{"id":22921,"date":"2017-07-21T02:02:59","date_gmt":"2017-07-21T00:02:59","guid":{"rendered":"http:\/\/www.area-press.eu\/comunicatistampa\/?p=22921"},"modified":"2017-07-21T02:02:59","modified_gmt":"2017-07-21T00:02:59","slug":"arte-dal-27-luglio-al-complesso-del-vittoriano-ala-brasini-la-mostra-epos-chao-ge-la-lirica-della-luce-racconta-il-ricco-percorso-realizzato-dal-maestro-cinese-chao-ge","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.area-press.eu\/comunicatistampa\/2017\/07\/21\/arte-dal-27-luglio-al-complesso-del-vittoriano-ala-brasini-la-mostra-epos-chao-ge-la-lirica-della-luce-racconta-il-ricco-percorso-realizzato-dal-maestro-cinese-chao-ge\/","title":{"rendered":"Arte: dal 27 luglio al Complesso del Vittoriano \u2013 Ala Brasini la mostra EPOS. CHAO GE. La lirica della luce racconta il ricco percorso realizzato dal Maestro cinese Chao Ge"},"content":{"rendered":"<p>Roma, 20 luglio 2017 &#8211; <strong>Dal 27 luglio il Complesso del Vittoriano &#8211; Ala Brasini ospita la mostra <em>EPOS. CHAO GE. La lirica della luce<\/em>, <\/strong>esaustiva<strong> antologica dedicata all\u2019artista <\/strong>cinese<strong> Chao Ge.<\/strong><\/p>\n<p><strong>S<\/strong><strong>otto l\u2019egida dell\u2019Istituto per la Storia del Risorgimento Italiano, promossa e organizzata da Segni d\u2019Arte in collaborazione con Uniarts, <\/strong>l\u2019esposizione ha ottenuto il patrocinio di Roma Capitale, della Regione Lazio e dell\u2019Ufficio Culturale dell\u2019Ambasciata della Repubblica Popolare Cinese.<\/p>\n<p><strong>Nata da un desiderio del Maestro Chao Ge,<\/strong> Professore all\u2019Accademia Centrale di Belle Arti\u00a0 di Pechino, <strong>condiviso dall\u2019artista Ma Lin, da Nicolina Bianchi<\/strong>, critico d\u2019arte, editore e direttore responsabile di Segni d\u2019Arte, e <strong>da Giancarlo Arientoli<\/strong>, antropologo e art director di Segni d\u2019Arte, <strong>la mostra \u00e8 curata da Claudio Strinati<\/strong>, noto storico dell\u2019arte,<strong> e dalla stessa Nicolina Bianchi. <\/strong><\/p>\n<p>La rassegna <strong>propone un percorso espositivo che testimonia la rilevanza nel panorama artistico contemporaneo di questo pittore<\/strong>, che racchiude in s\u00e9 due anime: quella della tradizionale nativa Mongolia Interna, a cui \u00e8 tuttora legato molto profondamente, e quella della moderna Pechino, la grande citt\u00e0 in cui ha studiato, raggiunto i primi successi e dove tuttora continua a dipingere e ad insegnare.<\/p>\n<p><strong>In programma fino al 26 settembre EPOS<em>. CHAO GE. La lirica della luce<\/em> racconta attraverso circa 80 lavori<\/strong>, suddivisi in due sezioni<strong> (dipinti e disegni),<\/strong> realizzati dal 1987 a oggi, <strong>la straordinaria storia creativa dell\u2019artista che evidenzia la maestria con la quale domina le tecniche pittoriche<\/strong> (olio, tempera, disegno su tela) attraverso le quali come ricorda Strinati, egli <em>\u201csi spinge molto avanti nella ricerca del colore, anzi pi\u00f9 esattamente nella ricerca del bianco quale sintesi di tutti i colori\u201d<\/em>.<\/p>\n<p>Cultore<strong> appassionato del Rinascimento italiano, ritrattista meticoloso e notevole paesaggista, Chao Ge \u00e8 l\u2019espressione pi\u00f9 piena della <\/strong>propria terra d\u2019origine, quella <strong>\u201cterra del cielo blu\u201d <\/strong>cos\u00ec definita per la spettacolare luce che tutto vivifica.<\/p>\n<p>Capace di andare a indagare l\u2019invisibile oltre le apparenze, in particolar modo quando si sofferma sugli intensi ritratti umani dove accorpa alla fisicit\u00e0 delle persone quella delle cose, <strong>l\u2019artista riversa continuamente sulla tela<\/strong>, con una nitidezza impressionante, <strong>le proprie emozioni e <\/strong>lo fa ogni volta che, <strong>novello Marco Polo, diventa osservatore e testimone attento dei complessi scenari asiatici.<\/strong><\/p>\n<p><em>&#8220;Qui sta il cuore del continente pi\u00f9 vasto e fiero del nostro pianeta: \u00e8 l\u2019Asia Centrale, secondo la definizione che ne diede un attento studioso proveniente dall\u2019arcipelago nipponico\u201d <\/em>&#8211; racconta il Maestro cinese.<em> \u201cQuesta porzione di continente, la cui matrice consiste in vaste lande selvagge, \u00e8 divenuta un trasmettitore di vita per le civilizzazioni circostanti sulle quali ha infuso sempre nuovi dinamismi. Qui sono nate e cresciute le pi\u00f9 antiche espressioni religiose dell\u2019umanit\u00e0 e, a tutt\u2019oggi, questa regione rappresenta l\u2019antenato e la culla di tutte le religioni o, si potrebbe dire, il preannuncio delle civilt\u00e0 limitrofe. Nel 1999, seguendo la mia immaginazione, ho inteso narrare e descrivere questa parte di continente &#8230;&#8221;<\/em>.<\/p>\n<p>\u00c8 tuttavia evidente che, <strong>nel momento in cui ritrae paesaggi e temi che riportano alle origini, la sua arte assume quasi la forma del poema epico<\/strong>, <em>\u201cquando poi &#8211; come scrive <strong>Claudio Strinati<\/strong> nella sua presentazione a catalogo &#8211; dietro a certi formidabili ritratti trapelano le stelle o le montagne, si sente chiaro quel sentimento di unione universale che rende i ritratti stessi una sorta di elegia dell\u2019umano in s\u00e9\u201d<\/em>. E <strong>questo senso di profonda umanit\u00e0<\/strong>, per dirla ancora con le parole del curatore, <strong><em>\u201c\u00e8 forse il valore massimo conseguito da Chao Ge, un pittore che sa parlare sia al cuore sia alla mente, sommo tecnico e autentico poeta\u201d.<\/em><\/strong><\/p>\n<p>A proposito del titolo della rassegna Nicolina Bianchi scrive: <em>\u201cEpos, il titolo della mostra, che secondo il termine greco, \u00e8 narrare la storia di un popolo, le sue gesta, il suo importante patrimonio spirituale, tramandandone cos\u00ec la memoria e la sua essenziale identit\u00e0, \u00e8 per Chao Ge un modo di impaginare ed evocare nel dipinto la storia delle sue origini, della sua Inner Mongolia, narrandola secondo una musicale poetica di luce.\u201d<\/em><\/p>\n<p><strong>Il catalogo della mostra \u00e8 edito da Segni d\u2019Arte.<\/strong><\/p>\n<p>Gestione e organizzazione Complesso del Vittoriano &#8211; Ala Brasini: Arthemisia.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Titolo: EPOS. CHAO GE. La lirica della luce.<\/p>\n<p>Mostra personale dell\u2019artista Chao Ge<\/p>\n<p>Sede: Complesso del Vittoriano \u2013 Ala Brasini<\/p>\n<p>Roma, Via di San Pietro in Carcere s.n.c.<\/p>\n<p>Date: 27 luglio &#8211; 26 settembre 2017<\/p>\n<p>Orari di apertura: Dal luned\u00ec al gioved\u00ec 9.30 &#8211; 19.30; Venerd\u00ec e sabato 9.30 &#8211; 22.00; Domenica 9.30 &#8211; 20.30 (L&#8217;ingresso \u00e8 consentito fino un&#8217;ora prima)<\/p>\n<p>Ingresso libero<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong><u>Note biografiche:<\/u><\/strong><\/p>\n<p>Chao Ge nasce nel gennaio del 1957 a Hohhot in Inner Mongolia, terra dai paesaggi sterminati, che da secoli affascina viaggiatori, avventurieri e conquistatori e che occupa un posto di primo piano nella vita e nella produzione dell\u2019artista. Nel 1978 Chao Ge supera l\u2019esame per frequentare l\u2019Accademia Centrale di Pechino, sezione Pittura a olio, e quattro anni dopo il primo livello universitario nello stesso ateneo. Dal 1987 il Maestro insegna Pittura a Olio all\u2019Accademia Centrale di Pechino. Dal 1989 a oggi \u00e8 stato impegnato in diverse esposizioni tra cui quella itinerante negli Stati Uniti dal titolo <em>Pittura Contemporanea Cinese <\/em>e quelle di Mosca e San Pietroburgo dedicate ai pittori dell\u2019Accademia Centrale di Pechino (1993). Nel 1997 prende parte alla mostra <em>100 anni di ritrattistica a olio in Cina<\/em> svoltasi a Pechino e viene invitato alla Biennale di Venezia. Nello stesso anno viene selezionato come membro della giuria in <em>A Centennial Exhibition <\/em>dedicata alla pittura a olio della Cina come membro della giuria. Nel 1999 \u00e8 presente alla Biennale Internazionale di Parigi. Negli anni 2000 e 2001 riceve una borsa per studiare presso l\u2019ex Accademia Reale di Belle Arti di Madrid: \u00e8 una nuova occasione per visitare l\u2019Europa e per conoscere altri artisti. Da allora la sua attivit\u00e0 espositiva rimane costante: Cina, Russia, Canada, America. Nel 2006, su invito del Governo italiano, \u00e8 in mostra, presso la Sala Giubileo del Complesso del Vittoriano, con la personale <em>La rinascita dei classici<\/em>. Nel 2008 l\u2019Accademia di Belle Arti Repin di Russia gli conferisce il titolo di Professore Onorario. Nel 2015 espone a Vienna, presso gli spazi espositivi della Kunstforum, nella mostra dal titolo <em>Chao Ge. Moment und Ewigkeit<\/em>, due anni dopo, nel gennaio 2017, \u00e8 presente con l\u2019esposizione <em>La mia via sulle orme di Marco Polo<\/em> all\u2019Accademia delle Arti del Disegno di Firenze, a cura di Adriano Bimbi, Rodolfo Ceccotti e Gao Jun. Direttore degli Accademici dell\u2019Accademia Centrale di Pechino dal 2008, il Maestro ha ricevuto diversi premi e prestigiosi riconoscimenti. Dal 1997 a oggi ha preso parte a molti documentari televisivi nazionali, oltre a essere stato oggetto di numerosi speciali condotti dalle reti cinesi.<\/p>\n<p><u>\u00a0<\/u><\/p>\n<p><strong><u>Alcune note critiche:<\/u><\/strong><\/p>\n<p>Claudio Strinati: <em>\u201c(\u2026) \u00c8 la sua Mongolia che il maestro scruta e rappresenta e sono per lo pi\u00f9 spazi che non hanno confine e di cui non si riesce a misurare l\u2019immensit\u00e0. Ma \u00e8 l\u2019immensit\u00e0 che il maestro vede e ci restituisce nella stesura dei suoi quadri. Chao Ge \u00e8 mongolo e della cultura mongola ha sicuramente acquisito quel senso del nomadismo, dello spostamento continuo sulla superficie di questo mondo che \u00e8 cos\u00ec profondamente sedimentato in quella cultura che nello stesso tempo esalta i valori della famiglia, degli affetti, della vita in comune. E, realmente, quei quadri dove non si pu\u00f2 intuire la vastit\u00e0 degli spazi e soprattutto non se ne vede il limite, ci parlano di una meta inquieta ma non instabile, ansiosa forse ma non angosciata. \u00c8 possibile raggiungere, per un individuo per un popolo intero, un contemperamento tra lo spirito nomade e quello stanziale? \u00c8 possibile certamente e la storia \u00e8 piena di esempi in tal senso, ma non c\u2019\u00e8 dubbio che tanta arte di Chao Ge \u00e8 scaturita proprio da un tale stato d\u2019animo. Stato d\u2019animo che non \u00e8 turbato ma anzi spinge al rasserenamento e alla quiete.<\/em><\/p>\n<p><em>E quiete sono le sue opere anche se \u00e8 chiaramente percepibile una sorta di nervosismo a fior di pelle che le anima e le porta verso di noi con un fascino unico e incomparabile.<\/em><\/p>\n<p><em>(\u2026) Chao Ge dalla tradizione occidentale classica ha assimilato sia l\u2019idea rinascimentale sia quella barocca. \u00c8 un naturalista in abito rinascimentale. \u00c8 uomo di forte passione nella immobilit\u00e0 e serenit\u00e0 di un immaginario discepolo di Piero della Francesca. <\/em><\/p>\n<p><em>Ma questo non genera contraddizione, al contrario genera sintesi e perfezionamento di un ideale della forma che pu\u00f2 essere amato e compreso da un capo all\u2019 altro del mondo, forse proprio perch\u00e9 questo difensore della classicit\u00e0, questo virtuoso e solenne pittore \u00e8 al di l\u00e0 della apparente immediatezza del nomade che sposta continuamente la sua attenzione su ci\u00f2 su cui va a impattare, siano esse cose o persone (\u2026)\u201d <\/em><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Nicolina Bianchi: <em>\u201c(\u2026) Epos, il titolo della mostra, che secondo il termine greco, \u00e8 narrare la storia di un popolo, le sue gesta, il suo importante patrimonio spirituale, tramandandone cos\u00ec la memoria e la sua essenziale identit\u00e0, \u00e8 per Chao Ge un modo di impaginare ed evocare nel dipinto la storia delle sue origini, della sua Inner Mongolia, narrandola secondo una musicale poetica di luce. Musicale, perch\u00e9 molto spesso la sua pittura sembra seguire con i colori i meravigliosi ritmi della natura. <\/em><\/p>\n<p><em>Una pittura luminosa, dalla ricca tavolozza, moderna e vigorosa, come nelle rocce di Aobao, o nelle montagne di Abag Banner, a volte accompagnata da una nota di romantica malinconia come nel suo Poema d\u2019autunno, o nelle linee verdi azzurre del fiume Kherlen o nel blu profondo e perlaceo dei cieli che segnano l\u2019orizzonte. Una storia infinita di quell\u2019Oriente dove si concentra forse pi\u00f9 che in altre parti del mondo il mistero della vita, dell\u2019uomo, della natura stessa. <\/em><\/p>\n<p><em>Un confine tra moderno e passato, tra momenti di grande spiritualit\u00e0 e cruda realt\u00e0, tra respiri profondi nelle sconfinate praterie della steppa, dove si tira il fiato a cavallo dei thaki, e dove pensose tristezze di familiari atmosfere di yurte e di lenti carri dipingono piccole ma importanti storie delle campagne mongole. Meraviglia di un mondo che accoglie e racconta la storia di secoli, dove la luce del sole riesce a cancellare anche i confini, e dipinge di rosso le rocce e i volti di persone che scrutano, nel gesto di mani a riparo della forte luce, l\u2019infinito di paesi lontani. Una storia di intimi colloqui, narrata da Chao Ge con i \u201cvalori pi\u00f9 alti di una pittura classica\u201d ma con nuovi e innovativi approcci all\u2019attualit\u00e0, una creazione artistica &#8211; come lui stesso afferma &#8211; con la quale spera di contribuire a ridestare negli uomini il senso di rispetto delle cose, ma anche di marginare gli attuali smarrimenti e drammi spirituali\u201d.<\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Roma, 20 luglio 2017 &#8211; Dal 27 luglio il Complesso del Vittoriano &#8211; Ala Brasini ospita la mostra EPOS. CHAO GE. La lirica della luce, esaustiva antologica dedicata all\u2019artista cinese Chao Ge. 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