavoro a tempo indeterminato attivati hanno superato le 327mila unit\u00e0, facendo registrare una crescita del 39% rispetto allo stesso periodo del 2014. L&#8217;Istat rende noti anche i dati relativi al secondo trimestre 2015, che ci dicono qualcosa in pi\u00f9. Nel secondo trimestre 2015 gli occupati crescono di 180mila unit\u00e0 sull&#8217;anno. Una crescita che interessa soltanto i dipendenti (+183mila unit\u00e0), mentre gli indipendenti rimangono sostanzialmente invariati. Continua, a ritmo pi\u00f9 sostenuto, l&#8217;aumento del numero di dipendenti a tempo indeterminato (+0,7%, 106mila su base annua), associato all&#8217;aumento dei dipendenti a termine (+3,3%, 77mila unit\u00e0). Si riduce il numero di indipendenti con contratti di collaborazione (-11,4%, -45mila unit\u00e0).<\/p>\n<p>L&#8217;aumento di 180mila occupati nel secondo trimestre 2015 merita poi due ulteriori riflessioni. La prima, \u00e8 che questo incremento riguarda entrambe le componenti di genere e coinvolge soprattutto il Mezzogiorno (+2,1%, 120mila unit\u00e0, essenzialmente servizi). Al calo degli occupati 15-34enni e 35-49enni (-2,2% e -1,1%, rispettivamente) si contrappone la crescita degli occupati ultra50enni (+5,8%), e qui probabilmente va aperta una riflessione. Inoltre, l&#8217;incremento di 180mila occupati sta avvenendo a Pil che cresce lentamente. Il rischio \u00e8 che aumenti occupazione senza aumentare la crescita, e quindi penalizzando la produttivit\u00e0.<\/p>\n<p>Si tratta di un\u00a0giudizio a luci e ombre, anche in attesa della piena attuazione degli\u00a0ultimi decreti sospesi. I dati del Ministero hanno mostrato l&#8217;effettivo spostamento dei nuovi contratti verso il tempo indeterminato, agevolato dallo sgravio dei contributi fino a 8.060 euro e poi dalla maggiore flessibilit\u00e0 introdotta con le tutele crescenti: mentre nel 2014 tra gennaio e luglio si erano chiusi 137mila contratti indeterminati in pi\u00f9 di quanti non se ne fossero aperti, il saldo dei primi sette mesi del 2015 \u00e8 stato positivo per 117mila unit\u00e0. A ci\u00f2 si aggiunge il balzo del 40% delle trasformazioni da tempo determinato a indeterminato. Ma questi dati tracciano &#8216;solo&#8217; la registrazione dei contratti, cio\u00e8 la loro apertura e chiusura: non \u00e8 necessariamente una persona in pi\u00f9 o in meno sul lavoro, visto che a una stessa persona possono far capo diversi contratti nel corso del mese.<\/p>\n<p>Dalle serie storiche Istat aggiornate oggi emerge che effettivamente nel corso dell&#8217;anno c&#8217;\u00e8 stata una ripresa dell&#8217;occupazione, anche se a ritmi ancora contenuti: tra gennaio e luglio 2015 si \u00e8 ampliata la forza lavoro (chi lavora e chi cerca) e il numero degli occupati \u00e8 salito di 119mila unit\u00e0, mentre i disoccupati sono 47mila in meno.<\/p>\n<p>Si mantengono cauti i tecnici dell&#8217;Istituto: &#8220;Non possiamo dire ancora se il miglioramento sul fronte dell&#8217;occupazione sia dovuto al miglioramento del ciclo economico o alle riforme introdotte sul fronte del mercato del lavoro. Ma \u00e8 evidente che un segnale di ripresa c&#8217;\u00e8&#8221;.<\/p>\n<p>E allora visto che un segnale di ripresa c\u2019\u00e8, andate sul sito dell\u2019 <a href=\"http:\/\/www.adhr.it\">Agenzie del lavoro ADHR<\/a>, e cercate tra le <a href=\"http:\/\/www.adhr.it\/candidati\">offerte di lavoro.<\/a><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>\u00a0Il\u00a0Jobs Act, festeggia il suo primo semestre di operativit\u00e0 mostrando i primi risultati. 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