{"id":2296,"date":"2015-09-19T13:39:39","date_gmt":"2015-09-19T11:39:39","guid":{"rendered":"http:\/\/www.area-press.eu\/comunicatistampa\/?p=2296"},"modified":"2015-09-19T13:39:39","modified_gmt":"2015-09-19T11:39:39","slug":"donne-al-lavoro-conciliare-carriera-e-famiglia","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.area-press.eu\/comunicatistampa\/2015\/09\/19\/donne-al-lavoro-conciliare-carriera-e-famiglia\/","title":{"rendered":"DONNE AL LAVORO: CONCILIARE CARRIERA E FAMIGLIA  \u00a0"},"content":{"rendered":"<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>In Italia<\/strong><strong>, <\/strong>ci dice l\u2019ISTAT, soltanto il 57,8% delle madri con un figlio <a href=\"http:\/\/www.adhr.it\/servizi\">lavora<\/a><strong>.<br \/>\n<\/strong>Il dato scende al 52,3% per le donne con due figli, e crolla al 39% per chi \u2013 come nel caso della Mayer \u2013 ha una famiglia composta da tre bambini.<br \/>\nInoltre, oltre il\u00a0<strong>22% delle donne<\/strong><strong>\u00a0<\/strong>che lavoravano prima di diventare madri<strong>,\u00a0<\/strong><strong>abbandona<\/strong><strong>\u00a0<\/strong>\u2013 per scelta pi\u00f9 o meno obbligata ( 52,5%) \u00a0o per licenziamento \u00a0\u2013\u00a0<strong>il proprio impiego<\/strong><strong>\u00a0<\/strong>al termine del periodo di allattamento<strong>. <\/strong>Carriera o famiglia? Amore o carriera? Le donne sono costrette ancora oggi a scegliere tra il lavoro, una relazione d&#8217;amore e la maternit\u00e0. Conciliare le due vite diventa sempre pi\u00f9 complicato e quindi \u00e8 d&#8217;obbligo\u00a0trovare un equilibrio\u00a0facendosi aiutare da persone o istituzioni che badino ai figli, senza per questo per\u00f2 trascurarli. Sia che si tratti di un asilo nido o della scuola materna, sia che si tratti della baby-sitter\u00a0o anche soltanto di altri parenti disponibili, la mamma in carriera deve comunque fare i conti con le\u00a0esigenze dei bambini, che, a qualsiasi et\u00e0, possono metterla davanti a scelte obbligate, a ricatti o a sensi di colpa. <a href=\"http:\/\/www.adhr.it\">Lavorare<\/a> senza sosta comporta un\u2019inevitabile assenza dalle mura domestiche, con la triste conseguenza di non riuscire a godersi il mestiere di genitore come si vorrebbe. La trappola scatta intorno ai\u00a030, 35 anni Cerca di trovare un varco, ma vorrebbe anche\u00a0fare un figlio, investire su qualcosa che non sia denaro o carriera. Lo fa. Spera che tra nonni, asilo e divina provvidenza esista un modo per saltarne fuori, per diventare una brava mamma e una donna capace di indipendenza. \u201cIn realt\u00e0, di solito, il contraccolpo della maternit\u00e0\u00a0\u00e8 sempre duro \u2013 razionalizza. Perch\u00e9 il lavoro in Italia \u00e8 ancora apprezzato in termini tayloriani:\u00a0vale la quantit\u00e0, non la qualit\u00e0. E soprattutto vige la presunzione per cui un figlio finisce a carico delle cure\u00a0femminili. Quando nasce un figlio, in Italia la lavoratrice si fa meno affidabile, mentre pap\u00e0 resta quello di prima e\u00a0continua la carriera\u00a0senza scossoni. Se la famiglia cresce si privilegia lo stipendio\u00a0pi\u00f9 alto, cio\u00e8 quello del marito. La donna spera di rimettersi in gioco\u00a0quando i ragazzi crescono, ma \u00e8 una missione praticamente impossibile nel mercato italiano. Senza investimenti specifici e un radicale cambio di cultura, non avremo mai\u00a0pari opportunit\u00e0 sociali e professionali. Bisogna cambiare prima di tutto la mentalit\u00e0. Anche senza sognare\u00a0i paradisi della conciliazione\u00a0(dalla Svezia alla Germania). Specie ora che la crisi morde, ed \u00e8 un bene per tutti calcolare che, se pap\u00e0 perde il lavoro, ci pu\u00f2 essere mamma a tamponare l\u2019emergenza. O che, pi\u00f9 ottimisticamente, sia possibile per uomini e donne decidere quanta parte di s\u00e8 dedicare al l<a href=\"http:\/\/www.adhr.it\/candidati\">avoro<\/a> e quanto alla famiglia, nel terzo millennio.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>&nbsp; In Italia, ci dice l\u2019ISTAT, soltanto il 57,8% delle madri con un figlio lavora. 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